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lunedì 25 agosto 2008

One more red nightmare


Sarò fatto male, ma io non capisco. Leggo e rileggo il fondo di Marco Travaglio in cui espone le proprie perplessità sul cambio di direzione all’Unità e, scusatemi, ma non capisco.
Primo: sono molto affezionato all’idea secondo cui quando un editore cambia direttore, lo fa come e quando gli pare. E si fa influenzare da chi preferisce. Se poi è un giornale che ha lettori di sinistra, l’influenza del candidato alle elezioni per lo schieramento progressista non mi sembra proprio come dire una telefonata di Sai Baba.
Secondo: sono abituato a limitarmi ai fatti, e quindi, siccome l’Unità non mi piace da anni, sono felice se cambia, mi pare il minimo, e spero che l’unica continuità tra le edizioni sia nell’appartenere all’area progressista ed essere un giornale di riferimento per elettori del PD (aiuto!) o equipollenti (aiuto! aiuto!).
Ma il punto è quello che è successo negli ultimi anni. Mi sembra che l’Unità sia diventata un fortino astioso e compiaciuto, che vive costantemente sotto assedio, nel ribollire della propria indignazione, qualunque cosa succeda. Mi sembra che lo stile di Colombo e Padellaro sia sempre stato questo, cioè quello del giornale ciclostilato dalla resistenza durante l’occupazione. Non che questa impostazione non funzioni in assoluto: forse un modo per fare un bel giornale di quel tipo c’è. Ma la politica si è mangiata il resto del giornale, il tono è diventato quel beffardo-allarmato che mi fa venire l’orticaria, i lavori parlamentari e le commissioni sono diventati la spina dorsale di quello che non può più essere un quotidiano vagamente popolare, e, paradossalmente, le disquisizioni sulla linea del giornale e sulle correnti di partito sono diventate molto più asfissianti di quanto non fossero alla Pravda.
Trovo anche che le parole di Travaglio, che rivendica con orgoglio il “campo profughi” di collaboratori, come se fossimo appunto nella Francia di Vichy, la dica lunga sull’idea che Travaglio stesso ha dell’Unità. Quella di un giornale sano, che sta in piedi, che ha un senso spiccato delle cose, che interviene sul dibattito politico per ciò che scrive e non perché storicamente è il giornale del PCI, che non è ombelicale e palazzaro ma vicino al paese reale, che non fa molti soldi solo perché impossibilitato a raccogliere pubblicità stante-l’attuale-stato-di-monopolio-pubblicitario. Soprattutto Travaglio pensa e crede che l’Unità sia stato il baluardo della verità in tutti questi anni, essendo stato il giornale che orgogliosamente ha tenuto fede alla parola inciucio (e se il governo continua con le sue malefatte, tzé, smaschererà le cammellate e le triccheballacche in men che non si dica).
Insomma, se anche avesse ragione lui, e questo Titanic stesse affondando mentre cercano di nascondercelo, mi va bene se ogni tanto l’orchestra interrompe un pezzo per dire “Vi ricordiamo che stiamo affondando”. Ma quello che per me conta soprattutto è che l’orchestra suoni bene. Siccome l’orchestra cui era così affezionato Travaglio passava il tempo a disquisire di questo e quello, e, quelle rare volta che suonava, suonava Natalino Otto, ecco io spero che cambi tutto, in fretta. Solo un appello mi sento di fare: ridate a Marco le sue salamelle, che è quattro anni che è in manca e non è giusto!


Bah, da lettore affezionato dell’Unità, da Colombo a Padellaro (prima ero troppo giovane, e poi non c’era), io invece capisco Travaglio. Sicuramente hai ragione (e l’ho detto spesso) che un editore abbia il diritto, se non gli vanno bene, di cambiare tutti i collaboratori che vuole, ma il modo mi ha colpito. Voglio dire, sarà anche arroccato, sarà ogni tanto compiaciuta e, a volte, fine a se stessa, ma l’Unità ha sempre, in questi anni, dato voce a chiunque, e chiamato le cose col loro nome. E di questo c’è un bisogno tremendo! E poi, quanta fretta… E la signora De Gregorio non si è neanche presentata, oggi che sarebbe stato il primo giorno. Vabbè, per qualche tempo continuerò a leggerla, assieme ovviamente a tutti gli altri giornali che leggo ogni giorno, ovviamente, ma ho paura, e spero di sbagliare, che dietro questo cambiamento ci sia un desiderio di “allineamento”, e allora, il tuo “aiuto!” sugli elettori del PD, quando la posizione del PD non sembra proprio esserci, o è almeno nascosta molto bene, mi porta a pensare a un futuro senza linea politica… E a una
(seconda) fine, causata dai secondi fini.

mai letta l’Unità(preferisco il Foglio), ma stimo Travaglio.
Chi dovrebbe curare la linea editoriale dell’Unità, Luca Sofri?Adinolfi?

Concita de Gregorio è un’ottima giornalista, scrive bene e non è affatto “allineata”, da molti anni la seguo e conosco la sua penna pungente. E poi è una donna. Sono sicuro che sotto la sua direzione l’Unità sarà più leggibile, ultimamente con i suoi titoli “gridati” non mi piaceva proprio.
Ho letto che nel numero di domani Concita si presenta e spiega come sarà la sua Unità. Auguri!

io di LETTURE che mi mancano ce nè solo una. L’INTREPIDO. Era di una bellezza l’intrepido.
Era un giornale tutto di FUMETTi un pò diversi, ma no topolino e altri servi del SISTEMA così. NO.
L’INTREPIDO era fumetto che andavi dal giornalaio che al mio paese si chiamava luca (mischino poi è morto affogato nel Wischi) e ci dicevi: ciao Luca c’è l’ITREPIDO? e lui ti diceva sì e ti faceva l’occhiolino strizzerello, poi arrivava la VECCHIA arraggiata e diceva c’è SORRISI E CANZONI e Luca ci diceva no, la vecchia se ne andava e lui mi faceva vedere che sorrisi e canzoni c’era ma non ce l’aveva dato, allora io ci dicevo: ma perché non ce lai dato Luca?
e lui mi diceva: e con che cosa mi pulisco il culo senò stasera?
…miii risate con Luca. Mischino che è morto affogato nel wischi.
ONORE a LUCA e all’INTREPIDO

ciao da eNZO
ciao signiorine, ma siete ancora in vacanza? in TOPPLES?
ciao robi e ragazzo che non mi ricordo come ma che mi ha salutato
e ciao pure ate matteobibbianchi che ti rovini la vita cper delle MINCHIATE, ma che te ne fotte, sei ancora GIOVANE e inesperto, vai in bici a conoscere signiorine, è BELLO l’amore sai?, soprattutto a settembre, che è il MESE più gentile dei mesi.
ciao da eNZO

io di LETTURE che mi mancano ce nè solo una. L’INTREPIDO. Era di una bellezza l’intrepido.
Era un giornale tutto di FUMETTi un pò diversi, ma no topolino e altri servi del SISTEMA così. NO.
L’INTREPIDO era fumetto che andavi dal giornalaio che al mio paese si chiamava luca (mischino poi è morto affogato nel Wischi) e ci dicevi: ciao Luca c’è l’ITREPIDO? e lui ti diceva sì e ti faceva l’occhiolino strizzerello, poi arrivava la VECCHIA arraggiata e diceva c’è SORRISI E CANZONI e Luca ci diceva no, la vecchia se ne andava e lui mi faceva vedere che sorrisi e canzoni c’era ma n

Dai, Matteo, tirare fuori “l’influenza del candidato alle elezioni per lo schieramento progressista” nei confronti di “un giornale che ha lettori di sinistra” è ridicolo. O pensi che Barack Obama sia in grado di influenzare la scelta del direttore del NY Times?
È che L’Unità ha una natura ibrida, è un giornale privato e indipendente dal punto di vista societario, ma vuole allo stesso tempo fare da giornale “di partito”. Non “di area”, come Il Manifesto, proprio “di partito”, come Liberazione, ma senza essere di proprietà del partito, che tra l’altro nel frattempo non è neanche più quello.
È un bel casino, penso che tu abbia ragione sul giornale di resistenza fatto da Colombo e Padellaro, ma penso anche che sia nato in un periodo in cui di quella resistenza c’era bisogno, e che Colombo e Padellaro, con tutti i difetti, siano stati molto molto bravi a far risorgere un giornale che i passati direttori, Veltroni compreso, avevano affossato.
Sono stati messi alla guida di un giornale morto, ora è vivo, e lo stanno passando in mano a gente che, in questa resurrezione, non ha certo collaborato. È normale, è la vita, ma trovo anche plausibile che questo causi un po’ di mal di pancia, no?

[...] quel giornale di Colombo e Padellaro raccontava perfettamente quell’epoca. Come ha scritto Matteo Bordone, era un giornale di resistenza, da fortino assediato. Ma quella era la sinistra italiana subito dal [...]

Viva Concita!

Ma che bella scenetta. E’ stato il più clamoroso fenomeno di orgasmo multiplo in un giornale di sinistra dai tempi dei carri a Praga. I tre solisti Padellaro, Travaglio e Madame Verdurin a sviolinarselo ancora mentre il ponte si inclina e gli assediati uno alla volta precipitano. “Signori, è stato un onore suonare con voi”.

Mi sa che si son chiusi tutti nell’ufficio accanto alla sala riunione e agli echi di indignazione del comitato di redazione se ne sono fatta una di quelle collettive come usava da adolescenti.

Certo, Masaccio. Ma intendevo dire che, anche fuori dalle caratteristiche uniche dell’Unità, che sono la ragione per cui esiste (non certo BANANAS) e che Travaglio conosce e conosceva benone altro che balle, la cosa ha senso e a uno spettatore innocente e ignaro suona normalissima. Solo Travaglio si sconvolge perché è puro.

Non ho letto il fondo di Travaglio,ma credo sia quasi fisiologico che quando viene cambiato un direttore e viene sostituito da una persona estranea alla redazione,ci siano reazioni negative…lo trovo umano,vuoi per spirito di gruppo(ammesso che ce ne sia in un giornale,mai frequentata una redazione…),vuoi per corporativismo,vuoi per paura dell’ignoto,ecc… in tutti i posti di lavoro penso sia lo stesso.Quando da noi in ospedale venne sostituito il primario del reparto con uno sconosciuto,esterno al gruppo, a cui non si riconosceva alcun merito nè accademico nè di servizio(sai, nei reparti ospedalieri vige un rigoroso sistema gerarchico,in cui gavetta e servilismo e mutismo e rassegnazione sono i maggiori parametri di giudizio…ovviamente io rappresento l’ultima ruota del carro…) se non quello di una sfrontata raccomandazione politica,ci fu una preventiva rivolta popolare..poi il nuovo capo arrivò,ci si conobbe,si iniziò a lavorare e tutto si calmò…Bella favola,vero?…io però,rimasi lo stesso l’ultima ruota del carro…
Ritornando al discorso L’Unità,ribadisco la mia tesi:normale,fisiologica e forse anche dovuta lite e polemica di bottega,solo che se capita a me o a chiunque altro se ne può solo spettegolare(magari anche ferocemente) davanti alla macchinetta del caffè,se capita a dei giornalisti l’unico sfogo loro rimasto pare siano i fondi di prima pagina.Forse nelle redazioni mancano le macchinette del caffè…io non lo so,non le frequento

perche’ robert fripp in un post su travaglio? e’ perlomeno inquitante.

Ma sì, è normale che un editore cambi direttore. Travaglio (di cui non sono un fan, eh) si chiedeva, a quanto ho capito, semplicemente perché. Che linea potrà portare avanti Di Gregorio diversa da quella di Padellaro? Evidentemente una linea più adeguata al nuovo corso del Pd, meno critica nei confronti di Veltroni, meno aggressiva nei confronti di Berlusconi, più aperta al dialogo con la Lega, ecc.
Legittimo, è un giornale di partito. Basta dirlo, no?
Resta che, se fosse stato per Veltroni, oggi L’Unità non esisterebbe più, e grazie a Colombo e Padellaro esiste.

Visto che stamattina ho preso gusto a scrivere,qualcuno mi può dire se L’Unità è ancora un giornale da leggere?…io lo leggevo quand’ero pulcino al liceo,penso sotto la direzione del Ualter,allora ero proprio ueltroniano di ferro,mi compravo pure i suoi libri (CONFESSIONE RESA SOLO PERCHE’ IL BLOG PERMETTE UN CERTO ANONIMATO)…ora sono uno dei tanti iperdisillusi,persino schifati dalla nullità e inconsistenza di PD e lombriconi ueltoniani vari…voto solo per votare contro berlusconi,ma ormai senza neanche più entusiasmo,vah…
Ora che avete un mio parziale e deprimente profilo:qualcuno mi può dire se L’Unità è un giornale che si riesce a leggere?qualcuno mi può dire se L’Unità sarà un giornale che si riesce a leggere?

P.S. una riflessione estemporanea:vedendo quello che il PD doveva e POTEVA essere e quelllo che SIC! è diventato,e relazionandolo ai pareri e all’entusiasmo dell’amico Sofri…ormai è chiaro che Obama perde di brutto…sono quasi pronto a sostenere che tutto quello che sofri tocca…sfuma?Perde?Delude?
devo ammetterlo sono ormai in un periodo antiSofri!soprattutto da quando ha scritto un post su Ted Neely in cui mi ridicolizzava il Jesus Christ Superstar…e mi minimizzava il Ted Neely…SACRILEGIO! Lì hO capito perchè il PD ha sbagliato tutto…
mi sto trattenendo dal fondare il blog AntiLucaSofri…va beh,dai,gli amici si devono sopportare no?

Scusa Matteo,oggi sono proprio logorroico(si dice anche di chi scrive???),ma visto che oggi è tanta la voglia di rompere gli zebedei del prossimo mio: stavo ascoltando qualche podcast inevaso di Condor e mi è tornata in mente una puntata in cui mettavate in onda la cover di CONFORTABLY NUMB fatta dalle Scissor Sister:MAI PIU’ UNA PORCATA SIMILE A CONDOR?e tu e luca che l’avete pure difesa.,sostenendole la validità..aiuto!vi prego mai più…la cover più orrenda di sempre,parimerito con ILOVE ROCK AND ROLL della Britney…

Come volevasi dimostrare la prima riunione di redazione (correre.it per la cronaca) è finita a taralli. Con il fuori programma della benedizione del Cardinal Martini.
Insomma, per i duri che si aspettavano i sacchi di sabbia, un esordio un po’…loftio.

daniele: perché “one more red nightmare” è un fantastico pezzo dei king crimson

leonardo: hai ragione, ma era un sacco di tempo che non ascoltavo nulla del periodo wetton/fripp, e non me ne ero accorto. grazie!

figurati. non ho letto l’unità, ma in compenso ho appena risentito beat. un disco che non sarà discipline, ma contiene sartori in tangier, two hands e quella delirante jam che è “requiem”. timeless.

Sono assolutamente d’accordo con Francesco quando dice che Comfortably Numb rifatta dalle Scissor Sisters e’ una cagata pazzesca! Ho buttato nel cesso 4$ in un negozio del Village (Mini-Smoke: di quelli che stanno sparendo per colpa dei Megastores) e sto ancora vomitando! Era la mia canzone preferita, bastardi!
Riguardo a L’Unita’, o meglio a Travaglio, per dirla diplomaticamente, a me ha scassato u’cazz! Va beh che uno puo’ esprimere le sue opinioni, va beh che ha detto che e’ diritto dell’editore sostituire il direttore del giornale (fino a un certo punto, aggiungerei comunque…), va beh tutto, ma mi sembra che Travaglio sia su una brutta china… Del tipo, “Tu sei un coglione, scusa se te lo dico ma ho le mie idee e sono libero di esprimerle… Che fai adesso? Ti offendi? Ma no vedi sei contro la liberta’ di espressione, fascista!”
Un po’ esagerato insomma…
robi

sempre restando sulla musica: quella cover DEGLI altrimenti inutili scissor sisters è un sacrosanto sberleffo camp a un dinosauro della storia del rock. la cover, di per sè insignificante, è legittimata dalla sua funzione dissacratoria. non vale la pena di sdegnarsi troppo: i pf restano, gli ss sono già passati

[...] anch’io nel dibattito che impazza sui blog (v. ad esempio qui, qui, qui, qui, qui e qui e poi di nuovo qui e qui). Concita De Gregorio è diventata direttrice de [...]

Il femminile nel caso DELLE scissor sisters mi sembra indicato oltre ogni possibile dissertazione, fatto sta che anche trattandosi di sberleffo resta una cagata pazzesca!
L’intento dissacratorio (se vogliamo pure lodevole) non basta per ignorare lo spregevole risultato ottenuto.
Poi oh, sono opinioni personali e a me i 4$ non li rida’ nessuno (nessuno? no eh? vabbe’!) :)
robi

che bello robert fripp.
lo ascoltavo (sì questo pezzo qui) giusto cinque minuti prima di incocciare nel blog!

E pensa un pò con la tua testa, Bordone, non farti inflenzare dall’amico di merende …