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mercoledì 17 settembre 2008

Il funerale ateniese di un genio suicida


Ognuno scrive una cosa che ricorda di David Foster Wallace. Tutto il mondo della narrativa occidentale sta venendo qui a porgergli omaggio. Lui l’avrebbe trovato molto imbarazzante e esagerato, di sicuro. “Manco fosse morto McEnroe!” avrebbe forse detto.

ps – Il problema di passare tante ore al giorno con Luca e non ammazzarlo è che poi di notte l’aoreola fa luce ed è un casino prendere sonno. La battuta qui sopra non contiene una virgola di insofferenza. È una piccola tenerezza, riferita a uno scrittore riservato, schivo e follemente innamorato del tennis. Se muoio, voglio il funerale ateniese anche io.


Bravo , ottima ,
e probabilmente davvero …

L’ho trovato un gesto bello ed elegante invece…è giusto ricordare e celebrare un genio assoluto, Infinite Jest è un libro che cambia la vita di chi lo legge..

Purtroppo i cadaveri attirano anche
gli avvoltoi (mi scuso per la metafora),
e fioccano testimonianze di tanti
“quasi scrittori” che fra uno sperticato
elogio ed una frase di circostanza ci
tengono a far sapere come David Foster
Wallace himself avesse riconosciuto in
loro un incredibile talento letterario.
Vadano a zappare.

Oppure lo avrebbe trovato interessante.
Prima di cestinare il tutto aspetterei di vedere come viene gestito e portato a compimento.
Per il resto immagino che ci sia un filtro per le testimonianze ed il fatto che si tratti di un’operazione di McSweeney’s dovrebbe (DOVREBBE) rassicurare sull’onestà e sull’attenzione con cui è realizzata.
Bien, spero di non aver scritto (male) troppe boiate.

Per la verità io non scrivo. Leggo molto e spesso, ma senza costanza. E a dirla tutta infinite jest staziona sulla mia libreria da mesi, ancora non l’ho letto. ma adoro tutto il resto, dalla scopa del sistema agli articoli, ai romanzi brevi. E mi dispiace. Vale lo stesso?

Sai che sei scemo? L’insofferenza di cui parlavo era ovviamente per la celebrazione su McSweeney’s, come hanno notato anche altri commentatori qui, e sulla quale hai ritenuto di dare un giudizio a nome del compianto. Dovresti dormire un po’ di più. Ciao, a domani. L.

Siete carini quando litigate

Ma quale giudizio? Ho immaginato l’understatement di un genio depresso e gentile, come era DFW. Quelli che ci hanno visto un giudizio non hanno capito. Come te. Tiè. ‘Tipatico di un socio.

Nessuno ti capisce. Ma io ti voglio bene. Oggi ti compro un gelato. L.

Anche Foster Wallace era un pirla depresso come Christopher Johnson McCandless? Ah, giusto, Foster Wallace ha scritto libri dimostrando le sue capacità, Christopher era solo un depresso che non ha dimostrato alcun merito.

Fetish, la rete è grande. Mangia tanto pesce e, se proprio vuoi, torna quando sarai rinsavito.

Capisco di non essere al tuo livello. Però ti chiedo di spiegarmi, dall’alto delle tue qualità, perché McCandless sarebbe un pirla. Il ragazzo ha fatto una scelta, e concordo che le premesse siano sbagliate. E’ abbastanza infantile pensare che da un parte ci sono io puro e dall’altra un branco di stronzi. Detto questo, però, non capisco perché ridicolizzare la morte di una persona solo perché ha fatto una scelta sbagliata.

ps: mangerò tanto pesce. Grazie del consiglio.

cioè l’obiezione è “morire per conseguenza delle proprie azioni da pirla non fa di te un pirla”? oppure è “vivere come un pirla una vita da pirla che ti porta a una morte da pirla” è tale e quale che suicidarsi? oppure è “abbiamo tutti il diritto che non ci diano dei pirla, a prescindere da quanto pirla ci dimostriamo”? o, ancora, è “dateci dei pirla fintantoché siamo in vita ma – cribbio! – rispettate la convenzione sociale per cui da morti si è sempre e comunque i migliori, giacché si sa che i peggiori sono immortali”?

“Manco fosse morto McEnroe!” e’ una battuta cosi’ bella che chi la pensa non puo’ non fare, intanto. poi credo che Matteo abbia ragione anche nelle intenzioni, quelle che ha spiegato sopra.
la differenza fra uno che si ammazza e uno che che si ficca in una situazione di sopravvivenza che non riesce a gestire mi sembra evidentemente diversa. nina ha ragione.

1) L’accostamento tra DFW e McCandless è volutamente assurdo. Mi sono permesso di farlo perché più volte mi è capitato di dover discutere con persone che giudicano il suicidio un atto stupido e vigliacco e, per chi crede, un’offesa a chi ci ha donato la vita.
Per quanto mi riguarda, penso che il suicidio sia un urlo estremo di vita. E riporto le parole della stesso DFW: “La persona che ha una così detta “depressione psicotica” e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette “per sfiducia” o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un’occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l’altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano “No!” e “Aspetta!” riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta”.

2) Forse non conosco i parametri che possono portare a definire che una vita sia “da pirla”. Evidentemente c’è uno standard che definisce una vita non da pirla. Possibile anche che possa convenire con voi e dire che sì, McCandless era un pirla morto da pirla. Non so. Penso anche che McCandless si portasse dentro profonde inquietudini, magari insondabili, e che abbia voluto provare sulla propria pelle a risolverle. Non so, è una mia opinione. Come se anche lui avesse provato a suo modo a fare il salto di cui parla DFW. Cmq chiudo qui la polemica. Non mi piace molto “litigare”, poi mi innervosisco e non voglio lasciare la mia bavetta sul blog di Matteo.

3) Il problema, cmq, rimane il Partito Democratico. :-)

4) Prego Matteo di tornare a Dispenser, perché quando c’è Condor lavoro e non posso ascoltare. Ecco…io ho conosciuto Dispenser con Matteo e mi sento un po’ orfano.

Saluti a tutti

Condor con Matteo ora è molto bello, anzi dopo un primo periodo che si capiva lontano un chilometro dovessero rodare lui e Luca, ora sembrano i due vecchietti cinici dei muppets e io me lo gusto. Dispenser senza Matteo non ha perso nulla, tranne un ottimo speaker che continua a fare il suo lavoro e al suo posto hanno messo due per pezzarne la mancanza. Contenti loro…

Ma davvero succedono queste cose al Blogfest? Uno si immagina scorribande di nerd e invece le solite minchiate all’italiana. Che mangia spaghetti.

“Se muoio, voglio il funerale ateniese anche io”

se? e chi credi di essere, berlusconi?

Però l’aoreola è quella delle tette.