venerdì 20 marzo 2009
It’s a kind of conceptual system that asserts human ability to control or predict the natural world
Com’è che la gente a scuola dice “vi sono industrie metallurgiche” e pensa di parlare studiato, anche se l’uso di “vi sono Mc Nuggets pronti” nel mondo reale produce sputi o licenziamenti? Com’è? Non si è mai capito. Aldo Nove su questo punto ci ha fatto un bel pezzo della sua carriera: capire che la lingua scolastica è una lingua morta, e che quella parlata è esplosiva, è ancor molto importante nel paese di Alessandro Manzoni. Comunque c’è della perseveranza in questo atteggiamento, anche da parte di generazioni non citate nel libro della Genesi.
Tipo.
Descrizione del laboratorio di retorica che tiene lo scrittore Scurati all’università di Bergamo. Che uno gli viene da dire “Grazie, destino, che non mi hai mai fatto nemmeno per un momento pensare di iscrivermi a filosofia, così da distruggere qualunque forma di naturalezza di scrittura, ma imparando in cambio a citare Guy Debord anche quando mi chiedono che ore sono.”
Oppure.
Articolo del Corriere che racconta della pubblicazione di trenta pagine di bozze di 100 colpi di Melissa P. da parte di un editore sconosciuto. Perché in un articolo così, che racconta di una scrittrice pop, strapop, uno deve mettere le espressioni “brogliaccio”, “caso letterario” e soprattutto “i tipi di”?
Non si sa. Ma finché la cultura parla un’altra lingua, siamo vecchie e scemi. Dico come paese.
(PS – Si segnala all’editore sconosciuto che le mail tornano indietro perché non c’è un destinatario. Quindi se tornano indietro non sono andate da nessuna parte, non esistono: sono un evento privato, forse non esaltante, ma comunque lecito. Per il futuro, consiglio di urlare le proposte contrattuali a squarciagola in cucina, appena svegli, mentre sale il caffè.)
Guarda che forse non frequenti le aule scolastiche da un po’ di tempo. Dove l’uso del “vi sono”, del “recarsi”, del “de I promessi sposi” o di “egli” e “essi” è stato bandito già da un pezzo (a parte qualche nostalgica vecchietta, che non fa maggioranza comunque). Non esiste più una “lingua scolastica” come la insegnavano a quelli della nostra generazione. Poi, sull’esposività della lingua parlata ci sarebbe da fare una lunga distinzione, ma in sostanza dipende da chi è quello che la prla. Basta dare un’occhiata a qualsiasi reality o prendere un qualsiasi treno regionale per rendersi conto che la lingua parlata è, per la maggior parte degli italiani, un idioma senza sfumature composto di 500-600 parole, altro che esplosività.
Ultima cosa: i programmi dei laboratori universitari sono delle porcherie quasi tutti. Bisogna far prendere crediti agli studenti, mica insegnargli davvero qualcosa.
scritto da lo scorfano venerdì.20.03.09 13:23
dal sito iulm:
‘Nel 2005 Scurati diviene Ricercatore in Cinema, Fotografia, Televisione (qualcos’altro? -e notare le maiuscole-) e nel 2008 si trasferisce alla IULM.’ (e dove altro?..).
scritto da ena venerdì.20.03.09 14:05
he he, ti stai portando avanti con la nuova legge sul product placement, eh?
scritto da cush venerdì.20.03.09 14:07
[...] di lo scorfano Oggi, sul suo blog “freddy nietzsche”, Matteo Bordone scrive un breve post sulla distanza tra la lingua della cultura ufficiale e un po’ imbalsamata (quella insegnata [...]
scritto da chi parla la lingua parlata « lo scorfano venerdì.20.03.09 14:26
Ma questo post è della stessa persona che bandisce una declinazione “esplosivamente” attuale di quotare, o pretende che i latinismi siano usati come ai tempi di Cicerone e non secondo il senso odierno. Che magari non vede l’ora di rimarcare un congiuntivo sbagliato quando ormai, nella lingua parlata, vengono usati ad libitum. Capisco che Scurati ha attaccato la tv spazzatura, con cui sei ormai colluso, e scatta la difesa d’ufficio (e quindi bisogna fargli le pulci), ma bastava citare il trasferimento alla IULM per infamarlo. Xò, secondo me, per togliere ogni dubbio ai commentatori devi essere ancora più esplicito quando denigri qualcuno.
Non capisco invece l’argomentazione su “brogliaccio”, “caso letterario” e “i tipi di”, mi pare racchiudano in se i tre tempi della lingua italiana: il vetusto, l’attuale e il jɔvane. Xkè ho perso tempo a leggere un banale articolo su Melissa che non avrei mai letto di mia sponte? Almeno posso dire che me lo ha segnalato qualcuno, io.
Comunque i filosofi avranno la loro lingua come gli avvocati hanno il legalese, la politica il politichese, le banche il fraudolese e Capezzone il… quel codice che usa lui prendendo a prestito le parole della lingua italiana ma che, per avere un senso compiuto, devono essere interpretate in un modo a me ignoto. L’errore c’è quando queste lingue vengono usate a scopo divulgativo, ma non mi sembra proprio il caso della Ziino.
P.S. La settimana scorsa sposavi le argomentazioni di Corona, questa settimana quelle di Sgarbi (dalle iene diceva la stessa identica cosa per attaccare qualcuno su una storia che parlava di chissà che cosa). Facci un pensiero, lo dico per il tuo bene.
P.P.S Mi sorge un dubbio: ma non è che hai visto Scurati a “parla con me” perché stava nella stessa puntata di Giusy Ferrari? Chiarirebbe il peso delle verie opinioni.
scritto da Albionese venerdì.20.03.09 20:56
Sì, ma che due balle, Albionese. Prenditi meno sul serio e scrivi meno parole. Guarda che considerarmi un pirla non è una presa di posizione così originale e rivoluzionaria.
scritto da Matteo Bordone sabato.21.03.09 16:25
Oddio, che ridere. Albionese, effettivamente…anche meno.
Poi un conto è la lingua parlata, un altro è la lingua parlata male. Una cosa è vivere in una torre d’avorio sbandierando termini come “vetusto”, solo per rimarcare che “io la cultura ce l’ho”. Altro è lasciare che sparisca il corretto uso del congiuntivo e in generale della lingua italiana.
Io ho sempre una preferenza incondizionata per chi si esprime bene, usando le parole giuste e sapendone cogliere l’importanza.
Ma fidati, non è un buon metro di giudizio.
scritto da scherNitrice sabato.21.03.09 17:03
Esatto, e poi FERRERI, la Ferrari canta su strada.
scritto da ann sabato.21.03.09 19:35
Complimenti per l’autogol che vi siate fatti oggi al processo, pubbliczzando un musical che vede come protagonisti i 2 ex pupilli di Amici.
Fachinetti ne deve mangiare di polvere prima di diventare genio del male come la De Filippi
scritto da Elena sabato.21.03.09 22:22
ma lo IULM è a milano, non a bergamo. a bergamo ci insegna un altro autore anche di best-seller, perissinotto.
scritto da eli domenica.22.03.09 13:21
Non ho capito inente. E’ grave?
scritto da La Sposa domenica.22.03.09 16:53
Grazie di che? OH!! MAGARI si parlasse un italiano decente. MAGARI si colorisse la lingua parlata utilizzando qualche termine vagamente differente dai pochi che si sentono. MAGARI un certo linguaggio non fosse considerato da cattedra di Filosofia (o Lettere, o Scienze Politiche o Chesoio). Che stamo a ffa??? gli snob dell’analfabetismo di ritorno??? O mi sfugge qualcosa??
scritto da Francesca domenica.22.03.09 20:55
Appoggio Albionese.
E non è che facendo il simpatico tu gli abbia risposto alle sue osservazioni puntuali ed azzeccate.
Che il tuo blog stia virando verso il “non c’ho un cazzo da di’ ma mo’ lo dico come andrebbe detto al Processo del sabato, un po’ così, che mi sto catodicizzando pure qua sopra”?
scritto da Rabadullah lunedì.23.03.09 10:04
Ti appoggio Rabadullah. Ma Matteo, proprio non ti capisco. Ma ti ascolti quando parli su Condor? Ti rendi conto che tra te e Sofri il più culturalmente snob sei tu? (e per questo ti adoro). Mi spieghi COSA mi sfugge di questo post?? Perchè a me l’articolo su MelissaPallaMediatica non fa impressione? Povera Ziino, dovendo parlare di una bozza sconosciuta si sarà detta “famme divertì ad infilare almeno due paroline carucce…”
scritto da Francesca lunedì.23.03.09 10:36
ma di solito è l’editore a scegliere che tipo di struttura linguistica inserire, se un articolo è puntato verso un tipo di “lettore” si usera’ il linguaggio piu adatto(ovvero il giornalista che di solito scrive cosi’)
quindi secondo me stai parlando del nulla.
scritto da ANDREA lunedì.23.03.09 12:34
Dunque, sarà che non sono, come spesso accade, in ottima forma intellettuale. Ma perché non posso dire ‘vi sono McNuggets pronti’? Non è polemica, la mia, lo dimostra il grande punto di domanda che lampeggia sopra la mia occhialuta testolina. Detto ciò, se io uso ‘egli’, ‘vi sono’ e se invece di andare ‘mi reco’ e se invece di abbioccarmi ‘mi assopisco’, rientro tra le ‘vecchiette della minoranza’ anche se non ho nemmeno passato gli ‘enta’? Io credo che sia fisiologia una distinzione fra lingua parlata e lingua scritta, esiste anche all’estero, io credo. Qual è il male, in tutto ciò?
scritto da Ipazia Sognatrice lunedì.23.03.09 13:55
Non puoi dire che mi prenda meno sul serio in un commento ad un post, puoi al massimo dire che non prenda sul serio quello che leggo e scrivere di conseguenza.
Se è banale darti dello snob e nemmeno darti del pirla è una cosa rivoluzionare, non è un problema mio visto che non ambisco particolarmente nessuna delle due cose.
scritto da Albionese lunedì.13.04.09 12:32