Sabato 23 Agosto 2008
Galeotta fu la crasi e chi la scelse
Io non dico che si debbano seguire i segni del destino per stabilire chi vincerà le elezioni americane di novembre. No. Le cose vanno come vanno per una questione di contenuti. Certo. Però. Se ti dicono che hai studiato in una madrassa, se ti dicono che saluti tua miglie come fanno i terroristi, se il New Yorker ci scherza con una copertina tutta talebana, in cui tutti questi stereotipi sono rappresentati con tanta coerenza da far incazzare tutti i liberal e lasciare del tutto indifferenti gli altri (che il New Yorker tendenzialmente non leggono, mentre suonano il banjo sotto il portico), poi non devi tuffartici proprio con tutti e due i piedi.
Ti chiami Obama, che è quasi Osama. Sei mezzo africano. Devi scegliere il vice. E scegli sicuramente un vice fantastico. Figuriamoci. Ma visto che, come insegna West Wing, nella migliore delle ipotesi il vicepresidente è inutile e nella peggiore è quello che Holden Caulfield definirebbe “a pain in the ass”, perché proprio uno che si chiama Biden? (Tra l’altro vi invito a ricordare il nome del vicepresidente di Bush. Quanti secondi ci mettete?)
Se Osama Bin Laden prenotasse un albergo al telefono col suo accento, con la linea un po’ disturbata, magari in un paese in cui si sa poco l’inglese come l’Italia, arrivando alla reception non troverebbe una prenotazione a proprio nome. Osama si incazzerebbe, pur se con lo stile da lord che conosciamo. Momenti di imbarazzo. Poi, con un sorriso accomodante, smacchinando al terminale, il concierge gli direbbe “Mi scusi. C’è stato un errore. Ecco qui la sua prenotazione. Era registrata a nome Obama Biden. Faccio subito portare una bottiglia di champagne nella sua camera, per scusarci del contrattempo, Mr. Bin Laden”.
Il messaggio subliminale c’è, insomma. Pensate ai cartoncini che saranno sventolati freneticamente dai sostenitori, con sopra scritto Obama-Biden. Pensate ai cervelli della gente che cercano di leggere quei nomi e pescano dall’archivio delle parole conosciute. E per un attimo il vecchio col banjo sotto il portico leggerà dietro gli occhiali storti il nome che legge da anni in qualunque approfondimento di Fox News.
Un cantante lirico leggero che si chiama come un dittatore cambogiano fa molto meno effetto, per dire.
4 commenti finora
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Ho pensato la stessa identica cosa sulla crasi =)
scritto da Francesco Sabato.23.08.08 18:48
Cambogiano.
scritto da masaccio Sabato.23.08.08 21:25
la SCELTA è stata sbagliata perché andava PRESO uno con cognome che piace a americani.
I cogniomi americani sono una storia un pò pAZZA un pò no.
Stallone era un cognome di vittoria, perché tu lo leggi e PENZI a RAMBO e ROCKI e COBBRA e dici: così vinco la guerra.
ALtro cognome che vince è MONRO’, perché pensi alle tette grosse e a cose così.
Ma quello bellissimo è SCHVAZNEGGHER, perchè è un pò chennedi (storie di matrimonio m’ha detto Ulderico), un pò TERMINETOR, un pò quella faccia di minchia che gli americani vogliono come capo.
Ecco.
ciao da eNZO
robbi, ragazzo barbuto, ,ma tu sei americano? Voti?
ciao signorine, spero avete avuto una estate di sole ma stado all’ombra
eNZO
scritto da eNZO Domenica.24.08.08 09:38
Certo, cazzo, cambogiano! Le vacanze rincoglioniscono. Grazie. Ora correggo.
scritto da Matteo Bordone Domenica.24.08.08 11:53
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