|
|
|


lunedì 23 marzo 2009

Ragazzini


network01C’è un tempo per la politica e un tempo per le orecchie basse. Questa per il PD è una fase orecchie basse. Si capisce dal maglioncino del segretario, dal modo in cui interagisce col cronista pop, dalla sua panealpanerìa ostentata con la stessa convinzione con cui il suo predecessore cercava di convincerci di pronunciare grandi discorsi che prendevano le mosse da grandi idee e preludevano a grande politica. È una fase orecchie basse perché, banalmente, si stanno perdendo tutte le elezioni possibili e immaginabili, comprese quelle di istituto. Inoltre, per quanto sia possibile avere una fase di sbandamento politico, in cui idee anche ottime non coinvolgono l’elettorato, non è lecito per un partito serio sbagliare tutto — per tutto voglio dire tutto, pan, everything, tout, tutto quanto, questo monno e quell’artro, tüch, minna, alles, ogni presa di posizione o pseudo tale, ogni dichiarazione, ogni mossa, ogni tentativo di riparare a un danno, ogni conseguente tentativo di rimettere le cose come stavano, ogni scelta comunicativa, strategica, politica, tutto tutto tutto (esclusi il logo e l’eventualità di sostituire il nome del partito con una bestemmia), quindi vorrei essere chiaro sul fatto che non mi sto affidando all’ironia tramite la figura retorica dell’iperbole, ma mi sto attenendo a un uso proprio, convinto e circostanziato della parola tutto — quello che si poteva sbagliare nell’arco di un anno.
Quindi possiamo tranquillamente dire che il PD (PDS, DS, Ulivo, metteteci dentro tutto, anche il PCI, piangendo) è al minimo storico assoluto. Ci sono state fasi in cui la discrepanza tra quello che si prometteva e la sostanza che ci stava dietro era più evidente, ma mai come questa volta si è avuta l’impressione di vedere non un partito ma un reparto di traumatologia, dove si sta fermi e ci si cura con calma, senza prospettive dai tempi ragionevoli.
In un contesto come questo, visto che anche un partitone tende naturalmente alla conservazione dello status quo, a tirare i remi in una barca già affondata, bisogna fare in modo che quel vecchio leone del sistema immunitario si lasci infettare da altra roba. Gli organi che si ostina a proteggere, d’altronde, sono compromessi.
Io non ne so abbastanza di politica, né la seguo con sufficiente passione, per andare oltre le sensazioni. E ho la sensazione che adesso quello che non deve fare il PD sia quello che questo PD non ha mai saputo fare: politica. La politica e le orecchie basse non vanno d’accordo. Perché la politica è produrre idee, avere un’idea chiara delle cose e del mondo, convincere; non è chiedere indulgenza, la politica, neanche un po’. Le orecchie basse, la traumatologia, il prendere tempo, tutto questo oggi ha a che fare con il PD, ma non con l’idea anche remota che quell’accolita di rancorosi possa funzionare come partito.
Tant’è vero che basta che una ragazza friulana dica delle cose normali
perché si veda come il re non sia nudo, ma non si sia nemmeno presentato. Le cose che ha detto Deb Serracchiani sono cose normali, che abbiamo ripetuto tutti, con il tono di chi la sa lunga, come quelli che hanno capito benissimo che quel terzino non può stare solo in difesa, il centrocampo soffre sulla fascia, e l’allenatore sbaglia a tenerlo così arretrato. C’è una differenza: le squadre di calcio non sono associazioni di liberi cittadini, e di solito quello che dice la gente sprezzante al bar è una sequela di stronzate opinabili. Invece molti di noi (Ma voi chi? Noi! Si capisce, non rompere le palle.) hanno tuonato in questi mesi, e hanno avuto la sensazione che la risposta beffarda del partito fosse: “Ragazzini… Come se fossero quelli i problemi veri che dobbiamo affrontare.” Ecco, adesso si scopre che gli altri problemi non sono alla portata del partito, e gli unici che vanno risolti adesso sono problemi strutturali, di fondamenta e muri portanti, non di frencloidràit. Le dichiarazioni a valanga rilasciate allo scopo di avere due righe su qualsiasi giornale; il malinteso senso veltroniano del termine democratico (rappresentato perfettamente dalla vecchia parodia della Casa delle Libertà di Corrado Guzzanti); l’inammissibilità di una linea politica così povera e impalpabile davanti ai temi etici che distinguono di più i due schieramenti (e infatti…); il senso di indispensabilità di qualunque esponente della dirigenza del PD, simile alla passione delle compagnie liceali per i movimenti di truppa, le grandi manovre, tutti dentro costi quel che costi, compresa la fidanzata stronza di quello e l’altro che arriva un’ora dopo, per spostarsi verso qualunque fetido localino di provincia.
Queste e tutte le altre cose che ha detto Deb sono importanti, adesso, più della NATO, più dei rapporti con Obama, più di Putin, più dei diritti umani, più delle alleanze a sinistra, più di quelle al centro, delle elezioni europee, dei morti sul lavoro e della crisi economica. Perché il partito, nelle persone che lo gestiscono e reggono, non è in grado di occuparsi di argomenti di quel calibro. Non adesso, almeno. Di questo siamo certi: abbiamo mesi e mesi di prove inconfutabili. Sono loro i ragazzini. E devono imparare tutto da capo.


È commovente l’eccitazione ovunque in rete dinanzi al discorso di “Deb”. Sebbene ci sia una timida prudenza dopo le mazzate prese alle varie verifiche elettorali, si scorge ancora la fame di un nuovo idolo. La lista è lunghissima e Soru è l’ultimo. Io andrei a vedere quanti fra gli entusiasti di oggi, ieri manifestavano lo stesso entusiasmo (oggi ops dimenticato) verso le “nuove promesse” dei vari momenti.
Non sono d’accordo con Bordone sul fatto che al PD non si sappia far politica. Da tempo immemore a sinistra ci sono sempre stati i maggiori professionisti del campo. Il problema è che dall’altra parte c’è uno che ha sbaragliato le regole. Senza dubbio col supporto mediatico del conflitto di interessi, ma anche con un’efficacia storicamente unica nel saper cogliere le esigenze della gente. Sfidarlo sul suo stesso terreno, anche se con linguaggi più moderni, ancora non paga. Come non ha pagato scimmiottare Obama, posto che egli sia il Messia da replicare ovunque.
A badarci bene, il discorso di Deb, nel deserto di consistenza dell’opposizione, è stato solo l’espressione di un malcontento evidente e di un minimo di buon senso. Cose già viste nella stessa arena, con varie etichette. Nonostante ciò ci si ricasca (come MB), vedendo Deb come il Premier del futuro come se si cercasse un erede ai Pink Floyd all’audizione di X-Factor. Ma si sa, è tutta colpa del popolo bue. O più realisticamente dell’attuale contingenza mondiale. Della quale molti in rete se ne fottono.

Credo che il problema sia l’ autoreferenzialità, e la convinzione di essere migliori di altri. Non che ci voglia poi molto, in realtà. Insomma, come ho già scritto altre volte, io se fossi in loro lascerei perdere. Non che non ne valga la pena, sia chiaro. Ma questi sono già morti, puzzano pure, e nonostante ciò si agitano come zombies in un mondo ormai destinato a finire.
Altro che Obama, qua siamo al punto che Otelma già ci basterebbe. E magari avrebbe idee migliori. Il suo programma, Otelma una volta ci ha provato sul serio a candidarsi, era: lavori forzati, riaprire i bordelli e non ricordo cos’ altro. Poche idee ma chiare. Prendete nota.

Mah… sono sfiduciato. Il tuo post è condivisibile, come il discorso della Serracchiani (che già chiamarla per cognome fa un altro effetto), come le quotidiane critiche di Sofri alla dirigenza PD. Eppure mi sembra molto probabile rimanere all’opposizione ancora per diverso tempo qualunque sia le posizioni che il PD decida di tenere. Politburo o giovinastri che siano. L’immobilismo di questo governo è l’esatta rappresentazione di una società immobile, che continuerà a votare a destra perchè… perchè boh.

non concordo col commento di Virginia sulla ricerca continua del “nuovolider”; gli ex elettori di sinistra cercano idee che li rappresenti, e che NON sono in bocca ai dirigenti del PD.
Se io voto PD vorrei sapere se: si iscrive al gruppo parlamentare dei socialisti o popolari (=si considera progressista o conservatore), se intende permettere alle future Eluana di essere padrone delle proprie vite oppure no (come è lecito, ma allora io non lo voto), fecondazioni assistite, pacs/dico/matrimoni senza vincoli di sesso…… non son questioni da libertà di coscienza perché loro sono i miei rappresentanti.
Insomma manca La Politica in questo PD.

Berlusconi è talmente unico che così come i suoi alleati non sono in grado di costruire un’alternativa o una successione, gli avversari non sanno da che parte cominciare per sintetizzare in vitro un oppositore credibile.

E’ un problema globale di tutta la politica italiana.

Fini dimostra di averlo capito e naviga di bolina. La Lega dimostra di averlo capito e rosicchia paziente.
D’altra parte lui amalgama e impasta la base del suo consenso, la zucchera, la inforna e la affetta nella conferenza stampa del Venerdi diffondendo gli ultimi sondaggi prima di spiegare i suoi decreti.

Purtroppo finchè non si ritira non c’è niente da fare perchè nessuno gioca con le regole meglio di chi le ha inventate e (bisogna riconoscerlo) sa aggiustare il tiro perché “nasa” il sentimento dell’opinione pubblica con scaltrezza e velocità impressionanti.

L’opposizione ha sbagliato quando c’era ancora modo di proporre un modello. Ha solo protestato in modo disordinato e sciatto. Quando ancora c’era spazio di manovra ha cercato la bicamerale per la sopravvivenza. E il nano li ha attirati in trappola e li ha inculati.

Cosa fare?
Il PD avrebbe l’opportunità di ammettere (di questi tempi slancia e non impegna) di aver sbagliato opposizione da dieci anni.
Credo sia il momento.
Visto che almeno fino al 2013 non c’è neanche da pensare che si muova foglia che il nano non voglia.
Non potrebbe invece commettere errore peggiore del pensare di organizzarsi ora per rompere nel breve questo schema. Sarebbe l’ennesima strumentalizzazione dell’utopia alle spalle dei propri elettori, e genererebbe un’altra serie di sconfitte.

quello che mi sorprende piu’ di tutto e’ come, dopo 15 anni dalla “scesa in campo”, il conflitto d’interesse sia ancora tanto sottostimato (molti addirittura credono sia un discorso retro’…).
E’ facile “nasare” il sentimento dell’opinione pubblica con scaltrezza e velocità impressionanti, come dice Tranqui, se sia ha una schiera di operai zelanti che quell’opinione pubblica la forgiano, la diffondono, la nutrono.

Apparirò banale, ma credo che non sia stato tanto Berlusconi a forgiare il paese; sì certo le televisioni, le leggi ad personam, la spavalderia, la mancanza di regole, l’insulto alle istituzioni, ma penso che sia stato questo paese, questi italiani che hanno fatto nascere Berlusconi, che poi si è ingigantito,diventando ipertrofico, avvinghiato a questo sistema e lo ha sovvertito.Fondamentalmente questo è un paese di destra, che invoca sempre l’uomo forte a risolvergli i problemi, che non ama prendersi delle responsabilità.
Sono i Barbari descritti da Baricco che premono ai confini ? E’ stata la Lega che ha modificato il modo di intendere il bene comune? Forse sì, tutto questo e molto di più, compresa la tecnologia, il tanto tempo trascorso dall’ultima dittatura che ha fatto sì’ che ce la siamo dimenticata, gli anni che passano su di noi e ci fanno apparire il passato sempre migliore del presente.
Io non credo che il futuro sia Berlusconi e la sua spregiudicatezza, infatti, nel mondo, le cose vanno diversamente: c’è più attenzione verso le energie alternative, verso un modo diverso di pensare al futuro. Credo però che nemmeno questa classe dirigente attuale del PD non sia all’altezza del compito che ci aspetta. Non sono moderni, o lo sono falsamente, quando si aprono un profilo su Facebook, solo perchè glielo hanno spiegato gli esperti di comunicazione, e non credono nel futuro.
O più semplicemente il mondo sta cambiando e noi ci troviamo al centro del Mediterraneo, dell’Europa, che è destinata a diventare una lontana provincia del prossimo impero, che avrà come centri Cindia, Brasile, etc.
Sono pensieri in libertà, un po’ tristi, perchè comunque Matteo ha ragione su una cosa: è una fase da orecchie basse. Molto.

enrico mi ha quasi tolto le parole di bocca: forse non andrà sopravvalutata, ma di certo nemmeno sottovalutata la capacità di formarla, l’opinione pubblica, il senso comune. Nessuno nasa meglio l’opinione pubblica di chi l’ha creata.
Tranqui, fammi capire: riconoscere di aver sbagliato opposizione per dieci anni, ok; e poi? Non ho capito cosa ritieni sia materialmente possibile, al momento. (Lo chiedo senza intento polemico, eh, proprio perché vorrei capire cosa pensi)

Io ho solo tanto sonno. Mi svegliate fra un pò di anni? Tanto sarà tutto uguale, lo so, è così da 32 anni…non è un caso se Corrado Guzzanti è in tour con gli stessi personaggi di 15 anni fa..funzionano ancora!!

Al momento (fino al 2013) è possibile quasi nulla.
Ma penso che (almeno nella facciata, ma temo anche nella sostanza) il PD si stia suicidando incancrenendosi in una sorta di contrapposizione di maniera e pro-forma (mentre non sa cosa fare e soprattutto come farlo)sulle proposte del governo mentre molti tra i suoi organici (vedevo ieri Lilli la roscia e di seguito Lerner) alternano il sorriso rassegnato a uno sprezzo per l’andazzo tardo-crepuscolare.
Io credo che nel PD si debba invece ripartire vigorosamente dall’autocritica pesante e compatta sull’opposizione tenuta in questi dieci anni rispetto al modulo e alle regole.
Per modulo intendo lo metodo di Berlusconi per approcciare la politica: va riconosciuto che è vincente. E’ lo schema tattico contemporaneo per giocare alle elezioni e per evitare solo di attendere la sconfitta dell’avversario. Sulle regole invece va ripresa con altrettanta determinazione la battaglia sul conflitto di interessi. Purtroppo la mancata risoluzione di questo problema è l’altra enorme colpa da ammettere e da cui ripartire. C’è poco da fare. Sennò è come scrivere le regole del calcio e poi dare a una squadra 11 giocatori e all’altra 7.
Infine, io vedo un elemento comune al modulo e alle regole: è il fatto che lasciare appannaggio di una parte sola la scrittura delle regole e il primato tattico sia un piano inclinato che ci fa andare dalla libertà all’assuefazione, dalla coscienza all’atrofia democratica.
Non so quale sia la distanza tra queste considerazioni e una strategia politica nuova basata su proposte realizzabili. Ho le mie idee (alcune di sinistra e altre di destra) e vorrei votare qualcuno che in primo luogo dichiari che nonostante gli errori commessi o si va a casa o se si assume la responsabilità di continuare è inaccettabile questo declino. E dica che combattere in politica ad armi pari non è un dovere della politica, è un diritto dei cittadini e si può e si deve fare sennò tutto il resto viene fuori male.
Non qualcuno che mentre non sa cosa fare dice sempre che ci dobbiamo fidare di stare di qua perchè “de llà ce sta er puzzone”.

Il discorso della tipa era ben fatto… senza derive messianiche avremmo bisogno di quel genere se non proprio di quell’esemplare.
Avrei voluto parlasse anche un po’ di contenuti (lavoro, ambiente, ha parlato un po’ della ricerca senza scendere nei dettagli ma è vero che aveva dieci minuti massimo) poi ho riflettuto che i contenuti ce li hai perché a u certo punto uno o una butta un pugno sul tavolo e dice : ” fanculo la linea è questa se va va, senno mi dimetto”

boh … comunque vorrei sottolineare che anch’io sono tanto disilluso e forse la tippella è un’ultima rattata prima del rigor mortis…

invece che みんな io avrei usato 全部. みんな mi sembra sia perlopiù usato in riferimento alle persone

Non vi preoccupate quando sara il momento gli italiani cambieranno bandiera al 90′.
lo so sono ripetitivo, ma voi sottovalutate l’importanza della vilta’ Italiana nel bene e nel male.

Armistizio!Armistizio!Armistizio!

Il PD è nato male, già dalle primarie.
Condivido in massima parte le affermazioni della ragazza di Udine a parte il fatto che il problema non sia stato Veltroni. Penso invece che il problema sia stato Veltroni, e anche la sua incapacità di sintesi. Penso anche che Veltroni sia stato anche eletto segretario senza contenuti.
Lo scontro nel partito democratico americano è stato emblematico. Lo ha riconosciuto lo stesso Obama quando ha detto: “Hillary Clinton ha fatto di me un candidato migliore”.
Il fatto di scontrarsi su temi cari alla propria base elettorale mi ha fatto comprendere quanto importante sia esporsi sempre al giudizio del popolo sovrano. Si può vincere o meno, pero’ almeno ci si è provato. Invece il terrore del PD in embrione (o meglio) di DS e Margherita era quello che nello scontro (che non c’è stato) tra i candidati alla segreteria emergessero tutte le lacune del candidato in pectore (Veltroni) e vincesse un candidato non gradito o peggio un outsider. Per questo credo che sia stato un errore non far partecipare Pannella e Di Pietro alle Primarie; per questo credo che sia stato un errore non impostare la campagna elettorale del PD su una più larga scala anche mediatica; inoltre i dibattiti televisivi tra i candidati avrebbero accresciuto l’interesse e, alla fine, la forza del vincitore. Invece sono state primarie farsa, senza nessun combattimento e quindi senza fratture o divisioni e ha vinto il candidato con più appeal, ma lungi dall’essere il candidato migliore.
Un altro punto di dissenso è la questione conflitto di interessi
Viviamo in totale conflitto di interessi è un po’ difficile affrontare il tema del conflitto di interessi che ha Berlusconi sebbene sia il più grande.
I partiti stessi sono in conflitto di interessi: principalmente il fatto che il loro finanziamento provenga in grossa parte dai rimborsi elettorali e non dai cittadini. È vero che il conflitto di interessi di Berlusconi è enorme ma solo proponendo una progressiva e progressista riduzione dei contributi che lo Stato versa ai partiti, ai giornali, alle organizzazioni religiose, e quant’altro il partito democratico può veramente sperare di vincere.
Il modo è semplice il partito democratico deve dare l’Esempio.