giovedì 20 novembre 2008
Heisenberg vs Himmler: 6 a 0
Adesso mi do cinque minuti di orologio dieci. Vediamo quanti siti antisemiti trovo. Poi ve li linko.
1, 2, 3, 4.
Ecco. Non c’è bisogno che ci andiate: fidatevi.
Mi sono anche perso via, quindi avrei sicuramente potuto trovare più roba. Se cerchi, le cose ci sono. Foto di incidenti stradali? Presente. Gente che mangia la cacca? Presente, come no. Deformazioni fisiche? Garantito. Odio nei confronti delle donne? Certo! Dei negri? Yeppa!
È un tema molto vecchio ed è noioso tornarci, ma la rete è globale e una buona fetta dei contenuti viene dagli Stati Uniti d’America, dove la legge tutela fortemente il diritto di opinione. Ipotizzare che ogni paese filtri la rete a seconda delle legislazioni relative al diritto di opinione è semplicemente assurdo e irrealizzabile. Cioè, se sei la Cina o l’IRAN lo puoi fare. Se sei l’Italia non sta molto bene, no? Quindi ci teniamo la rete così com’è. Se un grosso portale come youtube si ritrova del contenuto considerato inaccettabile, chi di dovere lo segnala a youtube e loro decidono se è il caso o no di eliminare la roba. Fine della questione.
Che un giornale a corto di incredibili scoop cerchi canzoni naziste su youtube mi sembra molto avvilente. Che i rappresentanti delle comunità ebraiche rilascino dichiarazioni, quando interpellati dallo stesso giornale, è naturale. Che i politici facciano a gara a chi è più nemico dei nazisti antisemiti mi fa cadere le braccia. Recuperate le stesse, mi convinco ancora di più della mia teoria. In rete vale una versione telematica del Principio di Indeterminazione: non puoi raccontare un fenomeno marginale senza che la sua marginalità venga meno; il fatto che tu ci vada e lo mostri ad altri cambia la portata del fenomeno, il volume di traffico del sito, la sua rilevanza e in sostanza la sua natura profonda.
Quindi prima di pescare una notiziola per dire guardate che orrore, ricordarsi che basta puntare il dito per ingigantire quello che con disgusto si sta indicando. Vale in genere (almeno in alcuni casi) ma in rete è un meccanismo immediato: chi ne scrive è pregato di rendersene conto. Grazie.
Sacrosanto
scritto da Massimo giovedì.20.11.08 14:27
Mi associo all’indignazione dell’indignazione. Ma anche questa ingigantisce? mah…
scritto da Gabriele giovedì.20.11.08 14:32
Il post più bello degli ultimi mesi.
Ricordati di andare a correre
scritto da Marco giovedì.20.11.08 15:12
Per questa specifica vicenda concordo, ma la generalizzazione dell’assunto finale mi lasci un po’ perplesso. Rischi di giustificare la censura: ti posso sempre rispondere “a me non sembrava importante”.
Faccio un esempio: il Capo della Polizia scrive una lettera al secondo quotidiano italiano per copie lette nella quale dice che “il Paese ha bisogno di spiegazioni su quel che realmente accadde a Genova”; tutti i quotidiani e i tg nazionali la ignorano? ne hanno il diritto: per loro non è una cosa importante
scritto da Champ giovedì.20.11.08 15:31
Non ho parlato di censura, né considero la censura (quella vera) un problema così rilevante di questi tempi.
scritto da Matteo Bordone giovedì.20.11.08 16:04
Se ingrandiscono un fenomeno, o una situazione, che può risultare marginale ne creano uno più grosso e visibile contro cui compattare la gente. Io la vedo anche così.
scritto da paz83 giovedì.20.11.08 17:15
spingitori di spingitori…
sapevatelo!
scritto da Patologo giovedì.20.11.08 17:17
Per una delle opzioni basta venire su questo blog.
scritto da Kli giovedì.20.11.08 17:35
E’ come l’induzione del bisogno enunicata dalle teorie del marketing. Qui si induce il bisogno di essere antirazzisti e il bisogno di indignarsi.
La foto del bambino con le mani alzate e l’SS alle spalle per qualche direttore di giornale è come il culetto degli slip Roberta.
Il nazismo come la Shoah sono in fondo filoni di un mercato che non conosce crisi sotto molti aspetti:
avrai notato come alcuni canali televisivi si sono inventati il filone documentarista “nazista esoterico” con cui si può (premettendo “sembra che…”, “Si mormorano cose orribili: ad esempio….”) dire che furono gli alieni, scesi in Tibet brandendo la lancia di Longino, a suggerire a Himmler la soluzione finale.
scritto da Tranqui giovedì.20.11.08 17:38
Qualche giorno fa stavo cercando di spiegare alla mia non-moglie il principio di indeterminazione (che belle serate eh?)… con questo post credo di aver trovato il modo!
scritto da ciccio giovedì.20.11.08 17:38
http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=114060
scritto da Kluz giovedì.20.11.08 18:52
mi domando se si fa finta di non capire:cos’è il gioco di chi fa più lo scemo? se si decide di ingigantire un fenomeno marginale vuol dire che per chi fa questa scelta tanto marginale non è ma non perchè si vuole demonizzare il fatto ma forse perchè sotto sotto, e neanche tanto a mio parere, il fatto piace, eccome ..è come la storiella della vecchia veneziana che all?epoca delle invasioni turche non faceva che chiedere al suo prete di fiducia se era vero che i turchi sarebbero arrivati e se era vero che una volta arrivati avrebbero fatto alle donne cose “turche” dal punto di vista sessuale ..la paura era tale che finiva per coincidere con un interesse non esplicitamente dichiarato
scritto da lucilla giovedì.20.11.08 20:20
esercizio di stile.
scritto da emanuele giovedì.20.11.08 22:33
lucilla ma che cazzo dici?
scritto da Eva venerdì.21.11.08 01:25
fermate lucilla
scritto da markovic venerdì.21.11.08 02:36
Condivido lo spirito dell’articolo e colgo l’occasione per porgere alla vostra memoria ed al vostro allenato senso critico ed etico, questo frammento video:
http://www.youtube.com/watch?v=0UWLwe42Qw0&hl=it
che non ha prodotto lo stesso immaginabile risultato di una frase del tipo:”l’italia è uno stato ariano”…
scritto da Edoardo venerdì.21.11.08 09:18
OT (finalmente ho capito cosa vuol dire)
matteo bordone, stanotte ti ho sognato
scritto da old_phoebe venerdì.21.11.08 10:19
Anche a me lo spirito dell’articolo è parso chiarissimo, e la descrizione del fenomemo estremamente efficace.
Ma visto il contorcimento di un paio dei commenti qua sopra, non mi fa strano che la gente si indigni per i tristissimi pseudoscoop di Rep.
scritto da Zagabart venerdì.21.11.08 10:22
Penso che omettere o ignorare, è sempre sbagliato anche se fatto in buona fede. Come ha fatto notare Pez, se si pubblicizza una cosa si attirano gli estimatori ma anche i detrattori.
Non sono quindi d’accordo, ma se lo fossi, non potrei non far notare un blog che mi ha fatto conoscere 1,2,3,4 siti che di mio non avrei mai viso, ed un articolo di un giornale che non avrei mai letto.
scritto da Albionese venerdì.21.11.08 10:33
Ha ragione Lucilla
scritto da albert01 venerdì.21.11.08 18:57
“In rete vale una versione telematica del Principio di Indeterminazione … etc. ecc.” , mi è molto piaciuta.
scritto da Kluz venerdì.21.11.08 19:36
Beh, anche in tv è la stessa cosa. Più si parla di un argomento e più diventa importante da sè, automaticamente. Per assurdo se diciamo “Questa cosa non è importante” in tv, in internet, anche sui giornali, la rendiamo importante e quindi nei fatti neghiamo l’assunto.
scritto da MARCO sabato.22.11.08 18:04
Se non avete letto la storia del sionismo edito da Einaudi pochi mesi fa , è proprio inutile sia indignarsi che fare il contrario.
Da quando agli ebrei è stato impedito di lavorare (sistematicamente per secoli) , questi hanno sostanzialmente sviluppato un sistema per poter vivere facendo lavorare gli altri. Questo è diventato poi un grande calderone chiamato “finanza”.
Detto questo , non ci sarebbe niente di male ad aver sviluppato una professionalità. Il fatto è che purtroppo quando il mondo va bene sono gli schiavi degli ebrei che prendono i meriti , quando vanno male si cercano gli ebrei per farli fuori.
E’ triste , ma sarà cosi’ finchè ci sarà almeno un ebreo al mondo. Purtroppo.
scritto da medo mercoledì.26.11.08 22:07