Giovedì 9 Ottobre 2008
Non fa ridere, ed è banale da strapparti le braccia da solo per la disperazione
Andiamo dritti al punto. Perché Mauro Biani (e molti prima di lui) non deve permettersi di dire che è oggetto di censura? Cos’è la censura? Cos’è la satira, e come si decide cosa sia o non sia satira?
Come tutte le cose umane (compresa la religione, e a differenza dei fenomeni naturali) anche questa questione si basa su convenzioni e abitudini. Quindi tutto quello che dico rispecchia la mia idea delle cose, certamente diversa da quella di molti altri. Lo dico prima, per limitare il putiferio del chi sei tu per dire bla bla bla.
Premetto che non ho niente contro Mauro Biani e non lo conosco.
Qualche giorno fa Mauro Biani ha pubblicato una tavola su M, l’inserto satirico dell’Unità che fatica a essere l’unghia del mignolo sinistro di Cuore (se pensate che lo dica perché conosco Gianluca Neri, per favore fermatevi, dico sul serio, fermatevi a riflettere, perché la vostra vita sta perdendo rapidamente senso e dovete fare qualcosa il più presto possibile).
La vignetta ha un senso in sé e un senso in relazione a come il mondo politico ha reagito. Partiamo dall’oggetto in sé.
La tavola mostra un disoccupato proletario sfortunatissimo che prende una pistola e spara a un ministro che ce l’ha con l’assenteismo statale. Niente del protagonista della vignetta lo pone in una condizione veramente discutibile, nel senso che non è nemmeno armato illegalmente, ma faceva la guardia giurata sottopagata. Quindi chi legge può solidarizzare in tranquillità, senza pagare niente. Il concetto che ci sta dietro è molto semplice: la gente è disperata, altro che assenteismo! L’unico elemento vagamente ironico sta nel paradosso dell’efficienza del killer, che contrasta con la manie per l’efficienza della vittima. Ma è solo una figura retorica marginale, molto facile e troppo esibita. Il fatto che A) non si rida, e B) ci si immedesimi in un personaggio del tutto positivo (forse con una sfumatura drammatica, ma per niente ridicolo o contraddittorio) toglie questa vignetta dall’ambito della satira. È quindi una specie di fondo, di editoriale, un articolo (pur se disegnato) che vuole far riflettere. E allora su quale tema vuole far riflettere? Il fatto che ci sia la gente che fa fatica a tirare a fine mese, sia disperata e pronta a tutto, e il ministro farebbe meglio a pensare a quello, alla disperazione, e non all’assenteismo? (Lasciate stare che non siete d’accordo col ministro: non me ne frega niente e non c’entra.)
La banalità del concetto è disarmante, e l’esposizione è solo apparentemente forte, perché fa leva sulla tendenza naturale della cultura politica italiana (demi cattocomunista, demi solo clericale) per l’individualizzazione drammatica del confronto. Poi non si fa niente, ma ci si indigna subito e moltissimo nel profondo del cuore, con la lacrimuccia. Finisce lì. E non si paga mai in prima persona, in termini pratici o anche solo ideologici. In compenso se ne esce, madonnasanta, come eroi romantici. Sensibilissimi.
Quando Lenny Bruce dava del negro ai negri e degli spaghetti agli italiani; quando si faceva arrestare per aver detto volgarità sul palco, sfidando la legge americana; quando sfruttava la leva della ragione per usare una forma oggettivamente sconvolgente e fastidiosa: in tutte queste occasioni la satira era un sfida nei confronti del pubblico, una pratica che univa spettacolo, comunicazione e politica, in un’impostazione profondamente progressista in senso etimologico. Costringeva a mettere in discussione delle idee e dei punti di vista; impediva di trincerarsi dietro alle più scontate delle proprie convinzioni; per finire rischiava di portare il protagonista (scusate, ma non è secondario) alla galera.
Lo stile di Biani, come quello di Andrea Rivera e della sua sparata contro il papa sul palco del Primo Maggio, o quello della tarda Sabina Guzzanti, è molto conservatore. Davanti a una platea, ideale o reale, perfettamente concorde con chi parla sui bersagli che si attaccano, si fa della retorica paradossale e si raccoglie una gerla di applausi. Ci torno dopo. Passiamo all’effetto suscitato dalla vignetta nel mondo politico.
Una brutta vignetta come quella non porta nessun contenuto né forte né debole, ma dà il destro alla destra per attaccare e indignarsi. Proprio come la sinistra si è sempre indignata ogni volta che Bossi ha parlato di fucili, ma con la piccola differenza che Biani non è un segretario di partito. Quindi ha danneggiato l’Unità come giornale, ha danneggiato la sinistra (di cui l’Unità è ancora qualcosa, benché non si sappia bene cosa), e ha danneggiato la cultura satirica (mia modesta opinione), oltre a spostare brevemente il dibattito politico su questa inesistente stronzata. Il fatto che i politici sfruttino questa roba per fare gli indignati è nelle cose: si chiama politica, appunto. E se uno fa finta di non conoscerla per poi giocare alla vittima, non sta giocando pulito.
L’altro giorno c’era un’altra vignetta dello stesso Biani, che non conosco e contro il quale non ho nulla di personale, ripeto. Non è la prima di questo tipo: sono una serie, una sequela, un genere. Questa volta c’è un bambino negro che muore di fame (personaggio che possiamo definire classico), e si sostiene sostanzialmente che mentre le borse fanno i loro porci comodi, in Africa la gente muore di fame nell’indifferenza generale. Sorvolerei sul calambour riso/riso, che è solo una sfumatura. Il concetto resta quello: non si ride, se non marginalmente, ma si attizza l’indignazione del pubblico. Lo si fa con strumenti retorici bassi, come l’idea per cui l’Africa sarebbe disperata per colpa di un Occidente che si preoccupa dei soldi per comprare le Mercedes. Punto e fine. La questione del rapporto tra Terzo e Primo Mondo è molto più seria e complessa di così. Ma chissenefrega, non sottilizziamo. Meglio andare dritti e convinti per la propria strada. Solo che quando si fa leva su uno stereotipo culturale per suscitare l’indignazione e prendere degli applausi si fa un’operazione semplice: populismo reazionario. Poi si può apprezzare, si può essere d’accordo, si può pensare che i giornalisti non facciano il loro dovere e tocchi ai comici, si può essersi convinti che sia il caso di rinunciare alla satira in favore di un più efficace populismo reazionario militante. Ma quello è. Bisogna saperlo.
E se il direttore di un giornale o di una rete decide di non volere nel proprio palinsesto dei populisti reazionari (cha abbiano torto o ragione, che ci sia o meno il regime) può legittimante decidere che non è il caso. La censura è tutta un’altra cosa. Non scherziamo.
Per finire, l’argomento della libertà di satira. La libertà di satira coincide con la libertà di parola. Non vorremo pensare che Rushdie si possa zittire e Benigni no, giusto?
Non è vero che tutti hanno il diritto di dire quello che vogliono tramite qualsiasi mezzo, in qualsiasi forma e con qualsiasi distribuzione; ma è vero invece che tutti hanno il diritto di dire quello che vogliono a un pubblico che devono conquistarsi, dal proprio gatto fino all’intero pianeta terra. La pretesa di pubblicare ovunque per “diritto di parola” è una colossale panzana. In caso contrario vorrei scrivere le recensioni dei videogiochi sull’Osservatore Romano. Prima pagina, grazie. (Ocio, santità, che se no è censura!)
50 commenti finora
Commenta
Il premetto fa lecchino. E ti sei dimenticato un accento.
Biani è un povero coglione, non se ne può piú di questa gentina che non vale nulla e nulla ha da dire. A sinistra la feccia - principalmente - son loro.
scritto da Kli Giovedì.09.10.08 01:55
non so se mi turba di più la voce del verbo “dare” senza accento, o la riduzione (sia pure attribuita ad altri, e stigmatizzata) della storia di cuore a identificazione con uno che ci ha fatto il grafico un quarto d’ora prima che chiudesse.
scritto da nina castellano Giovedì.09.10.08 02:17
Dà mi era sfuggito. Scusate. C’era Medusa Carfagna che mi distraeva con gli occhioni. Proprio perché c’è in giro gente che pensa che la Blogfest sia stata tipo Yalta, e che delle correnti occulte uniscano i rettiliani, il Cillit Bang e Zoroastro in un gigantesco progetto per prendere il potere, ecco, mi tutelavo, sia col premetto che con la parentesi su Neri. E ribadisco, già che ci siamo, il mio titolo preferito di Cuore: “C’è un buco al centro. Che sia il buco del culo?”
scritto da Matteo Bordone Giovedì.09.10.08 02:49
E c’era anche demi, che avevo scritto con l’accento acuto. È senza accento! Fiuuu. Per un pelo.
scritto da Matteo Bordone Giovedì.09.10.08 02:58
CenZura.
scritto da Kli Giovedì.09.10.08 03:11
Com’è terribilmente bello Lenny Bruce in quella foto lì.
scritto da Alessandra Giovedì.09.10.08 03:13
Il “premetto” in effetti sarebbe meglio non doverlo usare/vedere così tanto come invece accade ; bah , sempre meglio di : “…Giuro.. ” , ma insomma … Sarebbe buono non ci fossero moltitudini di persone subito pronte a scavare , dentro certe affermazioni , e sempre postulare immediatamente, come prima istanza, l’ esistenza di situazioni ( siano “interessi” di vario genere , antipatie personali , etc.) che fanno si che le considerazioni espresse non siano, almeno nel tentativo, imparziali , oneste , limpide. Va “bene” , ormai molti son inevitabilmente abituati al “non fidarsi è meglio” , ma , cribbio , necessiterebbe che , almeno fino alla manifestazione di vari episodi andanti a testimoniare o almeno far sospettare la “partigianeria” del soggetto , egli sia supposto innocente , ripeto , almeno in prima istanza. Capisco non accada abbastanza , però , coraggio , invoco a che i soggetti sopracitati si stufino del dover sempre far premesse onde tentar di provare a mitigare le accuse di certi , solitamente, non illuminati. Comunque sia, prob.,mal di poco : solo un po’ di palle.
@Nina : la “riduzione” e “identificazione” le ha fatte giusto lei . Giocando con le parole si può trovare qualcosa di appuntabile in qualunque cosa uno dica. Dai, pevfavore. Gotcha!
Riguardo al contenuto principale del post , mi trovo banalmente pienamente d’ accordo .
Credo che quasi nessuno abbia pensato “that’s a good one” , e per molti fosse proprio ” na’ mmerda”.
Però insomma , dai ci sta, certe volte abbiamo
http://www.youtube.com/watch?v=Fy43z9RFmiw&eurl (frase finale) , certe volte proprio no .
Chiaro , se tale livello fosse una costante e fosse proprio di tutti i contenuti del prodotto in cui è inserita la vignetta , personalmente non vedo come ipoteticamente verosimile il fatto che potrei, IO, comprare un tale giornale con una certa assiduità ; tutto qui . Ne hanno fatta troppa fuffa , ci sta che quella fuffa avesse mercato , o almeno qualcuno lo pensava.
Però , forse infantilmente, la cosa sulla quale si è maggiormente soffermata la mia attenzione , per quanto non fosse, per usare un eufemismo, del tutto arcana ad oggi , è che, il MB titolare qui, è decisamente prolisso .
Data la sua occupazione è, probabilmente, in gran parte un bene o addirittura necessario, però : “cazzo figa , sei prolisso un monte.”
scritto da Kluz Giovedì.09.10.08 07:30
E , nel caso : “prima io ” , “all’ infinito + 10 più di te” e “specchioriflesso”.
scritto da Kluz Giovedì.09.10.08 07:32
biani , con la b minuscola, è negato.
Biani, con la B maiusc., è stranegato.
Infatti sta all’Unità.
Scòzz
scritto da fs Giovedì.09.10.08 09:36
Rumore x nulla: Biani è un negato. Infatti è all’Unità.
Scòzz
scritto da fs Giovedì.09.10.08 09:38
Magari è ovvio e l’hanno capito tutti, ma non l’ho sentito dire da nessuno: vi siete accorti che la vignetta riprende la foto del Ragazzo finlandese che ha fatto la strage a scuola?
Questo aggiunge un po’ di senso alla vignetta: competitività, rendimento, alienazione, strage all’americana bla bla bla…
Rimane il fatto che non fa ridere.
scritto da Emanuele Giovedì.09.10.08 10:03
E’ che forse nemmeno ci prova, a farti ridere…
scritto da Geffe Giovedì.09.10.08 11:02
la CENZURA non è MAI bella cosa, NO NO NO.
SE tu fai CENZURA al mondo, perdi il SAPORE di cosa.
Timmaggini la CARBONARA cenzurata: cioè arriva UNO tutto di POTERE e dice: no alla PANCETTA. Ma che minchia di mondo è? E che MINCHIA di carbonara sarebbe? Boh
Te l’IMMAGGINI un mondo CENZURATO senza mare? io NO.AH, vero, tu vivi a MILANO, scusa
ciao da eNZO
RICORDA: il PROBBLEMA non è la COSA in sè, ma da dove la vedi. MIzzichina, lo SCIANGAI non ti ha inzegnato NIENTE?
Uffi, mi FAI disperare TU
scritto da eNZO da casa di Ulderico Giovedì.09.10.08 11:03
[...] su tutto quanto scritto in quel post, tranne che su un dettaglio. Scrive [...]
scritto da La censura, Bordone e le vignette populiste e reazionarie « Champ’s Version Giovedì.09.10.08 11:19
La tristezza della sinistra odierna sta nel fare l’opposizione come la vuole la maggioranza.
Cedere alle provocazioni, non essere propositivi. E il governo ci sguazza, non vede l’ora che arrivi il populista di turno. E noi ci becchiamo la santificazione delle ministre a Matrix.
Povera sinistra…che fine hai fatto…
scritto da Emanuele Giovedì.09.10.08 11:20
La vignetta non è stata censurata.
E’ stata utilizzata dalli politiki in maniera volpescamenta zozza.
Tu Bordone, dici che questa è la politica. Ennò, questa è la politicaccia dimmerda.
Non mi confondere lo stato delle cose con il concetto delle stesse.
E’ come dire la televisione è questa (rai-mediaset-sky-limortè) mentre SAI che può essere altro, in quanto se hai la mia età l’hai vista la vecchia BBC e anche la RAI, sì.
Chiuso sto capitolo, s’apre l’altro sulla questione: Biani fa cagare o meno?
E lì ognuno ha il suo.
un sempre interessato
Mak
scritto da makkox Giovedì.09.10.08 12:29
Biani ha fatto bene. Anzi benissimo.
scritto da Tranqui Giovedì.09.10.08 13:26
caro matteo, io non vedo l’ora di leggere la tua recensione di fallout sul giornale preferito da luca!
scritto da andrea Giovedì.09.10.08 13:45
L’ho già letto e lo condivido: “uno dei compiti della satira è smuovere le coscienze”. Biani è bravo in questo, anzi il più bravo. Disegna bene e riesce a toccare le corde dell’anima. Forse non siamo abituati a questo genere, vorremmo fare paragoni con Altan o Ellekappa o Staino, ma ogni confronto non ha senso: ognuno di loro ha una caratteristica precisa che li rende artisti.
Semmai il grande merito di Biani è aver ridato senso alla vignetta: proprio Brunetta si era fatto promotore di un concorso per vignettisti che lo vedesse protagonista. Come dire: scherzate pure su di me e fatemi ridere. Ma Biani non l’ha fatto ridere, lo hafatto riflettere e credo ci sia riuscito.
Ma in questi giorni non si è discusso se Biani è bravo o meno, se quella è satira o no. No, si è discusso se quella vignetta istighi alla violenza. E il limite di questo post, pur ragionato e argomentato, è prorpio questo: voler portare la discussione sul giudizio di valore artistico (cosa sulla quale altri artisti hanno già salvato Biani, e con competenza).
Dicevamo che la vignetta di Biani è sotto accusa solo perchè istiga alla violenza, secondo Gasparri. E allora chiediamoci se davvero la nosta società può essere inviperita da una vignetta dell’Unità oppure dai toni usati dai nostri politici.
Non so quanti mitomani andrano con la pistola da Brunetta, ma so quanti si scagliano contro gli extracomunitari, gli omosessuali, i magistrati, gli autori saturici e con quanta violenza “vera”. Ecco, parliamone. Anche se volete attraverso l’email.
scritto da Nicola Giovedì.09.10.08 14:14
“I pattini hanno le rotelle. Mia zia ha i pattini. Mia zia ha le rotelle.”
sta a
“La pretesa di pubblicare ovunque per “diritto di parola” è una colossale panzana. In caso contrario vorrei scrivere le recensioni dei videogiochi sull’Osservatore Romano. Prima pagina, grazie. (Ocio, santità, che se no è censura!)”
tanto quanto un falso sillogismo sta alla malafede.
scritto da coppelia Giovedì.09.10.08 14:15
Fa bene a non paragonare la vignetta di Biani con Cuore. Cuore non si è mai sognato di poter fare cose simili. La vignetta difatti è da paragonare a “il Male”. Ed è proprio questo il quid della sua dettagliatissima, scusi, banalissima analisi: vi rode (mica solo a Lei, eh) per il clamore mediatico e il gran colpo di vera satira. Banale dunque perché è tutto là. Ed è perciò che messo per dovere di post-corretto 2 cazzate sulla vignetta, si attacca personalmente (e artisticamente) proprio il Biani, tirando fuori persino i clichet banalissimissimissimi di cattocomunismo etc.. D’altronde se insiste più di una volta sul “oh personalmente io non ho niente…” la scoprono tutti sig. Bordone, diamine un po’ di fondamentali della comunicazione!
Alice
scritto da alice Giovedì.09.10.08 14:49
Alice, fondamentali di comunicazione, nell’Internet non si dà del Lei, risulta altisoante e ingessato, fa proprio strano…che poi se vedi un Matteo Bordone per la strada gli dici “Buongiorno signor Bordone?”, ma dai, è pure diventato l’idolo degli indiefroci con la montatura nera!
Poi, vedi che avevo ragione nei pensierini sul post di Shyamalan! Cioè: ““uno dei compiti della satira è smuovere le coscienze”. Biani è bravo in questo, anzi il più bravo. Disegna bene e riesce a toccare le corde dell’anima.”, a me un’affermazione così mi pare talmente fuori dal mondo e dalle cose che non me ne capacito.
E per quanto riguarda il “Dicevamo che la vignetta di Biani è sotto accusa solo perchè istiga alla violenza” –> No.
scritto da sarah Giovedì.09.10.08 16:07
Bordone, ti ricordi la prima pagina del Male con la foto di Moro, prigioniero delle BR, in camicia, e il fumetto “Scusate, abitualmente vesto Marzotto”?
Non voglio dire che la vignetta di Biani sia all’altezza di quella (assolutamente geniale, per quanto spietata), ma ha qualcosa che me la fa ricordare, e di certo non lascia indifferenti.
Se a te non è piaciuta, se credi che la certezza delle strumentalizzazioni politiche che seguiranno debba portare all’autocensura, pazienza. Ormai, in questo sfortunato paese, ci troviamo a dover giustificare cose che altrove sono ovvie ed intoccabili: ad es. hai mai visto il Lettermann Show in questi ultimi giorni? è una presa per il culo continua per McCain che, dopo aver accettato l’invito come ospite, gli ha dato buca accampando la scusa di un impegno urgente a Washington, ed invece era a farsi intervistare in un’altra rete! In Italia, secondo te, quanto durerebbe una trasmissione in cui si prende per il culo il nano (ma seriamente, non con il “Cavaliere Mascarato” di quel servo patetico di Ricci) prima che saltino fuori i difensori della “vera satira” o del “diritto al contraddittorio” (Lucia Annunziata e Petruccioli sarebbero di certo in prima fila) a farla sospendere?
scritto da Raf Giovedì.09.10.08 16:33
@raf
quello che ha fatto indispettire di più Letterman è che non è andato da lui, ma a farsi intervistare da Katie Couric, sempre sulla CBS. Solo per la precisione.
Per quello che riguarda Biani, a me la vignetta non ha per nulla scandalizzato, anzi.
Sulla satira: siamo proprio sicuri che debba sempre fare ridere?
Sul messaggio reazionario: siamo sicuri che certe cose non debbano proprio essere dette? (sono domande vere, chiedo lumi!)
Chè, messa in questi termini, allora anche i Red Hot Chili Peppers fanno da vent’anni lo stesso riff e lo stesso “beng dighidighidighi ben” epperò si dice che hanno uno stile.
Biani non ti piace, e anche io ne preferisco altri, ma non ho capito bene il senso del post, evidentemente…
scritto da Enrico Giovedì.09.10.08 17:18
Biani è in cerca di visibilità, tu gliela stai dando, Punto
scritto da Fra Giovedì.09.10.08 17:47
Caro Matteo (va bene così Sarah ;-)), più rileggo il post e più mi convinco che è un post Veramente Populista (altro che le vignette). Coperto ed allineato. Guarda Bordone che la magggioranza della gggente è d’accordissimo con te, utilizza persino molte delle tue parole mutuate dalla televisione.
@Fra, chi parla di Biani in questo momento è in cerca di visibilità, come è evidente.
alice
scritto da alice Giovedì.09.10.08 18:08
minchia, tutto STO BORDELLO
per una VUGNETTA…
eppoi UNO si domanda e si chiede PERCHE’ questo PAESE è nella MERDA…
mah.
bah.
boh.
comunque, NON MI MERITATE.
ciao agli altri
scritto da eNZO Giovedì.09.10.08 18:46
Enzo, non avrei mai pensato che te lo sarei venuta a dire, ma SEI IL MIGLIORE! L’ultimo commento è l’unica cosa che restava da dire. Al di là della polemica che da questa vignetta è sorta, e della quale quella in coda a questo post è solo un pallido riflesso, credo che le vignette sciocche, come quella incriminata, siano, oltre che un fallimento dell’intento di satira, anche una manifestazione di cattivo gusto. E forse, invece di gridare al terrorismo, si poteva semplicemente far spallucce e dire: “Bah, a me nun me fa ride’”.
scritto da Ipazia Sognatrice Giovedì.09.10.08 19:22
« La satira è tragedia più tempo. Se aspetti abbastanza tempo, il pubblico, i recensori, ti permetteranno di farci satira. Il che è piuttosto ridicolo, se ci pensi.»
[Lenny Bruce]
penso che a Mauro Biani calzi sta definizione di Bruce nella parola “tragedia”. Questo ovviamente crea casini. E’ difficile parlare (in qualsiasi modo) della tragedia, figuriamoci scherzarci per frustrazione.
Ci vuole il coraggio di esporsi, anche di sembrare retorico o di toppare.
Mauro ce l’ha.
Certo non gli riescono tutte col buco le ciambelle, ma ogni tanto ‘na ciambella la fa.
Io manco ci provo a far le ciambelle ché ciò paura m’escano senza buco.
Non rischio, ma non rischio neanche di riuscire mai a farne una.
E non rischio nemmeno che Scozz mi dica che son pippa
Mi sa che è proprio ora di cena co’ ste cazzo di ciambelle che mi si son fissate in testa e non ho preparato un cazzo.
Na tragedia. HA!
mak
scritto da makkox Giovedì.09.10.08 21:14
“Biani riesce a toccare le corde dell’anima”
Sì, e la terra è quadrata.
Vorrei sapere cos’è questa mania del lirismo che ha contagiato un sacco di poveracci, che pensano che scrivendo cose che alle persone normali fanno venire, nel migliore dei casi, i brividi faranno la figura degli intelligenti-sensibiloni; ma non è nemmeno questo a disturbarmi, ciò che mi disturba principalmente è quell’altra mania sinistroide di definire artista qualsiasi merda con una matita in mano: se sei un deficiente e l’arte non sai manco dove stia di casa, evita, per favore.
(E la storia di poter discutere per e-mail è patetica, se ti senti solo iscriviti ad un social network)
scritto da Kli Giovedì.09.10.08 21:35
Ed ho trovato un altro errore: in tutte queste occasioni la satira era unA sfida.
scritto da Kli Giovedì.09.10.08 21:49
Ora arriva Kli e ci spiega cos’è l’arte. Finalmente, erano millenni che attendevamo. Altro che esperimento del Cern. E’ qui ed è gratis. Un momento storico perdio, vai Kli.
Plu
scritto da plu Giovedì.09.10.08 21:53
No, non faccio nulla gratis, imbecille.
Ma penso davvero che la gente come te e l’altro debba, al massimo, stare ad asciugare gli scogli. Ed in silenzio. Se ti senti piccato perché sei un poveraccio - e magari pensavi di poterti salvare da questa situazione fingendoti “acculturato” (visto che bontà, vengo incontro al tuo vocabolario per non farti sentire inferiore) - è un problema tuo.
scritto da Kli Giovedì.09.10.08 22:14
Ottimo, io sono soddisfatto. Buona serata a te.
plu
scritto da plu Giovedì.09.10.08 22:23
Non so come tu faccia a non mandare a quel paese tutto e tutti, dopo alcune delle rispostacce lette qui, io per molto meno avrei chiuso baracca e burattini…Non ti curar di loro ma guarda e passa (citazione necessaria)
scritto da Mac1x82 Venerdì.10.10.08 00:14
Ops…Non ragioniam di lor, ma guarda e passa
scritto da Mac1x82 Venerdì.10.10.08 00:15
@Nicola
“Le corde dell’anima” lo conduce Gabriele La Porta alle tre di notte
@Makkox
Voglio il decoder per Tele Limortè
scritto da Alessandra Venerdì.10.10.08 04:23
DISAMINA RAPIDA DELLE CAZZATE DI QUESTO POST
1) La tavola mostra un disoccupato proletario sfortunatissimo…
- La tavola ha un riferimento al ragazzo finlandese che ha sparato ai suoi compagni di scuola. Se non ci sei arrivato da solo ti bastava leggere le interviste rilasciate da biani
2) Il fatto che A) non si rida, e B) ci si immedesimi in un personaggio del tutto positivo (forse con una sfumatura drammatica, ma per niente ridicolo o contraddittorio) toglie questa vignetta dall’ambito della satira.
Con questo dimostri di non capire la differenza tra satira e comicita’. E’ stata citata a proposito la copertina de “Il Male” con Aldo Moro, che non faceva ridere e ci faceva immedesimare nel personaggio. Puoi dire che quella non e’ satira? Si, puoi dirlo, ma nel farlo dimostri di non aver capito nulla di satira. Anche se ti sei letto tutte le annate di Cuore, rileggiti il Male e Frigidaire e poi torna a fare gli esami di riparazione. La satira non deve necessariamente far ridere, ma ha il compito di far ragionare e discutere. Da questo punto di vista la vignetta ha ottenuto il suo effetto, anche se le cose di cui si sta discutendo non c’entrano nulla con il vero messaggio della vignetta: occhio brune’, c’e’ un disagio sociale che rischia di esploderci sotto i piedi.
3) E non si paga mai in prima persona, in termini pratici o anche solo ideologici. In compenso se ne esce, madonnasanta, come eroi romantici. Sensibilissimi.
Beh, essere costretto a leggere cazzate come la tua e come quelle che hanno scritto i giornali mi sembra sia stato un prezzo da pagare fin troppo alto per Biani. Quindi anche su questo hai toppato alla grande.
4) Lo stile di Biani, come quello di Andrea Rivera e della sua sparata contro il papa sul palco del Primo Maggio, o quello della tarda Sabina Guzzanti, è molto conservatore.
Vallo a dire a quelli che gli hanno lanciato una fatwa perche’ si e’ permesso di far parlare Gesu’ in una vignetta… anche qui dovresti documentarti meglio.
5) Una brutta vignetta come quella non porta nessun contenuto né forte né debole, ma dà il destro alla destra per attaccare e indignarsi.
Un brutto post come il tuo, invece, porta contenuti stupidi e deboli, e fa il gioco di chi dice che internet e’ piena di stronzate ed e’meglio leggere libri che leggere blog, perche’ il libro ha sempre una lettura qualificata e una correzione di bozze prima di essere pubblicato, e se contiene cacchiate viene cestinato, a differenza di quello che ti esce dalla testa e appare su queste pagine.
6) Quindi ha danneggiato l’Unità come giornale, ha danneggiato la sinistra (di cui l’Unità è ancora qualcosa, benché non si sappia bene cosa), e ha danneggiato la cultura satirica (mia modesta opinione), oltre a spostare brevemente il dibattito politico su questa inesistente stronzata.
Non mi risulta che l’unita’ abbia chiesto i danni a Biani, mi risulta che la sinistra sia stata molto piu’ danneggiata dai vari Veltroni D’Alema Fassino che da qualunque vignetta, non so che cosa sia la “cultura satirica” di cui vaneggi, ma qualunque cosa sia sono certo che la produzione di Biani l’ha valorizzata, e il dibattito politico e’ stato spostato su questa stronzata da quel coglionazzo di Gasparri che dopo aver sprangato in gioventu’ (ma davvero, non con la matita) ora si alza la sottana urlando allo scandalo per qualcosa che non ha capito.
7) E se il direttore di un giornale o di una rete decide di non volere nel proprio palinsesto dei populisti reazionari (cha abbiano torto o ragione, che ci sia o meno il regime) può legittimante decidere che non è il caso. La censura è tutta un’altra cosa. Non scherziamo.
Infatti, la censura e’ quando un direttore non ha abbastanza palle per difendere un autore, si nasconde dietro scuse raffazzonate fatte per conto terzi e si piega a novanta gradi chiedendo scusa al papa’ e alla mamma se ha detto una parolaccia, e in tutto questo si scarica il barile su Biani.
E questo chi lo decide? Tu o l’articolo 21 della costituzione? Ti sei dimostrato abbastanza sprovveduto con quello che hai scritto, ma perfino tu dovresti capire la differenza tra definire una linea editoriale e lasciare da solo chi ha avuto la sfortuna di fare una vignetta mal capita e mal digerita dal governo.
Detto questo, io penso che le barzellette non vadano spiegate, e nemmeno la satira, quindi se non hai capito qual e’ il problema ti lascio libero di restare con le tue idee sbagliate in testa.
Dal mio punto di vista il problema e’ che tu attacchi chi dice di fare satira senza riuscirci, ma ignori chi dice di far politica e invece fa i suoi interessi privati, qualcun altro parla di violenza disegnata e lancia anatemi mentre manda soldati all’estero per praticare la violenza vera e lascia i poveri cristi in balia della violenza economica, altri parlano di stile, buon gusto e valore artistico mentre poi alimentano un sistema televisivo che premia solo zoccole e lecchini, e in tutto questo sembra che il problema piu’ grande del mondo sia un disegnino del cazzo.
Fatti un favore: occupati di cose piu’ serie e di problemi reali, che magari ti riesce meglio. Resisti alla tentazione di dire due cazzate su ogni polemica che fa tendenza: il mondo e la tua vita miglioreranno di sicuro.
scritto da Matteo Bordino Venerdì.10.10.08 05:30
> La tavola ha un riferimento al
> ragazzo finlandese che ha sparato ai
> suoi compagni di scuola. Se non ci
> sei arrivato da solo ti bastava
> leggere le interviste rilasciate da
> biani
Non so chi sia “Matteo Bordino” (a parte il certo vincitore dell’ambito premio per il nomignolo più spiritoso dell’anno) ma dev’essere parente di quelle giornaliste che durante la sfilata di Prada dicono «Ma cos’è ’sta roba» con l’aria che avrebbero davanti alla verdura andata a male, poi vanno nel backstage, la Miuccia gliela spiega, e il giorno dopo pubblicano articoli con scritto geniale-punto-esclamativo e ripetono a pappagallo concetti veicolati da vestiti come esposti dalla venditrice dei vestiti medesimi.
Sono vestiti, me li devo mettere, non me li devi concettualizzare. È una vignetta, mi deve far ridere, qui, ora - mica necessitare bisogno di un’intervista a margine con annessa spiegazione del perché dovrebbe farmi ridere.
E comunque io ho imparato il trucco. Me l’hanno insegnato anni di piagnisteo luttazziano. Quando iniziano a cavillare con le distinzioni tra comicità e satira e quanto sei incolto tu che non capisci, significa che non ti stanno facendo ridere, e lo sanno.
scritto da nina castellano Venerdì.10.10.08 06:14
@ nina castellano: neanche io so chi sia Matteo Bordino, ma la satira non deve necessariamente far ridere, e su questo ha ragione.
Per quanto riguarda Luttazzi: ricordati che, quando a lamentarsi è la persona più ricca e potente d’Italia, vuole dire che c’è qualcosa che non va.
Luttazzi E’ vittima della persona più potente d’Italia, e questo è inconfutabile.
Se te non fa ridere, problemi tuoi, ma se Lui è seduto a far miliardi e Luttazzi in giro per teatri perchè in televisione non può andare c’è un perchè. E non venirmi a dire che ha avuto la sua occasione su La7…
Poi, ci sarebbe da discutere su come, in questo strano paese, chi dice la verità venga additato come pericoloso criminale.
scritto da Enrico Venerdì.10.10.08 09:12
A me Vauro che fa dire a Brunetta “Metto i tornelli, tanto io ci passo sotto”, mi fa ridere, ma fa il gioco di Brunetta. E’ puro sfottò, quale satira! Prenderlo in giro per la sua statura non è satira.
La satira non lo colpisce per quello che è, ma quello che fa. E Brunetta ha alimentato un clima di “caccia alle streghe” violento e pericoloso, quello sì. Biani lo ha evidenziato. Punto. E gli dico bravo, anzi bravissimo.
Poi io dico che tocca le corde dell’anima… forse voi moderni che citate le sfilate di Prada e le scuole di comunicazione dite che disegna “di pancia”, non so. Voglio dire che i suoi disegni mi colpiscono profondamente. Prendetemi pure in giro, non me la prendo a male. Anzi indico un concorso: fate delle vignette su di me!
scritto da Nicola Venerdì.10.10.08 11:04
Vignette su te? Il manicomio ti ci vuole.
Matteo Bordino è comunque il peggiore finora; talmente rincoglionito da non capire la sottile differenza tra funziona-non funziona. Si è letto le interviste perché lui per primo non ne aveva capito un cazzo, ma continua a definirla satira; poi dato che non riesce a spiegare nemmeno a sé stesso perché uno come Biani lavori conclude con “I politici rubano, c’è la fame nel mondo e la televisione è piena di mie parenti”. Brillante.
scritto da Kli Venerdì.10.10.08 13:09
Ho già detto che Biani fa schifo al cazzo?
Scòzz
scritto da Tre Cinni Venerdì.10.10.08 13:09
Kli, ma parlaci ancora di arte, te ne prego. Tu conoscitore profondo di bordone, bordini e biani. Oh vate, allora l’arte è quella “che funziona”? O la satira perde la funzione se non ti funziona? E cosa non ti funziona esattamente?
scritto da plu Venerdì.10.10.08 13:35
Ma non te n’eri andato a fanculo ieri sera con la coda tra le gambe? O sei tornato a vendicarti perché non sei riuscito a dormire la notte?
Giusto perché sei un ritardato: ho scritto satira e non ci ho messo dentro l’arte, attieniti almeno al contenuto dei commenti.
scritto da Kli Venerdì.10.10.08 13:40
Sei una vera sagoma e un grande maestro di vita, sto cominciando a capire cosa non ti funziona esattamente.
Buon pranzo.
scritto da plu Venerdì.10.10.08 13:51
Ciao Matteo, ho conosciuto biani col tuo post, dai che è un genio della vignetta! Poi possono uscire vignette anche meno belle, ma nel complesso è molto bravo. Quella di brunetta poi fatta mentre il ministro premiava il concorso di vignette ministeriali è un colpo di genio assoluto. E’ lui il vero vincitore.
ciao
scritto da Tumiturbi Sabato.11.10.08 20:39
Deve far ridere la satira? Io credo di si, necessariamente, perche’ ha, tra gli altri, un fine ben specifico, quello di sviluppare nel lettore non solo un processo di presa di coscienza ma un processo liberatorio, catartico, di superamento, sebbene transitorio, di quello stato di sofferenza creatosi con il coinvolgimento. La pseudo-satira che informa o che crea terribili moti sussultori di coscienza ma non sa poi risolverli in una forma compiuta di riso, di ilarita’ o di divertimento e’ altra forma di letteratura. La morte e’ stata da sempre uno dei bersagli preferiti della satira. Come si puo’ ridicolizzare la morte e depotenziare tutti i discorsi morali, teologici o culturali imbastiti su di essa, senza pensare di concludere nella risata il percorso satirico? Con il potere vale un discorso analogo. La vignetta del Biani e’ pseudo-satira perche’ “non fa ridere” ovvero, al termine della sintesi informativa non si prende cura del benessere di chi la legge.
E’ facile distinguere cio’ che e’ satira da cio’ che non lo e’ e basta, a mio avviso, affidarsi al proprio pendolo emotivo-morale: se dopo aver letto una vignetta ci si sente sepolti nella merda come prima ma migliori di prima e piu’ sereni … allora era satira, altrimenti no!
scritto da Leo Perutz Lunedì.13.10.08 12:22
Ho riguardato la vignetta. Proprio non mi fa ridere, e la satira non è solo smuovere coscienze, ma anche (se non soprattutto) far ridere.
Grillo smuove coscienze senza provocare risate. Non fa satira e politica.
scritto da Andrea Mercoledì.15.10.08 16:26
Boh. Ripeto: Biani ha fatto centro, e senza appelli, e il “processo liberatorio, catartico, di superamento”, tra chi ho sentito io è stato raggiunto in pieno. Ora aspettiamo qualcos’altro (satira tv, giornali, blog) che susciti tutto ciò che ha PROVOCATO quella vignetta. Io penso che dovremo aspettare ancora parecchio. Biani è stato geniale, se ancora dopo 18 giorni si parla ancoraa (d’altronde brunetta è sempre in prima pagina). Ancora ringraziamenti a matteo per avermi fatto conoscere biani
scritto da Tumiturbi Sabato.18.10.08 17:13
Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>