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venerdì 19 dicembre 2008

Normale, troppo normale (ma ricchione oltremodo!)


daffydLuca Sofri ha scritto questo a proposito di una questione su cui ci scanniamo da un po’. Io continuo a non essere per niente d’accordo, e adesso lo spiego con la solita spatafiata. Ma cominciamo dalla fine. Il caso della censura a Brokeback Mountain non dimostra niente, se non che i film sono soggetti a un controllo che sfugge agli ospiti dei talk show, ai concorrenti dei reality, agli attori e ai coreografi in onda. Anche il telegiornale è meno censurato di Full Metal Jacket, ma questo non ci autorizza a farci una menata sulla rappresentazione della violenza, la realtà e la finzione, l’Hercules furens di Seneca e Tv7. Cioè volendo sì, ma anche no. Non è la normalità dei cowboy gay di Brokeback Mountain che disturba per la sua carica profondamente e naturalmente sovversiva; è un bacio tra maschi, sono scene di sesso e amore tra maschi, qualcosa di molto più tecnico e banale. Fosse anche il film Le pazze checche volanti del Minnesota, sequenze del genere non passerebbero quel tipo di censura, che è quella per la messa in onda in fascia protetta, cioè eventualmente anche alle due del pomeriggio.
Venendo al punto, è bello e giusto pensare che i gay, le lesbiche, i travestiti, le trans siano persone come tutte le altre che hanno solo diversi gusti sessuali. È bello e giusto e democratico, ma è falso.

La differenza tra l’uguaglianza dei diritti e la diversità è un punto fondamentale del modo in cui si deve imparare a convivere tra gente evoluta e democratica. Non so perché sia così — è una questione sociale, dice sempre qualcuno, che se tu gli dici fate quello che vi pare loro figurati, nel giro di due anni finiscono normalizzatissimi a guardare Elisir, altro che pride e Britney — e nemmeno mi interessa in questo momento. Fatto sta che sono diversi. Sono fermamente convinto che debbano avere gli stessi diritti, ma sono diversi. Tipo i neri. Tipo gli ebrei. Tipo i mancini. Che non saranno mai bianchi, gentili e destrimani.
Ho un sacco di amici gay, e il Prof del liceo a cui devo di più in termini di formazione umana e culturale è molto raffinato (lui vuole che si dica così), quindi — adesso siamo al paradosso che non puoi dire che hai amici ebrei che Fiamma Nirenstein ti dice che in realtà sei antisemita, non puoi dire che hai un sacco di amici gay che ti dicono che sei omofobo, ma la volete finire di rompere le palle?! — ho una certa esperienza in materia. Quasi tutti i gay, come gli skater o i mod, sono anche parte di una tribù. Come ogni tribù, hanno codici culturali e di comportamento diversi da quelli della maggioranza della popolazione. Non tutti i b-boy mettono i pantaloni col cavallo basso per caso; così come non è casuale che fuori dal Mono, baretto ricchione molto gradevole in via Lecco a Milano, ci sia sempre una spianata di capelli cortissimi, occhiali spessi, magliette abbastanza aderenti e barbe fluenti.
Vladimir Luxuria, che piaccia o no a quelli che devono convincersi che è il caso di smettere di avere pregiudizi contro i gay, quando fa battute sui merluzzi o sulle banane le fa come le fanno milioni di altri gay nel mondo, in misura molto maggiore di quante ne facciano gli eterosessuali, e con uno stile sarcastico/naïf codificato. Luxuria sa chi è Carmen Miranda (cantante baraccona munita di frutta fresca nei capelli) anche perché è gay, e perché Carmen Miranda è un’icona gay. Insomma la cutura gay* esiste. Poi ci sono un sacco di gay che sono meno legati alla tribù, girano in grisaglia e vivono per le partite dell’Albinoleffe, ma non sono la regola. Almeno in qualcosa, generalmente gli omosessuali condividono tra di loro un codice, che fa parte del loro modo di essere, e contribuisce a definirli. (Purtroppo, come effetto collaterale, questo codice produce una forma di osteoporosi localizzata nella zona dell’articolazione del polso, il quale tende a spezzarsi durante la pubertà e restare cadente per tutta la vita. Pazienza: ce ne faremo una ragione.)
Siccome Truman Capote, Oscar Wilde, Andy Warhol e altri mille colossi della cultura occidentale facevano battutine acide, sarcastiche, sopra le righe, magari anche sui merluzzi, io direi che è il caso di togliersi dalla testa che la strada per l’accettazione collettiva dei gay sia quella di prenderseli sobri, contenuti, coi polsi dritti e una discografia priva di titoli dei Pet Shop Boys. I gay sono i gay, le lesbiche sono le lesbiche, e le trans sono le trans: decidono loro come vogliono essere, ed è la società che deve capire che non c’è da aver paura, e anzi dentro di sé contiene già un sacco di elementi di cultura gay.
Ne scrivo qui alcuni in fretta, che se no andiamo avanti un millennio: Sex and the city, l’estetica di Mtv, il recupero spietato delle schifezze, The Rocky Horror Picture Show, D&G, l’uso di espressioni come Adooro-Aiutami a dire-Non puoi capire, la caesar salad**.
Insomma: indovina chi viene a cena? Un ricchione. Forse farà battute a sfondo sessuale e sarà un po’ acidello nei giudizi sugli assenti, o parlerà di maschi al femminile e si farà confusione. Ma se aspettiamo che sia gay come Sidney Poitier era nero in quel film, finisce che la cena si fredda e mangiamo da soli.

* – Ci sarebbe tutta la questione del camp, ma non era questa la sede. Sono già prolisso così.
** – L’ho sempre e solo mangiata a casa di Matteo B. Bianchi, quindi…


No, ma davvero, hai scritto un mucchio di cazzate. E Luxuria non ha uno stile codificato, è un pagliaccio omologato.

Io – a meno di imminenti rivelazioni – ho tre amici gay e tre amiche lesbiche: sei omosessuali non fanno media, dunque passo.
Ma questo non toglie che l’idea di far passare l’integrazione e la tolleranza a colpi di reality o di ingresso nel mondo delle celebrità televisive sia quantomeno strampalata: e tu, questa roba, l’hai sostenuta e la sostieni.

[...] il cammino di questo paese verso le magnifiche sorti e progressive del ventunesimo secolo. Ma qui c’è un’interessante riflessione di Matteo Bordone, che a mio parere dice cose [...]

ma quella che tu definisci diversità è il loro modo di vivere. un modo che ha la stessa dignità di espressione, e di rappresentazione, di qualsiasi altro. i pomeriggi televisivi sono spesso pieni di scene (etero)sessuali ben peggiori di quelle presenti in brokeback mountain. c’è del fastidio, dài. ha ragione sofri: vogliamo che siano qualcosa di ben definibile. simpatici alieni, ma alieni. mentre nessuno, di qualsiasi orientamento sessuale sia, è mai ben definibile. che conosca o meno le icone gay.

Dal post di Sofri: “i gay vincono fino a che fanno “i gay”: scelta libera e legittima, ma che non può essere spacciata come l’unica tollerabile.”

Ecco, magari molti gay vivono in modo codificato,con l’osteoporosi al polso, se non altro per sentirsi parte di una tribù (come peraltro facciamo più o meno tutti, lo fai anche tu, Matteo, con gli occhiali da pentapartito).
Magari però ci sono anche gay che preferiscono vivere la loro normalità in maniera meno ecclatante e (mi passi il termine?) stereotipata. Per loro, credo, è preferibile essere accettati senza dover rappresentare qualche cosa di particolare o codificato.
La maggior parte di quei (pochi) che conosco io sono così, e quando vedono luxuria o platinette si incazzano da bestia.
Comunque credo che la differenza tra i due atteggiamenti, per un società che voglia essere civile e democratica, sia roba di poco conto.

Matteo, non ho l’osteoporosi al polso, quindi nessun segno evidente di omosessualità eppure, sinceramente, quando ti ho visto la prima volta alle Invasioni Barbariche mi sono augurato che anche tu fossi un gay senza osteoporosi.. proprio il tipo che piace a me. Come vedi, ai gay non piacciono solo i tronisti e gli orsoni pelosi in leather.
Alieni certamente, ma ci sono alieni e alieni. E gli alieni senza osteoporosi si incazzano molto quando tutti non riescono a fare questo distinguo.

p.s. Gli occhiali non sono da pentapartito; sono quell’ultimo, indispensabile spruzzo di rum sul babà
:p

Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay. E infatti…

Ma sai che non ho capito? Ed è strano, perché di solito i post sono più lineari – condivisibili o meno.

ma scusa…allora anche i calciatori sono diversi:gambe muscolose, vanno con le veline hanno macchine fiammanti e vestiti firmati, e usano termini tipo:”non mi puoi ammonire al primo fallo”.O i professori fisico longilineo, giacche improponibili, e usano espressioni tipo:”ti metto 3 o il ragazzo è intelligente ma non si applica”….e potrei andare avanrti per anni con questo discorso simil pippa mentale bordoniana, . si fa per scherzare nn ho nulla contro di te..anzi…secondo me pero stai categorizzando. A’ sta botta (per usare un termine “diversamente romano”.
Sofri batte Bordone 3 a 0

Io sono mancino. Che meraviglia!!

io condivido bordone,è una cosa tutta europea quella dell’omosessualità integrata,del voler essere uguali.negli states(pronuncia enfatico come direbbe mike) gli omosessuali vogliono essere considerati diversi.
non penso si debba ghettizzare,anzi, però penso che alla fine sia la diversità il bello. il tutto uguali mi fa venire in mente il catechismo.

In tutti i movimenti collettivi di liberazione c’è il cosiddetto “momento separato”: si smette di vergognarsi della propria diversità e se ne fa un punto di orgoglio. Avete presente quando Malcolm X, nel film, smette di stirarsi i capelli? Ecco, quella cosa lì. E quindi poi l’Islam, ma anche Shaft e le blaxploitation ecc.
Eppure se ora qualcuno definisse i neri d’America come “quelli con gli afro che venerano Allah”, Obama, Condy Rice, l’ingegner Willis dell’Ohio e mr. Huey Paxton benzinaio di Topeka gli riderebbero in faccia.
Che un aspetto della propria personalità venga codificato e propagandato come cultura collettiva fa benissimo, aiuta, ci sarà qualcuno di esterno a quel mondo che ne resta affascinato e uno stigma sociale cadrà. Ma dire che “quelli sono gli omosessuali” vuol dire voler imprigionare una parte consistente degli abitanti di questo pianeta dentro uno schemetto inventato in California. I gay sono quella roba lì e anche altro. Quella roba lì serve loro per costruirsi un’identità collettiva, convincersi l’un l’altro a non vergognarsi e farsi conoscere al mondo. Ma l’uguaglianza vera è quando un avvocato gay è un avvocato, non un fan di Barbra Streisand, quando non c’è più bisogno di “epater les bourgeois” perché sono loro ad aver bisogno di noi per una causa se no vanno in galera. Quando un collegio elettorale elegge come suo rappresentante in parlamento Vladimir Luxuria perché si fida di lui, non quando lo vota come miglior pagliaccio del circo.

w la cultura gay! raffaellacarrà e carmenmiranda, le goldengirls e le scheccate!! altro che vergognarsi di platinette e di vladimir, dovremmo portarle in processione ai gaypride!! …che dovrebbero avere milioni di partecipanti!

Una cosa che mi fa incazzare oltre ogni limite e’ quando si rappresenta il mondo omosessuale come se fosse composto da soli uomini. Sembra che le lesbiche non esistano.

Comunque vince Sofri su tutta la linea.

I gay sono una tribù?
Ma che vuol dire?

Secondo me eNZO a sto giro te ne dice quattro.

Masaccio : dal mio punto di vista, il tuo intervento chiude il discorso. Applausi.

Non so, forse è perchè non ho seguito l’isola ma non trovo tutta sta rilevanza nella vittoria di Luxuria, nè nella discussione in sè. In ogni caso appoggerei la posizione Brokeback mountain…

come si capisce tra le righe, il problema non è l’omosessualità ma il paradosso del political correct, per cui non puoi dire cieco ma devi dire non vedente, non si può dire handicap ma disabilità (sai quanto si sente preso per il culo il diversamente abile? Soprattutto quando la carrozina non passa per il marciapiede usato a parcheggio!!???)
Sottroscrivo tutto, sono anni che mi piagliano per stronza solo perchè credo che essere diversi sia meglio che essere normali, e che i diritti sono un altra cosa. Altrimenti i biondi, alti, fighi e con gli occhi azzurri avrebbero delle leggi a pare (e mica sono normali! Quanti ne vedete in giro!?)
E per finire, il prossimo che mi dice che le donne sono uguali agli uomini gli parto di testata: ma non le avete viste le tette!! Io non sono uguale a uomo e neanche lo voglio essere! Però voglio lo stesso tasso di interesse quando chiedo in banca un prestito!

Luxuria è gay e sa chi è Carmen Miranda.
Luxuria era un parlamentare comunista ma NON sa in che anno è caduto il muro di Berlino.
Questo secondo aspetto è quello che mi terrorizza!

Questo post muove la questione da un’altra parte, sul territorio dei segni, che è proprio quello che vuole fare la televisione quando “accetta” il diverso allestendo in fretta e furia una nuova categoria di personaggio , e lo fa (Bordone), in un certo senso, con quella stessa classe che ha Simona Ventura quando tratta Malgioglio per quello che è: un frocio deficente. Non è interessante. Non mi interessa un gran ché sapere quali sono i segni della tribù dei gay, non mi interessa la cultura gay e se fossi un omosessuale non mi farei chiamare gay, che è la trappola mortale del patetico, per cui il giorno in cui muore tuo padre o di fronte ad un dramma o comunque quando le cose si fanno serie tu sei Gay, sei gaio.
Forse il post di Sofri voleva proprio dire che sarà cambiato qualcosa quando gli omosessuali cominceranno ad uscire dal mondo dei segni, quello dei Mod e dei paninari, per poterci rientrare in modo arbitrario come mod o come paninaro.

Deficiente, scusate.

troppo rassicurante pensare ai gay come a una tribù. ci sono quelli che vogliono sentirsi una tribù, e si comportano di conseguenza, e quelli che non lo vogliono, e si mescolano di più alla folla, per così dire.
una differenza di incidenza statistica sulla popolazione generale (gay, mancini…) non è un bollino che hai sul dna che ti porta ad essere un alieno. se ti comporti da alieno è perchè vuoi esserlo.

MATTEOBIBBIANCHI!
ecco che VIENE fuori dalle tue VENE inguinate TUTTO il sangue petrolio che MILANO SNOBBS e rovinacalciatori ti HA messo dentro!

Innanzitutto NON puoi usare PENZIERI SPORCONI come MERLUZZO o tribbù!
NO puoi perchè NON sai.
Ora ti spiego.
LA TRIBBU’ è cosa di INdiani di Indiania, che era Vicino l’america, un pò sopra woschinton, MA PRIMA di cristofaro colombo però.
COLOMBO si dice:
-voglio la CINA
-ma è LONTANISSIMA
-non me ne fotte niente
-ah sì? e COME ci andiamo?
-in NAVE
-in NAVE?
-si, attipo CROCIERA
-ma nelle crociere ci sono pure le FEMMINE
-ALLORA la nostra è FROCIERA

ALLORA partono e Colombo ci aveva tutto il cuore impazzito per la CINA, boh, forse voleva ROBBA che costa di meno, comunque lui è COLOMBO ed è un pò MEGLIO di te, infatti LUI si chiede: ma come MINCHIA ci arrivo in CINA che nemmanco so dov’è?
E ci viene l’IDEA che poi ci fa scoprire l’America e gli Indiani di Indiania. INIZZIA a seguire IL MERLUZZO.
Il merluzzo è PESCE di mare sempre con la VALIGGIA, è un’emigrante, mischino, assomiglia a beppe orlo che qui lo CHIAMANO il tedesco, lì a germania ci dicono terrone. Vabè, è la vita, INGIUSTA come la dichiarazzione dei redditi.
INZOMMA, COlombo inizzia a seguire il merluzzo e il merluzzo che va un pò qui un pò là, inseguendo il suo sogno di calore, lo porta in AMERICA.
Miii, ci fu un BORDELLO, tutti che si SCANNULIAVANO con le mani, coi MATTONI, con archi e freccie. LA BATTAGLIA era assurda e mischini morirono un SACCO di cavalli (e pure di MERLUZZI ma qui non c’entra). Però COLOMBO si chiedeva la DOMANDA di IMPORTANZA FOTONICA:
ma dome minchia sono i CINESI qui? Può essere che hO seguito dei MERLUZZI cinesi, più falzi dei soldi del MONOPOLI?
ALLORA colombo capì CHE TUTTO è un pò CINA, come questa TUA SCRITTURA che vorrebbe parlare di ghei MA INVECE parla di COME TU li vedi, ma di quello che VEDI tu a noi (io eNZO e Ulderico e il POPOLO che ama i CAVALLI) a noi del TUO sguardo SNOBBS e SBOCCHIOSO non ce ne FOTTE nulla.
LEVATI la tua CINA dagli OCCHI, poi sguarda il mondo. ATTENTO però, perché anche il MONDO potrebbe decidere di guardarti negli occhi. NON ti perdonerebbe, puoi GIURARCI.

ciao da eNZO

(non ho CAPITO perché parli di TE in TERZA PERSONA che dici che a CASA TUA ti mangi le cose FRANCESI.. sei SNOBS pure col MANGIARE A tavola… scometto che SEI UNO di quelli che mangiano il POLLO con la FORCHETTINA… schefè)

Belle cose scrivi.
Però tu stai parlando di una generazione, non di una categoria. Non credo di aver visto molti under21 dentro quel che tu scrivi.
Nasciamo ovunque, ed in ogni famiglia. L’ortodossia frocia non esiste. Né in giacca e cravatta, né con le paiette, né con l’abbonamento della palestra. O meglio, esiste. Però poi ci sono i riformati, i kassidici e pure i karaisti. E quelli che in sinagoga nun ce vanno proprio.

Non so. Mi sembrano discorsi un po’ matti, quelli come il tuo. Infatti son scritti da etero. Che dei froci non c’han mai capito niente. :) )

Personalmente sento molto questa cosa della tribù. Sento di farne parte, mi piace farne parte e ne sono orgolgioso. E’ bello sentire di avere una cultura condivisa, dei segni codificati, più o meno gli stessi dubbi e gli stessi problemi. Anche l’osteoporosi ha lasciato un po’ il segno, ma ormai non me ne vergogno neanche più.
Il fatto, sai, è che non è poi una cosa tanto voluta e neanche del tutto innata. E’ più una questione di reazione. Perché quando non hai mai sentito di far parte di niente, quanto sei stato sempre escluso e hai dovuto ingengarti di volta in volta sul come superare gli ostacoli che ti venivano messi davanti, dopo tutto questo è una cosa normale cercare la forza negli altri come te, nella tua tribù, ed è allora che nascono i segni e i linguaggi e l’orgoglio che si prova per essi.
Ma, ripeto, credo sia soprattutto la naturale reazione al sentimento di esclusione e non una fatto in sé e degno di essere considerato come tale.
E’ chiaro che siamo diversi, ed è chiaro che ostentiamo le nostre peculiarità, ma se lo facciamo è proprio per rispondere a coloro che in quelle stesse peculiarità vedono qualcosa da condannare.

Nella “Vita agra” di Bianciardi una militante del pci criticava i partecipanti di uno sciopero perchè non indossavano il vestito buono della domenica. Gli operai infatti avrebbero dovuto apparire simili ai borghesi perchè la protesta fosse più efficace.
Secondo me il superamento di qualunque conflitto che si configuri come “emarginati” vs. “pensiero dominante” presuppone un graduale quanto doloroso avvicinamento delle due parti. rimanere congelati al modello “checca colorita da gay-pride continuo” è dannoso per tutto il movimento per i diritti dei gay tanto quanto incentivare il buonismo razzista “volemose bene anche se ho paura a darti le spalle” da reality televisivo.

che delusione bordone :(

Però. Bravo.

C’è anche tutta la questione dei gay che detestano l’omologazione gay al punto di preferire quella etero. Ci sono mille sfumature, ovvio, e mille differenze, tante quante le persone. Ma non posso scrivere un trattato: sono già lungo così. Long live the Moz.

“Sono fermamente convinto che debbano avere gli stessi diritti, ma sono diversi. Tipo i neri. Tipo gli ebrei. Tipo i mancini. Che non saranno mai bianchi, gentili e destrimani.”
Oh. Finalmente.
Aggiungerei anche le donne, e non per femminismo (un po’ come quello che è gay ma senza il polso spezzato).
Certo, è sbagliata la frustrazione, di nuova era, che si prova nel dire “ho un sacco di amici gay”; il problema sono quelli che dicono “ho un sacco di amici gay, e li adorooo”, un po’ come se fossero dei chihuahua.
Il giorno in cui la sessualità altrui smetterà di essere un argomento, così come ha smesso di esserlo l’opportunità di bacchettare i mancini, vivremo in un mondo migliore, ma a quel punto saremo tutti morti. E per tutti intendo l’intero genere umano.
E comunque Jerry Seinfeld – e non lasciamoci sfuggire l’occasione di dire che i bravi comici sono tutti ebrei – ci liquiderebbe con un: “non che ci sia niente di male!” (S04E17).
Bravo (tu).

[...] tutti gli altri, semplicemente abbiamo gusti sessuali diversi dagli etero. Matteo Bordone, invece, pensa che siamo proprio diversi: abbiamo una nostra cultura, i nostri modelli di riferimenti, alcuni tratti forse anche somatici [...]

Mi rifiuto di leggere tutti i commenti – sono arrivato a metà.
Ma ho letto tutto il post.

E ho un dubbio: questo post è un insieme di robe verosimili mischiate insieme in una enorme insalatona autopompinarmentale fino a risultare offensiva, o è solo una manica di minchiate? Penso la seconda, ma non son sicuro.
Ed è un tarlo che mi macera, eh, Mattè. Dammi una risposta tu che puoi, che – cazzo! – sei amico di MATTEO B. BIANCHI (mica pizza e fichi) e quindi ste cose le saprai meglio di me.

Hai dato fiato alla peggior sottocultura occidentale ed ai peggior pregiudizi negativi che possano essere pensati. Il tuo atteggiamento è, scusa la banalità ma così è, razzista.

“Sono fermamente convinto che debbano avere gli stessi diritti, ma sono diversi. Tipo i neri. Tipo gli ebrei. Tipo i mancini. Che non saranno mai bianchi, gentili e destrimani.”

Ad esempio, generalizzare categorizzando una razza come gentile o meno è un atto tipicamente etnocentrico e, aggiungerei, ignorante. Coloro che sono omosessuali non sono tutti come li definisci tu e la cultura omosessuale riguarda solo una parte di loro così come esonda in territori eterosessuali.

Purtroppo, credendo di fare il furbo nell’affermare cose che in molti pensano e non hanno il coraggio di dire, hai elencato una serie di cose che, proprio grazie alla tua prolissità, hanno evidenziato una chiusura mentale estrema (senza contare il luogo comune del premetto che “ho un sacco di amici gay”).

Forse dovresti studiare la sociologia un po’ di più anzichè farti le pugnette con la filosofia.

masaccio ha detto tutto quello che c’era da dire

Aridagli : ultimamente, in giro, son più i post che non colgo appieno , del contrario.
Insomma sbaglierò , ma onestamente mi vien anche un po’ da sorridere, poichè per me la differenza tra te e Luca è veramente un inezia , più che altro è semantics.
Per te in media per usi&costumi , alcuni modi etc. , sono un filo diversi dalla media degli etero .
Ma sotto si sottolinea che, come al solito ci sono casi e casi , sfumature , differenze etc. , quindi la vecchia regola che, generalmente, le differenze nel gruppo son maggiori delle differenze tra le medie dei gruppi diversi , parrebbe confermata.
Luca parrebbe sottovalutare tali relative diversità , ritendo i 2 gruppi, ovviamente tranne che per l’ orientamento sessuale, praticamente sovrapponibili (anche se non ci giurerei, che in alcuni passaggi : ad es. “Perché credo che gli italiani dovrebbero imparare la normalità dell’omosessualità, per poterne capire anche le diversità.” … ).
Ora io non ho molti amici gay , e non ho un goniometro di precisione sottomano , ma fondamentalmente entrambi vi contrapponete alla visione del gay ultra macchietta; il resto ripeto mi paion virgole , semantics.
Sembrate un po’ 2 leader politici contrapposti , frutto del maggioritario spinto. Dopo , Veltrusconi e McBama , pure Bordofri ? :P

Toh forse l’ unica vera distinzione è sul sottolineare come decisivo il fatto che si bacino ( o la fisicità del fenomeno) .

Per come la vedo io , il fulcro del problema è ovviamente un altro , e direi anche abbastanza banale e demagogico :
Per me alla rai posson anche, quanto aggrada loro , a seconda, censurare , o “ritrarli” alla maniera in cui lo farebbero quegli artisti che ti offrono i loro servigi mentre fai la coda agli uffizii.
Ma che poi i “froci” ( Faggots o meno che siano ) siano obbligati addirittura a pagare tale “linea editoriale” con il canone , diventa una comica.
E’ un po’ come se i tifosi della Lazio dovessero pagare il biglietto di quelli della sud ,che ovviamente non mancherebbero di ringraziare con generosi vaffanculi e altri sfotto per buona parte dei 90′.
Almeno Tom Sayer non aveva obbligato nessuno .

sawyer , pardon

Caro Luigi G., non solo non sei mai d’accordo con quello che scrivo, ma non hai nemmeno i mezzi per capirlo. Lascia stare, dai.

@Luigi G. “Gentile” è un termine che per gli ebrei, e non solo, vuol dire “non ebreo” quindi Matteo non affermava che gli ebrei fossero scortesi. :D

“Sono fermamente convinto che debbano avere gli stessi diritti, ma sono diversi. Tipo i neri. Tipo gli ebrei. Tipo i mancini. Che non saranno mai bianchi, gentili e destrimani.”

Chi commenta questa frase con parole come “etnocentrico”, mi fa sorridere più della frase stessa che ha il pregio ricordami Woody Allen….

Comunque la mia ragazza ha ben 2 ex che la hanno mollata per un altro, quindi posso a pieno titolo dire di avere almeno due “nemici” gay spero così di essere meno luogocomunista ed omofobo di Bordone

Guarda Klutz che è stato, banalmente, un errore. Omofobo non vuole dire scemo. Anche se Marano lo fosse (e direi che non lo è), non si farebbe sgamare così apertamente: non metterebbe in palinsesto un film su due cowboy che si innamorarono. Fine. Mi pare semplice. La RAI ha chiesto a RAI Cinema una versione del film che fosse vistata per andare in onda in qualunque momento, e RAI Cinema ha dato quella. Poi l’hanno mandato la sera, cioè in una fascia in cui avrebbero tranquillamente potuto mandare il film com’è (l’unico modo sensato di mandare quel film) e hanno usato la copia già vistata. Tutto qui. Più che Savonarola, c’è dietro Pirlarola, qualcuno che ha sbagliato, non ha controllato, ha fatto le cose a capocchia.
Ne approfitto per specificare che chi vede nella diversità un’accezione negativa forse non si è ancora scrollato di dosso l’oratorio o le assemblee d’istituto al liceo. Il problema non è come sono i gay, ma come sono gli etero. Io credo che anche le checche sparate da vizietto vadano benissimo per percorrere la strada dell’integrazione. Integrazione sociale e culturale. Integrazione. Non assimilazione.

io ho un sacco di amici etero

Secondo me confondi un po’ i piani. Uno skater sceglie di esserlo, e di far parte di una tribù. L’omosessualità non si sceglie: la cultura gay semmai è una conseguenza. E un gay ci si riconoscerà o meno anche in base ai propri interessi e le proprie abitudini (penso a Gus Van Sant, dove non ci sono tracce di Carmen Miranda o Sex and the City, eppure trovatemi un esempio più significativo di cultura gay al cinema). Mentre il paragone con gli ebrei è più calzante: da quando possono vivere in pace, però, non sono solo diversi da noi, ma anche diversi tra loro.

mi chiamo edoardo, ho 21 anni e da poco ho scoperto che mi piacciono (anche) gli uomini. visto che qui se ne parla volevo sapere se qualcuno mi sa togliere questo dubbio: chi lo prende è più gay di chi lo da?

In un mondo dove l’esteriorita’ si va sempre piu’ omologando, e’ vero che i “circuiti” (il giro, insomma)sono diversificati anche sessualmente. Cio’ non toglie che il rispetto reciproco debba essere la base della civile convivenza (anche tra eterosessuali).
Quanto a Brokeback, lo mandino in seconda serata e morta li!

E va bè, son caduto sul gentile, ma dire che non ho i mezzi per capirlo mi sembra un po’ esagerato, caro il Bordone.

Tanto più, mi pare che tu confonda tratti genetici con caratteristiche culturali.

Rispondi sul resto e non adagiarti sui miei strafalcioni, mi pare troppo facile.

p.s. a Bordo’, io scrivo solo quando non sono d’accordo per esprimere la mia opinione e per di più argomento anche. Soprattutto perchè spesso tu spiaccichi sulla tastiera certezze a non finire, senza renderti conto che a volte è meglio dubitare.

Affermare che non ho i mezzi solo perchè all’oscuro del significato di un singolo termine (per altro nemmeno tanto corrente) è veramente da esaltati e non fa altro che confermare quello che ho appena detto sulle tue certezze.

D’accordo con MB. Esistono diversità di ogni tipo con cui viviamo normalmente senza necessariamente confonderle a babbo morto coi sacrosanti diritti. Soprattutto se poi questi diritti diventano per chiunque pretesto di battaglia o aggressioni cretine per celare una mediocrità personale.
Quando uno spara cavolate o è ridicolo, voglio essere libera di affermarlo anche se appartiene a una qualche tribù. E se uno in un qualsiasi suo discorso premette di essere gay o altro, non devo omaggiarlo ipocritamente a prescindere, perché gente come Luigi può tacciarmi di essere sottoacculturata, vittima di pregiudizi o razzista.

Peccato che Luxuria non sia gay.

Ma non sarebbe il momento adatto per tirare fuori una soluzione invece che continuare a rimuginare? Insomma, escludendo ben pensanti e cattolici, i liberi pensatori o i diretti interessati non potrebbero mostrare la via migliore per capire questa realtà? Possibile che dopo millenni si rigiri intorno alla questione senza voler aprire gli occhi o affrontare questa tematica in modo sensato?

Che carina l’omofobia progressista meta-politicamente scorretta. Meta- con il trattino perché MB propone l’integrazione e non l’assimilazione, qui siamo oltre, siamo al secondo livello. E piove dall’alto anche l’approvazione di FF, a ribaltare il mondo: una volta era la destra che elemosinava l’approvazione della sinistra. Ma questa è una meta-elemosina richiesta e ottenuta con destrezza, mica come quei pezzenti del Secolo d’Italia che andavano ad arruolare Pasolini a destra, non sapendosi accontentare di Petrolini. Proprio come il vecchio Freddy Nietzsche che voleva sparare tutti gli antisemiti. Bene bene, ancora poche lezioni e finalmente il loffio modello di intellettualcomico di sinistra alla Michele Serra sarà superato, e la sinistra avrà, finalmente, il suo Pietrangelo Buttafuoco. Intanto, però, la ricreazione è finita. Cinque minuti in cui ci è stato concesso (solo a MB, mica a noi) di chiamare i ricchioni ricchioni, e i froci froci. E mo basta. FF, statte zitto, tu sei de destra e pure socialista, provaci solo a dire una volta frocio cercando la complicità di MB: non ti ha caCato (con la C) manco di striscio. Si torna tra i banchi e si sta zitti, e ognuno per i cazzi suoi. Non vorrete mica condividere con me qualcosa, un frizzo, un lazzo, un codice, un modo di dire, una cultura, un qualunque cibo verbale o un calcio in culo? Terroni di merda, tornatevene a casa.

Ecco, bravo Albimac, trova la soluzione. Che è tacere. Il silenzio è l’unica forma di correttezza politica dignitosa. Tutto il resto è piaggeria mielosa, trapuntata di punture provocatorie.

Ripeto, le persone sensate trovino una via al dialogo, al confronto per comprendere questa realtà. Gli altri stiano zitti se vogliono fare un favore o vadano da qualche altra parte a sprecare fiato e sparare giudizi.

Dialogo? Ma si, dialoghiamo. D’altro canto chi sono io per tacere? E mica io sono il meta-politico scorretto progressista che dice intelligentemente frocio al ricchione o ricchione al frocio con tutti i congiuntivi al loro posto. Dopodichè arriva San Albimac a farmi la predica. E già, perché l’omofobia o la fai progressista oppure devi dialogare. Manco di stare zitti si ha il diritto. No, occorre dialogare, dialogare dialogare. Di che? Non si sa. E allora dialoghiamo. Attendo frasi, suoni, parole, parole, parole, soltanto parole.

Bordone, in tutta franchezza e senza voler rompere le palle una volta tanto, ma tu proprio non puoi pensare di essere una persona un pochetto rigida? Hai fatto un post talmente qualunquista che quasi tocca far qualunquismo al contrario e dire: ma siam tutti diversi! Rileggi il commento di lascar, per me ha centrato il punto più degli altri.

Per Luigi G.: tu scrivi che sono un furbetto, hai un tono insostenibile, e non mi chiedi mai cosa intendevo. Ti limiti a dare per scontata la peggiore delle ipotesi e alé. Io discuto di tutto con tutti. Ma il tono stronzo riceve risposte stronze.
A questo proposito, GMR, omofobo, meta-quellochetipare, intellettualcomico, e soprattutto Buttafuoco ci sarà tua sorella.

[...] Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay. [...]

Oh oh oh. MB mi si è innervosito sul frocio, come una vecchia comare: vade retro, Ioooo omofobo? Ma se ceno da Matteo B. Bianchi, mi riempio la panza di Caesar Salad (che effetto fa avere la panza piena di una icona gay?) e sono pieno di amici gay come un’insalatiera. Io, così intelligentementente integratore (mica assimilo io, io integro: sono integerrimo) e soprattutto piagnucolosamente non compreso: “e non mi chiedi mai cosa intendevo”. Piccino, non te lo chiedo. Scusa. E poi io voglio discutere (i blog ci sono per questo). E che devo chiederti, Bordone? Quanto sei amico del ricchione? Seppure senza mai bordeggiare sul prevedibilmente corretto, te lo concedo. Applausi. Il tuo messaggio è chiaro: c’è una cultura gay che a tratti ti sta/ci sta sul cazzo, ma questo non deve impedirci/ti di essere a favore dei diritti, ecc. Manifestiamo. Scopri l’acqua calda e ricopri in fretta il ruttino omofobo che ti è scappato. A metà post eri già coperto di rossore di quel tanto di provocazione omofoba che ti sei concesso. Solo che non ti basta. No, tu vuoi andare oltre, tu vuoi scrivere bene, tu vuoi fare l’americano. Ma sei nato in Italy. In una parola: tu vuoi essere Buttafuoco. Insieme a mia sorella. Perchè no? Ma va’, sei solo chiacchiere e congiuntivo. E poi, le risposte stronze non danno mica fastidio a noi terroni. Salutami a Socrate.

Hmmm, purtroppo anche io non sono mai cattivo fino in fondo. Adesso propongo una risposta “costruttiva”. Il problema sai qual é, Bordone? Tu hai messo, con un certo coraggio, il dito su una piaghetta dolorosetta. Hai voluto giocare la parte di quello che sa guardare in faccia ai problemi, mica come quel radical-chic di Spencer Tracy. Il tuo genero negro, a cena, è un negro vero. Afro e senza capelli stirati. Bene. Bravo. Solo che anche tu, come uno Spencer Tracy qualunque che ancora ignora chi è il fidanzato della figlia, arrivato in fondo con l’affanno te la vuoi cavare dicendo: get it over, facciamocene una ragione, in fondo non è difficile. Vuoi saperlo? Hai ragione. Davvero. Possiamo farcela. Solo che così il tuo sforzo di dimostrare che tu ti racconti meno balle di Spencer Tracy ha fatto un splash. Sei finito anche tu nel lieto fine, malgrado le premesse da cattiverio realista. Parti tragico e finisci neomelodico. Insomma, sei troppo Freddy e poco Nietzsche. Urli: Dio è morto, ma con la voce di Guccini, senza filosofare con il martello. E allora, sbatterti in faccia l’etichetta di omofobo serve proprio a questo: amico del sole, prima ci dici che tutto non è così facile, e poi te la vuoi cavare a buon mercato? Non funziona così. Paga il tuo prezzo. Dovevi saperlo: se solo citi il frocio l’etichetta di omofobo te la devi tenere. Anche se hai detto una cosa abbastanza giusta. Mia sorella ti saluta. Buonanotte e sogni d’oro.

Predica? Sì certo. Come no. Ho letto l’articolo. Ho letto i commenti. Ho letto quello che scrivi. Ho espresso un opinione. Mi sembra di essere stato rispettoso anche del tuo punto di vista. Io vado dritto e continuo a portare avanti quello che ho detto e tu ti senti tirato dentro e addirittura un po’ attaccato. Cosa vuoi che ti dica, non ho nessuna predica da farti nè penso di avere il diritto di fartela. Solamente mi sembra che tu voglia continuare ad attaccare le persone piuttosto che le idee, a tirare fuori veleno ( e aggettivi ) piuttosto che confrontarti con chi è evidente non ha le tue stesse idee. Mi ricordi troppo certi cattolici che gonfiano i discorsi aggiungendo argomenti che non centrano nulla solo per confondere le idee e nascondere l’unica verità di fondo: che non avete nessun contributo intelligente da dare.
E prima che ricominci a sputare veleno o criticare le mie idee senza neanche conoscere il mio punto di vista ti dico direttamente che se avrai voglia di “dialogare” termine che hai usato tu come se fosse qualcosa di cui vergognarsi, allora leggerò e continuerò a parlare, altrimenti a stare zitto sarò io perché non mi piace perdere tempo quando si capisce che non non ti interessa ciò che dico.

Caro Bordone,
ecco, in serie, i luoghi comuni e gli errori sui quali hai basato le tue considerazioni. Decidi da solo, se hanno ancora valore o se ritieni di farne di nuove.

1. gay, lesbiche, (travestiti= termini inadatto), transgender, transessuali, bisessuali, sono diversi da tutti gli altri perché hanno diversi gusti sessuali.
Errore fondamentale, vizio grave di tutto il tuo discorso e in generale del pregiudizio omofobo. NELL’ACCEZIONE MODERNA DEL TERMINE OMOSESSUALE NON E’ CHI FA SESSO CON UNA PERSONA DEL SUO STESSO SESSO, MA CHI VEDE IN UNA PERSONA DEL SUO STESSO SESSO UN POTENZIALE PARTNER. Ovvero si parla di affettività, sentimenti e sesso. Matteo, puoi benissimo scopare con un uomo ed essere totalmente eterosessuale, almeno fino al giorno in cui non proietterai su un uomo la tua affettività e magari te ne innamori. A quel punto saprai di essere GAY, almeno in quel momento della tua vita.
La questione dei gusti sessuali non è rilevante ai fini della definizione dell’orientamento sessuale. Caso mai ne parleremo in altri luoghi

2. Quasi tutti i gay, come gli skater o i mod, sono anche parte di una tribù: hanno codici culturali e di comportamento diversi da quelli della maggioranza della popolazione. Non supportabile, e quindi non vera, la pregiudiziale numerica. Dato che la popolazione glbt è stimabile fra il 10 ed il 15 %, la tua affermazione (quasi tutti) sarà vera solo quando potrai ragionevolmente dichiarare che fra le innumerevoli persone che vedi passeggiare per strada a Milano, ne vedrai almeno il 5-10% esibire i simboli ed i codici della loro appartenenza.

3. Vladimir Luxuria quando fa battute sui merluzzi o sulle banane le fa come le fanno milioni di altri gay nel mondo, in misura molto maggiore di quante ne facciano gli eterosessuali, e con uno stile sarcastico/naïf codificato. Le battute sulla figa non sono appannaggio degli etero, le fanno anche i gay, le lesbiche, ecc. A proposito, potresti essere così cortese da fare un’indagine fra le tue amiche e chiedere che battute fanno sui maschi (di solito non in pubblico…)? scoprirai molte cose interessanti.

4. Carmen Miranda è un’icona gay. Non per tutti gay. C’è chi ritiene Maria Callas un’icona gay (ad esempio un certo Zeffirelli ne ha fatto un film), anche Yma Sumac è un’icona gay (ma oggi non la conosce quasi nessuno). Anche Raffaella Carrà, Patti Pravo…

5. La cutura gay esiste. E’ più adatto esprimersi di termini sociologici di “sub cultura” e si scoprirà immediatamente che le sub culture associate all’universo gay e sovrapposte alle sub culture di altri gruppi sociali sono innumerevoli (ad esempio, gli EMO)

6. ci sono un sacco di gay che sono meno legati alla tribù – Almeno in qualcosa, generalmente gli omosessuali condividono tra di loro un codice. Ci sono innumerevoli gay che vivono in gruppi sociali che non hanno nulla a che fare con la sub cultura gay e che appartengono a sub culture decisamente lontane (gruppi di motociclisti ad esempio), generalmente associate all’universo eterosessuale. Ergo, anche qui si pecca estendendo a tutto il mondo glbt una propria personale esperienza e visione, come se fosse un dato di fatto.

7. Polso cadente. Qui sei totalmente fuori strada e adotti la convenzione gay=effeminato. Bene, ti posso solo augurare di non trovarti mai in una serata leather o in un cruising, dove i polsi cadenti ti ci potrebbero diventare a causa di certi giochetti un po’ bdsm…

Buone riflessioni

Ma poi, scusa Bordone, ma non aveva già vinto un grande fratello anche quel jonathan? E non è vero che quando un gay partecipa a questo tipo di programma si trova automaticamente in pole position proprio grazie a quella fascia di pubblico che li considera una Pet Category?

Seppure in grandi linee ciò che dici è condivisibile debbo dire che su molte cose, a mio parere, fai un lavoro di approssimazione un pò grossolano.
Ad esempio gay lesbiche e transessuali hanno modelli comportamentali differenti.
Vladimir non è un travestito con una certa personalità ma con un’estetica e un sense of humour davvero nazional popolare.
Una cosa è la cultura, una cosa è la caesar salad.
E così via…

Se poi sei curioso riguardo a ciò che è o non è un punto di vista gay, fai un salto sul mio blog che ne da una interpretazione.
Un punto di vista gay significa guardare il mondo dal buco del culo.
Inoltre significa porsi nei confronti degli altri in una posizione di conflitto.
Cosa che non si può dire degli skaters perdonami…

Per il resto complimenti per il blog che leggiucchio da tempo e ho sempre trovato divertente.

Boh, se ho capito bene il senso del post, non mi pareva nulla di particolarmente insensato, mi pareva che il messaggio fosse ‘i gay sono diversi, ma in quanto esseri umani, hanno gli stessi diritti degli altri’. Senza nessuna sfumatura di commiserazione o omofobia. Il che mi sembra giustamente ovvio. Poi, ecco, c’erano delle imprecisioni sull’identificazione fra omosessualità (una condizione che riguarda le preferenze sessuali di un individuo, che si rivolgono a persone dello stesso sesso) e transessualità (che riguarda invece come l’individuo avverte se stesso, cioé se uomo o donna, rispetto a quello che eglio biologicamente si trova ad essere, ossia se dotato di gonadi maschili o femminili).

Riguardo a Brokeback mountain, mi sembra che, scegliendo di mettere nel palinsesto un film su una tematica così delicata, Masaccio avrebbe anche potuto controllare. Non sono sicura della sua buona fede, ma sono d’accordo che una cazzata del genere sia troppo grande perché qualsiasi persona sana di mente potesse meditare sul serio di farla. Il problema si sposta comunque all’omofobia di Rai Cinema.

Quanto alla cultura gay, che esista mi pare fuor di dubbio, anche se non andrei automaticamente a ghettizzarci dentro tutti gli omosessuali, costringendoli a vestirsi da Village People per farsi riconoscere come tali. Esistono anche persone omosessuali che nella cultura gay non si riconoscono, necessariamente, che non si vestono di piume rosa al gay pride, ecc… E che sono comunque e giustamente orgogliosi di essere gay.
Anche Obama non si veste da Snoop Dog o da Masai -per dire – e comunque non lo chiamerei ’servo del potere bianco’, se si mette in giacca e cravatta. Si è emancipato da qualsiasi distinzione, e si veste come cavolo gli pare.

bla.. bla.. bla…
meno male che c’è eNZO…

Ah ok , grazie dell’ informazione .
Ma come, tutto ’sto casino per scoprire dopo che sotto c’ era una semplice pirlata ? Dirlo prima no ? Tipico.
Vabbè , non sono omofobi ma inetti , che facciamo , brindiamo ?

Due palle. Sta diventando una discussione di metallari sui sottogeneri del grind.

( “Dirlo prima etc.” , ovviamente, non ce l’ ho con te )

[...] Ed inoltre trovo molto interessante questo post. « Grazie [...]

io non ho capito cosa vuoi dire. dove vuoi andare a parare. che gli omosessuali siano se stesse, nelle mie sfaccettature e che la società li accetti così come sono?
ah. ah. (risata di uomo dell’est).
Almeno in qualcosa, generalmente gli omosessuali condividono tra di loro un codice, che fa parte del loro modo di essere, e contribuisce a definirli.

mi scusi bordone, lei che vive nella meravigliosa milano,non le pare che il popolo dei famosi APE condivida un codice? ebbene anche per me questo contribuisce a ‘definirli’, ma questi qua non li censuriamo né parliamo di cultura dell’aperitivo. e le garantisco che a me, personalmente, me li fanno vedere tutti uguali (e sappiamo entrambi che tutti uguali non sono).

poi, se lei poi parlando di cultura gay (che schifo di accezione questa, mai condivisa, ma tant’è…) cita The Rocky Horror Picture beh, sappia che un caposaldo apprezzato da tutte le… ‘culture’.

saluti.

Qui ci vorrebbe una rubrica “GLBT for dummies”.

Parafrasando un brutto ceffo tedesco famoso in passato per aver contribuito a mandare i gay nei forni, «Quando sento parlare di cultura gay metto mano alla pistola.»

Poiché vedo il rischio di equivoco, preciso una cosa, che Matteo sa bene. Io naturalmente – e l’ho scritto – non penso che non esista una diversità nell’essere omosessuali. Penso anzi che ne esistano molte, e alcune più diffuse e alcune meno: e questo dovrebbe essere condiviso e ovvio, sennò veramente ripartiamo dal XIX secolo e pensiamo sia una rivelazione il dire che esiste una cultura gay. Ci mancherebbe. Io facevo una distinzione nel modo in cui si sostiene debba essere comunicato il rispetto per gli omosessuali: secondo me in Italia oggi, quel modo deve passare attraverso l’idea che i gay siano persone come le altre. Ottenuto questo, potremo spiegare che sono anche diverse. Ciao, Luca.

(Cultura gay) Il mio compagno è cinese: Carmen Miranda e Barbara Streisand, per non parlare di Raffaella Carrà, non ha neppure una vaghissima idea di chi siano. …sarà perché non sa pronunciare la “r”?

Però ora che ci penso… una fratturina al polso in effetti… chissà. Magari è caduto da piccolo.

I Napalm Death spaccano da morire.
Ma esistono sottogeneri del grind?

Quando nessuno si trova d’accordo con te e non sai che ribattere è sempre “che palle”. Ma allora chiudi i commenti.

In risposta a Luca. Secondo me non bisogna dimenticare che i gay si comunicano da soli, in tutte le loro sfaccettature. E se quello che spesso emerge sono le differenze rispetto alla “norma”, cercare di nasconderle in previsione di un secondo momento di disvelamento mi pare irrealistico, e al limite anche controproducente.

definisci “norma”.
perchè qui, che palle davvero, mi sembra un pò tutto troppo codificato!
siamo tutti gay e siamo tutti omofobi, secondo me.

mb, cambia pusher. davvero

Soppa, io mi immagino una conversazione con GMR. Questo che parla, strepita, sparazza accuse fino a che l’interlocutore, stremato, cade in avanti mollandogli quasi involontariamente una zuccata in fronte.

Proviamo a chiedere a un americano medio di descriverci un italiano (quello che nel suo immaginario è un italiano). Probabilmente dalla sua descrizione verrà fuori qualcosa di molto simile al cliché pizza/canzoni/espansività-trabordante. Ora diciamo che a raccogliere questa testimonianza sia un friulano, o un marchigiano, o un valdostano, che non solo non si riconosce in quella descrizione, ma che vive come più o meno irritante quel genere di cliché. Il friulano/marchigiano/valdostano in questione non mangia pizza a colazione, è stonato e ha l’espansività di un orso di montagna (posso dirlo, in quanto friulano). Vorrebbe relazionarsi con l’americano su un piano diverso. Vorrebbe evitare la fase più o meno lunga in cui gli tocca demolire quell’avvilente cliché.
A quanto pare, questa società ha bisogno di clown, di gente da ridicolizzare; perché è funzionale a un certo tipo di intrattenimento. È rassicurante definire il concetto di “noi” e “loro”: le certezze aiutano a vivere, mentre i dubbi, il pensiero analogico sono una gran palla, un meccanismo difficile da gestire.
Ed ecco allora che quando si parla di gay vengono in mente Boy George e Truman Capote. Non vengono in mente Kevin Spacey o Ferzan Ozpetek. Perché? È solo una questione statistica (“quello che spesso emerge”) o di segnale più forte che sovrasta il segnale più debole?
Io sono gay, ma ho polsi normo-articolati, ero un modello di sobrietà persino da bambino e fino a qualche mese fa ignoravo l’esistenza del colore malva. E mi girano un po’ le balle quando vengo travolto dalle generalizzazioni. E mi girano ancora di più quando queste vengono infarcite di epiteti non propriamente gentili.
Fino a qualche anno fa ero uno degli affezionatissimi “amici del podcast” di MacchiaRadio. Non perdevo una puntata di “Sabato Notte”. Ed era bello fare un lungo viaggio in macchina con il podcast nell’autoradio, in compagnia di Gianluca Neri, Matteo Bordone, Laura Carcano & C… Poi (“blow by blow”, per citare i Propaganda) ho iniziato a infastidirmi per le battutine occasionali su “froci” e “ricchioni” (non frequenti, ma pur sempre fastidiose). Tutti a compiacersi del divertissement di turno, nemmeno uno a far notare che magari essere un minimo politically correct sarebbe stato più opportuno. Scusarli perché “sono ragazzi, in fondo”? All’inizio ci ho provato, ma poi la delusione ha avuto la meglio. La manutenzione della mia dignità comporta anche la scelta di chi fare entrare e chi far uscire dalla mia vita.

Caro ex amico del podcast, le battute possono rompere le palle, lo capisco. Perché da una parte c’è il fatto che scherzare sdrammatizza, dall’altra c’è anche che uno dice basta dai, una volta bene, due anche, ma dopo un po’ non se ne può più. Non mi sembra che se ne facciano troppo a Macchia, ma forse sono troppe per te e, figurati, non disquisisco.
Per quanto riguarda il resto, mi dispiace che si fatichi a cogliere il tono di quello che scrivo. Io su Freddy Nietzsche scrivo tutto con il mio tono, che non prevede seriosità per temi seri e allegria per temi allegri. Quella dei polsi è una battuta, ovviamente. E sono sicuro che su li sventoli poco. Ma non me ne frega molto, sinceramente. Se li vuoi sventolare, li sventoli; se non vuoi, non li sventoli. Non mi pare una questione centrale. Se Truman Capote ti sembra offensivo e preferisci Kevin Spacey, cioè butti via un colosso in cambio di un bravo attore, e lo fai perché la discrezione di una persona gay per te è così centrale, allora vuole dire che si tratta di un tema che ti tocca personalmente. Però se togli di mezzo lo spettro dell’omofobia, rifletti un po’ a mente lucida sulle persone gay che conosci, ti accorgerai che parecchie sono riconoscibili in quanto tali, chi più, chi meno.
Siccome sono secoli che nella nostra società omofoba i gay e le lesbiche sono fatti così, penso che sia semplicemente ipocrita e falsamente progressista pensare che si debba comunicare un’immagine di gay ripulita dagli scheccamenti, per l’orgoglio dogmatico dell’uguaglianza. Io vedo in giro frotte di ragazzi gay e ragazze lesbiche che sono rispettivamente sissy e camionisti: non vanno bene, loro? Ci vuole Kevin Spacey che dirige l’Old Vic?
Mi pare un discorso un po’ assurdo, ripeto, visto che qualunque persona vagamente aperta di vedute, se non abita in un paese di tre abitanti, conosce omosessuali visibili, imbevuti di cultura, estetica, retorica gay.
Per me vanno bene quelli, insieme a tutti quelli che, come te, essendo naturalmente più sobri, saranno accettati con più facilità. Insieme a tutti gli altri.
Questo è il mio punto di vista.
Poi se una fetta del mondo gay è talmente presa dalla causa da credere che si debba raccontare questa balla maoista dell’uguaglianza assoluta, dell’identità totale, come se paradossalmente l’orientamento sessuale diventasse un dettaglio minuscolo nella costruzione del carattere, be’ non so cosa dire.
Dal tuo e da altri commenti mi sembra di intuire che ci sia questa linea. Io non sono un attivista e non lo so, ma mi pare una posizione dogmatica, anacronistica, cattocomunista.

Dunque, dunque… Qualche precisazione per chiarire alcuni punti: ho contrapposto Kevin Spacey a Truman Capote non in termini di levatura professionale/umana, ma solo per confrontare due modi diversi di essere gay. Di entrambi apprezzo diverse cose e lungi da me il pensiero che uno possa essere preferibile all’altro, per qualsivoglia metro di giudizio. Quello che volevo portare alla tua attenzione, e che forse non ho sottolineato abbastanza, è il fatto che i comportamenti più evidenti di certe persone non necessariamente descrivono, dal punto di vista banalmente statistico, la realtà. Le persone sopra le righe di cui hai esperienza personale e che ritieni rappresentative della collettività gay forse sono solo una parte (magari anche minoritaria) di chi appartiene a questa comunità. “Uscire dall’armadio”, come usa dire nella cultura anglosassone, non è un operazione indolore, credimi. Chi non è portatore di una personalità ingombrante e ha polsi normo-articolati può decidere di non sbandierare ai quattro venti le sue preferenze affettive/sessuali. Non so quanti cowboy “sobri” ci siano oltreoceano, ma posso garantirti che qui in Italia (e anche tra le mie conoscenze) c’è un bel numero di dentisti, commercialisti, elettrauti e imbianchini del tutto insospettabili (orrenda parola), che la sera tornano a casa dal loro compagno e che non hanno la benché minima voglia di fare attivismo sociale. Per un Cecchi Paone che esce allo scoperto è probabile ci siano decine e decine di giornalisti che non ritengono di dover fare un passo simile: il loro non essere sopra le righe (almeno per un certo tipo di caratteristiche) gli permette di fare una determinata scelta di (non) visibilità.
Prova a fare esercizio di dubbio (credimi, è persino più sano che usare il filo interdentale). Affermazioni come “i gay e le lesbiche sono fatti così” (cito quello che scrivi) non sarebbero appropriate nemmeno in un trattato statistico con una copertura del 100% della popolazione gay. So che non corrispondono a vero e resto perplesso ogni volta che mi imbatto in questo genere di certezze. Ci tengo a sottolineare che non voglio contrapporre le mie certezze alle tue (i “forse” e i “probabilmente” che uso lo testimoniano). Ho solo voluto contribuire a questo discorso con la mia esperienza personale. Tutto qui.

Sì, EADP, e hai fatto bene. Lo so che sono gli operai, i professionisti, i postini gay che fanno la fatica e la media. Lo so. E ti ripeto che nessuno pretende che si aderisca per forza alla cultura/subcultura/ballotta gay. Ma siccome esistono luoghi e elementi di visibilità gay in tutto il mondo, che hanno dei tratti caratteristici, diversi e variegati come tutti i fenomeni sociali di cui si parla al di fuori dei club nazisti, torno al punto. Ognuno è sobrio o baraccone come cacchio gli pare, da etero, da omo, da bi, da quello che è o vuole essere. L’idea che ci sia una forma di gaytudine più adatta alla comunicazione della normalità gay mi pare un salto mortale inquietante. Se uno vuole scheccare, schecca; se una vuole essere camionista lo fa. Io ho l’impressione che se esiste una tipologia, un conformismo gay, quello abbia un valore. Poi all’interno della comunità ci sarà un movimento anticonformista, certo. Però se uno va ai concerti Di Antony o dei Pet Shop Boys quella che vede non è una coincidenza. È CHIARO che anche da Paolo Conte e Ligabue ci sono un sacco di ragazzi e ragazze gay. Faccio notare una cosa: se per parlare di persone gay ogni due righe bisogna scrivere con-le-dovute-differenze oppure ognuno-secondo-la-propria-indole ci si stufa un po’. Bisogna che chi legge dia per scontato che questo non è un club di nazisti dell’Illinois.

sacrosanto

Matteo, però ci vediamo tutti i giorni e tu sei un po’ de’ coccio. Capisco l’impulso irrefrenabile a far polemica, ma ci dev’essere anche la ragione della polemica, almeno un pochino. Tu continui ad attribuirmi l’idea per cui niente differenzierebbe i gay dagli etero, o niente dovrebbe differenziarli. Dici addirittura “cercare di nascondere” le differenze, come se io avessi sostenuto questo.
Ora te lo scrivo una volta per tutte, poi se insisti vuol dire che ti diverti di più così, e allora va bene.
Io dico solo che se in italia nel 2008 l’immagine dei gay viene promossa attraverso esempi di palese e vistosa diversità, la loro comprensione da parte degli ignoranti non farà grandi passi avanti. Che va bene, mica dobbiamo trasformarci tutti in qualcos’altro per farci accettare dagli ignoranti: a un certo punto anche chissenefrega.
Basta che non mi si venga a dire che la vittoria di Luxuria è stato un momento di progresso civile e una tappa importante nella battaglia per la crescita culturale e il rispetto per i gay da parte del pubblico mainstream. Insomma, Luxuria sia quel che è, e ci mancherebbe. Ma quel che è sarà ovviamente quel che gli italiani penseranno dei gay, distinzioni o no.
Luca.

Se posso alzare la manina e dire la mia, ho come la vaga impressione che alla TV Italiana il gay (macchietta o meno) in realtà vada anche bene, ad una sola condizione. Che sia solo.
Certo, la macchietta è più tranquilizzante e quindi ci circondiamo di Luxuria, Platinette, Jonathan e così via.

Ma esisteva anche il gay di carabinieri, per dire.
Un telefilm in cui sfragniavano i maroni con le storie di chiunque, ma che con il suo uomo al massimo si sentiva al telefono. Fino alla giusta redenzione con una bella pupattola.
Insomma, ciò che mi agghiaccia non è tanto che questi gay che ci presentano vestano di trine o in doppiopetto. Ma che siano dei gay asessuati.

Premetto che non sono omofoba, se no succede un casino, ma a leggere tutti i commenti il pensiero è stato:
” Ridicoli come tante checce isteriche”
Proprio come quelle del Vizietto
;) )))

Matteo ma tu andresti con un ragazzo?

Se mi piacessero i maschi, certo che ci andrei, Mimma.
Invece, Luca, mio unico e solo socio col caratterino, non ti attribuisco niente di diverso da quello che hai detto.

“se in italia nel 2008 l’immagine dei gay viene promossa attraverso esempi di palese e vistosa diversità, la loro comprensione da parte degli ignoranti non farà grandi passi avanti”

Ecco. Trovo che l’impostazione di questo ragionamento sia un po’ traballante. Nessuno promuove nulla, di fatto. Vladimir Luxuria promuove Vladimir Luxuria. Poi è anche una trans, e ha un’identità di genere molto flamboyant, ben visibile a tutti. L’effetto boomerang della politicizzazione di Vladimir Luxuria, tramite la sua stessa retorica e per mano di alcuni giornali con troppe pagine da riempire, può dare questa impressione (e far girare anche le balle).
Ma ho idea che le cose funzionino bene così, a macchia di leopardo.
Non penso che accettare Vladimir Luxuria al punto di votarla in massa e farla vincere in un contesto come l’Isola dei famosi voglia dire credere che i gay siano così. Credo che la gente veda i gay tutti i giorni nella società, e che per decenni li schifi chiamandoli froci e senza scambiarci una parola, fino al giorno in cui vota Vladimir Luxuria e accetta una piccola crepa nelle proprie convinzioni granitiche.
Penso che quello sia un segno, da non sbandierare in maniera ridicola, ma un segno semplice e normale.

Io però credo che la gente che segue l’isola dei famosi, e che vota per i vari personaggi, faccia parte di un sottogruppo (una tribù??) di persone all’interno della società.
E credo anche che non sia il caso di prendere questo sottoinsieme come riferimento per verificare o codificare i cambiamenti della società stessa.
Insomma, non vedo nessuna gran crepa nelle convinzioni delle moltitudini.
(cosa pensi io dell’isola dei famosi e della sua corte dei miracoli è comunque irrilevante ai fini della discussione…)

ma…un gay-comunista-nero…è piu nero, comunista o gay?…dipende da quale “codici” fa riferimento?….in questo caso propongo di fargli cucire un simbolo sul braccio cosi potremmo categorizzarlo meglio.

ps. non voglio assolutamente darti del nazista o giu di li’.
“sto a gioca’” come dicono da me i gay,gli etero,gli effeminati dubbiosi, le checche convinte, i bisessuali le trans, ecc.

a proposito Vladimir Luxuria non è gay e nemmeno un travestito, è un transessuale, che è molto diverso.

Aspettate un attimo Vladimir Luxuria non è gay è un trans certo potreste metterlo nella categoria “persone strane che vogliono diritti (e ci mancherebbe che non sia cosi)” ma parlare della luxuria come di un omosessuale non è proprio adatto.

Mannaggia , un po’ lo immaginavo, ma non così . 93 commenti non capitano tutti i giorni .
E’ proprio il caso di dire che “tira più un post sui gay (e la rai?) che …”
:P

Kevin Spacey e’ gay???
Cazzo,non si finisce mai di imparare!

credo che Matteo abbia colto nel segno. Siamo tutti differenti l’uno dall’altro, e il primo passo verso una società pacifica e tollerante è l’accettare la diversità senza far finta di essere tutti uguali.

Beh,

wow

che thread…non se ne vedevano così da tanti da quando Filippo Facci non si faceva flagellare pubblicamente in quel di Macchianera…

Si direbbe la continuazione di Rossano Rubicondi con altri mezzi.

Mi pare che abbiate ragione un po’ tutti, e torto allo stesso tempo. E’ lo stesso genere di impressioni che si hanno quando si parla di cultura americana e di Hollywood. E di quanto il cinema rappresenti la vera cultura americana e di quanta cultura americana c’è nel cinema di Hollywood.

Vi faccio solamente notare che non si parlerebbe tanto di gay, oggi, in Italia, se non fossero in ballo diritti di tipo patrimoniale, il diritto agli alloggi preferenziali, la reversibilità della pensione, i vantaggi economici legati al nucleo familiare. Una discussione strutturale, marxianemente parlando. Perché i gay non vengono mica fuori nel 2008.

par o cazz

L discussione è stata molto interessante. Mi permetto di aggiungere, Bordone, che dipende sempre da chi si frequenta. Prenda per esempio i gay milanesi intellettuali e che se la tirano, tipo MBB, quelli che prima della proiezione di un film a tematica gay si girano e mentre squadrano gli spettatori, fanno con il ditino puntato: ce l’ho, mi manca, ce l’ho mi manca.
A parte che a Milano quasi tutti i maschi eterosessuali dai 20 ai 30 sembrano un po’ gay (parlata con vocali apertissime e sul genere schecco snob, abbigliamento curato e costoso, pettinatura impeccabile, abbronzatura da lampada, uso esagerato di creme per il viso e per il corpo, sommo disprezzo manifesto per chi ha i capelli fuori posto o si veste alla Upim).
Codice di comportamento: anche gli harleysti e i tifosi del Milan hanno un codice di comportamento e un frasario tipico che capiscono solo loro.
Ma ci sono milioni di uomini e donne che guidano la Harley o migliaia che tifano Milan senza essere nel gruppo. Anzi sono più numerosi.
In realtà gentile Bordone i cd. “gay in giacca e cravatta” sono numerosissimi, molti più di quanti le immagina. Solo che quando vanno al Binario o al Company o in una qualsiasi discoteca gay o locale gay, amano vestirsi “da ballo” o “da rimorchio”, esattamente come il ragazzo etero che decide di farsi la doccia settimanale quando esce a ballare per sperare di rimorchiare un po’ di figa.
Vede come è facile sparare luoghi comuni?
Certo, la questione era “bacio tra maschi in un film in fascia protetta” (dopo le 23.00 è ancora fascia protetta? O forse dovremmo parlare pro-tetta?)
A proposito di luoghi comuni culinari: per favore la favoletta che i gay sanno cucinare e amano la ceaser’s salad (e ovviamente la caipiroska alla fragola) lasciamola ai fashion di Milano.
Ci sono tanti, ma tanti gay (provi a fare delle interviste fuori da un locale) che non sanno farsi nemmeno un uovo e tanti etero che sanno preparare una magnifica guacamole. Un saluto

un paio di cose sono chiare..che la disquisizione è di per sè discriminante, che c’è un’altra catecoria di paria e cioè gli “ignoranti” e che sofri e bordone sono una coppia eccezionale.E che, beati voi, avete così tanto tempo a disposizione!!!

Visto che vi sono stati fraintendimenti su quanto ho scritto, preciso, a proposito dell’episodio citato (e accaduto) di coloro che prima della protezione di film a tematica gay si girano e con ditino puntato dicono: “ce l’ho, mi manca, ce l’ho, mi manca”, che MBB non c’entra nulla, non è stato lui il protagonista dell’episodio in questione e non mi riferivo a lui.
A me sembrava chiaro ma da come era scritto poteva esserci spazio per un equivoco. Rimane invece la mia opinione che sia una persona che se la tira. Ma questa è solo la mia opinione e vale uno, come l’opinione di chiunque. Spero di avere chiarito l’equivoco dovuto a una scrittura (la mia) infelice. Grazie.

Parlando di letteratura e cultura gay, su un mio blog, anni fa, citai anche questo articolo(più o meno condivisibile) che mi pare, ancora oggi, si presti alla bisogna:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/10_Ottobre/29/gay.shtml

Sono in ufficio e cazzeggio orribilmente. Non ho letto il blog, ma ho visto la foto di Little Britain e ho dovuto lasciare una traccia, come i cagnolini.