mercoledì 15 ottobre 2008
Tokyo, 15-10-2008
Oyashirazu: senza che i genitori lo sappiano. Non è il nome di qualche fumetto licenzioso o libertino, ma il modo in cui i giapponesi chiamano il dente del giudizio. L’ho dovuto imparare mio malgrado tre giorni fa quando questo ha cominciato a lancinare le mie notti con un dolore sfinente. Questi denti hanno, in tutte le lingue che conosco, nomi che riguardano l a coscienziosità che uno dovrebbe avere quando i denti ritardatari cominciano a spingere sulle gengive. Solo quegli sdolcinatoni dei nostri vicini coreani li chiamano i denti dell’Amore, perché arrivano nell’età in cui conosciamo le gioie e soprattutto i dolori di questo sentimento bellissimo che ci permette di vivere e sperare. In Giappone, invece, a quell’età i genitori hanno smesso di occuparsi dello sviluppo fisico dei figli, oppure, in epoche antiche, se ne erano già andati. Qualcuno di voi conosce altri modi di chiamarli in altre lingue?
Il fumo di Tokyo si è interrotto nei mesi scorsi per un semplice motivo: ero in Italia. Più di due mesi tra il sud della penisola (sono anche meridionale) e le isole greche dell’Egeo settentrionale mi hanno quasi fatto scordare che abito in Giappone. Tornato in questa metropoli, mi è sembrata quantomai bizzarra, esotica, anche se ci abito da anni. La sensazione è stata straniante, tutto mi sembrava nuovo, astruso, pulito, rigido, mi ero disabituato quasi del tutto, eppure allo stesso tempo parlando giapponese la re-integrazione è avvenuta senza traumi.
Nel frattempo non ci sono stati grossi cambiamenti in questo paese, mi sembra. Molti negozi e palazzi sono stati distrutti e ricostruiti, ma questa non è una novità nella moderna Edo. Il primo ministro Fukuda ha mollato il colpo e adesso si prepara un sostituto, il terzo in un anno. D’altra parte qui nessuno sembra crucciarsi più di tanto, la politica è una ancella dell’economia per i giapponesi, quindi fanno molta più notizia le fusioni, i fallimenti o i successi delle grandi compagnie nazionali o straniere, le fluttuazioni della borsa.
C’è una questione che mi angustia, in questi giorni: Tokyo si candida per ospitare le olimpiadi del 2016, e io spero che non le facciano qui. Non per altro, ma con le precedenti olimpiadi negli anni ‘60 una buona parte di quello che mi piace di Tokyo è stata spazzata via senza ritegno. Ho capito la modernità e mica la modernità, ma mi chiedo se la baracconata olimpica sia un beneficio per il posto dove si svolge.
In inglese, wisdom-tooth. Spagnolo, muela del juicio. Francese, dent de sagesse. Insomma, se non zuppa pan bagnato.
scritto da Fiamma giovedì.16.10.08 17:02
A me li hanno tolti, più o meno chirugicamente prima che crescessero, condannandomi ad un’eterna giovinezza.
Quanto alle olimpiadi, credo che ormai a Tokyo ci sia rimasto ben poco da distruggere. Comunque tutta la grafica prodotta nel ‘64 era straordinaria. Se le rifaranno, spero di vedere nuove opere grafiche d’alto livello, pari alle precedenti.
scritto da baroccogiapponese venerdì.17.10.08 05:16
Bella la chiusa da opinionista del campari col bianco. Molto Elio.
scritto da ammonia venerdì.17.10.08 12:15
In cinese lo stesso: 智齿zhichi, dente della saggezza.
Ciao, da quella del “come si pronuncia bene xiexie?” dell’altro giorno.
p.
scritto da Piumetta domenica.19.10.08 10:39
come faccio a trovare grafica del ‘64 su internet? C’è qualche parolina magica in giapponese che posso scrivere su google o altri motori di ricerca?
Matteo, ti prego, postami un nuovo post, è dei giorni che ti aspetto e leggo Luca. hahahHA HA HA… Scusa Luca
scritto da emanuele lunedì.20.10.08 15:19
‘quello stronzo giù in fondo’
scritto da baskerville giovedì.30.10.08 17:32
in bulgaro si chiamano “madretzì” – saggi. senza riferimento ai denti, solo saggi! Tipo: mi hanno tolto uno dei saggi…
scritto da Zar lunedì.01.12.08 00:28