venerdì 5 dicembre 2008
In un bar, una volta nella vita, per favore
Volete vedere i marziani? Li volete vedere bene, a lungo, con le telecamere e i microfoni? Volete vedere della gente che non ha niente a che fare con la nostra società? Bene. Guardate una trasmissione italiana di sinistra quando si occupa di televisione. Vedrete gente fuori dallo spazio-tempo, fuori di testa, fuori sede, fuori luogo; diranno cose banali e vecchissime, come se fossero grandi verità e analisi lucidissime del mondo; si diranno “ma sì, ma dai, ma non mi dire” senza nessun pudore; saranno molto scandalizzati nel raccontare cose che la gente conosce e frequenta benissimo da secoli. A casa le persone si aggiusteranno gli occhiali sul naso, guarderanno il telecomando con aria interrogativa, proveranno a spegnere e riaccendere. No no, è tutto vero: va proprio in onda così.
Ieri sera ad ANNOZERO si parlava di Isola dei famosi e di Vladimir Luxuria.
Norma Rangeri scrive sul Manifesto, quotidiano che si dice per l’ennesima volta essere vicino alla chiusura, ma già risuscitato mille volte. Ci lavora anche un mio amico, per dire. Ma per come la vedo io, tranne Marco D’Eramo e pochi altri, è un giornale che non è capace di vedere le cose che mi interessano.
A occuparsi di televisione (non propriamente un dettaglio) c’è Norma Rangeri. Se volete sapere cosa penso io dei programmi televisivi, in genere basta leggere la Rangeri: penso l’esatto contrario. Norma Rangeri pensa che la buona televisione sia quella che insegna le cose alla gente. Non solo: quella buona non è solo quella che insegna, ma quella che insegna le cose giuste. Nessuna caratteristica legata alla forma televisiva, sia come industria che come linguaggio, viene mai presa in considerazione. Sono sempre analisi politiche o sociologiche. La parola pop è esclusa. Di solito c’entra molto Berlusconi.
COSE CHE HA VOLUTO DIRE NORMA RANGERI AD ANNOZERO
Il reality è una realtà pronta e precostituita, che sostituisce la realtà. Quelli che mostra sono rapporti precostituiti. L’isola comunica una “pedagogia” sbagliata. Gli spettatori non vedono riconosciuti i propri diritti umani. Siamo dentro un meccanismo micidiale, che è addirittura un meccanismo politico e economico. Poi c’è questa cosa che i concorrenti muoiono di fame, quando è chiaro che è un meccanismo fatto apposta. Vorrei che nella sinistra ci fosse qualcuno capace di rompere questo meccanismo, che nasce nella fabbrica e ha modificato i comportamenti elettorali.
È una fiction, ma attrezzata e confezionata. È una realtà virtuale. È una realtà virtuale.
Interviene il Piotta.
COSE CHE HA VOLUTO DIRE IL PIOTTA AD ANNOZERO
Mi hanno chiamato e io ho sempre detto di no. Perché c’è una confusione di ruoli. Tutti fanno tutto, sull’isola. Invece ci vuole studio, impegno, dedizione e professionismo nella vita.
Nel Grande Fratello degli sconosciuti vengono presi, sfruttati i loro sentimenti per fare soldi.
Io ho fatto la scuola di musica. Io la mia credibilità me la sono guadagnata giorno per giorno.
Per fortuna a un certo punto intervistano una ragazza figlia di operaio e casalinga, che fa la cassiera al supermercato e ha fatto molti provini per partecipare a reality. Era quella che capiva di televisione più di tutti lì dentro.
COSE CHE HA DETTO LA RAGAZZA NORMALE AD ANNOZERO
Per me la finalità è il montepremi. Se uno è bravissimo, ben venga: ospitate, sarete in discoteca, celebrità, ma soprattutto soldi. Per me il reality è come giocare al superenalotto. D’altronde è un’esperienza divertente e eventualmente permettere di guadagnare.
DOMANDA CHE MICHELE SANTORO HA VOLUTO FARE ALLA RAGAZZA NORMALE AD ANNOZERO
È più difficile trovare un lavoro o entrare nella casa del Grande Fratello?
L’idea che un programma televisivo sia un programma televisivo, che il suo pubblico sia eterogeneo, che si segua l’Isola conoscendone le caratteristiche, che le masse non siano fiumi di beoti rincretiniti dal berlusconismo e per questo distolti dalla televisione educativa, questa colossale e noiosissima puttanata che ci ribadiscono di continuo è dura a morire. Parecchio.
In un servizio, ad ANNOZERO, si intervistavano i ragazzi dell’Onda. Gente nata tra gli anni Ottanta e Novanta. Continuavano a citare la “società dello spettacolo”, dimostrando di aver letto Guy Debord (come Freccero, che però giustamente ha lavorato con Funari e D’Eusanio) e di guardare alla televisione come tutto tranne un mezzo di comunicazione. Dateci il salario, dateci la casa, e allora poi va bene L’isola dei famosi. Cosa metta in relazione uno e l’altra sfugge ai più. Forse non a Norma Rangeri.
PS – Mi sono ricordato la più bella della Rangeri!
“Adriano Celentano non è la televisione. Adriano Celentano è un alieno che, quando atterra nella televisione, la critica facendola.” Un signore molto talentuoso, ma molto bigotto e molto in playback, che fa quattro puntate cogli ospiti.
Io avevo capito che la Rangeri parlasse di come, ridotto ai minimi termini, un reality fosse una specie di moderna lotta di gladiatori (certo, verbale) ad uso del sollazzo pubblico, dove poco importa che il vincitore sia bianco o nero, trans o etero, sempre gladiatore rimane. Certo che il pubblico lo sa di essere al colosseo. Sul Manifesto sono daccordo, però il sabato lo compro.
scritto da steamerbag venerdì.05.12.08 20:00
I diritti umani, LOL. Son anni che non guardo più queste stronzate, da adolescenti perderci tempo dietro serviva da carica. Ma a parte l’omofobia, cosa distingue la Rangeri da quelli del Moige?
scritto da Kli venerdì.05.12.08 20:03
Guardo parecchia (pure troppa) televisione, a volte guardo reality (anche se le puntate settimanali, di solito, sono proprio mazzate sulle balle…), ma non è questo il punto. Cosa è la televisione? una cosa dentro la quale si “guarda”. Questo sfugge alla maggior parte di chi critica. Se non mi interessasse l’aspetto visivo, ascolterei solo la radio. E è così anche per il cinema. Anche quello si guarda. Quindi, se io esco dal cinema e le immagini che ho visto mi hanno fatto schifo, non sono soddisfatto, belli o brutti siano stati i dialoghi. Se, viceversa, ogni due secondi mi scappa un Wow emozionato davanti a un paesaggio (è un esempio), posso anche guardare un film in uzbeko che mi diverto lo stesso. Non c’entra molto, ma in unn certo senso, quello che dice Matteo sul linguaggio televisivo comprende anche questo.
scritto da Capodoglio venerdì.05.12.08 20:20
Kli,
LOL mi da l’orticaria. Comunque quelli dell’isola dei famosi (e quelli del GF) sottoscrivono un contratto dove di fatto rinunciano ai Diritti Umani, che comprendono un pasto caldo, un tetto sulla testa, la libertà di parola (Ceccherini), e la libertà tout court, e lo firmano in un certo senso per soldi (faranno serate per almeno un anno). La differenza tra la Rangeri e quelli del moige è che la Rangeri non è cretina per statuto e che il suo giudizio mi sembrava anche piuttosto freddo. I ragazzi che citavano Debord dovrebbero sapere che gli autori dei primi reality erano cresciuti a Debord e che l’eccitazione mediatica di cui sentivano di fare parte non è certo giustificabile adesso (sempre che non riescano a farne uno in Odorama).
scritto da steamerbag venerdì.05.12.08 20:41
A me dà l’orticaria vedere il verbo dare senza accento.
scritto da Kli venerdì.05.12.08 21:40
è vero che chi sostiene che questa è una società basata sullo spettacolo dice una “stronzata”, direi che questa società in questo momento è basata sull’onda ca cavalcare.
Oggi il reality fa tendenza? Bene, adeguiamoci e parliamo di reality, oggi fanno discutere le “morti bianche”? parliamo di chi muore sul posto di lavoro, di ubriachi o drogati che causano incidenti? Di meningite? di recessione?….Parliamo di tutto, purtroppo ne parlano anche gli incompetenti, in qualunque tema, e la confusione mentale e globale aumenta
scritto da Franco venerdì.05.12.08 22:21
Matteo, io sono d’accordo. Ma è l’esatto contrario di quello che hai scritto nel post su Luxuria e l’Isola.
È una questione di montepremi e di spettacolo, giusto. Allora perché trattarla come il segno di un mutamento sociale e fare, come hai fatto tu, la Rangeri in senso opposto?
scritto da masaccio venerdì.05.12.08 23:25
bella masaccio.
scritto da un tizio sabato.06.12.08 02:17
matteo, quando dici che c’hai pure un amico che “ci lavora” (al manifesto) sembri quello che dice “ma noo, guarda che io ho tantissimi amici gay”…
scritto da buna sabato.06.12.08 11:06
Ho letto sul daveblog che la redazione di annozero aveva chiesto a lui di collaborare per questa puntata, poi non se n’è fatto nulla. La Rangeri mai sentita, onestamente, anche perchè non leggo mai il manifesto, ma è esattamente come ti immagini la critica di tv di un quotidiano comunista: noiosa e retrò…
scritto da Geffe sabato.06.12.08 11:26
LOL
scritto da steamerbag sabato.06.12.08 11:36
Insomma, ben venga la televisione per i coglioni, ben venga il reality (che di real ha poco) è spettacolo, è pop. Ma per noi, che coglioni non siamo, non c’è niente in onda?
scritto da daddah sabato.06.12.08 12:18
lo so che rischio di fare la figura dello sgaloppino della redazione di Omsk della Pravda negli anni 70, ma un fondo di verità c’è nelle parole della Rangeri. I modi, le parole con cui la Rangeri ha criticato “reality, annessi e connessi” è superficiale e noioso, ma in fin dei conti…vero.
Io solitamente mi trovo d’accordo con le opinioni di Bordone, ma sinceramente quello che la “ragazzina normale” dice da Santoro mi mette solo un mare di tristezza, afferma soltanto che il berlusconismo ha ormai vinto, è consolidato, stratificato. E dire ciò non vuol dire che siamo tromboni comunisti che non sanno cosa sia il “pop”. Ho 23 anni e studio a La Sapienza e ti posso anche assicurare che “l’Onda” non legge Debord…
scritto da aurelio sabato.06.12.08 12:57
Peccato, un tempo questo era un blog interessante. Ora sembra non riuscire ad non andare oltre il compiacimento di dire “ma per favore” a destra e a manca.
scritto da deceptacon sabato.06.12.08 13:10
Ho un amico che lavora al manifesto, ma se chiude il giornale non piango. Immagino che quelli bravi del manifesto vadano in altri giornali. Quindi è il diverso rispetto a quelli che dicono che hanno tanti amici gay. Cioè sarebbe la stessa cosa se dicessi sono amico di Matteo B. Bianchi e vorrei menare tutti i froci. Cosa che avrebbe un certo effetto straniante, ma manca un po’ di senso.
Sulla questione di Vladimir: da Santoro non parlavano dell’Isola in sé, ma dell’Isola nella percezione del pubblico. Per loro il pubblico era lì adorante e imbesuito, in attesa della chiamata. Invece il pubblico guarda, sceglie, giudica, e magari anche partecipa molto più laicamente di loro. Quindi, ripeto, la vittoria di Luxuria secondo me è un segno, e i non famosi non sono vittime sacrificali della società dello spettacolo. Anche se la frase “vittime sacrificali della società dello spettacolo” suona benissimo se ci metti un po’ di indignazione.
scritto da Matteo Bordone sabato.06.12.08 13:45
fino a poco tempo fa,quando facevi dispenser, non sembravi avere i “disturbi” che dimostri in questo post..
la domanda è: cosa ti ha fatto sbarellare in questo modo??
Mi sembra che a te stia solo antipatica la Rangeri.. pazienza, fattene una ragione, non leggerla
scritto da jacopo sabato.06.12.08 13:51
Sì, ma a parte riportare con falsa indignazione ciò che è stato detto in quella trasmissione, perchè non illustrare anche un argomentino che spieghi i motivi di cotanto scandalo, anzichè sottintenderlo facendo finta di conoscere Debord?
scritto da Luigi G. sabato.06.12.08 14:09
Le forme deteriori di critica sociale -ridotte a pantomima di originali ormai perduti- la cui tristezza palese celbri con gioia di gagno brodoso soddisfatto del pianto del compare sono solo l’altro lato della mediaglia della ciurma di postmoderni rampanti come te, cultori appiattiti dell’infinito presente che legittima tutto e nulla crogiolandosi nella testualizzazione e nel formalismo. Non m’illudo di poterti convincere, in fondo se sei davvero coerente con te stesso un’opinione non dovresti nemmeno poterla avere, al massimo avrai un bel collage di opinioni, tu e il tuo rotocalco cacofonico di imbecillità quotidiane, ti senti arguto e clamorosamente trasgressivo nell’apologizzare la libera scelta di una giovane figlia della nostra terra di sbattere le proprie grazie interiori ed esteriori in prima visione sognando il montepremi eh? Mamma mia che freschezza questa critica all’accademismo, quasi come un vigorsol staccato da un palo della luce e rimasticato. La libertà di cambiare canale che voi presentatori dello spettacolo decantate, un giorno la useremo contro di te, predicatore da strapazzo, figlio dell’ignoranza del tuo tempo, cannone a salve, fine analista del superficiale, sei un feticista di merda, e prima o poi io e Frederic Jameson ti spaccheremo il culo, sappilo.
scritto da patello sabato.06.12.08 15:58
d’accordo con aurelio.
o in nome del non essere noiosi, tromboni e lontani dalla ggente bisogna sempre dire che va bene tutto?
scritto da rene sabato.06.12.08 16:31
Il bello è che sono tutti manifestamente stufi del tuo decostruzionismo di terza mano, guarda le risposte che ricevi, ne hanno le palle piene di una trasgressione che colpisce istericamente ogni bersaglio possibile lasciando con l’insoddisfazione di chi non è riuscito nemmeno a prendere l’arco in mano.
Spogliate della patina di nominalismo d’accatto che ti sei fabricato, trascinate sul terreno del linguaggio materiale delle persone che ti chiedono “scusa, ma di che parli? Il manifesto che chiude non è una buona cosa.”, le tue argomentazioni tipo:
“Ho un amico che lavora al manifesto, ma se chiude il giornale non mi piango. Immagino che quelli bravi del manifesto vadano in altri giornali.”
suonano oltremodo sempliciotte. Faresti prima a scriverle direttamente in questo modo. Anche se forse a quel punto non so quanti ti leggerebbero. Probabimente se ne dedurrebbe che gli accessi li raggranelli sulla tua estetica frustrata e niente altro.
scritto da patello sabato.06.12.08 16:56
Non la penso come te, SPL33N. Né so cosa voglia dire “nominalismo d’accatto”, “linguaggio materiale” o “decostruzionismo di terza mano”. Ma le divergenze di opinioni che mi significhi si inquadrano eminentemente nel contesto della degenerazione democratica cogente. Non solo: si infuturano anche, sulle spalle dei nani coevi all’esistente, nel panorama socioculturale dell’epifenomeno pseudointellettuale di matrice disimpegnata che senza dubbio incarno e rappresento.
scritto da Matteo Bordone sabato.06.12.08 17:40
Matteo,
se il manifesto chiudesse molti ne soffrirebbero.. magari tu no, ma non vedo cosa ci guadagneresti. E poi, per restare nel merito della tua risposta, guarda che scrivere nel tuo blog di personaggio pubblico: “bruciare i froci”, ancorché per iperbole, per negazione, é brutto, anzi bruttissimo. E non dirmi, guarda che é per dire, l’ho chiesto al mio amico B. Bianchi che dice che noo, non gli dà fastidio. sei abbastanza intelligente per capire che questa non é una risposta.. é tra l’altro contraddici pure quel (poco a mio parere) che Luxuria ha cercato di far passare durante la trasmissione.
L’operario di Luino, che nella suà semplicità anche un po’ contradditoria, si oppeneva a certe argomentazioni di Luxuria. beh, lui é un personaggio eroico, per me. Lo dico senza vergogna.
Ciao, ci vediamo a Natale spero.
scritto da ilbuna sabato.06.12.08 17:49
Hai ragione Buna. Era un’iperbole, ma spiacevole. L’ho cambiata.
Non sono felice che chiuda il Manifesto, sia chiaro. Ma se chiude è perché non ci sono abbastanza lettori, o la cooperativa non è capace di amminstrarsi. Non è che ci si possa fare molto. Alla fine il Manifesto è un giornale in vendita, che esiste se ci sono i lettori, sia dal punto di vista del significato che del bilancio.
scritto da Matteo Bordone sabato.06.12.08 18:08
Forse non sono abbastanza intelligente. Ma quello di Matteo mi sembrava il tentativo di superare uno stereotipo intellettuale che in Italia sembra essere ancora l’avanguardia della critica: i mass media sono il male assoluto, e ipnotizzano le “masse”.
Di questo passo, ci vorranno trent’anni per passare allo stereotipo opposto, che da Adorno salta direttamente a Henry Jenkins: i mass media, complice la rete, sono il paradiso della critica dal basso. Una critica felicemente collettiva e democratica.
Provare a ragionare con la propria testa, vuol dire problematizzare queste posizioni. Non sventolarle per dimostrarsi intelligenti.
scritto da s. sabato.06.12.08 18:33
Nominalismo significa negare l’esistenza di concettualizzazioni astratte se non in quanto nome, che è esattamente quel che fai tu quando pretendi di smontare le critiche della giornalista al mondo dei reality. Anche il disprezzo che ostenti nella veloce parentesi su Debord e gli studenti che lo citano si fonda implicitamente su qualcosa del genere immagino. Potresti spiegarci cosa c’è che non va nel citare Debord, cosa ne pensi della società dello spettacolo, dell’attualità del tema oggi, facendo un confronto con i reality show. Il problema è che sei un parolaio, non sapresti farlo davvero. Trasmetti il tuo “impulso” e poi parli d’altro, parli di tutto e nulla.
Se ti dicessi che parli di tutto e nulla perchè in fondo non sai parlare seriamente di niente sono sicuro che mi risponderesti che tu te ne freghi di ogni canone, di ogni serietà. Te ne freghi dell’autorità del giornalista qualunque cosa questa autorità significhi, proprio non ti poni il problema. Questo significa decostruzionismo di terza mano. Ignorare deliberatamente ogni significato nella speranza che ciò basti ad eliminare il “significato” dal ragionamento delle persone.
Il tuo disinvolto atteggiamento di polemichetta che non si piega a nulla ed anzi gode nell’ostentare questo presunto status di giullare contro tutti i poteri la dice lunga sulla fine che fa il decostruzionismo. Perdi di significato, la gente inizia ad avere piene le scatole di chi smonta senza ricomporre, di chi critica per il gusto della critica in sè, diventando liturgico e fuori dalla realtà. Il fatto è che per costruirsi un’idea della realtà bisogna darsi delle priorità, riordinare delle idee. A te queste cose danno fastidio, ti sanno di limiti, e tu sei un libertario del nuovo millennio che se i giornalisti del manifesto non hanno più casa beh, il mercato li allocherà altrove, no problem. Quindi a te il limite da fastidio. Sei anarchico come un flusso di capitale.
Il linguaggio materiale è quello prodotto dai rapporti sociali vissuti dalle persone, da cui il tuo linguaggio è distante anni luce e gli effetti di questo straniamento sono palesi. Ora sei tu l’intellettualino arroccato sulla torre d’avorio che un tempo volevi distruggere.
scritto da patello sabato.06.12.08 18:37
@sabato: a parte la stigmatizzazione di Adorno sono d’accordo. La questione ovviamente non è difendere una visione apocalittica dei media o la evidente brutta copia della critica sociale di un tempo che ci viene riproposta oggi. Il problema che l’autore del’articolo che stiamo commentando non si pone nemmeno il problema di riscutere la questione responsablizzandosi di conseguenza. Si stravacca semplicemente nella arringa contro ogni discorso teorico costituito tacciandolo di moralismo, insignificanza e chi più ne ha più ne metta. Su Debord ad esempio, ci sarebbe parecchio da dire sul fatto che se la sua diagnosi può essere interessante la prognosi è sicuramente inattuale, così come è inattuale ogni discorso catastrofistico sui media. Il fatto è che il Bordone qui presente è un campione di catastrofismo, solo che a lui nella catastrofe ci vive benissimo, è la sua cuccia.
scritto da patello sabato.06.12.08 19:01
La società dello spettacolo e il grande fratello non c’entrano molto. Non più di quanto le kriptonite abbia a che fare con concetto di superuomo.
Certo, ci si può divertire a mettere in relazione Nietzsche e i supereroi, Debord e i reality, o Pavlov e il porno, ma è solo un giochino di quelli che faccio io. Non è roba seria e sostanziale.
Non solo. Siccome il testo ha uno stile affilatissimo e procede per aforismi, è un attimo farlo proprio senza sapere niente di Marx, Lukàcs, Hegel. E allora quando in un servizio sento tre ragazzi dell’Onda su quattro citare più volte “la società dello spettacolo” come se fosse un epiteto fisso, temo che dietro ci sia molto poco ragionamento. Facile che mi sbagli.
Le convenzioni linguistiche della filosofia politica sono affascinanti se uno deve scrivere un saggio, un manifesto militante, o dare un esame, come qualsiasi altro registro comunicativo specifico. Certo che fuori contesto il risultato è una roba incomprensibile e bruttarella. Che se uno ha ragione, è meglio essere chiari.
Se no si rischia di fare dei gran giri di parole per poi difendere Norma Rangeri in nome della sua autorità di giornalista, e non dei contenuti di quello che dice.
Avorio qui non ce n’è. Né autorità. Forse, secondo alcuni, c’è un filo di autorevolezza (sempre che si vogliano mettere giù le cose belle pesanti come piace a te). In realtà c’è gente che ha piacere nel leggere quello che scrivo. Chi invece si incazza per una cosa che ho scritto me lo racconta.
Chi ha già tracciato – come dire? – un identikit del sottoscritto, compilato in tutte le sue parti, per concludere che sono un beota cialtrone, ecco, farebbe bene a leggere persone più intelligenti e sfaccettate, che diano più soddisfazione nella disamina.
scritto da Matteo Bordone sabato.06.12.08 20:02
Verissimo
Orietta berti “faccio collezzione di acquesantiere del 700 in marmo”
3 minuti dopo la fidanzata del piersilvio le chiede “orietta hai mai pensato di posare senza veli ???”
Anche la televisione di destra…
scritto da Berluska sabato.06.12.08 20:03
no aspè, LEGGO preciso preciso (è DEPORTAZZIONE di parole):
“Cioè sarebbe la stessa cosa se dicessi sono amico di Matteo B. Bianchi e vorrei menare tutti i froci”
lasciamo da parte i GHEI che giò CI PENZA razzingher
ma aspè un ATTIMINO:
TU NON SEI matteobibbianchi?
Tu sei matteobibbianchi, perché ci VUOI confondere con queste STORIE di spersonalità?
matteo è NOME GENITORIALE
bi è BORDONE; cosa un pò di vergognia, lo so
BIANCHI è secondo cogniome come i SNOBS.
Non dire BUGGIE, che a BARI ti conoscono tutti.
Non ho detto NIENTE sull’ISOLA perché non l’ho vista. IN giardiola NON c’è TV. di Giovanni ALLIEVI invece posso dire quello che m’ha detto Ulderico: non diventerà mai giovanni MAESTRI.
CIao da eNZO.
NOn piove m tira VENTO.
Stasera su MATERA piove, dicono.
scritto da eNZO sabato.06.12.08 20:20
ah, UNA COSA di RASSICURAZZIONE.
Non sono io (eNZO) quello PATELLO.
Io ‘sto DEBBORD manco so chi è, ma già mi sta incap’a minchia.
BUONA DOMENICA
scritto da eNZO sabato.06.12.08 20:25
Scusa eNZO. Ai rajone. Io sono bibbianchi.
scritto da Matteo Bordone sabato.06.12.08 20:39
Ce l’ha fatta, nei primi commenti patello sbagliava di tutto ma non i verbi, poi è riuscito a sbagliare anche quelli. Ed è sempre illeggibile.
scritto da Kli sabato.06.12.08 20:43
Comunque vabbè, che ricchionata sta discussione. Di tutto si parla tranne del fatto che dovevano far vincere Belen Rodriguez. Ennesima dimostrazione che agli italiani non andrebbe permesso di votare.
Fateci un post.
scritto da geometra sabato.06.12.08 22:57
vista la piega ci tenevo a dire che se faccio commenti diciamo critici a qualche post è per “discutere” (anche se poi non risponde) su quell’argomento.
non certo perchè penso che bordone sia un cretino, altrimenti non lo leggerei neanche e stop
scritto da rene sabato.06.12.08 23:48
infatti…non capisco…se Matteo ti sta tanto sulle palle,fatti trovare sotto casa sua e menalo sembra che ti abbia ucciso il gatto a colpi di kendo il buon Bordone, caro Patello.
Io seguo Matteo dal 2003 e, lo posso dire con orgoglio da post-teenager, mi ha fatto scoprire con Dispenser un mondo nuovo e bellissimo fatto di musica, libri e perché no parole. Perché i Belle and Sebastian suonano da 15 anni, ma valli a raggiungere quando fai le superiori in un paesino della Sicilia centrale. Ho divagato, ma perché mi sembra che avolte i commenti in questo blog sono proprio folli.
scritto da aurelio domenica.07.12.08 01:18
Vedi Bordone, il fatto che piano piano, incalzato dai commenti, tu ora stia entrando nel merito della discussione esemplifica bene quello che intendevo. E’ il normale percorso che ogni volta seguono i giovani debosciati come te. Scrivono le loro critiche che non fanno male a nessuno, con un occhio di riguardo per i pochi che ancora credono di poter dire o fare qualcosa, come lo studente che nella sua assoluta imperfettibilità cita Debord, oppure la giornalista che non si stanca di criticare un certo tipo di mediaticità nonostante il tema sia passato di moda.
Poi se qualcuno interviene nel merito allora è chiaro che anche il signor Autore si spiega, ed è palese che anche lui abbia letto Debord, anzi, sicuramente meglio di qualsiasi studente interessato. “Ci mancherebbe, sono più a sinistra di loro io!” come recitava la parodia dell’intellettuale fatta da Gaber.
Il fatto è che quello studente Debord LO USA, tu invece lo ricicli. Lo studente tenta di applicarsi e pertanto è compensibile che sbaglii. Tu lo sfotti dall’alto del tuo blog, ma ovviamente se chiamato in causa ci assicuri che potresti fare molto meglio di lui (cosa peraltro tutta da verificare). Però non lo fai. La differenza tra lo studente e te caro Bordone è tutta lì, lui applica il suo sapere perchè crede in qualcosa, tu con quel sapere, ammesso che davvero tu lo possegga, non ci fai nulla, lo metti in mostra quel tanto che basta per sentirti in diritto di giudicarlo paternalisticamente. La cosa triste è che il 70% dei bloggers agisce come te e tutti quanti si rincorrono a chi interpreta meglio questo ruolo di “distruttore delle certezze” e di fine polemico. Peccato che ormai non ci sia più alcuna certezza da distruggere, state proprio solo spargendo il sale sulle rovine della cultura del nostro paese, andandone peraltro fieri.
scritto da patello domenica.07.12.08 01:37
eNZO un tipo promettente, tant’è che non è così facile da imitare; infatti è là che ti volevo matteo ma…il post di replica è proprio deboluccio, come gli altri del resto.
L’argomento in discussione è interessante, molto interessante, ma difficile da centrare per me che manco da troppo tempo e che da lontano posso solo sentire a pelle i guasti del vostro bollire a fuoco lento.
Alla prossima.
Nishanga
scritto da nishanga domenica.07.12.08 01:55
non per entrare in un botta e risposta ma :”Peccato che ormai non ci sia più alcuna certezza da distruggere, state proprio solo spargendo il sale…etc etc” è roba da millenaristi infoiati che nemmeno Giacobbo di Voyager..pane al pane e vino al vino, non ti sembra di esagerare? e inoltre, critiche un poco più comprensibili non guaterebbero, se proprio le devi fare…Patello
scritto da aurelio domenica.07.12.08 02:45
Dio mio era dai tempi delle versioni di latino e del libro di anatomia del primo anno di medicina che non leggevo parole incomprensibili solo per fare bella mostra…oggesù.Vorrei esprimere la mia opinione in chiare parole: non sempre apprezzo quello che dice o scrive Bordone, ma a volte si e dunque lo seguo.Lo critico perchè è mio diritto e perchè esistono a merito i commenti sul blog.Ma scrivo in italiano e rombo lo chiamo rombo e non losanga per sfoggio del mio sapere; così che tutta capiscano, se no scriviamo come Enzo che per lo meno è artistico. Trovo facile tirare fuori parafrasi stile treccani per far colpo, se poi il senso è pochino…Questo radical chic mi fa venire l’orticaria come vedere gli espositori ad Artissima.
Non ce l’ho solo col Patello…(anche se più di tutti abusa di sinonimi caduti in disuso)
scritto da baboido domenica.07.12.08 03:12
Patello, sei un rompicazzo. Mi dici che non ho letto Debord. Parlo di Debord. Mi dici che sfoggio la conoscenza di Debord. Mi dici che critico la Rangeri. Ti dico che critico la sua assenza di argomenti e il qualunquismo delle sue posizioni. Mi dai del debosciato vanesio e cinico. Mi rivolgo a te col tu. Tu ti rivolgi a me con un voi da millenarista. Usi figure retoriche che neanche Carlo Bo, tipo spargere il sale. Metti il plurale ai prestiti, scrivi da far schifo, e sei pesante come chi porta sulle spalle il peso della decadenza di questi tempi. Su una cosa hai ragione: moriremo tutti. Anche io. Consolati e levati dalle balle.
scritto da Matteo Bordone domenica.07.12.08 03:34
La critica “loro fanno, tu sai solo sparare a zero” è la stessa che le alleviane rivolgono sul blog delle malvestite nei post che riguardano il loro idolo. Peccato, dopo il primo commento alla Pierantozzi si era un po’ ripreso. Comunque ci fa. Comunque illeggibile.
scritto da Kli domenica.07.12.08 04:18
“Mi dai del debosciato vanesio e cinico”
be’, in effetti…
scritto da Kli domenica.07.12.08 04:20
Allora anche io dico la mia. Che noia, ma quanti commenti, ma che stronzate! E’ un mio diritto (ce ne sarebbero altri negati che mi stanno più a cuore ma pazienza) commentare, voi direte “se non ti piace non leggere”. Ingfatti è quello che ho fatto, ho smesso di leggere i commenti e sono saltato alla fine, commento così ad minchiam.
Poi, non ci capisco più niente, pensavo che patello fosse BBianchi, offeso per la storia dei froci, poi mi è venuto il dubbio che fosse eNZO, poi Bordone dice di essere lui BBianchi. Allora io sono la carfagna.
scritto da matt butter domenica.07.12.08 11:18
No, ma vi rendete conto che, a parte il (palloso e stalinista quanto vi pare) Patello, siete una masnada di fighetti senza speranza? No, cercate di arrivarci figli miei, perché escludendo l’illeggibilità, il buon figlio vi sta sputtanando a bestia, mentre voi sproloquiate le vostre stronzate postmoderne, postideologiche, postqualcosa.
Sveglia bimbi, fare i ganzi ostentando superiorità nei confronti della Rangeri o di chi-per-lei (visto come sono hegeliano? metto anche le linette!) non vi salverà dall’essere dei tristoni che fingono di essere dei colti umanisti.
Cordialmente.
scritto da nomero domenica.07.12.08 11:23
le lineette sarebbero heideggeriane più che hegeliane, con tutto quel che ne segue.
sempre con la massima ironia.
scritto da meddle domenica.07.12.08 11:35
nomero ma fighetto senza speranza tienilo per altri lidi. con devoto oli alla mano non mi pare che patello mi abbia poi versato letame addosso.ANZI come la maggior parte dei finti intellettuali che popolano l’itaGlia utilizza parafrasi degne della peggior versione di sallustio che feci,per parlare del nulla perchè del nulla si parla.Se rotulo o patello avesse veramente qualcosa da dire,lo direbbe in maniera molto più ovvia e comprensibile senza sfoggio di fronzoli quantomeno fuori luogo in un commento ad un blog.
scritto da baboido domenica.07.12.08 13:03
Patello,
hai LETTO troppi TEX, calmati il SANGUE e stai pianin pianino.
NON ha senzo AVERE letto TUTTI i vocabolari del MONDO se poi uno CACA parole che NON si capisce niente.
DEBBORD di qua e debbord di là.
Ma a me (eNZO) che minchia me ne fotte di DEBBORD, mica ci ho mai GIOCATO a calcetto assieme (se ci gioco, LO STRONCO).
Tu dici A, matteobibbhianchi dice B (infatti è sempre B, lui, che è BORDONE di ordinanza), io (eNZO) dico: M.
M, cioé: minchia cacata NIENTE.
Poi, anche io so PAROLE DIFFICILI, che ti crede? Una volta ho visto BARICCO in TV, ma poi ho GUARITO e ho cambiato canale. C’era la MARAGARFAGNA ma on era un PORNO. Peccato, ho detto. Ho spento la TV e sono uscito a SCALCIARE lattine di BIRRA solo col PIEDE sinistro.
ciao da eNZO
matteobibbianchi, NON ti sto difendento, chiaro?
IO ti odio
scritto da eNZO domenica.07.12.08 13:22
Matteo Borodne, io la stimo molto.
scritto da Francesco domenica.07.12.08 16:14
E si continua a parlare di forma anziché di contenuto. Rilancio il fighetti senza speranza. Perché lo siete, siete dei cialtroni da aperitivo che berciano di epistemologia sbronzi davanti a un negroni.
Guardate l’isola dei famosi e quegli altri programmi di merda continuando ad ostentare amore e devozione per il trash, il pop e le altre cazzate che fanno tanto chicchettoso di questi tempi.
Consolatevi con la talpa, strafogatevi di amici di maria de filippi, ma per piacere, smettetela di fracassare i maroni con le vostre critiche post-moderne da due soldi, con il vostro gusto di stupire che non stupisce più nessuno. Avete rotto il cazzo, ben più della Rangeri.
PS. Per il cultore di Heidegger: “[...] anche il Faust [...] ha il suo problema dell’attimo inappagato, cioè dell’esser-per-sé”. “L’altra regione doveva appunto essere la Germania, nella forma per Hegel così eccezionale di un dover-essere” (E. Bloch, Soggetto-oggetto, commento [con grande simpatia] a Hegel)
scritto da nomero domenica.07.12.08 16:27
dico solo che sono una cifra distintiva di heidegger, più che di hegel, in genere.
poi citami la fenomenologia dello spirito e non bloch.
scritto da meddle domenica.07.12.08 16:48
oh nomero ma che-cazzo-vuoi?
ma ti sei visto?citi hegel,chissei un professore di filosofia alla sapienza?o il solito finto intellettuale da due soldi nichilista?mi sa il secondo.non leggere il blog non scendere così in basso da rispondere a chi come me non guarda i film classici russi e nel gabinetto tiene la settimana enigmistica al posto del faust di goethe.così magari saresti al di sopra di me.ma se mi chiami fighetto mi fai pena quasi quanto un tossico fuori dall’ospedale che richiede metadone.
scritto da baboido domenica.07.12.08 16:58
trovo annozero un programma molto piu’ stimolante/interessante rispetto ad altri format simili
scritto da dede domenica.07.12.08 17:27
Qualcuno regali una vita a nomero. O almeno l’i-phone per natale.
scritto da Kli domenica.07.12.08 17:50
CUELLI che per sentirsi IMPORTANTI fanno le citazzioni,
di solito ci hanno la minchia piccola.
Così, posso USARE una metafora UNA VOLTA pure io?
L’ho usata.
Metà è fuori. L’altra metà è dentro.
IN CULO a tutti.
gne gne gne gne gne gne.
siete PEGGIO di VILLARI
scritto da eNZO da casa di Uillis domenica.07.12.08 18:20
UFFA. Il patello è quella cosa dove fanno la cacca i bambini. Adesso basta, bambini: tutti a fare il bagnetto.
scritto da turigliatto domenica.07.12.08 18:42
E qui nasce il tuo problema. Pensi che uno che cita Hegel debba per forza essere un prof della Sapienza o un finto intellettuale (nichilista? Perché nichilista? Non lo sai, l’hai messo a cazzo).
Perché umanamente non è possibile che possa leggere con profitto Bloch, no. Non può essere che mi piaccia capire da uno molto più bravo di me come ragionava uno come Hegel. Devo per forza essere come te, che ti vanti felice del tuo non leggere Hegel perché senò passi da intellettualodie, che tieni i Tex nella libreria vicino all’ultimo di Marquez o della Allende, che ogni tanto piazzi la citazione con gli amici per dare spessore ai tuoi ragionamenti triti e ritriti.
Io devo, per forza, ritenermi un intellettuale.
Temo che il problema non sia io, intellettuale o meno, credo che siate voi che siete dei cazzo di burini e vi siete inventati tutta una sovrastruttura ideologica per vantarvene.
Ps. Ho il cellulare, ma non l’i-phone. Non capisco perché avere una vita passi dal possedere un i-phone.
scritto da nomero domenica.07.12.08 19:01
Avere una vita non passa dal possedere un i-phone, ma la tua è chiara invidia proletaria.
scritto da Kli domenica.07.12.08 19:14
Ecco un altro fenomeno che va a completare l’organico del circo. Tu chi sei, la donna barbuta? L’uomo più forte del mondo? Il nano bagonghi?
scritto da nomero domenica.07.12.08 19:24
“L’idea che un programma televisivo sia un programma televisivo, che il suo pubblico sia eterogeneo, che si segua l’Isola conoscendone le caratteristiche, che le masse non siano fiumi di beoti rincretiniti dal berlusconismo e per questo distolti dalla televisione educativa, questa colossale e noiosissima puttanata che ci ribadiscono di continuo è dura a morire. Parecchio.”
Dunque, io penso che la televisione globalmente rincretinisca anche le menti più geniali. Nei momenti di depressione, io mi dico ‘Chissà dove sarei, se non stessi a rimbecillirmi davanti alla tv?’ [La risposta giusta, nel mio caso, è: 'probabilmente a rimbecillirti da un'altra parte'.]
Il problema non è un pubblico cretino o meno. Il probelma è che la tv da reality-quiz-la vita è- ecc… fa credere alla gente che sia sufficiente fare i cretini davanti ai telespettatori per avere successo. Perché è così. Il problema è che se poi uno vince un reality, e poi si candida in politica, la gente lo voterà perché ha vinto un reality. E non per le sue vere o presunte doti di politico. Esattamente come la gente vota Berlusconi perché è un vincente e sorride sempre.
In tv è più importante mostrarsi, apparire a tutti i costi,solo così si sarà ‘vincenti’. Non serve affaticarsi a cercare di imbastire un pensiero proprio, perché la vera fatica è sgomitare per arrivare al GF, o a Veline, o chissà dove. Sarà una frase fatta, sarà un concetto che forse non è più attuale, ma si stanno confondendo le priorità. Il problema non è che la gente guarda i reality, è che poi tutto, siccome tali programmi hanno successo, diventa reality. Dai processi, alla politica, alla gente che non capisce l’utilità di leggere un libro, ma fa a gomitate per apparire in prima fila ad applaudire a Forum. Magari faccio di tutta l’erba un fascio. E devo dire che non ho visto Annozero, e il commento si riferisce solo alla frase citata.
scritto da Ipazia Sognatrice domenica.07.12.08 19:31
Ho un dubbio (scusate la parola, giuro che non sono -dio me ne scampi- un intellettuale) esistenziale:
Sono più noiose le boriose teste di cazzo che pontificano su ogni cosa con tre chili di merda sotto il naso tipo la tanto (scusate ancora la parola complicata) vituperata Norma Rangeri o le boriose teste di cazzo che se la prendono con i primi nel nome di un quantomeno fumoso concetto di (e mi si passi ancora la parola complicata) postmodernismo cialtrone?
scritto da Arkham domenica.07.12.08 19:51
Rilassati nomero, tanto sarai sempre una nullità.
Arkham, francamente, il postmodernismo dov’è?
scritto da Kli domenica.07.12.08 20:01
nomero.il problema è che tu ti senti un superuomo.da superman non da nietzche.a me hegel faceva cagare alle superiori non l’ho approfondito nel corso della vita,avrò sbagliato?può darsi.ma non darti delle arie,perchè non ne vedo il motivo stavamo per lo meno io stavo,scherzando.non guardo la tv non ce l’ho non mi tange.però tu mi insulti lo stesso.ma chi sei?non basta hegel per essere superiore; e la grotta di platone non l’hai letta?comunque nichilista so cosa vuol dire e se non lo sapessi mi informerei su wikipedia o vocabolari(sono cose che a noi gente comune proletaria ignorante e studente univesitaria insegnano alle elementari)
scritto da baboido domenica.07.12.08 20:03
Io? Superiore? Rispetto a chi? Cosa vuol dire essere superiore? Rispondiamo assieme a questi semplici quesiti.
Io ti insulto? Il mio primo post è a largo spettro, il campo l’ho ristretto quando mi hai direttamente citato, dandomi, guardacaso, dell’intellettualoide da due soldi.
All’inizio uso il “voi”, perché sono leggermente schifato da – chiamiamolo così – un andazzo. Un andazzo cialtronesco come pochi, un andazzo che ha luogo coi commenti che esultano per il post qui sopra. Commenti che, di fatto, legittimano tutto un retropensiero che imho è mostruoso. “La cultura pop, tutta, è una figata, l’isola dei famosi è ganzissima e chi non la pensa così o è scemo, o fa il superuomo, o è uno snob del cazzo, o un veterocomunista”. Predonami se offendo la tua sensibilità, ma queste sono un mucchio di troiate.
Ah, e comunque nichilista continua a non c’entrare una mazza col discorso di prima.
scritto da nomero domenica.07.12.08 21:16
Scrive perfino imho, allora è simpatico. Mi sapresti indicare quale sia il commento pieno di entusiasmo per il post? E chi abbia scritto che l’isola dei famosi sia ganzissima?
scritto da Kli domenica.07.12.08 21:35
ma il tuo post è una risposta al mio?non ci credo…non hai risposto a nulla…leggilo prima.ti ritieni un superuomo anche da non rispondere e come sempre fare un bel giro di parole per cosa?non sono cretino come tu vorresti.sei uno snob del cazzo sicuramente perchè sublimi i discorsi cerchi di girarli dalla tua parte come perry mason.ti ho dato del superuomo perchè ti permetti di metterti su un piedistallo e giudicare tutti dall’alto delle tue letture serali.
beh mi fai pena perchè ho scritto che non guardo la televisione quindi che cosa centri nel discorso questo”La cultura pop, tutta, è una figata, l’isola dei famosi è ganzissima e chi non la pensa così o è scemo, o fa il superuomo, o è uno snob del cazzo, o un veterocomunista” non lo so.davvero ti consiglio degli SSRI…(almeno per sapere cosa sono fai una bella ricerca…)prosit.
scritto da baboido domenica.07.12.08 22:14
parlando di pop io citerei il mitico Maccio Capatonda e direi: “Emmobbastaveramenteperò!”
scritto da aurelio domenica.07.12.08 22:59
Allora, di questo commento mi piace moltissimo quel “come sempre” – quasi come se questo battibecco segnasse l’inizio di una lunga e duratura amicizia – e mi piace tanto quella cosa del piedistallo e delle letture serali.
Di questo commento *non* mi piace l’assenza di spazi tra segni di punteggiatura e parole, la palese non comprensione del mio commento e la cosa degli antidepressivi (visto che ho fatto una bella ricerca, come mi hai consigliato tu?).
Kli invece lo vedo un po’ imbolsito, ma conto di vederlo più combattivo e pungente che mai, lui e l’immancabile ironia al vetriolo che si porta dietro.
Venghino siori, venghino.
scritto da nomero domenica.07.12.08 23:05
in effetti mi sto affezionando a te… (ho messo lo spazio hai visto?)con questo siori potresti dunque essere veneto… mmm… accidenti.
beh vado a dormire tranquillo e felice due gocce di Lexotan posso consigliarle? per lunghi sogni…
alla prossima (comunque perchè proprio il noiosissimo hegel buh??)
scritto da baboido domenica.07.12.08 23:20
Ho capito, sei un cazzo di strizzacervelli. Prima gli antidepressivi, poi il lexotan…
Comunque Hegel è un fico spaziale, dagli un’occhiata; i mediocri prof di filosofia lo fanno a cazzo perché è difficile, non piace, perché i bimbini vogliono subito passare a Nietzsche perché così si possono scrivere gli aforismi sul diario e balle del genere, ma è la base per tre quarti del pensiero filosofico degli ultimi due secoli.
Ps. Sono orgoglioso del tuo spazio
Pps. Se fossi veneto non sarei qui a scrivere, mi sarei ammazzato per la vergogna prima.
scritto da nomero domenica.07.12.08 23:53
ci darò uno sguardo lo prometto, ma sono per lo più per i pensatori più antichi.
bello il testa-a-testa… tenace combattente il signor nomero… ora collasso dolcemente le BDZ sono un toccasana…
scritto da baboido lunedì.08.12.08 00:16
Con prof e bimbini è tornato a sprofondare. Ironia al vetriolo, mah. Invece imbolsito è certo più adatto. Ma non hai risposto alle domande. E poi: perché sei tanto incazzato?
scritto da Kli lunedì.08.12.08 01:08
……Perchè tanto odio?……..
(citazione coltissima, peraltro)
scritto da Zagabart lunedì.08.12.08 10:00
Kli, proprio non ci siamo. Per me punti troppo sulla frasetta soggetto-verbo-complemento, che fa molto oracolo, ma andava bene per la primissima Usenet, dove brevità, salcazzo per quale motivo, era sinonimo di figaggine. Siamo nel 2008, non c’è un cristiano sulla blogosfera che ti dia retta se vai avanti così.
Comunque le risposte alle tue domande sono in questa stessa pagina, cazzo, un po’ di impegno.
scritto da nomero lunedì.08.12.08 15:09
Accipicchia, hanno aperto le gabbie. La sintesi bambini, la sintesi !!! Siamo su un blog !
scritto da Filippo lunedì.08.12.08 17:13
Ha proprio bisogno di una vita vera. La blogosfera, cielo. Sei solo un poveraccio, un poveraccio che si sente figo perché ha scoperto l’acqua calda – e se tu ti senti figo per questo c’è da immaginare a che livello siano le persone che ti circondano. Forse poteva andarti bene al liceo, tra tanti dementi, di sentirti qualcosa, ma sei solo un piccolo povero frustrato e nemmeno nasconderti dietro Hegel ti serve più. Ammazzati, fai un favore all’umanità.
Ed Ipazia ci vince la fascia di Miss Qualunquismo.
scritto da Kli martedì.09.12.08 02:28
Fra l’altro, visto che pensi di diventar qualcosa tramite i blog, tu non ne hai uno?
scritto da Kli martedì.09.12.08 02:36
Impagabile.
scritto da nomero martedì.09.12.08 09:39
al di la di tutte le isterie da blogger bisbetici non domati (che peraltro adoro e nelle quali mi inserirei volentieri se solo avessi più tempo)
credo che la chiusura del manifesto sarebbe una grossa perdita e non credo che la vita di un giornale dovrebbe essere affidata solo al mercato ed alsue leggi del cazzo.Perhè se un teatro ha pochi spettatori,un cinema pochi frequentatori,un museo pochi vistatori,un giornale pochi lettori ma dal punto di vista culturale rappresente qualcosa di originale ed indipendente secondome la collettività dovrebbe farsi carico di sovvenzioni affichè il mercato non si mangi tutto ciò che non è conformista e commerciale.
scritto da Marco martedì.09.12.08 14:45
trovatevi tutti una ragazza. presto.
scritto da blinda martedì.09.12.08 18:18
o cambiate pusher
scritto da Giovanni martedì.09.12.08 18:59
Ma il manifesto non rappresenta nulla, questo è il punto.
scritto da Kli martedì.09.12.08 19:12
Che figo che sei. Quanto sei autorevole.
scritto da nomero mercoledì.10.12.08 02:48
Saluti a Nomero. Allenare il cervello è diventato un reato ergo tu sei reo.
Ma anche chi ti critica penso sia passibile, quantomeno, di qualche sanzione amministrativa. Solo che fà cool dare addosso a chi cita Hegel.
Il POP mi ha rotto il cazzo: pennellate di colore su palloncini vuoti.
La musica pop fa cacare (e mi ha fatto spendere vacuamente un sacco di soldi – la curiosità-, l’arte pop di più, la televisione pop meglio evitare.
Ma poi, qual’è il nesso tra l’Isola dei Famosi e le chiacchiere su (e di) Luxuria paladina mondiale, Obama di casa nostra, dei diritti dei diversi e degli emarginati? Oh Lux, hai solo partecipato ad un cazzo di show televisivo. Soldini, soldini, soldini. Avrai tempo per dedicarti ai diritti umani, magari investendovi un pò dei piccioli che hai guadagnato all’Isola, chissà! Ti aspettiamo alla giostra.
Andy Wharol era pop e mi piaceva.
scritto da PARIA sabato.13.12.08 11:20
Ho letto il post di oggi su Wittgenstein, quello che si intitola “Che simpatici!”, e trovo che si possa inserire in qualche modo nel contesto di questo post e dei suoi commenti. Sofri (quello giovane) dà spesso sui nervi per quel suo modo matematico di ragionare, con i suoi ‘in primis’, ‘quindi’ ed ‘infine’. Ma in questo caso il suo post sembra un teorema che funziona, anche come dimostrazione che la tua eccitazione per la piazza mediatica che avrebbe accolto o comunque premiato il trans è sproporzionata.
Io tifo ancora per la Rangeri.
P.S. Su Celentano ce ne sarebbero tante da dire (e forse già per questo è, comunque, televisibile), resta il fatto che i suoi video di montaggio sono imbarazzanti per l’uso di transizioni da canale televisivo locale, e per la grammatica filmica da età del ferro (per quello che dicono lascio a te), e che la sua resta una apparizione di 5 minuti in un contesto che dovrebbe avere uno specifico piuttosto seriale. Credo che di televisivo nei programmi di celentano ci sia tutto quella preparazione del non-evento che precede il programma (e poi, certo, lui che si rompe la gamba in diretta).
scritto da steamerbag giovedì.18.12.08 10:59
Allenare il cervello non è reato, cosa che tu PARIA, che apostrofi qual e metti l’accento su fa e po, non devi aver fatto mai. Reato dovrebbe esser semmai dare la licenza elementare a persone che non arrivano nemmeno ad averla una cultura elementare; o citare Hegel alla cazzo di cane su un post, cosa che al tuo amichetto nomero non ha fatto fare la figura del colto ma dell’idiota. E si è preso pure del minchia corta. Il problema è che ci son troppi stronzetti che hanno la stessa coscienza politica delle assemblee di classe di prima liceo che credono d’aver capito tutto della vita. Magari è perché non hanno nient’altro che si rifugiano in una mac-ideologia, ma che almeno non rompano troppo. E Warhol, porca troia, si scrive con l’acca tra la erre e la o. Se non sei nemmeno in grado di scrivere il nome del più famoso esponente del movimento – e dubito tu ne conosca altri – cazzo dai giudizi sulla pop art? Stai al tuo posto.
scritto da Kli venerdì.19.12.08 05:39
Oh, ma qui si fan grasse risate. Aspe’ che vado a chiamare il Peripato ché ci si diverte.
Al primo giorno di scuola una maestra ci disse: “imparate ad aspettare che l’altro finisca di esprimere il suo pensiero e poi, dopo averlo ascoltato, dite la vostra opinione educatamente“; reazionaria antimodernista di una maestra… si vede che lo stile caciarone à la Maurizio Costanzo show l’ha spuntata su Hegel e soci.
scritto da Siccio venerdì.19.12.08 06:52
Mi pare che i commentatori dei blog si prendano troppo sul serio, prendano pure gli altri troppo sul serio.
scritto da Kli sabato.20.12.08 02:13
Minchia come ti inalberi, rilassati che senò ti parte un embolo.
Uffa però, come è facile farti salire il sangue al cervello, facciamo non ti rispondo più così hai vinto, va bene?
A cuccia ora.
Un abbraccio.
scritto da nomero lunedì.22.12.08 01:47