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giovedì 6 novembre 2008

Cristoforo (ovvero Le avventure di un’inviata oriunda italiana a Nuova Iorc)


Quando una è la numero uan, è la numero uan. Niente da dire a riguardo. Alessandra ha intervistato la scrittrice afroamericana Toni Morrison. E la sua intervista (ora misteriosamente scomparsa de corriere.it) contiene dei passi sinceramente notevoli: da data storica.
Si parte raccontando di come la scrittrice e Nobel settantottenne ricordi i tempi della segregazione, quando “i neri erano costretti a bere dalle fontane pubbliche «for colored only»”. In effetti in italiano le public fountain non sono fontane pubbliche, ma fontanelle, abbeveratoi. Ma è solo l’inizio. (E resta la curiosità di vedere queste fontane private, dove infili un dollaro e partono zampilli spettacolari.)

Secondo paragrafo.

«Eravamo showmen al soldo dei ricchi bianchi», spiega l’autrice si Sula, Jazz e L’occhio italiano (editi in Italia da Frassinelli). «Eravamo balie, cuochi, facchini, mezzadri.»

Ora. Mettiamo anche che Toni Morrison abbia detto che erano sharecroppers, cioè mezzadri. Mettiamo di non sapere che “I was a cook” si traduce “ho fatto il cuoco” e non “ero un cuoco”. Ma quello showmen non vi suona strano? Tipo che i ricchi bianchi dicevano “Dai, fammi Il gioco delle coppie!” e uno schiavo nero sottoposto a condurre una puntata al giorno per anni. Be’, una cosa difficile, in effetti (e chi sgarrava una battuta o un lancio di pubblicità finiva linciato).
Il fatto che il simbolo della segregazione razziale sia il lavoro del lustrascarpe, e che i lustrascarpe si chiamino shoemen non vi fa venire nessun sospetto? Number uan, ve l’ho detto.
Ah, poi c’è una risposta, ripresa anche nel riassuntino, la citazione, come diavolo si chiama?, insomma sotto al titolo:

Toni Morrison: «Con Obama il bianco e il nero non contano: reclamiamo uniti la nostra America»

In lingua italiana reclamare significa sporgere reclamo. In effetti esiste anche un uso transitivo, anche se più raro, che significa “Esigere qualcosa che spetta di diritto”. Però il problema è che il verbo inglese claim è un casino da tradurre. Certo, viene anche lui da clamare latino, ma ha mille significati. claim victory – proclamarsi vittoriosi, dirsi vincitori; esigere qualcosa che ci spetta di diritto; fare una richiesta economica all’assicurazione; richiamare l’attenzione.
Insomma nessuno reclama niente, dai. Vogliamo la nostra America, vogliamo la stessa America, uno fa un po’ come gli pare. Basta che non faccia a orecchio.
Segnaliamo, in chiusura, “tiepida giornata”, “adorabile bimba” e “gli attuali tg”.


evvabbuò come siamo puntigiglinosi…

spero che la rubrichi continui a lungo, facciamo una richiesta di trasferimento a vita per Ale -no, tanto pure se rimane lì non impara.

La cosa che hai scritto sul verbo “claim” mi sarà proprio utile, e pensare che c’ho da sempre il problema di tradurlo e non sono mai andato a vedere l’etimo.

Io da showmen a shoemen non ci sarei arrivato, complimenti

L’avevo letta perché Morrison quando parla dice cose molto politiche e intelligenti. L’intervista poi era sparita ma adesso appare di nuovo. L’ultima riga è da farci mille pensierini.

ma hai fatto il filologo ho ti hanno procurato sottobanco le registrazioni delle interviste in inglese?

Per “claim” ho notato che a volte funziona bene “rivendicare”, ma non sempre…
Con la questione di showmen, ti dimostri abilissimo filologo: dal testo tradotto sei riuscito a risalire alla Vorlage perduta e a emendare il testo a nostra disposizione. Ti invidio, a me non riesce quasi mai e dovrebbe essere il mio lavoro.

L’ho sempre detto che sei un degno discepolo di Raffo (Mauro della Porta).
Ma torniamo a noi. Per cosa vale la pena essere italiani oggi?
1) Berlusconi che vuole abbracciare Obama (Se il ragazzo lo bacia sulla guancia poi somiglierà a Al Jolson).
2) I veltroni animati in piazza Pantheon.
3) Fini che osanna il negro.
4) Il silenzio di Calderoli.

no, io non direi ‘vogliamo.’ direi ‘rivendichiamo’, e da revisore ‘reclamiamo’ lo passerei

Ecco, questi post sono fastidiosi, solo fastidiosi.
Li troverai divertenti esercizi di stile ma puzzano di spocchioso in modo eccessivamente… fastidioso. Non trovo termine migliore.
E se lo “shoemen-showmen” ancora ancora regge un pochino (ma sempre fastidioso rimane), la ricerca sul “claim” sa proprio di pretestuoso perchè manca la ciccia vera per scrivere un post degno di essere considerato tale.
“Reclamiamo”, rivendichiamo, chiediamo indietro, ci riprendiamo. Non era così fuori luogo, oggettivamente.
Tutto sommato non era da scriverci un post.
Scrivere bene, scrivere cose argute, non necessariamente coincide con lo sfoggio di qualcosa. Meglio: non necessariamente tutto ciò che è imperfetto è degno di nota. Tanto da doverci scrivere un post.
“ho fatto il cuoco” è diverso da “ero un cuoco”?
E’ davvero raschiare il fondo del barile.
Manca l’ironia, è spocchioso. Soprattutto: pretestuoso.

…il COMMENTO di sopra NON sono io, eh..
io no SCRIVEREI mai pretestuoso, io…
SNOBS

Tra “ero un cuoco” e “ho fatto il cuoco” c’è la medesima differenza che passa tra “le mie mani sono così fredde” e “ho le mani gelate”. Uno è traduttese, l’altro italiano naturale, e se non si passa dal primo al secondo non si esce mai dai banchi del liceo. MB, il ciclo di Ale deve diventare una rubrica fissa, t’imploro.

anche se di solito son abbastanza critico come te sui citati articoli, stavolta , a parte il discorso showmen che pure a me ha fatto un pò strabuzzare gli occhi, anch’io son di quela corrente di pensiero che crede sia ora che tu e ale usciate e ne parliate tra voi…

P.S. :sto ascoltando ora il podcast di CONDOR di ieri, un consiglio per la prossima volta:quando Sofri passa un’altra nottata in bianco,NON MANDARLO IN ONDA CHE NON E’ ASCOLTABILE, o quantomeno non è in condizione di ragionare ed è realmente inascoltabile! tralasciando lo strascicare del parlato veramente irritante, quando si è messo a criticare il reverendo MLK e uno dei discorsi più ispirati e ispiranti della storia, magari era l’ora di mandarlo a casa,no?non per esser cattivi, ma si vede che non ha più il fisico per notti in bianco…e se voleva essere ironico non lo si capiva…la prossima,prima di condor,un riposino per l’anziano,please

Stai perdendo di smalto e sopratutto la domanda che mi faccio è: cosa ti spinge ad investire così tanto tempo nello spulciare e postare in merito a questi articoli.
cioè, sai essere ironico e pungente e perdi tempo in questo?

o in questo periodo mobiletti a parte hai un saaaaaaaacco di tempo libero?

occhiello. si chiama occhiello.

“In effetti in italiano le public fountain non sono fontane pubbliche, ma fontanelle, abbeveratoi. Ma è solo l’inizio”.
“Ma è solo l’inizio”?
Ho continuato a leggere poi, da quell’inizio. Non c’era niente. Niente.
Non c’era uno spunto degno di nota.
Non c’era una sola frase che muovesse neppure ad un sorriso, generava solo antipatia.
Una fontana pubblica E’ una fontanella, un abbeveratoio.
Avrebbe dovuto scrivere “abbeveratoio”?
Ci avresti ricamato su per quindici post parlando di cavalli.
Avrebbe dovuto scrivere “fontanella”?
Ci avresti ricamato su per quindici post parlando di teste di neonati.
Ha scritto “fontana pubblica”. Niente di scandaloso. Anzi, più comprensibile di abbeveratoio.
Una fontana pubblica E’ una fontanella, un abbeveratoio.
Come un telefonino E’ un cellulare.
Come “premere un tasto” E’ “spingere un tasto”. O “premere un pulsante”.
Sinonimi. Facile facile.
Come uno potenzialmente bravo ma inutilmente pesante E’ Matteo Bordone.

La rete è un posto molto grande. Se uno si trova male qui, può andare da un’altra parte. Quelli che restano non si offendono. Assicuro.

Vado OT a manetta , ma devo assolutamente esprimere solidarietà a MB. Mi ero tagliato una parentesi di veglia (2- 4:30) nella notte dell’ incoronazione di Obama , in cui in contemporanera seguivo voi di Macchiaradio elezioni . Ho finito poi di sentire la trasmissione in queste seguenti 36 ore. Ecco confesso che anch’io veramente , ormai ho quella maledizione citata da MB : quasi ogni volta che sento pronunciare Chicago non posso evitare che mi sovvenga alla mente quel “Chicago di notte” di Pierino. Mannaggia , se non rimembro male “lo presi” al rientro un venerdi notte ,scanalando su Italia7 .
Da allora son condannato . Accidenti, magari se quel venerdi avessi imbroccato ne sarei stato libero , tuttalpiù potevo rischiare un STD , che rispetto alla sopracitata sarebbe stato un male minore.

La tua è la risposta tipica di quando si è alle corde “e questa è casa mia e qui comando io…”.
Se fossi stato in tv avresti detto “c’è il telecomando” etc.
Potrei continuare sulla tua scia e dire “permetti una critica”, oppure “se scrivi qualcosa su un blog ti esponi a…”.
Mi limiterò invece a farti notare la banalità della tua risposta, che non mette in discussione il tuo inutile post, nè fa un accenno di autocritica. Ma smoccola come il bambino che dice “la palla è mia e si gioca come voglio io!”.
Non ti sono piaciuti i commenti della gente. Di un posto molto grande come la rete. Che qua una volta era tutta campagna.
Ma non è colpa tua. E’ l’euro che ha raddoppiato tutto, signora mia.
Ora cerco il telecomando e cambio canale. Te la tirerei sulla faccia quella palla. Ma c’hai gli occhiali.

Ma no, non offenderti Matteo, la rete è un posto molto grande dove a volte trovi qualche posto più piacevole di altri, e magari ci passi più spesso.e magari ti sembra di incontrare qualcuno simpatico e brillante e lo consideri una specie di amico.Ecco, ogni tanto ai miei amici,quelli reali,qualche volta mi vien da dire”ma lo sai che oggi sei peso?”…qua si legge, magari ci si considera amici.magari qualche volta si è pesanti.tutto qui.

P.S.: io non sarò molto colto o brillante o fine intellettuale come molti degli scriventi, ma non ho capito un tubo dell’ultimo commento di klutz.
EH??

THE CORK, certo che c’hai l’incavolatura facile anche tu,neh?
ma tutti sull’acidello oggi?
forse troppa gente ha passato la notte in bianco l’altro ieri e si è scombussolata i vari metabolismi?
anch’io me la son passata sveglio,ma son tranquillo e felice….su ripigliatevi

@francesco
questo MB ti direbbe che “essere peso” significa un’altra cosa.
Ci farebbe un lungo post.
Io invece scriverei un lungo post su commenti alla volemose bene come il tuo, di quelli “dai, sei tanto bravo, non t’hanno capito, la prossima volta spacchi”. Ma questo s’è ripreso la palla mentre giocavamo e adesso sto incazzato.
La prossima volta tutti nel mio cortile e bordone* no.

*Volutamente minuscolo. Anzi, stavo per scrivere bordino
[bor-dì-no] Etimologia: Propr. dim. di bordo Definizione: s. m.
1 orlino, spighetta o cordoncino con cui si rifiniscono giacche e abiti in genere
2 risalto delle ruote dei veicoli ferroviari, sagomato in modo da impedire che escano dalle rotaie.

di mestiere faccio il traduttore letterario, e se alcune delle osservazioni di bordone sembrano anche a me un po’ gratuite, al tempo stesso trovo lodevole l’intento di fondo: è grave che giornalisti che si occupano di esteri non abbiano un controllo dell’inglese sufficiente a capire e quindi trasmettere con precisione le informazioni che noi poi assimiliamo. più che accanirsi su un’unica giornalista, però, forse sarebbe utile aprire una sottorubrica in cui si mettono alla gogna le cantonate peggiori con cui siamo bombardati ogni giorno. c’è l’imbarazzo della scelta.

Invece Matteo Bordone ha ragione. Anch’io spesso gioco a ricostruire la frase o parola originale inglese dalla semplice trascrizione in italiano per assonanza.
Una volta mi infuriavo e lo facevo notare à la Bordone, ora mi sono rassegnata a educazione al posto di istruzione, opportunità al posto di occasione, reclamare al posto di rivendicare e così via e penso che l’italiano prima o poi sparirà del tutto per lasciare il posto a una trascrizione debitamente coniugata.
Chi di noi riesce a non dire mai formattato, salvato, scannerizzato?

Quello di showmen-shoemen è un esercizio di filologia di altissimo livello. Chapeaeu.
Per il resto, sono d’accordo che in QUESTO

… (continua dal precedente) post ci sia più puntigliosità che in altri, ed un bel po’ gratuita, dato che ci si ferma su cose come quella di ‘reclamare’, ove il senso dell’inglese e quello dell’italiano erano, io credo, in accordo. Ma questo te l’hanno già detto altri. E se te lo dicono è perché alla gente questo blog piace, ed avevano aspettative più alte. Come se la gente che mangia da Vissani si lamentasse e dicesse ‘ok, buono, ma la pasta non era al dente, stavolta’. Ora, puoi dire quanto vuoi ‘non sono l’unico blogger della rete’, ecc… Ma siccome si dà il caso che tu sia tra i blogger-Vissani, accetta la critica, e, se vuoi il mio consiglio, comprati un timer per la pasta. Personalmente, anche se mi mandi a cagare continuerò a leggere questo blog comunque. E segnalo, tuttavia, che anche tra i commenti ho trovato un ‘ho’ che voleva essere invece un ‘o’ congiunzione. Che poi fate le pulci al povero MB… Ipazia la Maestrina Pignolina

GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GEN GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GENGNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GEN GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GEN GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GEN GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GEN GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GEN GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE GNE

ma solo a me sembra che showmen ci possa stare? Toni Morrison ha 78 anni, la stessa età che avrebbe Ray Charles, al quale i ricchi bianchi qualche dollaro lo hanno dato, magari non per il gioco delle coppie…

Fish don’t fry in the kitchen,
Beans don’t burn on the grill.
Took a whole lotta tryin’
Just to get up that hill.
Now we’re up in the big leagues,
Gettin’ our turn at bat!
As long as we live,
It’s you and me, baby!
There ain’t nothin’ wrong with that!
Well we’re Movin’ on Up!

Nooooo! I Jefferson’s!!!George and Wizzie!!!!….si chiamava Wizzie lei?…dubbio….

Questa è casa mia. Sono benvenuti tutti, tranne quelli che hanno un tono scostante e parlano di me come se io non ci fossi. Vorrei che questo fosse molto chiaro. “Come uno potenzialmente bravo ma inutilmente pesante E’ Matteo Bordone.” non è una critica, né costruttiva né distruttiva. È rompere le palle sulla sostanza. E allora cambia sostanza.
Visto che questa rubrichina si occupa degli svarioni di Alessandra Farkas; visto che non la conosco e la chiamo Ale, come se fossimo amici; visto che è evidentemente un tema marginale rispetto ai problemi del mondo e ciononostante viene molto seriamente dibattuto; visto che questo è il mio blog: per tutti questi motivi si prevede che quello che scrivo in Cristoforo! sia sempre precisino e pignoletto. E vale, questo problema del tono, per tutto Freddy NIetzsche. Quando è serio non c’è scritto “vi sono”, e quando è scemo non ci sono le risate in sottofondo. Se lo si capisce, bene. Altrimenti uno può anche andare da un’altra parte. Lo ripeto. E non perché è casa mia e non voglio le critiche. Perché è casa mia e non voglio stare dietro a quelli che non capiscono le cose, e invece di fare delle domande rompono le palle indignati.

un pò PERMALOSETTO ci sei però, eh?
sei pure ABBRONZATO?

Il punto è che i dettagli sono importanti in qualsiasi lavoro fatto bene: certo, si può anche lavorare male e sopravvivere (o addirittura vivere alla grande), basta esserne coscienti e che si sappia in giro.

Un tono scostante?
Dai che non è certo quello il problema, il problema è che TheCork scriva ci-apostrofo-acca.

kli, peccato che “c’ha” non sarà da Accademia della Crusca ma si scrive proprio “c’ha”.
ci-apostrofo-acca.
Se non sai cosa dire, non dire.

Peccato che c’ha sia da semi-analfabeti. Perché lo scrivi in un modo ma lo leggi in tutt’altro, oltre ad essere anche grammaticalmente sbagliato. E non è questione di Accademia della Crusca, è questione d’aver fatto le elementari in modo decente. Io le ho fatte cosí e quando mi hanno insegnato a leggere, mi hanno insegnato che ad una determinata lettera corrisponde un determinato suono, grafema, fonema. Non mi hanno certo insegnato ad inventare di sana pianta o a leggere secondo interpretazioni maccheroniche, cosa che invece fai tu: scrivi c’ha e lo dovresti leggere ca, invece lo leggi cià. E questo è già analfabetismo.

Tenendo presente che “c’ha” non l’ho inventato io, nè di sana nè di mala pianta, il mio è analfabetismo, ok. Il tuo è vivere in un altro mondo se non hai mai letto “c’ha”. Che poi sia brutto non dipende da me. Esiste, è anche corretto. Se non ti piace rispolvera e proponi l’esperanto.

Che non l’abbia inventato tu non c’entra un cazzo. E non vivo in un altro mondo, perché c’ha c’ho c’abbiamo, purtroppo, li vedo dappertutto. Ed il fatto che tu scriva che sia corretto ben spiega il tasso di rincoglionimento dell’italiota medio. C’è una lingua che mi piacerebbe rispolverare, si chiama Italiano.

CUESTO BLOG è diventato il REGNO dei professoroni.
VEdi matteobibbhianchi, chi semina SBOCCHIA, raccoglie giovani SNOBS

In effetti mi aspettavo il tuo commento eNZO, che fa sempre piacere.

C’è una lingua che mi piacerebbe rispolverare, si chiama Italiano.

Ne avresti bisogno.
E ancor di più capire che scagliarsi contro qui sopra non è ben visto è solo atto di leccaculaggine. Nulla più. Che the cork sta sui cosiddetti anche a me, ma aveva ragione sul c’ha.

Leccaculaggine nei confronti di chi? TheCork sei proprio penoso.

Non ero io il prof, lo ringrazio.

Anche se gli sto sui cosiddetti.

Povero caro, vedersi costretto a scrivere “mi sto sui cosidetti” per riuscire a far credere di non essere lui il prof.

va beh
ma accetterai che uno a cui normalmente piace quello che scrivi possa dire “sta serie di post mi pare gratuita” o no?

kli, tu C’HAI problemi.
Se dico che non sono il prof non lo sono, ma cosa me ne dovrebbe fregare, mi nascondo? Non capisco…
Comunque chiudo qua.

Certo che ti nascondi, uno che non ha mai commentato sul blog si mette in mezzo per dare ragione ad un uno che ha torto nonostante questo gli stia sui cosidetti, piuttosto strano.
Comunque ho problemi: mi si è cancellata tutta la memoria del gioco.

siete meglio dell’isola,
the shoes must go on.

Ma sì, che noiosi che siete con questi commenti con cui, spocchiosamente, tacciate di spocchiosità il qui presente Matteo.
Pesanti come la cassoela per colazione.
Apritevi il vostro blog e non rompeteci le palle.
In Italia ci sono troppe capre che prendono lo stipendio da giornalisti e ben venga chi le rimanda a razzolare nell’aia! (Sì, sono le galline quelle, lo so, l’ho detto per provocarvi, ci siete cascati per un attimo, no? già vi vedevo a correggermi con un altro commento inutile…)
Anch’io sono del parere che Cristoforo debba continuare!

caro matteo, ti rispondo con una frase in inglese, visto che pensi di conoscerlo così bene: “why don’t you get a life?”