lunedì 17 novembre 2008
Sospesa per impraticabilità del campo
Si sono insultati e sovrapposti a 8 e 1/2 (diviso in due metà: 1 e 2) Daniele Capezzone e Marco Travaglio. Si trattava di uno scontro tra titani del che palle, tutti e due abituati a mescolare il sarcasmo all’indignazione, il sorrisetto alla grande emergenza istituzionale, la battuta pronta tiè tiè al chi parla più forte la vacca è sua.
Capezzone è sempre e solo stato un capezzoniano, prima di essere un radicale. Lo è stato con Berlusconi, con Prodi, quando andava da Chiambretti, quando litigava con Giacinto detto Marco, lo è stato sempre mentre, in un modo o nell’altro, contribuiva a far sparire quel partito (che il sottoscritto ha votato, pentendosi poi sette volte sette di quella scellerata regalia). Travaglio ha quel modo di fare travagliesco, che poi è quello di Grillo, che spara dei dati veri, ne omette altri altrettanto veri che renderebbero quelli precedenti meno efficaci, ci mette una battuta, una mezza stronzatella, una dimostrazione per assurdo, due similitudini e il gioco è fatto.
A pelle, soprattutto in passato, mi è sempre stato più simpatico lui, perché Capezzone mi fa imbestialire e non mi ha mai fatto ridere; invece Travaglio qualche volta mi ha fatto sganassare.
Capezzone oggi continua a farmi venire l’orticaria perché è ancora come era prima: uno che dice qualunque cosa, anche la più democratica, con il piglio e la fermezza di un despota totalitario. Quell’instancabile voglia di tirare in mezzo, di convincere, di prendere fisicamente per la giacca, che è sempre stata di Emma Bonino e Marco Pannella, in Capezzone non c’è mai stata. Al contrario Capezzone cerca di annientare l’avversario, di sovrastarlo, di asfissiarlo nell’edera velenosa della sua retorica barocca anzichenò.
Travaglio, tocca precisarlo, ha detto due scemenze.
1 – Che Obama ha dato del “maiale col rossetto” alla Palin. Non sto a rispiegarvelo, che è come dare lo zucchero agli asini. (Coosa?! Ci ha dato degli asini glassati!? Maledetto! Offensivo! Antiquadrupedico!)
2 – Quando Capezzone ha ricordato, con la solita espressione compita, la scemata di Di Pietro sul Berlusconi-Videla dell’altro giorno, Travaglio ha minimizzato ricordando che i generali di Videla erano effettivamente nella P2 insieme a lui. Nessuno ha avuto la prontezza di ricordare a Travaglio che il suo maestro Montanelli con uno della P2, Roberto Gervaso, ci ha scritto una Storia d’Italia in sei volumi. Coi gradi di separazione si dimostra di tutto. Un giorno lo capirà e la smetterà. Forse.
In ogni caso vorrei, qui di seguito, elencare i motivi per cui Daniele Capezzone non dovrebbe, se avesse un minimo di decoro, ostentare alcuna granitica certezza. Non dico che non si possa cambiare idea nella vita, figuriamoci, ma strillare improperi tonanti diametralmente opposti a quelli che si strillavano cinque anni prima è un po’ troppo.
Capezzone si è rimangiato tutto sui seguenti temi.
- Libertà di scelta individuale su testamento biologico e eutanasia
- Libertà di ricerca scientifica
- Antiproibizionismo
- Diritti di coppie di fatto e coppie omosessuali
- Tutela delle minoranze etniche
- Difesa del mercato e della concorrenza
- Opposizione al regime antidemocratico di Putin
- Laicità dello stato
- Trasparenza istituzionale
- Contrasto della natura oligarchica dell’economia del paese
Gli unici temi su cui è rimasto quello che era sono gli stessi di Della Vedova, cioè l’alto destro dei radicali: quelli che in nome della guerra ai sindacati e della fede nel mercato libero (inteso come religione monoteistica onnipotente e infallibile) rinunciano a tutto il resto. E mentre lo fanno non si vergognano nel definirsi ancora liberali e radicali.
Un’altra cosa che mi ha dato fastidio di Capezzone è stata la sua retorica sbrodolante sulle sue dimissioni: ok, ti sei dimesso e non lo fa nessuno, ma non è che poi lo metti nel curriculum. Anche perchè mica eri ministro degli esteri…
Per il resto, mi hanno un po’ spaventato gli sguardi di rabbia di Travaglio a Capezzone quando lo interrompeva: non è molto abituato al contraddittorio…
scritto da Geffe lunedì.17.11.08 11:42
beh il contraddittorio non è propriamente interrompere la gente che parla, quella si chiama maleducazione.
scritto da Fede lunedì.17.11.08 12:11
ma qualcuno mi spiega il modo di dire del maiale col rossetto?
grazie
scritto da ale lunedì.17.11.08 12:22
“diviso in due metà”: é difficile che sia diviso in due terzi, o due quarti… Comunque i video sono stati rimossi. Non hai idea di quanto sia gratificante, per una volta, riuscire a farti le pulci!
scritto da jacopo lunedì.17.11.08 13:08
vai sul sito di la7
scritto da ale lunedì.17.11.08 13:17
comunque 10 min fa andava
scritto da ale lunedì.17.11.08 13:17
A me spiace solo per quel galantuomo di Giacinto. Che rimane un signore con le sue debolezze, che è diverso da uno sbarbato che dal maestro ha imparato solo il metodo per fotterlo.
Insomm è dura quando ti spacchi per anni tentando di clonarti enne volte e i tuoi gioielli se ne vanno uno a destra, uno col caimano e uno non so dove, ma sempre con la Binetti al fianco.
La gran palla del liberismo senza se e senza ma è l’unico “credo” su cui tutti e tre i figliocci possono tenere il punto senza fatica. Ma sui temi etici, vivaddio.
scritto da Tranqui lunedì.17.11.08 13:25
con la Gruber formavano il trio Simpatia.
ps: l’ultima battuta di Capezzone rivolta a Travaglio com’era? P2coglione o simili?
scritto da Igor Ghigo lunedì.17.11.08 13:45
capezzone merita l’ostracismo mediatico solo perché si ostina a guardare in camera. persino rutelli ha capito che è cosa brutta. già questa abitudine mi rende insopportabile seguirlo anche solo per pochi secondi.
travaglio è un giustizialista demagogo della peggior specie.
piuttosto che seguire una discussione tra i due meglio il litigio zenga – variale.
scritto da mario lunedì.17.11.08 14:03
Mario scusa ma “giustizialista” è uno che vuole un po’, un minimo di giustizia in questo paese: ovvero i ladroni in galera, non a palazzo chigi
scritto da markovic lunedì.17.11.08 14:55
lo stile di travaglio puo’ piacere o meno, ma bisogna dargli atto di interpretare il ruolo di giornalista come detentore del quarto potere. Cosa che in Italia non fa nessuno. E’ per questo che ora gode di grande popolarita’ (che come spesso accade gioca brutti scherzi e generalmente inficia la qualita’ del lavoro: molte battutine non gli riescono affatto bene). Se l’Italia fosse un paese normale non ci sarebbe unicamente travaglio a pungere il potere, e non ci sarebbe un giornalista che gode di tanta popolarita’ per il semplice fatto di fare il noiosissimo mestiere della cronaca giudiziaria.
chi gli da del giustizialista demagogo dovrebbe riportare almeno un esempio, se no e’ qualunquismo, no ?
anche questa cosa di bordone, che travaglio ometterebbe dei dati veri rendendo altri dati veri meno efficaci non mi convince molto. Un fatto o e’ vero o e’ falso. Non e’ “efficace”.
scritto da enrico lunedì.17.11.08 14:55
concordo con Markovic, Travaglio avrà i suoi difetti ma ora pare vada di moda inneggiare al giustizialismo anche su chi auspica che i rappresentanti del popolo siano puliti. E’ il minimo, cazzo.
scritto da stefano lunedì.17.11.08 15:20
Enrico, secondo me Bordone su Travaglio segue la linea dettata da Sofri
scritto da stefano lunedì.17.11.08 15:31
Mannaggia , anche a me Capezzone non stava “simpaticissimo” , però il fatto che condividessi molte sue posizioni incideva non poco nella mia valutazione globale sull’ utilità della presenza di tale politico .
Bando alle altre pecche , meno primarie e fondamentali , il fatto abbia “radicalmente” cambiato posizione su :
- Libertà di scelta individuale su testamento biologico e eutanasia
- Libertà di ricerca scientifica
- Antiproibizionismo
- Diritti di coppie di fatto e coppie omosessuali
- Tutela delle minoranze etniche
- Difesa del mercato e della concorrenza
- Opposizione al regime antidemocratico di Putin
- Laicità dello stato
- Trasparenza istituzionale
- Contrasto della natura oligarchica dell’economia del paese
è ,comunque,una enorme delusione . Ditemi che non è vero .
scritto da Kluz lunedì.17.11.08 16:51
Direi che con tutto quello che si è rimangiato poco ci è mancato che facesse indigestione. Quanto a travaglio, quel suo vizietto di dare 50% dei dati a favore della sua tesi e di omettere il 50% che ne va contro mi irrita. Perchè sarebbe anche un bravo giornalista, ma è un pò cascato in qualche meccanismo retorico.
scritto da paz83 lunedì.17.11.08 17:37
Concordo su Capezzone.
Ma su Travaglio no.
Sarei curioso anch’io di avere qualche esempio su queste misteriose mezze verità.
scritto da Nick lunedì.17.11.08 18:15
travaglio *gode* nel pensare di mettere la gente in galera. ritiene di essere giudice supremo ed aspira a fare anche il carceriere. crede di saperne più di tutti gli altri. forza i collegamenti tra le persone (se sono andato a scuola con uno che poi e’ diventato mafioso, o ladro, o sequestratore di bambini, e io divento politico non vuol dire che io sia colluso con la mafia ecc.), taglia e cuce citazioni in maniera furbetta per dimostrare le proprie tesi (“dirty quoting”, si chiama su usenet).
Il giornalismo di inchiesta va benone, ci mancherebbe e ce ne fosse, ma i processi si fanno in tribunale, non in tv. peraltro la condanna televisiva (specie se smentita dall’attività giudiziaria) è spesso molto più pesante di quella vera e propria, in termini di perdita di immagine e di impatto sulla vita quotidiana.
ps
jacopo: “in due metà” vuol dire in “due parti uguali”. se sono disuguali non sono metà, e basta dire “in due”…
scritto da mario lunedì.17.11.08 18:59
concordo su tutto, però quando capezzone gli ha detto fai lingua in bocca con grillo, niente da fare, per me ha vinto
scritto da guarins lunedì.17.11.08 19:13
“gode”, “ritiene”, “aspira”: ci sei andato a cena, insomma;
in un mondo giornalistico pieno di lecchini, avercene come Marco T.!
scritto da markovic lunedì.17.11.08 19:23
markovich: no, non ci sono andato a cena né, francamente, ci vorrei andare.
chettidevodì, a me sembra solo l’estremo opposto di quel giornalismo genuflesso che critichi tu (giustamente). mi dà l’impressione di uno che si innamora delle proprie convinzioni e fa di tutto per dimostrare di avere ragione sempre e comunque, anche quando non ce l’ha. è il peggior difetto dei peggiori poliziotti.
ma è anche una questione di carattere, io diffido sempre da chi ha troppe certezze…
scritto da mario lunedì.17.11.08 19:56
a mario: Non c’è nulla di male nell’ “innamorarsi” delle proprie convinzioni se ci sono delle basi solide che le supportano. Coltivare il dubbio è importante ma non ha senso parlare di “estremo”, la verità su un fatto la scopri con l’indagine e con le prove, e non facendo la media delle opinioni in circolazione. Dunque o porti un esempio concreto delle accuse che fai a Travaglio oppure non puoi dargli del demagogo così.. perchè a naso ti da l’impressione che..
Una cosa puo’ essere l’antipatia, un’altra è dire che uno racconta balle pur di aver ragione.
scritto da Nick lunedì.17.11.08 20:57
mario, forse travaglio non lo ha mai ascoltato. Il giornalismo d’inchiesta è un’altra cosa. E’ quello che fa gabanelli e i suoi. Travaglio fa molto meno. Si limita a riportare carte dei processi, assoluzioni e condanne ad un pubblico al quale l’informazione italiana nega tutti questi dettagli. Con la convinzione (sua e anche mia) che un’assoluzione giudiziaria non equivale sempre ad una assoluzione politica.
Si chiama cronaca giudiziaria. Non è giornalismo d’assalto. L’odore dei soldi, il libro con cui è diventato famoso, è una pallosissima raccolta di carte processuali. Difficile contestarle…
Rilancio la proposta fatta da altri. Si riporti un esempio di mezza verità.
scritto da enrico lunedì.17.11.08 21:49
so ok va bene.
capezzone culo, travaglio quasi.
Ma la storia del maiale col rossetto?
Qualcuno la spiega o tutti fanno finta di saperla e nessuno ne sa più di me?
scritto da AD lunedì.17.11.08 21:59
Un voto ai radicali. Non mi sembra cosa di cui pentirsi tanto suvvia. C’è di peggio. In altre tornate elettorali sei stato orgoglioso e fiero delle tue crocettine? Io mai…
scritto da emanuele lunedì.17.11.08 22:02
ok ho trovato
-Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma non puoi mettere un maiale in un rossetto.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma poi alla scrofa cosa le metti, il dopobarba?
- Puoi mettere il rossetto a un maiale ma attento, potrebbe piacergli.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma non per testare cosmetici sugli animali.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma non fargli raccogliere la saponetta.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, resterà sempre ottimo con le patate al forno.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale. Perchè io valgo.
- Non è bello ciò che è bello ma è bello un maiale col rossetto.
- Puoi mettere il rossetto a un maial…come sarebbe che hanno orgasmi di 30 minuti?
- (figlia della precedente) Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma non durante l’orgasmo.
- Galllina vecchia fa buon brodo. Maiale con rossetto fa buon wurstel.
- Puoi mettere il rossetto ad un maiale, crederà che non lo vuoi mangiare (illuso).
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma se non lo abbini con un top color rosso fuoco, non dà l’effetto desiderato.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma è sempre meglio il porno ad alta risoluzione.
- A caval donato non si guarda in bocca, perchè lui non ha il rossetto.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, questo lo farà sentire piu magro.
- è nato prima l’uovo o il maiale col rossetto?
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, se proprio vuoi confondere la sua sessualità. stronzo.
- è più facile che un maiale col rossetto passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli.
- Puoi mettere il rossetto a un maiale, ma è la cosa piu stupida che io abbia mai sentito.
- Stretta la foglia, larga la via, maiale con rossetto.
scritto da AD lunedì.17.11.08 22:03
in teoria non servirebbe spiegarla…ma tant’è:maiale col rossetto vuol dire tentare di abbellire qualcosa che non è bello per niente.O far passare per donna di famiglia una pazza che costringe la figlia a partorire.
scritto da francesco lunedì.17.11.08 22:08
non per fare il travaglio della situazione, ma la cosa postata da AD è presa da qui: http://www.magarisultardi.net/
scritto da gb lunedì.17.11.08 22:29
Davvero mi indispone quest’accusa a Travaglio di giustizialista.
Anche a me non sono molto chiare queste ‘mezze verità’ di cui lo si accusa, ma anche concedendo le accuse, insultare uno che chiede giustizia dandogli del giustiziere è un giochetto linguistico che tradisce altro. Ossia tradisce l’insofferenza del liceale nei confronti della lezione noiosa, l’insofferenza che sembra epidemica verso tutto ciò che non è divertente, entertaining, e raccontabile con una barzelletta. (O un post, verrebbe da aggiungere.)
Non sarà il regalo avvelenato di decenni di televisione idiota a tette e culi? Di azzeramento della coscienza civile del paese, di voce paternalistica che ti spiega le cose… alla Fede/Vespa?
Ebbene non tutto è entertainment, c’è anche da studiare la lezione (e lo dico a me per primo), c’è da affondare le mani nella merda e far pulizia.
Viva il giustizialismo, su tutti i fronti, se questo significa voler che per una volta cribbio la legge e la costituzione vengano rispettate, e che chi sbaglia paghi.
scritto da ubu lunedì.17.11.08 23:16
NO al giustizialismo su tutti i fronti!!! Bisogna essere giustizialisti con i cattivi e garantisti con i buoni. Tipo Batman.
scritto da emanuele martedì.18.11.08 00:41
Sul “non puoi mettere il maiale in un rossetto” avrei da ridire: anni fa girava la notizia che nella pasta dei rossetti ci fosse lo sperma di maiale…sai com’è brillantezza, morbidezza e spalmabilità ci guadagnano!
Leggenda metropolitana?
Io non l’ho più messo, voi pensateci quando baciate le vostre ragazze!
scritto da janis martedì.18.11.08 01:37
Uno è bravo, ma ha deciso di fare il castigamatti. L’altro è bravo pure, ma se togli il brodo dove sguazza ti accorgi che è solo un paraculo. Rimane il fatto che sembravano due checche! Se c’era ancora Ferrara la puntata sarebbe stata più avvincente. E poi, illuminanti le parole della Gruber: “abbiamo capito che c’è ancora il berlusconismo e l’antiberlusconismo”!
Ennò cocca! Io per esempio, non appartengo a nessuna delle due fazioni. E credimi labbra languide , non sono il solo.
scritto da Salvatore M martedì.18.11.08 01:38
Ahah anch’io ho votato quel partito lì pentendomene poi
però sul maiale col rossetto non concordo, lo so che è un modo di dire ma non puoi dirmi che obama non abbia pensato per un attimo al doppio senso… E’ come berlusconi con l’”abbronzato”, è una battuta (brutta, ma lo è), ma non la può dire un capo di stato ad un altro.
Che poi obama possa dire quello che vuole è un’altro discorso
scritto da zage martedì.18.11.08 09:09
http://en.wikipedia.org/wiki/Lipstick_on_a_pig
Credo che significhi una cosa come “è inutile tentare di abbellire e rendere presentabile qualcosa di palesemente negativo.”
scritto da Geffe martedì.18.11.08 10:02
uno che ostenta tanta maleducazione come capezzone non merita ascolto. da un programma televisivo sulla politica mi aspetto informazione, invece questo modo di tirare alla rissa verbale, mi sembra sempre più diffuso e praticato dagli esponenti della dx, una sorta di squadrismo verbale, che ammazza l’informazione al punto da rendere inutili questi programmi.
scritto da luigibio martedì.18.11.08 11:33
Matteo su Marco la pensa come Luca…
E Giovanni?
scritto da Evangeline martedì.18.11.08 12:05
Ma di che parlate ? Bordone , di che stai parlando ? Ma chissenefrega. Qui tutto crolla e mi parli di Capezzone ? Chi è Capezzone ? Cosa ha fatto per te e per l’Italia ?
Sono ami a cui non si deve abboccare , inutili teatrini ad uso e consumo di poveri cretini.
SVEGLIATEVI
scritto da matthieu martedì.18.11.08 13:26
ufff: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/verso-elezioni-usa-2/obama-rossetto/obama-rossetto.html
scritto da fausto martedì.18.11.08 14:18
Giovanni pensa che marco sia un giornalista. Con tutte le limitazioni del caso, ma ce ne fossero. Almeno si prende la briga di documentarsi e basare le sue asserzioni su fatti processuali. Magari sbaglio, ma sono portato a credergi.
Su obama e il rossetto, io mi ricordo che la battuta era: che differenza c’e’ tra una “Hockey Mom” (cosi’ si autodefiniva Sarah Palin,uno dei tanti luoghi comuni insieme a “Joe sixpack”) e un pitbull? Il rossetto. La battuta non era sua, ma gliela misero in bocca.
scritto da Giovanni martedì.18.11.08 18:00
la traduzione idiomatica (si dirà così??) per il rossetto del maiale, dalle nostre parti, secondo me potrebbe essere: “a lavare gli asini si spreca tempo e sapone”.
tornando su travaglio: per fare esempi potrei dare dei link alla polemica con facci, a quella (esemplare) con il giornalista de “l’espresso” (non ricordo il nome, ma aveva ragione da vendere, secondo me), ai vari post di luca sofri ecc.
voglio solo dire che il discorso è più complicato di “ha patteggiato una multa per petulanza, non può andare in parlamento”, o di “è amico di un mafioso, quindi è mafioso anche lui…” o simili.
chi ha dimestichezza con le cose di giustizia sa che una sentenza, letta per esteso, spesso prescinde dagli estratti che si possono usare in tv con aria scandalizzata. sa che una condanna, a volte, può essere figlia di mille situazioni che se solo la gente sapesse o, meglio, vivesse in prima persona…
personalmente, poi, ritengo che se abbiamo un sistema giudiziario e giuridico a quello bisogna fare affidamento. se il sistema mi dice che, ad esempio, patteggiando o scontando una pena poi sono libero di candidarmi… be’, io mi adeguo. poi, *io* la trovo una cosa anche buona e giusta, perché non tutti i reati, né le persone, sono uguali, e non possiamo avere una legge a testa (anche se qualcuno continua a provarci…).
scritto da mario martedì.18.11.08 18:02
Bordone puoi spiegare tu al NEO dirigente PD (volto nuovo eh?) SOFRI che Veltroni è semplicemente caduto nel trappolone costruito da quel gran gabinetto venduto di Massimo D’alema e nostro illustrissimo padre eterno Berlusconi.
Perchè lui i commenti non te li fa inserire ma sa mettersi in discussione.
scritto da paolop martedì.18.11.08 18:47
egregio signor Bordone, ma è una mia impressione o negli ultimi mesi il fatto che lei sia collega e amico di Adriano Sofri ha scatenato una masnada di commentatori cretini che vedono in ogni cosa che dice emanazioni del suddetto? (Nonché una masnada di persone che vedono nei blog il mezzo per esprimere solo solenni verità, discorsi profondissimi e giornalismo di inchiesta, dimenticando che lo scopo primario di un blog, nel 90% dei casi è di imitare il cazzeggio da bar). Io le assicuro che se talvolta mi capita di pensare che lei scriva stronzate (non così di frequente, per la verità), le penso quasi sempre come prodotte da Lei in totale autonomia. Saluti.
scritto da daniele martedì.18.11.08 22:03
linka mario, linka. Se no parli a vanvera.
scritto da enrico martedì.18.11.08 23:09
Ribadisco anch’io.
mario…. linka.
scritto da Nick mercoledì.19.11.08 02:49
caro daniele, Luca nn Adriano
scritto da paolop mercoledì.19.11.08 10:08
Si, Travaglio è sempre divertente.
scritto da laura mercoledì.19.11.08 14:12
ma nel senso positivo.
scritto da laura mercoledì.19.11.08 14:13
Sì, Matteo è amico di Luca, ma non gliene possiamo fare una colpa, anzi. Un paio di cose: la Palin non sarebbe stata il maiale, ma il rossetto. Seconda cosa: può anche essere che Travaglio scriva le cose a metà, ma non ho ancora trovato nessuno che abbia scritto l’altra metà e mi abbia fatto cambiare idea. Perchè c’è da dire che io, ad esempio, non ho i mezzi per trovare la parte mancante, quindi mi fregano facile…
Ah, dimenticavo Capezzone… Che dire? Folgorato anche lui? Mica è il primo! Ferrara, Bondi, Adornato, Guzzanti, i primi che mi vengono in mente.
scritto da Capodoglio mercoledì.19.11.08 14:14
ah, si’, volevo dire Luca, in effetti, e non Adriano. Il mio Laptop Freudiano ogni tanto mi fa brutti scherzi.
scritto da daniele mercoledì.19.11.08 14:58
daniele:
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/rai-cda-5/pizzino-la-torre/pizzino-la-torre.html
“Rai, spunta il biglietto di Latorre
Consigli ad An contro Di Pietro.
personaggi e gli interpeti. Intanto Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato e dalemiano di ferro. Poi il vicecapogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino. E infine capogruppo dell’Italia dei Valori Massimo Donadi.”
daniele.. com’era?
masnada di commentatori cretini.. poi..?
scritto da paolop mercoledì.19.11.08 15:41
cosi’, al volo ho recuperato qualcosa della vicenda tra il nostro ed il giornalista di repubblica (non era l’espresso, ricordavo male) d’avanzo:
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/fatti-verita/fatti-verita.html
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/travaglio-vacanze/travaglio-vacanze.html
poi, per par condicio, saltando da repubblica al foglio:
http://www.camilloblog.it/archivio/2008/11/06/marco-travaglio-e-un-imbroglione/
sul blog di luca sofri, invece, basta mettere “travaglio” come intervallo di ricerca per avere altri link.
vorrei fare un discorso più approfondito, ma mi tocca lavorare…
scritto da mario mercoledì.19.11.08 16:19
ma vogliamo parlare della maleducazione di Capezzone che non ha lasciato dire a Travaglio una singola frase senza sistematicamente “parlargli sopra”??
scritto da ste mercoledì.19.11.08 17:02
Paolop, scusa, non ho capito la correlazione tra la figuraccia di Latorre e il fatto che io sostenga che il Bordone quando spara cazzate lo fa in piena autonomia e non perché fa parte della “solita cricca”, accusa che si porta dietro dai tempi del post sul tizio che attaccava il fidanzato della Lucarelli (quello col nome scemo che non mi ricordo).
Non ho mica detto che il PD è una combriccola di galantuomini o la politica italiana un bello spettacolo, eh.
Se mi illumini sulla correlazione te ne sono grato.
scritto da daniele mercoledì.19.11.08 19:06
Montanelli firmò il suo primo libro a quattro mani con Gervaso nel 1965 e l’ultimo nel 1970. Gervaso, all’epoca, era un giovane giornalista totalmente estraneo alla P2, che fra l’altro in quel periodo era ancora una normale loggia del Grande Oriente d’Italia, ben lontana dalle deviazioni gelliane..Fu infatti il 19 giugno 1971 che il gran maestro Lino Salvini nominò Gelli “segretario organizzativo” della P2, seguitando a detenerne il controllo. La loggia fu poi sciolta, almeno formalmente, nel 1974. Gelli ne divenne maestro venerabile solo nel 1975, ma un anno dopo la loggia fu di nuovo sciolta. Tant’è che, come ha stabilito la commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2, “Gelli ha acquisito nella seconda metà degli anni settanta il controllo completo ed incontrastato della Loggia Propaganda Due, espropriandone il naturale titolare e cioè il Gran Maestro”. Fu in quegli anni che vi si iscrisse Gervaso, tessera 622, che poi assunse il grado di “maestro” e nel 1978 reclutò, fra gli altri, Silvio Berlusconi. Quando firmava libri con Montanelli, dunque, Gervaso non era un piduista. In ogni caso Montanelli interruppe il rapporto di collaborazione con lui nel 1970, tant’è che nel 1974, quando fondò il Giornale, si guardò bene dal portarvi Gervaso. Gelli tentò di reclutare nella P2 anche Montanelli, il quale però se ne tenne a debita distanza e, dopo averlo incontrato all’Hotel Excelsior di Roma, lo definì pubblicamente “un magliaro”. Quando poi, dopo alcuni volumi della Storia d’Italia scritti da solo, Montanelli ebbe di nuovo bisogno di dividere la fatica con qualcuno, si guardò bene dal richiamare in servizio Gervaso (nel frattempo scoperto nelle liste di Gelli sequestrate dalla Guardia di Finanza a Castiglion Fibocchi nel 1981). Si rivolse, invece, a Mario Cervi.
scritto da luca giovedì.20.11.08 14:21
dal sito/blog di travaglio corrias e gomez…
scritto da luca giovedì.20.11.08 14:22
a me piaceva bordone di dispancer che faceva “cultura” e non quello di condor che fa “politica”.
leggendo tutti i commenti sembra che capezzone venga bocciato da tutti, mentre su travaglio si ci divide, così come pare essere divisa la sua verità.
chi segue e stima travaglio è un amante dei fatti, delle notizie documentate, questo mi sembra più che ovvio. dire che quelle di travaglio sono delle mezze verità, senza citare l’altra metà è sbagliato o quantomeno fa solo irritare chi lo segue.
io stimo bordone per la sua arguzia culturale, ma lasciasse stare la “politica” è altra cosa.
scritto da Luigi giovedì.20.11.08 14:56
iteressante quello che ha riportato luca
scritto da Luigi giovedì.20.11.08 15:00
visto il tono di molti commenti, Matteo, e lo dico da tua estimatrice, secondo me sarebbe stato meglio se tu avessi continuato a condurre un programma da solo.
Temo che il legame a filo doppio con la coppia glam -radical chic alla lunga finirà per nuocerti.
scritto da laura giovedì.20.11.08 16:16
Dispancer. È bellissimo.
scritto da Kli giovedì.20.11.08 17:43
insomma un controesempio, un aneddoto, un mezzo link, quello che volete sulle mezze verità di travaglio non arriva.
vabbè, la prossima volta però pensateci un po’ prima di abbaiare.
scritto da enrico venerdì.21.11.08 00:16
[...] Via Matteo Bordone [...]
scritto da Capezzone il ribaltonista smemorato - Vittorio Pasteris venerdì.21.11.08 07:53
Tra i due il meno peggio, forse, non è Travaglio. Sai! Nomen omen…
scritto da Ernesto venerdì.21.11.08 16:36
Ci terrei a precisare che il mio non era un commento cretino sulla presunta “Lobby di Condor”, era una battuta cretina sui Sinottici.
Degli oscuri legami fra la Lobby di Condor e i Templari si occuperà la prossima puntata di Voyager.
scritto da Evangeline venerdì.21.11.08 22:46
Io ho una convinzione: purtroppo voi tutti considerate gli italiani piu’ intelligenti di quello che sono! In italia ci sono troppe persone che non sanno nulla di cosa e’ successo in italia in passato e di cosa sta succedendo, perche’ certe persone sono indagate e perche’ certi giudici se l’ha prendono sempre con le stesse persone! Travaglio e’ l’unico che in modo chiaro e semplice ogni tanto dice queste cose; se chi non conosce almeno ascoltasse queste cose , almeno sarebbe piu’ informato.
IVnece in italia abbiamo troppe persone che conoscono a fondo il calcio ma non sanno nulla di storia: SE GLI ITALIANI STUDIASSERO PIU’ LA STORIA E GUARDASSERO MENO MARIA DE FILIPPI, QUESTO PAESE SAREBBE UN POSTO MIGLIORE
scritto da rocco venerdì.21.11.08 23:40
ok ok, neppure il link che ho messo sono sufficienti. mi terro’ le mie perplessita’ su travaglio e sul suo metodo di giustizia mediatica.
posso almeno dire che ha un taglio di capelli osceno? quella zazzera dietro non si usa piu’ dagli anni 80, dai! volete un link? tie’: http://www.roseto.com/photos/5908.jpg
scritto da mario sabato.22.11.08 10:27
mario, di che link parli ? noi siamo ancora qui che aspettiamo…
O il perfido bordone te li ha scancellati ?
scritto da enrico sabato.22.11.08 14:16
Enrico, in effetti è un mistero: ho postato un commento con un quattro-cinque link (la querelle tra travaglio e d’avanzo di repubblica e qualcos’altro). dal mio computer quel post lo vedo. da dove sto scrivendo ora no. come può essere questa cosa?!?
scritto da mario domenica.23.11.08 00:04
@Mario
Ti chiedi come possa essere? Un paio di ipotesi
1) Un complotto dei Templari Rettiliani
2) Il tuo commento è in attesa di approvazione perché inserire troppi link innervosisce l’antispam.
scritto da Alessandra domenica.23.11.08 03:23
Si, Ale, ma continuo a non capire perché da un computer lo vedo e dall’altro no…
scritto da mario domenica.23.11.08 16:39
sembrava di vedere sgarbi e d’agostino,
comunque tranquilli, erano e restano ininfluenti.
mica sono presidenti di vigilanza rai.
scritto da alessandro lunedì.24.11.08 01:50
la querelle tra d’avanzo e’ travaglio e’ riassumibile cosi’.
D’avanzo sostiene, come altri qui (bordone incluso), che il metodo giornalistico di travaglio fa acqua. La storia delle mezze verita’. E dice: vuoi vedere che se uso il tuo stesso metodo, faccio vedere che sei mafioso pure tu ?
Allora racconta una vicenda personale di travaglio. Pero’ al famoso metodo di travaglio fa una piccolissima modifica. Cioe’ invece di raccontare una mezza verita’, fa che raccontare una balla. Ovvero che travaglio si sia fatto pagare le vacanze in sicilia da un uomo vicino alla mafia.
La storia finisce con travaglio che fa pubblicare l’estratto conto della sua carta di credito, dimostrando di essersi pagato la vacanza.
mario, risparmiati i tuoi 4-5 link, che fai la figura di brunetta contro l’espresso !
scritto da enrico lunedì.24.11.08 11:46
enrico, permettimi un’ultimissima precisazione: d’avanzo ha utilizzato *esattamente* il metodo travaglio, riportandosi a spezzoni di atti giudiziari, intercettazioni ecc. in questo caso le parole dell’avvocato di un uomo che si è preso 14 anni per associazione mafiosa. la notizia, ovviamente non c’è (lo dice lo stesso d’avanzo), ma utilizzando il “metodo travaglio” sembra esserci. chiaro? no? non per fare il difensore di d’avanzo, ma mi sembra corretto citare testualmente (vista la sorte dei link, copio e incollo qua e la. si parlava di schifani e delle uscite di travaglio a chetmpochefa):
“E’ l’impegno che Travaglio trascura. Il nostro amico sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del “vero” e del “falso”. Afferra un “fatto” controverso (ne è consapevole, perché non è fesso). Con la complicità della potenza della tv – e dell’impotenza della Rai, di un inerme Fazio – lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere: “Anche la seconda carica dello Stato è un mafioso…”. Basta leggere i blog per rendersene conto. Anche se Travaglio non l’ha mai detta, quella frase, è l’opinione che voleva creare. Se non fosse un tartufo, lo ammetterebbe.”
(…)
Di questo si parla, infatti, cari lettori – che siate o meno ammiratori di Travaglio; che siate entusiasti, incazzatissimi contro ogni rilievo che gli si può opporre o soltanto curiosi di capire.
Che cos’è un “fatto”, dunque? Un “fatto” ci indica sempre una verità? O l’apparente evidenza di un “fatto” ci deve rendere guardinghi, più prudenti perché può indurci in errore? Non è questo l’esercizio indispensabile del giornalismo che, “piantato nel mezzo delle libere istituzioni”, le può corrompere o, al contrario, proteggere? Ancora oggi Travaglio (“Io racconto solo fatti”) si confonde e confonde i suoi lettori. Sostenere: “Ancora a metà degli anni 90, Schifani fu ingaggiato dal Comune di Villabate, retto da uomini legato al boss Mandalà di lì a poco sciolto due volte per mafia” indica una traccia di lavoro e non una conclusione.
Mandalà (come Travaglio sa) sarà accusato di mafia soltanto nel 1998 (dopo “la metà degli Anni Novanta”, dunque) e soltanto “di lì a poco” (appunto) il comune di Villabate sarà sciolto. Se ne può ricavare un giudizio? Temo di no. Certo, nasce un interrogativo che dovrebbe convincere Travaglio ad abbandonare, per qualche tempo, le piazze del Vaffanculo, il salotto di Annozero, i teatri plaudenti e andarsene in Sicilia ad approfondire il solco già aperto pazientemente dalle inchieste di Repubblica (Bellavia, Palazzolo) e l’Espresso (Giustolisi, Lillo) e che, al di là di quel che è stato raccontato, non hanno offerto nel tempo ulteriori novità.
E’ l’impegno che Travaglio trascura. Il nostro amico sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del “vero” e del “falso”. Afferra un “fatto” controverso (ne è consapevole, perché non è fesso). Con la complicità della potenza della tv – e dell’impotenza della Rai, di un inerme Fazio – lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere: “Anche la seconda carica dello Stato è un mafioso…”. Basta leggere i blog per rendersene conto. Anche se Travaglio non l’ha mai detta, quella frase, è l’opinione che voleva creare. Se non fosse un tartufo, lo ammetterebbe.
Discutiamo di questo metodo, cari lettori. Del “metodo Travaglio” e delle “agenzie del risentimento”. Di una pratica giornalistica che, con “fatti” ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. E’ un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target (gli obiettivi vengono scelti con cura tra i più esposti, a destra come a sinistra). Farò un esempio che renderà, forse, più chiaro quanto può essere letale questo metodo.
8 agosto del 2002. Marco telefona a Pippo. Gli chiede di occuparsi dei “cuscini”. Marco e Pippo sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un’ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l’avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l’albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia.
Michele Aiello, ingegnere, fortunato impresario della sanità siciliana, protetto dal governatore Totò Cuffaro (che, per averlo aiutato, beccherà 5 anni in primo grado), è stato condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. Pippo è Giuseppe Ciuro, sottufficiale di polizia giudiziaria, condannato a 4 anni e 6 mesi per aver favorito Michele Aiello e aver rivelato segreti d’ufficio utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Marco è Marco Travaglio. Ditemi ora chi può essere tanto grossolano o vile da attribuire all’integrità di Marco Travaglio un’ombra, una colpa, addirittura un accordo fraudolento con il mafioso e il suo complice? Davvero qualcuno, tra i suoi fiduciosi lettori o tra i suoi antipatizzanti, può credere che Travaglio debba delle spiegazioni soltanto perché ha avuto la malasorte di farsi piacere un tipo (Giuseppe Ciuro) che soltanto dopo si scoprirà essere un infedele manutengolo?
Nessuno, che sia in buona fede, può farlo. Eppure un’”agenzia del risentimento” potrebbe metter su un pirotecnico spettacolino con poca spesa ricordando, per dire, che “la mafia ha la memoria lunghissima e spesso usa le amicizie, anche risalenti nel tempo, per ricattare chi tenta di scrollarsele frettolosamente di dosso” . Basta dare per scontato il “fatto”, che ci fosse davvero una consapevole amicizia mafiosa: proprio quel che deve essere dimostrato ragionevolmente da un attento lavoro di cronaca.”
scritto da mario lunedì.24.11.08 13:35
ah! lo sapevo che facevi la fine di brunetta: hai copiato e incollato senza leggere !! va bene non essere capace a mettere i link, ma neanche a fare un copia incolla senza ripetere gli spezzoni.
vabbè, neanche io voglio fare il pignolo, però se la querelle è una querelle devi almeno fare lo sforzo di informarti su come prosegue. Allora: il metodo d’avanzo ti ripeto differisce “leggermente” dal metodo travaglio perchè la fonte che cita se l’è inventata, non ci sono atti processuali, niente in cui si parla di travaglio. Un invenzione. Diversa da una mezza verità (le quali infatti non vengono mai smentite perchè scritte agli atti). Qui la fonte ha smentito subito.
scritto da enrico lunedì.24.11.08 23:10
Mah, se ben ricordo travaglio ha smentito il *fatto*, ovvero il conto pagato ecc. ecc. Dopo guardo meglio. In ogni caso il risultato non cambia: se usi maliziosamente dei dati processuali in cui si parla (in maneliera neutra) di una persona puoi arrivare a dire di quella persona praticamente qualunque cosa. È successo così con Schifani (che, per intenderci, è persona politica lontanissima da me), come d’avanzo spiega molto bene…
scritto da mario martedì.25.11.08 08:30
In http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
scritto da pelupe mercoledì.26.11.08 22:43
Travaglio non ha mai detto che schifani svendo conosciuto uno che poi hai avuto una condanna per mafia era un mafioso.
Travaglio ha detto parlando della vergognosa informazione italiana(vergognosa non per che lo dice grillo e travaglio ma perche lo dice:Times, el pais, le monde diplomatique,ed altre)che perche ad un presidente del senato non viene chiesto il “perche” e ripeto “perche” ha avuto questo benedetta amicizia, solo questo che travaglio abbia del mafioso a schifani lo dicono:i facciani, le tv che chissa da chi vengono controllate. e da qualcuo in questo blog che ancora sostiene sta “porcata”, poi in effetti la gente ascolta cio che vuole sentire percio fate un po il cavolo che volete ma una spiegazione è d’obbligo.
P:S: io sono un ascoltatore di condor, ma le idee politiche di sofri sono un po’ alla “volemose bene anche se se odiamo un po tutti” ovvero troppo soft per un cane da guardia
scritto da andrea venerdì.28.11.08 14:30
ah Mario la differenza tra schifani e travaglio è che travaglio ha dato una spiegazione portando acconti di hotel ed alberghi e dimostrando la sua innocenza…qualcuno ha visto schifani.
Il taglio e cuci è diffamazione e se travaglio è stato condannato una volta sola(l’ultima quella fatta vedere da tutti i tg è solo in primo grado)qualcosina di buono dira pure. poi i suoi metodi possono essere discutibili anche se come dice bordone per far seguire la cronaca giudiziaria a qualcuno senza farlo somatizzare qualcosa ti devi pure inventare
scritto da andrea venerdì.28.11.08 14:35
boh, io non mi ricordo che schifani sia mai stato condannato. se si e’ garantisti lo si deve essere con tutti…
scritto da mario venerdì.28.11.08 20:35
no, mario non hai capito una cippa. Il problema è politico, non giudiziario. Il problema è che in qualsiasi altro paese al mondo la seconda carica dello stato deve rendere conto al paese del suo passato. Nel caso specifico spiegare come quando e perchè era socio in affari di mafiosi (fatto che non è stato smentito, perchè vero). Travaglio, contrariamente a quanto si dice, non emette giudizi. Pone interrogativi che solo in Italia appaiono poco leciti. Poi le risposte possono o meno fare soddisfare i cittadini, ma prima di tutto devono essere date. L’opinione pubblica è stata manipolata a tal punto che invece molti credono che porre le domande non sia lecito. D’altronde l’editto bulgaro su Santoro e Luttazzi trae origine proprio dal fatto che loro hanno osato porre il questito: Berlusconi, dove hai preso i soldi ? Quesito al quale non solo non è mai giunta risposta, ma al quale il popolo narcotizzato non è più interessato.
scritto da enrico venerdì.28.11.08 23:21