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mercoledì 3 dicembre 2008

Belle le camicie


A casa malato, uno guarda il Tg1. Cioè, non è una regola, ma io ho deciso di farlo. Così ho approfittato. In tuta. Senza lavarsi troppo. Coi fazzoletti ovunque. Io e Riotta. Tête-à-tête. Ora sono guarito e vi racconto quello che mi ricordo.
Un giorno, in mancanza di dichiarazioni del vaticano, hanno parlato di Sat 2000 e di una serie di approfondimenti a puntate che sarebbe andata in onda nelle prossime settimane. Anche la Busi, nel lanciare il servizio, ha fatto una faccia come dire “Va bene che siamo al Tg1, ma la pubblicità a un’altra rete solo perché è dei vescovi non sarà troppo?”
Il giorno dopo hanno parlato della fiction sul papa.
Poi hanno fatto pastoni di ogni tipo. Su qualsiasi argomento, ho saputo come la pensava Rotondi. E ho anche visto i maglioncini di Bonaiuti. Una volta c’è stata una dichiarazione di Berlusconi che intimava al PD di smollare Di Pietro, pena la fine del dialogo. Era al telefono, Silvio. E mentre parlava scorrevano delle immagini a tutto schermo, dei ritratti di rappresentanza. Non una immagine, molte. Poche invece le domande: nessuna. Dopo di che la dichiarazione di Berlusconi è stata commentata da Bonaiuti, che ha detto peste e corna di Di Pietro e del PD, e poi da un altro esponente del governo. Con la prontezza degli animali politici, Di PIetro, in una dichiarazione senza domande, in primo piano in piedi, ha dato il proprio ultimatum al PD: o con la legalità, o con Berlusconi. E per finire una in piedi con lo sfondo di palazzo Chigi ha riferito a voce le risposte dell’opposizione a questo “invito al dialogo”. Invito. Al. Dialogo. Benissimo. (Pensate di vedere tutto questo con la febbriciattola e il naso tappato.)
Vincenzo Mollica ha poi recensito una raccolta natalizia di Adriano Celentano, che contiene “due inediti”, tra cui La cura, “brano scritto e arrangiato da Franco Battiato”. Dire che nella penosa raccolta di Natale di Celentano ci sono un solo inedito e una cover di Battiato pareva brutto. A vedere il servizio, Celentano è sembrato un artista nel fiore degli anni e della carriera. Uno rilevante, Adriano Celentano nel 2008 in Italia. Era talmente fuori dal mondo che mi ha fatto venire voglia di Negramaro. Ma solo per uno o due decimi di secondo.
Poi una notte, a fine telegiornale, ho visto il latitante, quello che passa per il giornalista moderno ed è a capo di ‘sta roba. Riotta conduceva Benjamin, la sua bella rubrica di libri di cui va tanto orgoglioso. C’era in studio Raffaele La Capria, che ha parlato di un suo libro sulla Sicilia. Riotta lo chiamava “maestro”. La Capria è un bravo scrittore, ci mancherebbe. Però. Maestro. Perché? E soprattutto che senso ha nella stessa testata in cui chiamano maestro Amedeo Minghi?
Insomma poi hanno fatto qualcos’altro, ma di letteratura dal valore civile, etica, di quelle che uno si sente subito più democratico a leggere il libro. E poi la rubrica culturale che si chiama come un filosofo, parla con ritmo e forma di altre ere geologiche, va in onda di notte, e dura una sputata, insomma è finita. E mi è venuto in mente quel politico che non vede lo sfascio del proprio partito e si perde nei dettagli, nelle manifestazioni culturali, nei festival con nicolchidman.
Ecco. Delle capacità di Gianni Riotta come direttore del Tg1 posso dire solo quello che ho scritto sopra a questo post. Mi astengo da commenti che non riguardino l’abbigliamento. Tanto avete capito.

ps – lo so quello che dicono, cioè che al Tg1 c’è una redazione talmente incrostata, che cambiare qualcosa è come staccare i denti di cane a mano dalla chiglia del Pequod. Ma non è una giustificazione:se accetti, la responsabilità è tua. E non mi riferisco a Benjamin.


tu te le cerchi però, malato guardi pure il tg1.

Caro Bordone,e non dici nulla sulla Busi imbarazzata ad intervistare il vincitore dei pacchi? Affari tuoi? o quel che è.
La cosa meravigliosa è che mi sono arenata nel tentare di mandare una mail di protesta perchè sul sito del tg1 c’è di tutto tranne che una mail per gli spettatori!!!! ( ah, ma il video sì puoi mandarlo.
Sono profondamente delusa ed indignata da questo modo di strumentalizzare il TG1…(almeno adesso so che non sono l’unica ad aver inveito e quasi rotto la TV).
Ciao
Fede

L’isola dei famosi, Amici, il Tg1… ma sei vuoi spaccarti il fegato, bere del buon whiskey, no?

quindi mi dici che se,come ho fatto negli ultimi anni,continuo a rifiutarmi di vedere i Tg della rai e mediaset e mi faccio bastare Sky(emmennesbatto dell’IVA!e anche della Zanicchi,toh) e Teleducato parma, non sbaglio poi più di tanto?

Benjamin, che ricordiamo essere amico di Frenkoviak…

Tralasciando la parte vaticana&politica del post altrimenti rischio la gastrite, mi soffermo su quella più “ludica”.
Diciamo pure che Celentano ha inserito un inedito e un massacro, perchè la cura cantata da lui a me fa veramente schifo, sarà che io Battiato adoro ascoltarlo anche solo parlare…
Seconda cosa, Benjamin nella mia mente doveva essere avanguardia pura, visto che di libri in tv non ne parlano poi è finita che ho spento la tv sono tornata ad internet immersa nella mia nerditudine di ritorno. Che tristezza.

Il Tg1?
Quando penso che ci sono italiani che hanno come unica fonte d’informazione quell’ossario, mi ghiaccia il sangue nelle vene.

una settimana fa c’erano invece due servizi consecutivi degni di nota:
- l’inviato da londra ci faceva sapere che lì stava nevicando e faceva un freddo cane;
- l’inviata in America si felicitava del fatto che Obama avesse brindato con del prosecco italiano (come a dire “adesso si che siamo culo e camicia col nuovo President)

“Era talmente fuori dal mondo che mi ha fatto venire voglia di Negramaro”

spero ti riferissi alla boccia di vino