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sabato 20 settembre 2008

Cristoforo! (ovvero Le pirotecniche avventure di un’inviata italiana a Nuova Iorc)


Oggi Ale scrive di sport. Bellissimo. Si parla della chiusura di due stadi storici di New York, cioè Shea e Yankee. L’articolo vero, quello che ho letto io, è quello sul giornale di carta, perché online lo rimaneggiano. Vergogna!
Ale sostiene che lo Yankee sia “passato alla storia per gli incontri di box, il che è molto interessante. Come si gioca? Con delle scatole? Dei garage? Ci si chiude in una scatola in due o tre e ci si mena finché non esce un superstite vincitore? E se poi si mettono d’accordo e fanno finta, come si fa a capire? Mah. Tra l’altro Ale cita anche un campione di questo box, tale “Mohammad Alì”, che si chiama quasi come il più grande campione di boxe di tutti i tempi, cioè Muhammad Ali (o, all’italiana, Mohammed Ali). Boh. Strano. Sarà una specie di presa in giro, una versione satirica, coll’accento in fondo, tipo Totò le Mokò.

Poi si scopre che nello stesso Yankee Stadium hanno organizzato una cosa divertentissima: dei “rally politici”, fra cui uno nel 1990 a favore di Nelson Mandela. Deve essere stato fantastico fare le sgommate con la Subaru dentro allo Yankee Stadium. Avranno anche organizzato tutte delle cunette, dei tunnel, dei salti spettacolari, sarà stato uno spasso. Potendo, io mi sarei preso Clinton in persona come navigatore. Sai le risate?
Invece lo Shea ha lanciato l’era dei “concerti oceanici”. Io conoscevo il concerto vicino al mare di Errol Garner, ma i concerti oceanici non sapevo proprio esistessero. Stile Pink Floyd a Venezia, immagino: zatterona nell’oceano e pubblico sulle barche. E allora come hanno fatto a farli allo stadio? Boh. Forse tipo battaglie navali al Colosseo.
Infine veniamo a sapere che la gente si porta via dei pezzi di stadio, per ricordo. L’hanno denunciato i giornali newyorkesi all’inizio della “tornata finale”, che non si sa bene cosa sia, forse il final round, forse i play-off. Insomma questi si sono rubati perfino i “gabinetti delle toilette”. Che uno dice vuoi portarti via qualcosa, vuoi prendere i sanitari, un gabinetto? Be’ almeno scegline uno di quelli che ci sono all’ingresso accanto alle biglietterie, oppure quelli a bordo campo per i giocatori, o una qualsiasi delle tazze sparpagliate tra i posti a sedere di ogni stadio che si rispetti. Ma quelli delle toilette no! Perché se lo fai, io, che sono i New York Yankees (mica la Pro Patria), ingaggio “la polizia di New York, la Major League Baseball e varie agenzie federali per arrestare chiunque sia sorpreso a rapinare un pezzetto di stadio”. Non si scherza. Le associazioni sportive arrestano la gente, in America. Altro che. E poi ci sono diverse agenzie federali. Gli Yankees telefonano e quelli accorrono.

- Pronto. Parlo con Washington?
- Pronto. Qui Washington.
- Buongiorno.
- Buongiorno a lei. Come posso esserle utile?
- È Washington nel senso del posto dove c’è il Presidente?
- Sì.
- Non è lo stato di Washington, vicino al Canada, vero?
- No, no.
- È sicuro?
- Certo che sono sicuro, sono in maniche di camicia!
- Be’ d’estate anche a Vancouver…
- Qui è Washington! Washington DC! Mi prende in giro?
- Scusi, non volevo sbagliare.
- Chiamava per…?
- È l’Ufficio Agenzie Federali?
- Sì! Mi dica.
- Sono i New York Yankees. Qui, siccome stiamo tirando giù lo stadio, c’è la gente che si rapina i pezzetti per ricordo.
- E…
- E non va bene.
- Mi spieghi. Cosa rapinano?
- Tutto. Sedie, cartelli, perfino i gabinetti.
- Quali? Quelli a bordo campo? Quelli delle basi? Sono cose che succedono…
- No, no…
- Saranno i gabinetti sugli spalti. Uno ci sta seduto per tutto il nono inning, vede vincere la propria squadra durante l’evacuazione e poi, sa com’è, la madeleine, Proust…
- Lo capirei anche io, si figuri. Qui si parla dei gabinetti delle toilette!
- Non ci credo.
- Le giuro.
- …
- Si può fare qualcosa?
- Sì, e in fretta. La situazione è decisamente grave.
- Si può mandare qualcuno? Io pensavo di ingaggiare delle agenzie federali.
- Questo è l’Ufficio Agenzie Federali, per cui è la prima cosa che è venuta in mente anche a me, ma se lei pref…
- Le Agenzie Federali vanno benissimo. Quanto costa?
- Veramente queste sono agenzie gestite dal governo. Non è che uno le possa ingaggiare.
- Davvero?
- Eh sì. È una cosa pubblica, diciamo.
- In che senso?
- Pubblica, dello Stato.
- Ah. Non lo sapevo.
- Eh sì.
- Peccato. Mi piaceva quest’idea di ingaggiare la CIA. Dà un’idea di pugno di ferro…
- Capisco, ma non si può proprio fare.
- Quindi non mi può aiutare?
- Certo che la posso aiutare. I gabinetti delle toilette! Figuriamoci se il governo sta a guardare. Coinvolgiamo altre Agenzie Federali.
- Ma quali?
- Facciamo così. Io adesso le mando la lista. Lei ne sceglie un po’ da lì e mi richiama, va bene?
- Quante posso sceglierne?
- Non stiamo a vedere il capello! Quelle che preferisce.
- Tre o quattro?
- Diverse. Faccia lei.
- Anche la CIA?
- No, le ho detto la CIA no.
- Va bene. Peccato. La ringrazio molto. Sicuro che non si paga?
- Le dico di no.
- Va bene. Meglio così, alla fine. Allora grazie.
- Si figuri, dovere. Qui è Washington, siamo al servizio del paese, sa… ho anche la pistola io, per dire.
- Caspita!
- Eh sì. Non si sa mai, colla gente che c’è in giro. I gabinetti delle toilette. Roba da matti.
- Roba da emigrare in Canada.
- Non lo dica neanche per scherzo.
- Ha ragione, scusi. Dio benedica l’America.
- Bravo, così mi piace.
- Allora aspetto la lista. Grazie.
-Prego.


Gli antichi romani organizzavano delle vere e proprie naumachie allagando gli anfiteatri. Insomma, vuoi che nel XXI secolo dell’era volgare non si sia riusciti a portare l’oceano in uno stadio, e farci un concerto? Negli USA poi, in questo civilissimo stato in cui i gabinetti si trovano anche sugli spalti (che così uno non deve fare alzare tutti quando gli scappa, e può bere quanta birra vuole senza timore)… Poi uno capisce che questa faccenda del cesso pret- a- porter è una figata, e se lo porta via… E se lo può prendere da lì, il gabinetto, mica andarselo a cercare in fondo, imbucandosi nelle toilette, sai che fatica…

questa tizia qua mi puzza di raccomandazione potente…

Amme questo pezzo è piaciuto, parecchiotto anche…

Noto che nomini spesso la Sandenedettese….andavi lì in vacanza da bambino?

Triste. Triste e sfigato. Te lo dicono e non ci credi. Poi succede che leggi il suo blog e… capisci.

Prrrrrrrrr.

Allegro. Allegro e figo. Il post intendo.

Poi il caso ha voluto che lo leggessi… al gabinetto. Sì quello dello bagno. Non quello che ho in salotto ne tantomeno quello che ho piazzato in cucina…
Giuro sto ancora ridendo come un matto. Grazie Matteo.

Ma non ci posso credere, hai fatto una pernacchia.
Ha ha ah

Ahahah, la pernacchia è la cosa che mi è piaciuta di più. Ma perché non estendi la rubrica anche ad altri? L’hai fatto per MCC, potresti.

Ti prego estendila ad Antonio Monda che nel suo coccodrillo per Wallace tocca pregevoli vertici di surrealtà: “David Foster Fallace era tutt’altro che una frode” e: “negli ultimi tempi sembrava alla ricerca di ideali di perfezione che lo potessero riconciliare con il fatto stesso di esistere [...]. Individuava questi ideali negli elementi più inaspettati, ad esempio nel rovescio di Federer o nella ricchezza della cucina napoletana”.

Sei un ex brutto figlio di papà con la paranoia di criticare tutto e non sei in grado di reggere nessuna critica.
torna a fare il figlio di papà ma soprattutto cresci cretino

ex brutto figlio di papà???
Matteo necessitiamo avere tua biografia aggiornata.. non è che M. Bordone è lo pseudonimo di Gaddo Serbelloni Mazzanti Viendalmare?
Ma poi esiste una nobiltà varesina?
e la “R moscia” come hai nascosto la “R moscia”?
Se non puoi scrivermi tu fammi scrivere dal tuo maggiordomo…

Mio padre è vivo, stronza. E brutta ci sarà tua sorella.

Scusa**.

Ma uno che si fa dire da una donna cretino, e non gli viene duro, è un pirla*.
Uno che si fa dire da una donna cretino, e non gli viene duro e le da della stronza, è una brutta roba. Cosa, non so. Brutta di sicuro.

*Ps: ogni riferimento a cose e fatti intercorsi in questo blog è involontario (non vorrei che sfanculassi anche me (quando distribuivano le palle per reggere le critiche, il mio operatore era in pausa caffè. Adesso so con chi))

**Pps: scusa, scusa (vedi motivazione al ps precedente)

Ecco qui, che c’entra la sorella? Magari nemmeno la ha.

Coppelia:
Ma uno che si fa dire da una donna cretino, e non gli viene duro, è un pirla

forse, le lei è una gran gnocca padrona e lui uno schiavo

in tutti gli altri casi, ciccia: se dici cretino a uno metti in conto di beccarti della stronza

o alle donne no perché sono in quota rosa?

Ma perché bisogna mettere le quote rosa dappertutto?

Wow, siamo passati alle incitazioni al celodurismo!!!!

Solo perchè è di Varese dovrebbe essere più predisposto?
O no?

si chiama sambenedettese, con la M. cialtrone.

…e la Pro Patria scalza in men che non si dica la Sa()benedettese destinandola, inevitabilmente, all’oblio…

questo post fa ridere.
Piantatela con gli insulti, no ?

Credo che il termine “stronza” sia piu adatto per una che fa previsioni azzardate sul futuro di tuo padre, buon di a tutti…a proposito “buon di” non è un motto ma un Motta(R)