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sabato 29 novembre 2008

Negli angoli. Guardare negli angoli. Anche.


A Mumbai è morta un sacco di gente. Tra gli ostaggi c’era anche (collega di una lettrice di Freddy Nietzsche) un cuoco italiano chiuso nell’albergo dove lavorava, con moglie e figlia di sei mesi. Lui è uscito con la bambina in braccio e la sua immagine è stata pubblicata ovunque. Normale e comprensibile, anche se non c’è niente da festeggiare, che la cosa funzioni per bilanciare l’orrore delle altre immagini e delle altre storie della vicenda. Poi uno è felice per la bambina, per il papà e la mamma, insomma. L’evento viene così raccontato su Repubblica:

Lea, la moglie del cuoco, con la piccola Clarice di sei mesi, sono rimaste nascoste insieme ad altri italiani nelle loro stanze d’albergo, mentre i terroristi si aggiravano tra i corridoi armati fino ai denti con bombe e fucili. Terroristi che Emanuele non ha esitato a sfidare per correre a portare il latte in polvere alla sua piccola. “Per due giorni ha mangiato quello che c’era, compresi biscotti al cioccolato”. “Un gesto coraggioso” lo ha definito il ministro degli Esteri Franco Frattini.

Che sarebbe tutto normale, se non fosse per il finale: “Un gesto coraggioso” lo ha definito il ministro degli Esteri Franco Frattini.
Per prima cosa tutti lo definirebbero un gesto coraggioso, perché quello è. Poi c’è il fatto che il ministro degli esteri deve fare cose; se non le fa, che non rilasci dichiarazioni ovvie per dare l’impressione di esserci (visto che in genere quando succedono eventi importanti lui è alle Maldive con la dermatologa dei vip). Per finire, messa così, la dichiarazione di Frattini sembra il generoso commento del re dopo un successo militare dei suoi sudditi in terra straniera, oppure un comunicato dell’EIAR, un cinegiornale LUCE, una velina. Sembra – io penso male, di sicuro, figurarsi se è così – un modo per venire fuori in relazione a una bella storia edificante.
A noi del parere di Frattini non frega niente, sia chiaro. Non ce ne frega mai perché il Ministro degli Esteri lo fa Silvio Berlusconi; perché non ci è mai sembrato che sostenesse linee politiche lontanamente ferme quanto l’espressione cupa e seriosa che affetta ogni volta che dice qualsiasi cosa; perché è un politico, non un viceré, e nei paesi democratici i governanti non farciscono i fatti di se stessi, ma parlano quando è il caso e quando qualcuno glielo chiede.
I giornalisti, poi, nei paesi più seri, certe cose nei loro pezzi non ce le mettono. Perché si preoccupano più della figura di palta che fanno coi lettori, che di indispettire l’ufficio stampa der ministro.


“parlano quando è il caso e quando qualcuno glielo chiede”.

E’ quello che ho pensato anch’io.
Ma Frattini non è un ministro. Sta là per la faccia. Perchè nessuno come lui ha la capacità di simulare costernazione, rammarico. E’ perfetto per queste circostanze, in un governo che poggia sulle apparenze.
A questo gli serviva la dermatologa.
Un brufolo e tutto cadrebbe.

E’ dai tempi del “tu di che vivi?” (se rispondono “non lo so” li rimandiamo in Romania) che è evidente che a Frattini piace giocare con il piccolo libro delle risposte: lo apri a caso, speri forte forte ed il destino ci mette il resto.
THAILANDIA: “Un intervento eccezionale e straordinario come è eccezionale e straordinaria la situazione”.
INDIA: “Tenere alta la guardia”; “C’è estrema preoccupazione”; “la più ferma condanna per tali atroci e ingiustificati atti di violenza che hanno coinvolto un gran numero di civili inermi”.
NIGERIA: “forte preoccupazione per le violenze in corso a —AGGIUNGERE NOME CITTA’ INTERESSATA— e le gravi perdite di vite umane innocenti”.
IRAQ: “preoccupazione” per le persecuzioni anti-cristiane nell’area.
DA GERUSALEMME: “Parleremo di una serie di questioni bilaterali e di mutuo interesse per entrambi gli stati”.
ITALIA, in visita al forno crematorio: “solo se avremo raccontato tutto il nostro passato potremo difendere il nostro avvenire”.
Meglio di lui c’è solo Ratzinger.

frattini, come del resto gli altri goffi figuri di tutta la compagine governativa,è uno dei tanti paggetti della corte berlusconiana.
Il cui unico scopo è dare una parvenza di normalità a quello che è un governo dove il premier è ministro degli esteri,della comunicazione,dell’interno,delle pari opportuntà e via dicendo.
è una dittatura mascherata dove berlusconi ha di fatto accentrato tutto il potere nelle sue mani.
Tipo il re sole.
Tra quattrocento anni saremo tutti felici e ci faranno pure le pasticchette balsamiche col suo faccino di cazzo sopra la scatoletta metallica.
allegria.

Porca miseria. Arrivo tardi, io. Scopro tardi le cose. Il tuo blog, ad esempio. Ma ricordo bene di questo articolo, e di questa dichiarazione. E il punto interrogativo nella mia testa si ingigantisce: a 32 anni, io, ho fatto la migliore o la peggiore dele cose a non intraprendere la carriera giornalistica? Che in altre parole vuol dire..porco (parolaccia a scelta), perchè per una persona che ha lo spirito critico di capire certi messaggi subliminali, mille altre leggono un articolo e si fanno abbindolare?