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venerdì 14 novembre 2008

Libertango


Ormai da Santoro c’è fisso Di Pietro. Di Pietro alza l’asticella. Di Pietro dice che quello deve finire in galera. Di Pietro ripete che è ora di finirla. Di Pietro ribadisce quella condizione di allarme rosso che rende il programma di Santoro più acceso di qualunque programma simile. È vero quello che dice? Certo. Magari non tutti devono finire in galera, ma i presupposti non sono inventati. Il problema è che Di Pietro non fa una mazza, se non far sentire integerrimi quelli che condividono la sua indignazione. Di Pietro rappresenta pochi italiani in valore assoluto, ha stretto alleanze storte e poco efficaci (meno si allea e più è paladino del bene contro l’ingiustizia) eppure va molto in televisione perché in televisione, soprattutto in certi programmi, funziona. Poi però dice che Berlusconi è come Videla per una questione relativa alla Commissione di Vigilanza RAI. E allora uno si incazza.

Come sa ormai chiunque, durante il regime militare argentino si prendevano gli oppositori politici e si rapivano. Le donne incinte venivano tenute prigioniere fino al parto. Dopo di che, i bambini venivano regalati a mogli di militari che li crescevano come figli propri, mentre le madri raggiungevano i padri nel mare o nelle fosse comuni. Tortura, sospensione assoluta della democrazia, omicidi a tappeto, istituzione di una polizia politica capillare e terribile come la Stasi, distruzione di vite o speranze di un paio di generazioni di argentini. Questo era il “regime di Videla”.
Quando nel 2001 ci furono due giorni di Cile/Argentina a Genova (e mi riferisco a Diaz e Bolzaneto), alcuni cominciarono a dire che era tutto uguale, che avevamo poco da stare scandalizzarci, che la democrazia plutocratica è autoritaria per statuto, che il governo italiano era così, che questo era il vero volto del mostro. Cazzate in libertà, insomma. Era difficile ammettere che in due giorni straordinari una serie di eventi avesse fatto prevalere nel paese quegli istinti totalitari e repressivi che normalmente stanno sopiti sotto uno strato discreto di regole democratiche. I cileni e gli argentini si incazzarono e dissero smettetela: hanno distrutto il nostro paese e ucciso i nostri fratelli, non è il caso di fare paragoni del genere. Erano stati solo due giorni, infatti. E la citazione non andava bene già così.
Figuriamoci per il Commissione di Vigilanza RAI, una istituzione che non si riesce a spiegare non dico a un argentino, ma a uno di Chiasso. Roba che non esiste. Di questo stiamo parlando. E per farlo tiriamo fuori gli studenti narcotizzati e buttati dagli aerei nell’oceano. Questo è l’istinto politico di Antonio Di Pietro. Continuate pure a votarlo, ma siate coerenti: comprate un rifugio antiatomico.


eventi, no aventi
commissione di vigilanza (o: consiglio di amministrazione)
argentino aggettivo minuscolo

Non ho capito cosa vuoi dimostrare con questo post. Che Di Pietro se ne esce spesso e volentieri con affermazioni esagerate e quindi non va votato? Ah ah ah. Ah. Quindi non voto nessuno?

Dai, non credo sia questo il parametro (principale) con cui giudicare un politico. Almeno Di Pietro combatte. Non tutte battaglie giuste ma molte si’. Almeno lo fa.

Combatte solo a parole ed apparizioni televisive, tu dici. A dire il vero non vedo che altri strumenti abbia. Ne’ cosa Veltroni (uno su tutti) stia facendo in piu’. Ma forse puoi illuminarmi.

Bravissimo. Da copiare.

Concordo con le tue affermazioni. Ieri sera, da San…Toro, era affetto da mania di protagonismo più che mai. Distorsione, più che disturbo, della personalità.Ma se uno gli fa notare, sommessamente che è in errore (ad esempiuo che il progetto Air France e saltato per i sindacati), allora va su tutte le furie e non ascolta più nessuno. Forse neanche se stesso. Parole in libertà e retaggio di un momento storico dove è balzato agli onori della cronaca solo quando ha gettato via la tonaca. Cosa buona e giusta per tutti gli italiani.

Il problema con Di Pietro non è il votarlo o meno.
Il problema, ben illustrato nel post, si chiama “Al lupo, al lupo!”…

Se non votano Orlando è regime, se invece non vota per la commissiono G8 a Genova è solo senso dello stato.

Condivido, e parecchio…

beh, che di pietro “rappresenti pochi italiani in valore assoluto” è una tua visione delle cose,rispettabilissima peraltro. però di persone deluse dal PD (che quasi si vergognano di averlo votato) e che tutto sommato, se potessero tornare indietro, cambierebbero in favore di IDV ce ne sono tante,parecchie,ti garantisco.io fra questi.

il TANGo me lo ricordo.
Era PALLONE che costava 11milalì ed era durettp, SCALZO il piede ci soffriva un pò.
C’era PURE il supertele, che era più PALLONE di FEMMINA, leggerissimo, che tu tiravi a sinistra e il SUPERTELE finiva sempre dove minchia VOLEVA lui.
Era di tanti COLORI: bianco, bluetto, rossastro, sporco. i QUADRATONI erano sempre neri però, eh.Costava 2milaecinguencentolì.
Eppoi c’era quello BELLISSIMO e un pò MAGNIFICO: il SUPERSANTOS! Era il pallone di un dell’africa del BRASILE di nome PELE’ che era fortissimo con questo pallone, INFATTO erano tutti suoi.
Era aranciò con le righette dure NERE e aveva i PUNTINI coe di VARICELLA ma poi prendendolo a CALCI si addolciva e DIVENTAVA liscio liscio COME la schiena di CAMILLA. Interi GIORNI col SUPERSANTOS, intere CLASSI. Penza un pò, si trovava anche a MATERA! Assurdo! Questo Pelè era BRAVO come spacciatore dei suoi PALLONI. Il nome era una ADDIZZIONE: SUPER era perchè il pallone era proprio favoloso attipo UAU, SANTOS è che se SEGNAVI il golle eri un pò SANTO, come gli EROI che nelle figurine dell’album HANNO sempre il SOLE.
Costva 3milalì e si faceva COLLETTA tra gli amici per comprarlo. GERRUSO, bastardo a lui, che era ricco, metteva sempre 2milalì e infatti diceva sempre: o gioco o me ne vado il PALLONE è mio
OPPURE diceva sempre quella cosaDI TERRIBILE: o gol o RIGORE.
GERRUSO era uno da TANGO. Era SNOBS e pieno di SBOCCHIA che ci dava il fatto che suo padre aveva la SALUMERIA in via ROMA. Infatti USAVAMO la saracinesca compe PORTA. Una volta Uldercio ci ha scritto. GERRUSO SUCA. Farci gol col SUPERSANTOS era bellissimo. Rendeva LIBBERA la mente. Era LIBERSUPERSANTOS. Il tango a quelli che GIUDICANO lo stop di PETTO dalla TV di SCAI che nemmeno sanno come si FA un colpo di TESTA; poveracci GIUDICI miipi e IROSI.
Ciao da eNZO, soprattutto a quelli che hanno di PIU’ di tutti il supersantos e SCHIFAo con MERITICITA’ il tango. Supertele nemmanco a GIUSTIZZIARLO.
ciao da eNZO

Basta con questi post; ecco perche’ in Italia la politica non funzionera’ mai.Perche’ bisogna strumentalizzare anche le opinioni personali quando per una volta, almeno nei blog individuali, non dovrebbero esserci dietro interessi personali nel farlo? Il personaggio di Di Pietro ormai lo si conosce, e ancora si arriva a criticarlo sul suo trito e ritrito modo di porsi, specialmente in tv, unicamente per fare della pura demagogia.
Il problema e’ che nessuno in Italia vuole mettersi a pensare a cosa vuole dalla Politica, cosa vuole per il proprio paese, nessuno vuole farsi un’idea propria di cosa e’ giusto e cosa e’ sbagliato, senza considerare le ideologie, le scuole di pensiero,… Intendo i piu’ elementari ragionamenti logici che di fronte ad un evento portano l’uomo a prendere delle decisioni. Forse perche’ di questi tempi non sappiamo piu’ pensare, almeno con la nostra testa. E’ diventato troppo difficile, forse troppo faticoso, sicuramente troppo oneroso in termini di responsabilita’ individuale. Perche’ al posto di questi post, non sento gente dire, e’ successo questo, quindi in luogo di quest’altro occorre fare quest’altro ancora. Ragionare…. causa->effetto. Al di la’ del protagonismo, di Pietro mi pare porti avanti degli argomenti che penso possano essere condivisi da tutti per il bene del paese, e invece di discutere di cosa e’ giusto o e’ sbagliato si arriva a criticare i suoi comportamenti perche’ qualcun altro lo fa, perche’ la politica lo fa, perche’ i veri problemi no sono poi cosi’ importanti. Impariamo ad usare la testa per favore.

Ciò nonostante di Pietro raccoglie più consensi di molti altri (da cui l’apertura di credito da parte del PD).

Non sarà che gli italiani hanno il governo (e l’opposizione) che desiderano?
(Verrebbe da dire: che si meritano?)

E’ evidente che i fatti della Diaz e di Bolzaneto, l’episodio avvenuto in commissione di vigilanza Rai collegati per esempio alla legge per controllare i blogger che sta passando, mostra un livello estremamente decadente della nostra democrazia. Io credo che questa sia gia una dittatura soft (come insegnava la P2). In questo contesto il suo post focalizzato sulla dichiarazione di Di Pietro non sembra altro che la considerazione, di uno persona assolutamente dentro il sistema che preserva il suo orticello. Saluti

Ma siam sicuri che Di Pietro conosca la storia?

D’accordissimo con cacioman. Che piacciano o meno i suoi modi e discorsi, Di Pietro ha perso ogni credibilità in faccende ben più cruciali della vigilanza Rai, soprattutto votando contro la Commissione parlamentare sul G8: legalità e rispetto della legge valgono per tutti, tranne lui e pochi amici suoi.

La reazione deve essere naturalmente esagerata: di qui il paragone azzardato da DP che può apparire persino oltraggioso a chi (pochi) conosce la storia. Ma se uno denuncia uno stato di fatto più dittatoriale che democratico e qui si sta a discutere se sia una dittatura più a-la-videla piuttosto che a-la-castro, ci si perde oziosamente sui dettagli. A ’sto punto non si può più neppure parlare di nazismo o fascismo attualizzati perchè gli originali eran ben altro…

La scarsa rappresentanza di DP è un dato numerico ma legato alle ultime elezioni, quelle in cui i più si son turati il naso e rinunciato al voto per la Sinistra, o per DP stesso, a favore di Veltroni: il tempo (ed il resto) passato da allora invalida ampiamente quel dato…

Non capisco la correlazione tra voto e presunta coerenza: quelli che han votato veltroni dovrebbero girare con un cartello ‘kick me!’ attaccato alla schiena ?

Tutto giusto. Però, appunto per coerenza, mi aspetto altrettanto argomentati post quando il premier dà del coglione a chi non lo vota, dell’imbecille a chi non la pensa come lui, dell’abbronzato al primo presidente Usa di colore, a quando fa il gesto del mitra in conferenza stampa ad una giornalista che poi si caga addosso dalla paura, quando fa le corna in una foto ufficiale, quando dice che vuole fermare gli studenti con la polizia e via dicendo.

Oppure, siccome lui è scemo, dobbiamo sopportare tutto quello che dice?

No Luigi lascia perdere, da un gruppetto
di “blogger di sinistra” è partito l’ordine di bombardare qualsiasi cosa appartenesse alla coalizione perdente delle ultime elezioni. Non si fanno sconti a nessuno ma proposte mai! Grandissimi!!

Matteo, hai scritto una cosa perfetta.
Grazie

Non capisco: vuoi dire che Diaz e Bolzaneto e tutti quei giorni lì sono stato un caso isolato e totalmente anomalo della situazione italiana? Sei stato proprio tu, Matteo, a portarmi a conoscenza dell’intervista di Cossiga e, dieci gg dopo, in p.za Navona si è puntualmente verificato quello che era stato detto. Come lo chiami questo? A me la parola regime (regime-soft per non esagerare?!?) mi sembra abbastanza calzante…

@Walt: forse Matteo sta provando a dire che non tutte le situazioni sono uguali.
Ci sono gradazioni differenti.
Videla è stato accusato di aver torturato ed ucciso 30.000 oppositori.
Non credi ci sia qualche differenza con la situazione italiana?

Visto che il tuo amichetto non ha il coraggio di aprire i commenti, rispondo qui anche a lui: è grazie a gente senza vergogna come voi che l’Italia è allo sbando. Criptopiduisti che fanno il gioco di Berlusconi.

Ok, sono d’accordo. Perchè? Non fa una piega, a scrivere così di tante cose, se ci badi, poche vanno dritte tante non fanno le pieghe. Sono sicuro che quando hai messo l’ultimo full stop al post te la sei riletta tre volte e ti sei stretto la mano. Oltre alla dialettica e alla parte oratoria però vorrei dirti che ci sono delle minchiatelle di costume che possono anche essere sottolineate come pagliacciate, altre che forse è meglio osservarle e baciarsi i gomiti. Se l’asticella non viene alzata caro Bordone, te oggi o domani ricevi prima della tua trasmissione un paio di argomenti di cui parlare che di sicuro non ti faranno piacere, ma verrai obbligato a farlo e tanto la tua dialettica e capacità di trovare divertimento da queste cose che sembrano cretine ma non lo sono l’hai usata per uno, ti garantisco che la userai anche per l’altro. Se non capisci l’indignazione o la presenza dell’unico babbeo che non sa dire una frase filata di italiano che abbia senso in un programma di pseudo indignazionabilità, allora stai aspettando qualcosa e ti garantisco che uno dal Kenia che diventa presidente non potrà accadere almeno fino a quando non mi dirai che hanno costruito la Event Horizon a Buccinasco e che il Papa ha ripreso il suo rinascimentale amore per le prostitute.

Incredibile! Ha usato la parola criptopiduisti.
Ma sapete la verità? Al 99,9% degli italiani della Commissione di Vigilanza Rai non gline frega niente. Anche a chi ha votato IDV o PD.
Della serie: tutto il mondo sul proprio ombelico.

alcune cosine
intanto nella P2 c’erano sia berlusconi sia alcuni dei generali argentini degli anni ‘70. Il che non significa medesima identità politica fino ialle estreme conseguenze. Ma similitudine, sì. Eccome.
Quanto a Di Pietro, è sempre la storia del dito e della luna. Lui è un tribuno, un arruffapopoli, un cavernicolo giustizialista? Può darsi, davvero può darsi. Ma questo nulla toglie alle pulsioni platealmente egemonico-dittatoriali di questo governo e del suo leader.
Poi, se qualche privilegiato, qualche fine dicitore tipo il tenutario del blog e il suo amico Sofri che lo linka su Wittgenstein, ha la finezza di operare dei distinguo mentre la barca della democrazia è affondata almeno per metà, liberissmo.
E’ come se durante uno tsunami qualcuno alzasse il ditino ammonitore e riprendesse chi urla al terremoto o al ciclone, per dargli una lezioncina di filologia o di meteorologia. Magari il concetto non è espresso con tutti i crismi del blogger pensoso, ma la sostanza, cioè l’occupazione e lo svuotamento di tutte le istituzioni da parte della destra è evidente.
ma qualcuno preferisce darsi alla filologia.

Molte delle denunce di DP sono sacrosante, e anche se Videla e la dittatura argentina erano tutt’altra cosa è difficile non vedere una certa somiglianza dell’Italia di oggi col piano P2 in versione soft, nell’occupazione dei media, nel mettere i potenti sfrontatamente al di sopra del controllo della legge, nell’abuso dei decreti, e in altre bruttissime faccende dell’italia berlusconiana. Però il caso più eclatante di questo è il G8 di Genova, la Diaz e Bolzaneto (qui davvero ci è si è un po’ avicinati alle dittature sudamericane), e allora DP è ipocrita quando vota contro la commissione parlamentare di indagine su quei fatti. Su questo non si transige, si tratta dei diritti di base di tutti, e la posizione di DP al riguardo gli fa perdere ogni credibilità.

Per me c’è una distanza abissale dal comune sentire della rete e di quello della casalinga di Voghera. Giustamente, per carità.
Ma in un momento come questo, dove le motivazioni per fare opposizione sono tante (scuola, sanità, Alitalia, cassa integrazione ai massimi storici) io vorrei sapere, cosa ci trova di così dannatamente grave il cittadino comune, che guadagna dai 1000 ai 1200 euro al mese, alla nomina, seppur furba e un po’ vigliacca, di questo Presidente di Vigilanza?
Sinceramente, ha altro per la testa.
Hanno ragione Bordone e Sofri: se si vuole fare un grande partito, bisogna occuparsi di grandi questioni.

“non gliene frega niente”… “me ne frego”… chi è che usava simili espressioni? Mi sembra di rammentare…

[...] Primo: non esiste alcuna norma (costituzionale o no) che obblighi la maggioranza a lasciare che sia l’opposizione a determinare i presidenti delle commissioni di vigilanza e controllo, quindi intanto possiamo smetterla di parlare di regime e dittatura e Videla, ché siamo ridicoli. [...]

A mio avviso bisognerebbe distinguere le singole parole dal concetto di fondo.
Non credo che nemmeno DP pensi che Berlusconi e Videla siano la stessa cosa, ma, come han già detto altri una discreta somiglianza negli intenti è difficile negare che ci sia.
La prima cosa che si fà in un golpe è occupare gli organi d’informazione: vi dice niente?

quoto paolo, c’è poco da aggiungere. Di mio aggiungo che è un post pieno di “inesattezze” (“… Di Pietro non fa una mazza…”: lodo Alfano, manifestazioni… e WV allora?? presenta libri?? ah no, è per il dialogo , è vero, scusate… “Di Pietro rappresenta pochi italiani in senso assoluto”… seee, come no… a Settembre stava al 7,7% nelle intenzioni di voto, contro il 4,4% di aprile. E secondo voi dove li pesca ’sti voti, eh? e cmq, ci vuol coraggio a chiamarli pochi…)

[...] dei motivi lo potete capire leggendo il post perfetto scritto da Matteo Bordone. Se avete voglia, leggete tutto il [...]

Ernesto,
ancora con la storia che Air France è andata via per i sindacati? Su quali basi si fa ancora questa affermazione quando tutto sta a smentirla?

Ma incazzati per le cose che non fa Walter piuttosto. A proposito, tu blogger, hai speso una parola per questa cosa? http://www.antoniodipietro.com/2008/11/no_allammazza_blog.html O anche questo ti fa incazzare?

@ma qualcuno preferisce darsi alla filologia.

Quoto alla grande!!

Il problema non è solo il bilioso Di Pietro , che trovo sempre più simile ad un Robespierre fine carriera corroso dal giustizialismo, ma credo che purtruppo in Italia ora manca l’aria e non è solo un oppressione governativa ma anche il volare basso dell’intera opposizione. Volare basso per me vuol dire non alzare mai la testa e non respirare con serenità le idee, i sistemi creatori di mondi possibili ma solo l’aria asfissiante della rabbia meschina . Spesso ad Anno Zero succede , nonstante la grande professionalità, che chi vi partecipa tende ad inciampare nelle proprie scarpe piuttosto che nei mulini a vento.

E non dimentichiamo che quando poi si è trattato di voler istituire una commissione parlamentare per indagare su quel famoso paio di giorni in cui a qualcuno è sembrato davvero che in una città italiana si praticasse una specie di macelleria argentina, allora in quel caso il nostro prode eroe Di Pietro se ne è uscito dicendo no, la commissione contro la polizia non si fa, voto contrario, e la commissione non passò. Si vede che non era abbastanza antiberlusconiana per i suoi calcoletti. Ecco, questo è Di Pietro.

Da un certo punto di vista hai pure ragione, Lucilla. Però da un’opposizione prima di tutto non ti aspetti che volino alto: più che i voli verso altri mondi speri nei piedi per terra, saldi, a impedire marce indietro sui diritti costituzionali. E invece neanche quello, che sennò “si mina il dialogo” (VW), o per un “senso dello stato” tutto particolare (DP sul G8).

il regime ha scelto Di Pietro come qulche anno fa scelse Bertinotti.
Con Di Pietro questo regime è molto più stabile.

Solo per capire, quello che è successo nel 2001 alla Diaz e a Bolzaneto come lo dobbiamo chiamare, se non vogliamo offendere gli argentini? Argentina non va bene, clima cileno nemmeno, perchè in Cile c’erano i carri armati e qui solo 13 poliziotti che, senza che i superiori si accorgessero di niente, hanno deciso di fare un po’ di baldoria. “Insomma è stato un raptus”, come dice Francesco Costa, va bene?

A KILGORE.
Perchè è la verità. Sai, sono di destra e non mi vanno che si comenti in una direzione che la Storia ha già obliterato: quella marxista della sola e unica verità. Del resto, se rifletti, se omen nomen, non è che Di Pietro pensa di essere granitico e/o “angolare” sì da ritenersi al di sopra delle parti?
Oggi c’è molta presunta conoscenza delle cose. Devi sapere che insegno all’università da molti anni e insegno ai miei studenti che dal dubbio nasce la (possibile) verità che nessuno detiene. Ascolta RAI 2 alle 20 di sera; ci sono insegnamenti preziosi, Che si rilevano margaritas (non il cocktail, ovviamente)…
Un saluto

Abitavo a Milano nel 2001 e ricordo che uscii di casa e raggiunsi piazza Duomo…
Era piena di gente: donne, uomini e ragazzi. Tutti indignati per quello che la televisione ci aveva appena fatto vedere sul G8 di Genova. Indignazione autentica che aveva spinto la gente a uscire in strada senza che nessuno avesse organizzato nulla. Mi chiedo dove siano oggi la rabbia, l’orgoglio
il rifiuto, il senso della giustizia.
Scomparsi? Diluiti nei commenti dei blog?

Mi sembra evidente dalla conclusione che stai giocando a FALLOUT 3.

Non so quanti anni avete voialtri,io sono vecchio abbastanza da ricordare come andò con l’Argentina di quegli anni.Vedo adeguato ai nostri tempi il medesimo copione,

Delle due, l’una. O avete fiducia nella giustizia (quella che incrimina chi volete) e, allora, dovete accettare la sentenza.
O, per converso, non credete, e allora ogni vostro commento è inutile, superfluo, ridicolo anche perchè parte da preconcetti e da un baconiano idola che rende tutto accettabile.
Personalmente ritengo che se nonsi conosca la realtà delle carte processuali non si possa giudicare.
L’opinione politica (qualunque) è personale e assolutamente inaccettabile in senso oggettivo.
In parole povere: tacete! Semplicemente perchè sapete “i fatti” de relato, atraverso i mezzi di diffusione della cronaca (media, che si legge e pronuncia media e non midia…).

Ma adesso quella zecca di Di Pietro la vuole la commissione di inchiesta per il G8. Un po’ tardi.

È scientificamente provato che il livello di democrazia in Italia e Argentina è inversamente proporzionale al risultato delle stesse ai mondiali di calcio: 1934-38 Italia (Duce a gò gò); 1978- 1990 Argentina becca il Mundial (Videla e la mummia 2 – Menem-); 1982-2006 ancora Italia (il sacco democristiano e…Romano Prodi). Se Di Pietro può, perchè io no?

Che nel nostro paese siano successi fatti molto gravi, gravissimi, come Bolzaneto, non mi sembra che Bordone non lo metta in dubbio. Che in Argentina ne siano successi di ancora più gravi,mi sembra evidente. A questo punto, io dico che Di Pietro è di moda appunto perché fa quello che oggi in Italia è allarmismo. A cui ci stiamo abituando. Di Pietro non cambia le cose. I problemi che Di Pietro tira fuori non sono mica dell’altro ieri. Quando davvero le persone cominceranno a sparire, e Di Pietro griderà a Videla, noi diremo ‘basta, è solo Di Pietro’ e cambieremo canale.
E poi, quanto mi fa incazzare che i commentatori si incazzino con un blogger perché non scrive quello che loro vogliono sentire! Freddy Nietzsche è un bel blog, ma è solo un blog! Non può pensare per voi, che pensate diverso, e per quelli che proprio non pensano! Incazzatevi piuttosto con la stampa, con il tgcom o con Fede! E ora, anche Bordone si incazzerà perché gli ho messo le parole in bocca… Che mondo!

Io usavo il Tango (quello di plastica della Mondo non quello di cuoio dell’adidas),aveva un grip fantastico sul marmo della piazza.D’estate invece si usava il supersantos,ideale per giocare a calcio-tennis tra le sdraio in spiaggia.Il supertele invece si evitava proprio di comprarlo.

Cazzo il tango.
bastava lasciarlo al sole per un pomeriggio e il giorno dopo con un rimbalzo arrivava fino alla luna.
Una lacrimuccia.

DiPietro disse “io quello lo rovino”.
Per questo ha avuto il mio voto.

Icomunisti sono antichi
DiPietro è ignorante.
E chi dovrei votare ? L affittacamere di New York?

p.s. ah complimenti x il trentino
PD UDC insieme
io aspetto sulla riva del fiume
grazie
non salgo

Ernesto, stando alla verità processuale Sacco e Vanzetti erano colpevoli, e a Ustica è stato un incidente. Proprio la fiducia nella giustizia ufficiale fa sperare che non si neghi l’evidenza (come purtroppo succede spesso in faccende del genere), e fa gridare allo scandalo oggi. Ma forse non siamo mica professori universitari, non abbiamo accesso alla verità. Faresti diventare anarchico anche un boy scout, con i tuoi aut aut sull’accettare la giustizia così com’è o tacere.

mi è scappato un avverbio di troppo(“mica”). Si vede che non ho fatto le scuole alte. Sorry (si pronuncia sorri).

gabriele quindi secondo il tuo ragionamento Berlusconi è colpevole, anche se non condannato, ed Orlando pure. Giusto?
Oppure Berlusconi è colpevole e Orlando innocente? Mi perdo tra queste differenziazioni.

Se metto una rana in una pentola d’acqua e riscaldo quella pentola a poco a poco, la rana non si accorge che sta bollendo, e resta li’ finche’ ne muore.
Capisco che il paragone tra Italia di ora e Argentina o Cile di allora non e’ adatto. Capisco anche che le sentenze vanno accettate, anche quando colpiscono gli esecutori e non i mandanti. Pero’ trovo che faccia calduccio in questa pentola…

Lasciamo parlare Di Pietro (che è un falso problema)
Constatiamo onestamente l’assenza di voci dissenzienti articolate, concrete e serie.
Siamo soli ed esposti, e ne va di NOI e dei NOSTRI diritti essenziali (lavoro, istruzione, libertà di espressione, integrazione, tutele sociali, sanità: vado avanti? tutto il futuro)

E quindi:

Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
Studiate perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
ANTONIO GRAMSCI

(io userei la 1^ persona plurale e il verbo al presente)

Vai phoebe, inizia.

Sono convinto che la gente ormai scelga, tra PD, Berlusconi e gli altri, il male minore. Il problema non è Di Pietro, sono i continui accordi con la politica, la voglia di potere, di controllare tutto nel Paese anche i WC della RAI o la carta igienica di Montecitorio.
Ti stupisce questo paragone quando da anni Berlusconi ne fa di cotte e di crude (battute,errori,similitudini sparse)?
Non credo gli argentini si siano offesi così come non l’hanno fatto gli americani su Obama: e questo è preoccupante quasi quanto le sparate dei nostri politici.

Bordone è snob di natura e non credo abbia da aversene a male se qualcuno, ogni tanto, lo ricorda. In più, su questo sito, esercita il ruolo del blogger, che è quanto di più snob possa esistere nel fantastico mondo del web.

Di Pietro è pop, nel senso buono del termine: perdonate la sintesi ma, per semplicità, diremo che il “senso cattivo del pop” è quello rappresentato dal Cavalier B.

Con un semplice modus ponens otteniamo che a Bordone non può piacere Di Pietro, ed in effetti lo schifa abbastanza, nel profondo. L’incipit conciliante del post non è altro che uno scolastico tentativo di celare questo sentimento dietro una sommaria analisi di presunti fatti (che fatti non sono, semmai opinioni congiunte a riferimenti).

Ora: cosa vogliamo fare? Buttare dalla torre Di Pietro per amor della sacra purezza dei nostri nobili convincimenti? Lottare contro l’occupazione delle istituzioni (in generale) e delle posizioni dirigenziali dello stato e della società (in particolare) da parte di un movimento neofascista che fa dell’arrivismo e dell’acaparramento la sua ragion d’essere?

Delle due l’una. Perchè se continuiamo a dare addosso ad uno dei pochi politici italiani onesti che ci restano, semplicemente perchè non parla come Cicerone, allora stiamo di fatto rinunciando alla battaglia e consegnando le armi al nemico, assieme al nostro disonore. D’altro canto l’unico antidoto sarebbe una non dico meticolosa, ma quantomeno attenta analisi dei fatti. Ma mi rendo conto che i fatti son troppo poco snob per essere di nostro interesse, quantomeno per ora.

Auguri.

Piccola appendice: Di Pietro si oppose alla commissione parlamentare sul G8 per non intralciare l’inchiesta della magistratura, che era già iniziata; qualora quest’ultima (com’è effettivamente avvenuto) non fosse riuscita a ricostruire accuratamente i fatti, si sarebbe dovuto provvedere all’istituzione della famigerata commissione.

(se ci tenete controllate sull’ansa)

Due brevissime considerazioni a latere:

1) Le commissioni parlamentari hanno mai risolto qualcosa? Da chi sono formate, dagli stessi incompetenti che ogni giorno occupano i seggi in Parlamento?

2) Almeno in questo paese (ed in ciò siamo simili ai cuginetti ammeregani) l’Arma non è mai colpevole. Anche quando lo è.

Dai, in fondo è un simpaticone. E poi tutti i politici a turno dicono idiozie, non si può fargliene una colpa.
I politici sparano ca**ate.
Di Pietro è un politico.
Di Pietro spara ca**ate
Idem per Bordone, non pùo sempre dire cose condivisibili da tutti. Il bello dei blog è che le puoi leggere e commentare.

Matteo, vorrei commentare il tuo intervento a Condor a proposito della decisione di Raidue di trasmettere i Legnanesi. Sono nato a Milano e vivo in Brianza, ma non ho mai capito la passione per il teatro dialettale lombardo ( a dire il vero per il teatro dialettale in genere, e non tiratemi fuori Eduardo, quello e’ teatro con la T maiuscola ), la cui poverta’ espressiva, iterativita’ di situazionee battute, spesso con sottofondi volgari espliciti (la passione per la scatologia, tanto per citarne una)mi infastidiscono. Bella scelta, quella di Raidue, in un’era in cui teatro in TV praticamente non se ne vede, se non a orari piu’ adatti al sonno REM per chi lavora (a dire il vero la rete berlusca IRIS dedica una prima serata al teatro, ma non so quanti se ne ricordino). Quindi l’unico motivo potrebbe essere il desiderio di qualche dirigente RAI di ingraziarsi Bossi (me lo vedo, con una risata grassa e rauca, gli occhi lucidi e un filo di saliva che gli cola a lato della bocca) o Calderoli (di altra provenienza all’interno della regione, chissa’ se lo capisce il legnanese). Libero di rispondermi che sono snob, ma mi sembra l’ennesimo passo della tv pubblica verso il baratro

Di Pietro era piu credibile prima,quando non razzolava sull’aia comunista.

Di Pietro era credibile quando non razzolava sull’aia comunista a cercare consensi che non avrà.

La Stasi? Nel regime di Videla?
Che Di Pietro non sia proprio una cima va bene ma anche qui vedo che siamo messi maluccio…

P.S.
Per fare opposizione ad uno che grida ai “comunisti” come nemmeno la buonanima di Mussolini faceva che ci vorrebbe? Il dialogo?
Coi sordi?

“Era difficile ammettere che in due giorni straordinari una serie di eventi avesse fatto prevalere nel paese quegli istinti totalitari e repressivi che normalmente stanno sopiti sotto uno strato discreto di regole democratiche”,ecco,questa sì che è una cazzata in libertà. Un conto è la casualità degli eventi,un conto è la totale pianificazione della repressione. Genova fu studiata così,i militari vennero convinti della pericolosità dei manifestanti mesi prima,furono caricati come molle. Per dire,li avevano convinti che i manifestanti avrebbero gettato da elicotteri o aerei palloncini pieni di sangue infetti con l’Aids. Fini e i suoi colonnelli giravano per le caserme i giorni immediatamente prima il G8. A Genova furono mandati tantissimi militari giovani ed inesperti. Queste furono scelte coscienti,politiche.”Bisogna fare prigionieri”,ricordi? O forse devo chiederti,l’hai mai sentita una frase del genere durante i giorni del G8,prima di scrivere quello che hai scritto? L’istinto non è lucido. Non così tanto da riuscire a distinguere Black Block(ci sono un sacco di foto che li ritraggono a colloquio con dirigenti della polizia) e manifestanti: i primi indenni,i secondi massacrati.Davvero,riguardati le giornate di genova. Poi è chiaro che Di Pietro è uno sparone,un populista.Ha capito come ci si deve comportare in televisione. Ma poi,vorresti farmi credere che si volesse fare un paragone alla lettera con l’argentina o il chile? Non sei così ingenuo,o in malafede. Non lo sei. Hai solo detto una cazzata.

bordone, scrivi tante cose intelligenti.
Qui però hai toppato.
Ha detto bene qualcuno: la luna e il dito.

ps a chi si ostina a dire che air france se ne sia andata per colpa dei sindacati: mentite sapendo di mentire o siete in totale buona fede ? Preoccupante in entrambi i casi ! (siete scusati solo se lavorate al giornale, ovviamente)

Sono stufo di parlare di Genova. Penso quello che ho scritto. Ne ho scritto un sacco di volte. Ognuno la pensi come gli pare.

cosa vuoi,è il triste destino,mondo crudele,dei blogger quello di veder commentate le proprie convinzioni.

Sì francesco, ma non è che avessimo bisogno di te per capire il G8 di Genova. Una parentesi un po’ stupidina.

allora,o son scemo io,ed è assolutamente possibile,oppure c’è qualcosa che non va. Perchè se io leggo “Era difficile ammettere che in due giorni straordinari una serie di eventi avesse fatto prevalere nel paese quegli istinti totalitari e repressivi che normalmente stanno sopiti sotto uno strato discreto di regole democratiche”,mi sarei dovuto aspettare massacri ovunque si sia tenuto il g8 o incontri simili. Invece non è così,non è sempre andata così. Non erano istinti,era politica. Era volontà. Ma non voglio ripetermi,perchè quel che avevo da dire l’ho già scritto. Chiaro che non servo io a spiegare Genova,ma non servi tu a fare l’avvocatina,ecco tutto

Sì bravo, ma mi riferivo più alle continue parentesi che hanno tutti quelli che ne scrivono su collusioni e black bloc.

e dove sarebbe il problema nella mia parentesi? dire che la polizia conversava amabilmente con i black bloc mi serviva a far capire,non a te che sai tutto ma all’autore del post,che evidentemente non la pensa come me,la mia convinzione che quei giorni fossero frutto di scelte politiche ben precise.Quello stesso principio per cui,come ha scritto qualcuno,non è strano che il poliziotto a piazza navona sapesse il nome del capo di forza nuova,quanto il fatto che sapendo che erano “i suoi ragazzi” li abbia trattati con riguardo

Ok francesco, siam d’accordo. Ma è veramente incredibile pensare che i fatti che riporti non siano conosciuti. Non so tutto io, non sai tutto tu ma mi pare che quelle quattro cose le sappia chiunque.

Mi pare solo di aver messo in discussione le conclusioni alle quali si è arrivati.E per farlo ho ricapitolato quello che si sa,trovando appunto sbagliate quelle conclusioni proprio in conseguenza ai fatti noti. Ma trovo davvero assurdo il doverlo spiegare.

A Ernesto,
la verità è un concetto troppo assoluto che credo nessuno in questo mondo possa mai a cogliere. E visto che parli di “presunta conoscenza delle cose” ti consiglio in questo caso un atto di umiltà.
Certo se LA VERITA’ mi deve essere rivelata da un tubo catodico (il TG2 addirittura!), invece che dalla esperienza personale allora chiedo io umilmente scusa.
Non conosco LA VERITA’ ma posso, se vuoi in altra sede, rifarti il racconto di cosa avvenne in quei giorni se non fosse perché si trattava, e si tratta tutt’ora, del mio posto di lavoro.

Un’occhiatina al report presenze in parlamento dall’inizio della legislatura ad oggi et voilà: si capisce quanto al subcomandante in mercedes “Chiagneefotte” e alla sua triste banda gliene sbatta di presidiare l’aula che (denunziano) ormai è sequestrata e resa inservibile dalla maggioranza.

Magari la Lega, il PDL ecc ci vanno a dormire, magari ci vanno a mo’ di “occupanti delle istituzioni democratiche”. Comunque almeno ci vanno.