martedì 16 dicembre 2008
“Allora dategli Les Pensées di Pascal!”
Perché siamo tutti vanitosi?
(E chi lo dice? E se anche fosse? ’Zo vuoi, Lerner?!)
All’Infedele la solita cricca di ballerine brasiliane si fa delle domande sulla vanità e sulla fama. C’è ospite Alfonso Signorini, che uno può dire Signorini parla di scemate dalla Senette, parla di shahtoosh*. Invece dirige due riviste, venderà una milionata di copie la settimana, insomma ne sa a pacchi. E dimostra da subito una lucidità assoluta.
L’argomento sfugge un po’ ai maschi colti, siano essi etero o gay. Le femmine colte ospiti ne sanno di più. Laura Bazzicalupo, filosofa dell’Università di Salerno, un po’ ne capisce. Vattimo no. Maria Laura Rodotà ne sa. Il Professor Franco Cordero no. Quirino Conti (che il sottopancia definisce “architetto stilista”, e io definirei anche “animula vagula blandula”) interviene non troppo a proposito.
Vattimo a un certo punto dice a Signorini “Io non faccio il suo lavoro. Probabilmente lo farei meglio.” Lo dice ridendo. Però dai. Un minimo. Non hai l’idea, fai tutta un’altra cosa: stai buono lì, no?
Il migliore è il Prof. Cordero, di cui ho trascritto due frasi.
De Pretis, Giolitti, a fortiori De’ Gasperi, erano agli antipodi del gesto vanitoso.
Il lattante vuole prosciugare il seno.
Dice il Prof. Cordero di aver letto De La Rochefoucauld e Pascal (nello specifico Les Pensées) per prepararsi al dibattito sulla vanità. E va avanti per un bel cinque minuti di orologio, apparentemente oscuri a pubblico e conduttore.
Quando, durante la sua perorazione, interviene anche Vattimo, Lerner dice “Siete troppo colti, se vi ci mettete in due.” Cerca di riportare nell’ambito del comprensibile la discussione, ma Vattimo ridacchia e Cordero riparte dicendo “Pascal!” E parla per altri tre minuti. Uno cosa gli vuole dire, alla fine, al Professor Cordero? Lui fa il suo. Alla fine parla per otto minuti buoni, e nessuno, nessuno (forse solo Vattimo, ma chi se ne frega) capisce niente.
Scattano anche dei Paralleli Mussolini-Berlusconi e Obama-Berlusconi, che sono dei classici.
A un certo punto — tenete presente che sarà passata un’ora e nessuno sta centrando un argomento che sia uno, e tutto sembra confermare l’incapacità del giornalismo politico italiano di occuparsi di costume senza metterci la sociologia/la sociologia politica/la politica pura e semplice — dentro a questo contesto, con Signorini che se li mangia con tanto di vestiti e la Rodotà che preferisce passargli le forchette piuttosto che aderire alla fazione di Pascal, il buon Gad usa l’espressione “Arbiter elegantiorum.”
E Signorini lo corregge**. Grande momento.
Per tutta la puntata, Signorini, essendo capace e sapendo di cosa parla, contrastato solo da Lerner e in mezzo a gente che non ha idea proprio idea di cosa sia Chi, riesce a sostenere cose incredibili. Tipo definire le foto di Veronica a Villa Certosa foto “rubate”. Lerner si oppone un po’, ma è solo.
Poi si parla di Dagospia, l’esempio più chiaro dell’incrocio perverso tra rete e giornalismo italiano. Perché è uscito il libro CAFONAL, che raccoglie le foto di Umberto Pizzi con politici, giornalisti, finanzieri che mangiano babbà, si baciano storti, ballano male, sudati, tristi in grisaglia, volgari, fighe truccate con la cazzuola. Quello lo conoscono benissimo tutti, molto meglio di Chi o Amici. Lerner ha il fegato di dire che considera Dagospia uno strumento fondamentale. Ed è l’unico che non tentenna (chapeau, ma minga tropp). Certo, se racconti i giornalisti, i finanzieri e i politici più di ogni altra categoria sociale, be’ allora sì, è fondamentale.
In un servizio girato alle presentazioni del libro, Afef dichiara che è rimasta affascinata dal libro perché è “abituata al mondo arabo, dove le tette e i culi non si vedono.” Uno crede di vedere un programma di approfondimento, e invece improvvisamente rischia l’ernia inguinale. Nello stesso servizio, interpellato sulla propria presenza, Paolo Mieli dice del proprio interesse per Dagospia e il gossip “Non si chiama gossip. È informazione. L’italia di questo anno si capisce molto più guardando questo libro, che non leggendo dei veri e propri libri di storia.” IN realtà si chiama gossip, e non c’è niente di male. Quello che si dimentica di specificare Mieli è che i libri di storia sono per studenti e studiosi, mentre i paesi in genere sono rappresentati da un’altra forma di racconto, più popolare: i quotidiani. I quali, guarda caso, leggono Dagospia. Come se sul dizionario, alla voce tautologico ci fosse scritto VEDI tautologico.
* Indossare lo shahtoosh oggi è come mangiare carne di balena. Poi sbuffate, annoiatevi, fate quello che vi pare. Io ve l’ho detto.
** Si dice in due modi: arbiter alegantium o arbiter elegantiae, cioè maestro/giudice degli eleganti o dell’eleganza. Secondo me si poteva dire anche arbiter elegantiarum, cioè al plurale, ma mi hanno fatto notare, giustamente, che il singolare ha più senso e occorrenze illustri.
Devo ancora riprendermi dalla visione del nuovo naso della Rodotà.
scritto da Virginia martedì.16.12.08 01:23
Io non capivo tanto quella nuova faccia. Prima ho pensato che fosse il televisore che gonfiava. Ho messo 4/3. Restava una sensazione gommosa su tutto il viso. Giuro che temevo avesse qualche malattia. Meglio per lei se è solo plastica facciale. Però sembra un po’ Mickey Rourke.
scritto da Matteo Bordone martedì.16.12.08 01:48
Signorini = Petronio???
Ieri non ho visto ma a quanto pare si è di lunga superato l’evento. Cazzo!
scritto da Edoardo martedì.16.12.08 05:23
Sul naso e sulla vanità: la Rodotà ce l’ha nuovo perchè se l’è sfasciato contro una porta a vetri. Vero.
scritto da gianpaolo martedì.16.12.08 05:50
Signorini corregge il latino di Lerner perché laureato in Filologia Classica (una laurea che normalmente porta alla direzione di spazzatura stampata, si sa): questo, secondo me, non fa di lui arbiter di una cipparum, ma è certamente tutta invidia, la mia, perché anch’io sono laureato in Filologia Classica, ma non sapevo cosa fossero gli shahtoosh (conosco solo gli chatouche: l’acconciatura di Madonna nel video di Hung Up); o, meglio, perché anch’io sono laureato in Filologia Classica, ma la Toffanin non mi invita a Verissimo.
scritto da Siccio martedì.16.12.08 07:46
Tromboni rincoglioniti contro nani & ballerine. Vincono i nani perché almeno sanno dire cose interessanti nella pausa tra un consiglio della regia e l’altro.
scritto da cacioman martedì.16.12.08 07:56
oddio! la cosa sulla definizione di tautologico mi ha fatto finire lo yoghurt nel naso dal ridere!!!
grazie, grazie davvero!
M
scritto da Marcello martedì.16.12.08 08:16
Ah ecco , meno male , allora non era un sogno mio, post peperonata .
Non per fare il saccentone , ma ritengo che non è che siano chissà quali inestricabili misteri, i meccanismi che grossomodo soggiaccino sotto vanità dei più . Credo possiamo convenire che, tranne qualche aspetto peculiare che potrebbe essere narrato e rivelarsi rilevatorio , a grandi linee, ogni soggetto, minimamente cresciuto e con una buona efficenza corticale, possa intuirle.
Quindi non capivo l’ utilità della puntata . Mosso comunque da curiosità ho dato un tentativo al programma , ma ho dovuto issare bandiera bianca dopo meno di 10′, e avevo beccato uno spezzone in cui in parte aveva parlato la Rodotà : mi immagino gli altri . Mi sfugge l ‘ opportunità di fare certe trasmissioni, non solo totalmente “accademiche” , ma per giunta di un accademico del tutto delirante . Contenti loro , perlomeno la7 è una tv privata.
Prossima puntata : “Perchè a molti piace trombare” , nel quale l’ esimio prof. Pippo de Pippis dedichera all’ argomento un pregnante preambolo di 3 ore incentrato su una parte dell’ opera di Platone, che ,SOLO APPARENTEMENTE, allo spettatore medio sembrerà non c’entrare una cippa.
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Ad ogni modo, pur non essendo un fanatico della Durst (ma neanche un detrattore , per carità) e pur non avendo trovato il film riuscitissimo (specie il secondo tempo) , l’ immagine che accompagna il post è veramente di culto, oltre che , in effetti , ben calzante. Bravo .
scritto da Kluz martedì.16.12.08 08:38
Uno spettacolo esemplare. Un possibile remake televisivo ( senza copione, o meglio con un copione perfetto in quanto apparentemente improvvisiato ) deGli ultimi giorni di Pompei The Last Days of Pompeii – dal romanzo di Edward Bulwer-Lytton del 1834 a lle versioni cinematografiche. E per finire con le colte citescions un libro di Tom Engelhardt ( stranamente ben pubblicato anche in Italia da Sylvestre ), “Gli ultimi giorni dell’editoria” – notevolissimo incrocio di storia d’amore, di storia tout court e di politica ( l’autore è un gran giornalista americano , il suo blog Tom’s Dispatch una miniera di notizie e commenti uncorrectably clear ).
Mi veniva da piangere, ma ridevo troppo, O viceversa. Peccato non averlo registrato: se una qualche forma di Umanità resterà questo programma potrebbe diventare quello che nella storia classica sono state le cronache di Plinio…
scritto da baotzebao martedì.16.12.08 09:31
laureato in Filologia Classica (una laurea che normalmente porta alla direzione di spazzatura stampata, si sa)
Oh e quando parlo di spazzatura stampata mi riferisco alle riviste, accademiche s’intende.
scritto da Siccio martedì.16.12.08 09:40
L’errore di latino è uno di quelli che mi incazzerei se fossero i miei ripetini del ginnasio, a farmelo (scusate la frase anacolutica).
A meno che – ma sinceramente ne dubito – il buon Gad volesse fare una variatio in imitando dicendo ‘il giudice dei più eleganti’. Chissà…
La laurea in filologia classica è sprecata, in questo caso, ed in una trasmissione di Gad Lerner. Come lo sono La Rochefoucauld e Pascal.
scritto da Ipazia Sognatrice martedì.16.12.08 10:28
Dopo il Tg1, Ballarò, e Annozero sull’Isola, ti sei beccato anche l’Infedele?…Matteo, ultimamente usi la tv come un cilicio
scritto da Alessandra martedì.16.12.08 10:30
Quando uno è IMAPARATAO di nozzioni c’è sempre che SI SENTE che ha la minchia PIU’ lunga degli altri (è esempio SPORCONE; ma rende l’idea, no?)
il vero PROBBLEMA è che non serve a NIENTE avere mangiato i VOCABBOLARI se poi cachi solo frase FATTE e che non si CAPISCE niente.
E l’ARBITRO è comunque CORNUTO, sempre e comungue.
ciao da eNZO
scritto da eNZO martedì.16.12.08 11:08
“e tutto sembra confermare l’incapacità del giornalismo politico italiano di occuparsi di costume senza metterci la sociologia/la sociologia politica/la politica pura e semplice”
(fermo restando che la trasmissione non l’ho vista)
del resto come si fa a parlare di costume dal ruolo di osservatori tralasciando l’esistenza della sociologia? In che altro modo si potrebbe parlare di costume?
E cos’è quest’odio verso discorsi accademici un pelo più complessi delle ciance di un qualsasi talk-show?
“Mi sfugge l ‘ opportunità di fare certe trasmissioni, non solo totalmente “accademiche” , ma per giunta di un accademico del tutto delirante .”
quand’è così, non è ancora più stimolante, curioso?
scritto da alceverde martedì.16.12.08 11:09
meglio i documentari sulle balene, roba vera
scritto da Kreutz martedì.16.12.08 11:43
E comunque fondamentalmente mi è sembrata una trasmissione noiosissima. Forse sarò io, ma cheppalle..
scritto da Emil martedì.16.12.08 13:58
ma perché Gad non invita eNZO?
scritto da marco martedì.16.12.08 14:36
Ho visto l’inizio e ho goduto. Quando Vattimo (che ormai sta alla filosofia come Franco Buffoni sta alla poesia) ha detto a Signorini che avrebbe forse fatto il suo mestiere meglio di lui, quello ha riso. Anzi no, gli ha riso in faccia. E’ un raro esempio di esercizio dell’arte sovrana del disprezzo. Sublime.
scritto da Tranqui martedì.16.12.08 15:20
Perchè il plurale?
“Arbiter elegantiae”,meglio no?
scritto da elena martedì.16.12.08 15:36
scusa per lo spazio so che ci tieni.
scritto da elena martedì.16.12.08 15:38
non c’entra nulla ma… quanto è meravigliosa Kirsten Dunst?
scritto da mario martedì.16.12.08 16:03
Dopo averlo sentito ripetuto anche a Condor, devo fare il secchione: l’espressione citata da Lerner deriva – come si sa – dalla definizione di Petronio data da Tacito. Qui si usa ELENGATIAE ARBITER (Annali, XVI, 18)! Quindi c’ha ragione elena, oh…
scritto da jacopo martedì.16.12.08 17:03
Giusto giusto, non facciamo incazzare Tacito che poi non gli scatta la SIAE (genitivo di sia?): dunque correggo il mio commento con arbiter di una cippae.
scritto da Siccio martedì.16.12.08 20:08
siccio, grazie. questo mi rinfranca.
scritto da jacopo martedì.16.12.08 21:27
Ultima. Ma Lerner ha detto “magister”, non arbiter, errore sul genitivo a parte.
scritto da Isa mercoledì.17.12.08 08:44
grande, grandissimo eNZO
scritto da anna mercoledì.17.12.08 12:43
Devo dire che da qualche mese la piega che ha preso questo blog, e gli argomenti di cui parla cominciano a distaccarsi dai miei interessi: di Signorini, dell’Isola dei Famosi, di Giusi Ferreri e ballerine e questuanti non mi importa molto. Guardo pochissima televisione e non mi sento per questo un eremita nepalese né un docente della Sorbona. “Allora cosa leggi a fare ‘sto blog?” e ancora meglio “Allor perché ti lamenti?”…giusto…ma prima mi piaceva molto di più…delusione.
scritto da aurelio mercoledì.17.12.08 16:50
A me piace di più, adesso. E guardo pochissima televisione.
scritto da Virginia mercoledì.17.12.08 20:46
la rodotà mi ha fatto una pena…un po come tutta la trasmissione che ho seguito con fatica.cmq è assurdo che una donna di cultura si (faccia) ridurre in quello stato..
scritto da luca mercoledì.17.12.08 21:00
credo che ormai l’unica cosa che accomuna le persone sia la televisione. non ci sono passioni irrefrenabili, non ci sono ideali ed ognuno bada al suo. certo prima gli argomenti erano più politici che di costume ma l’indignazione quotidiana ha come unico effetto quello di procurare ulcere e risentimenti. visto che all’orizzonte non ci sono fenomeni meglio parlare di costume che comunque
rappresenta una realtà, bassa ma più tangibile di chimere di cambiamento.
scritto da alessandro giovedì.18.12.08 02:00
La cultura è un bene prezioso che non sempre trasforma la persona in un “bene prezioso”.
Il contenuto non può fare a meno del contenitore per funzionare come si deve. E’ come far suonare beethoven in un autoradio, capisci di chi è il brano ma quel che ne esce fuori è un affronto al sommo ideatore.
Sinceramente poi per quanto riguarda la tv, per me è quasi un soprammobile che tra l’altro spolvero anche poco.
scritto da maxanima lunedì.22.12.08 16:57