sabato 25 aprile 2009
Elefante (tutto il resto è noia)
Fino a un po’ di anni fa, quando c’era un omicidio in provincia, un omicidio per futili motivi, un ammazzamento da bestie senza il movente sessuale, quando le parti in causa erano “giovani” si tirava in mezzo il palinsesto televisivo. Era colpa del Cacciatore, di Quei bravi ragazzi, di Scarface, del Padrino, di qualsiasi film violento trasmesso nella settimana precedente il delitto. Da qualche anno la tendenza è quella di cercare tra i videogiochi in possesso dell’assassino, e fare uno più uno uguale boom. Di solito nell’equazione che si risolve nel delitto ci sono due elementi: un modello audiovisivo violento, e la noia. Tanta noia. La noia della provincia, la noia del bar Mario, i capannoni eccetera. Che quando uno ammazza a Milano, quella della noia funziona un po’ meno, perché c’è l’Hollywood. E allora il modello violento diventa quello sociale, con la bamba, le veline e l’immaginario dei reality.
Oggi è successo con un omicidio in provincia, nella mia città: Varese. Il giornalista che segue la provincia di Varese, Claudio Del Frate (che conosco bene e che legge spesso questo blog), ha citato ancora una volta i videogiochi come “modello” per un omicidio con occultamento sotterraneo di cadavere. È esattamente quello che fanno Ray Liotta, Robert De Niro e Joe Pesci all’inizio di Quei bravi ragazzi, ma non so se l’abbiano trasmesso di recente. Io di videogiochi dove si nascondono i cadaveri sottoterra non ne ricordo. Ricordo questo e altri film, ricordo Pet Sematary di Stephen King, e ricordo diversi casi di cronaca. Ma di videogiochi così non ce ne sono, che io sappia. E anche se ce ne fossero, eviterei di usarli per costruire certi quadretti stereotipati. Perché a mio parere non è così semplice.
Perché gli omicidi efferati ci sono sempre stati (ieri molto più di oggi), e sono sempre stati scatenati da futili motivi—sinceramente fatico a trovarne di sostanziali, per un omicidio, ma ci siamo capiti—. Quando gli omicidi sono compiuti da ragazzi, si cerca spasmodicamente nella cultura giovanile che frequentano, sicuri di trovare un elemento alieno verso cui puntare il dito. Può essere il cinema americano, può essere un videogioco o Marilyn Manson. Il riassunto è sempre che sono giovani, vivono in una provincia senza prospettive, sono una generazione senza valori solidi, frequentano modelli culturali violenti, non hanno personalità, si limitano a riprodurre nella vita re… eccetera.
Ho il sospetto che, prima di essere una categoria sociologica, siano persone. Che ammazzano altre persone. Per motivi e in modi più complessi di un boxino morboso sui tatuaggi.
PS – Ho scoperto che il riferimento ai videogiochi viene dagli inquirenti, che ne hanno parlato in conferenza stampa, e hanno sequestrato fisicamente due titoli da casa dei sospettati. Il che discolpa almeno in parte Claudio, ma lascia invariato il resto. Che siano giudici e forze dell’ordine a seguire quel tipo di pattern è un filo più grave, però.
LA RISPOSTA DI CLAUDIO
Caro Matteo,
non ci crederai ma ero quasi certo che avresti scritto un posto sulla faccenda del delitto di Varese e dei videogames. Anch’io ero inizialmente scettico nello stabilire quel legame. Ma lavorando sulla notizia mi sono capitate le seguenti cose: a) i poliziotti che hanno interrogato i tizi mi hanno detto testuale “parlavano col linguaggio dei videogiochi” (e l’ho scritto); b) gli amici dei due, incontrati sulla piazza del rione, mi hanno detto “Erano convinti di stare dentro un videogioco e non si sono fermati” (e l’ho scritto); c) un collega mi ha fatto notare che uno dei videogiochi sequestrati conteneva esattamente la scena finale del delitto; d) ho scritto anche che milioni di ragazzi giocano alla playstation senza per questo scannare il prossimo. Morale? sono d’accordo con te quando dice che contano le persone e le loro azioni. Non mi va di trovarmi d’ufficio iscritto al Moige ma questa volta mi sembra che una correlazione “esecuzione del crimine – monmdo dei videogames” possa essere azzardata. Non tutti i delitti che avvengono a Milano hanno a che fare con bamba e figa. Ma se uno getta nel Naviglio il cadavere di una velina dopo una nottata all’Hollywood, io di quel contesto devo parlare. Un abbraccio
Claudio Del Frate
[...] Elefante (tutto il resto è noia) [...]
scritto da Daily News About Hollywood : A few links about Hollywood - Saturday, 25 April 2009 09:34 sabato.25.04.09 17:39
Gli omicidi efferati ci sono sempre stati (ieri molto più di oggi)
E’ questo il dato di cui vorrei essere sicuro: perché è, secondo me, il dato su cui davvero si gioca la bontà dell’analisi.
Anche se, sulla sociologia spicciolissima dei videogames o dei “valori” ecc, sono assolutamente d’accordo: sono banalità, che riempiono la mezza colonna del quotidiano e nient’altro.
Ma ieri molto più di oggi continua a essere una parentesi buttata lì, senza dati precisi a cui riferirsi. E mi piacerebbe che uscisse qualche bella statistica attendibile, un giorno, per poter dire: ecco, ci siamo sbagliati, non era Marilyn Manson; che anzi, dopo di lui, siamo diventati tutti più buoni e meno futili.
scritto da lo scorfano sabato.25.04.09 17:51
Naturalmente non ho chiuso il codice html, porca t?%£&”a
scritto da lo scorfano sabato.25.04.09 17:52
Si, sono d’accordo con LO SCORFANO…anch’io vorrei dati più precisi in merito. Sono convinta che il valore che si dà alla vita aumenti di decennio in decennio, almeno dalle nostre parti, ma vorrei in qualche modo graficizzare questo tipo di eventi per leggerne meglio i caratteri…forse non servirebbe a nulla o forse potrebbe dare una chiave di lettura un pò più realistica della “satanica influenza dei videogiochi”…
scritto da Tina sabato.25.04.09 20:17
Nel nostro Paese il numero
di omicidi volontari è calato del 65% negli ultimi 15 anni passando dai 1.695 del 1990 ai 601 del
2005. Fonte: Rapporto 2006 Eures-Ansa sugli omicidi volontari in Italia.
scritto da duffogrup sabato.25.04.09 20:30
Duffogrup ha messo le cose in chiaro.
scritto da Gabriele sabato.25.04.09 21:28
A proposito;
Breaking news:
parrebbe che una ragazzina abbia appena ammazzato Susan Boyle.
http://www.youtube.com/watch?v=W4Ii14GHOS0&feature=related
Seriamente, riguardo al post, che dire… attendo il prossimo articolo, in cui si parlerà della Marijuana come Gateway drugh e di tutto quello che si debba fare a tal proposito.
scritto da Kluz domenica.26.04.09 05:06
oggi invece l’accoltellamento romano tra 15enni è stato commentato dai tg come un “ferimento maturato nell’ambiente dei writers”, forse per “questioni di territorio”.. come tutti sanno infatti i writers non firmano i territori con la loro tag ma accoltellando altri writers. Anzi, ora che ci pesno di cosa è morto haring? magari lo ha fatto fuori basquiat…
complimenti tg2.
scritto da luca domenica.26.04.09 11:37
Caro Freddy,
questo post viene a fagiolo. Ho appena scoperto Call Of Duty e sono in casa da giorni a sparare a nazisti e giapponesi nella seconda guerra mondiale. Non posso a farne a meno, il tempo vola come in nessun altro modo e debbo sparare, sparare, sparare…e mi dico: è bellissimo! (cit. Tom Cruise in Taps).. Oh, il gioco ha aspetti rivoltanti, tipo quando ti chiede di finire a colpi di mitra i feriti oppure di sparare ai nemici che si arrendono.
Però quando esco da Call Of Duty non è che la prima cosa che mi venga in mente sia di invadere la Russia, ne di sparare al primo che vedo per strada. La lettura del videogioco causa di un attacco di violenza (semmai ne è l’effetto) non mi convince davvero. Sembra un modo di categorizzare una stranezza. Un movente che non riusciamo a spiegare.
Ma se fosse questo l’effetto, che ne è dei morti prima delle consolles? Stalin aveva la Playstation? Hitler la XBox?
scritto da Jonkind domenica.26.04.09 14:01
Non riesco a trovare online l’articolo che citi ma, e lo dico grattandomi per l’orticaria, credo che questa volta si possa perdonare l’ingenua banalità di un giornalista che lavora in un paese in cui i videogiochi in questione vengono sequestrati e messi agli atti come prove insieme all’arma del delitto: http://milano.repubblica.it/multimedia/home/5671106/1/11
Nella piramide delle gravità, questa volta, si parte dall’alto (o dal basso, fate voi).
scritto da LaMilanese domenica.26.04.09 14:13
Ok, allora iniziamo a stilare una classifica di motivi per cui due giovani sarebbero portati ad esecuzioni di questo genere.
Io propongo: la droga non fa più effetto, la noia è già stata ammazzata, l’atarassia adolescenziale non può essere più una scusa, allora hanno agito per “vedere l’effetto che fa”. Senza pentimento, ovvio.
La verità la sanno (se la sanno) i due che hanno commesso il delitto.
Ammesso ci sia stato un “vero” movente.
scritto da ann domenica.26.04.09 17:27
“Persone che ammazzano altre persone”.
E’la frase-chiave di “28 giorni dopo”.
scritto da Alessandra lunedì.27.04.09 07:41
Ma il fatto che la vittima fosse di origini croate non potrebbe essere un movente, scusate ma è da marzo 2008 che continuano a dire che gli stranieri comunitari, extracomuntari, filocomuntiari, cattocomunitari, ecc. ecc. sono il vero probelama di questo paese e adesso che i ragazzi finalmente si interesasano della societa qualcuno ha da ridire, ma in che mondo viviamo dico io
A parte gli scherzi, dare la colpa ai videogiochi è ridicolo io ho finito GTA e porca puttana Pegorino m’ha ucciso la ragazza al matrimonio di mio cugino……l’unica cosa che provavo spenta la console era tristezza e rimpianto per essermi vendicato di Dimitri.
Porca troia il crimine non paga.
“la limitazione al minimo, la razionalizzazione di uno spargimento di sangue è un principio commerciale”
Bertolt Brecht
scritto da andrea2 lunedì.27.04.09 08:35
E Dylan Dog. Non scordiamoci di Dylan Dog. Quanti omicidi, quanti suicidi per colpa di Dylan Dog, negli anni passati…
scritto da Paolocoss lunedì.27.04.09 10:03
Urca, mi ero dimenticato! Dyland Dog ha fatto montagne di morti, in effetti. Parecchi suicidi, soprattutto. Quelli erano tutti roba sua.
scritto da Matteo Bordone lunedì.27.04.09 10:08
Vista la qualità degli ultimi DD ci credo che i lettori la facciano finita.
scritto da duffogrup lunedì.27.04.09 10:18
Questo argomento è talmente ritrito e persino i post in proposito mi annoiano al punto che mi fanno venire voglia di ammazzare qualcuno.
scritto da Tranqui lunedì.27.04.09 10:46
duffogrup@
non provare piu a nominare il nome di dylan dog invano.
potresti accidentalmente essere investito all’uscita di casa…..a proposito, dove abiti?
scritto da andrea2 lunedì.27.04.09 11:25
CI RISIAMO. CHE SCHIFO.
Vorrei prendere la stampa nazionale, salire su un utopico palco da cui tutti mi ascoltino ed urlare: SMETTETELA DI PUNTARE L’INDICE CONTRO IL SINTOMO!! PUNTATELO CONTRO IL MALESSERE!!
Vogliamo renderci conto che NON E’ il videogioco violento a rendere violenti, ma IL MOTIVO che porta I RAGAZZI a passare ore davanti ad uno schermo??
Il mio punto di vista non è però esattamente uguale agli altri che leggo. Un conto è giocare “normalmente” (per un periodo di tempo limitato, coltivando altri interessi, conducendo una vita sociale), un altro è farlo in modo bulimico, restando ore davanti ai videogiochi, poco importa di che genere…ma mi sembra che scrivendo vi stiate dimenticando che esiste anche questa categoria di gamers che è latrice di un disagio sociale non distante da altri comportamenti ossessivo compulsivi. Ve ne siete dimenticati voi, ma anche i media, che subito si affrettano a trovare un capro espiatorio, mentre NON INDAGANO, NON APRONO IL CERVELLO, nè aiutano la gente ad aprirlo e a vedere OLTRE.
scritto da Francesca lunedì.27.04.09 11:41
“un altro è farlo in modo bulimico, restando ore davanti ai videogiochi,poco importa di che genere…ma mi sembra che scrivendo vi stiate dimenticando che esiste anche questa categoria di gamers che è latrice di un disagio sociale non distante da altri comportamenti ossessivo compulsivi.”
@Francesca forse hai ragione esiste questa categoria, ma a me non sembra che Matteo Bordone vada in giro ad uccidere le persone
scritto da andrea2 lunedì.27.04.09 12:43
Andrea2..non mi pare di aver fatto il nome di Matteo, e neanche il cognome di Bordone..stavo parlando di DISAGIO..forse non mi sono spiegata…
scritto da Francesca lunedì.27.04.09 14:16
caro Matteo,
non ci crederai ma ero quasi certo che avresti scritto un posto sulla faccenda del delitto di Varese e dei videogames. Anch’io ero inizialmente scettico nello stabilire quel legame. Ma lavorando sulla notizia mi sono capitate le seguenti cose: a) i poliziotti che hanno interrogato i tizi mi hanno detto testuale “parlavano col linguaggio dei videogiochi” (e l’ho scritto); b) gli amici dei due, incontrati sulla piazza del rione, mi hanno detto “Erano convinti di stare dentro un videogioco e non si sono fermati” (e l’ho scritto); c) un collega mi ha fatto notare che uno dei videogiochi sequestrati conteneva esattamente la scena finale del delitto; d) ho scritto anche che milioni di ragazzi giocano alla playstation senza per questo scannare il prossimo. Morale? sono d’accordo con te quando dice che contano le persone e le loro azioni. Non mi va di trovarmi d’ufficio iscritto al Moige ma questa volta mi sembra che una correlazione “esecuzione del crimine – monmdo dei videogames” possa essere azzardata. Non tutti i delitti che avvengono a Milano hanno a che fare con bamba e figa. Ma se uno getta nel Naviglio il cadavere di una velina dopo una nottata all’Hollywood, io di quel contesto devo parlare. Un abbraccio
Claudio Del Frate
scritto da Claudio del Frate lunedì.27.04.09 14:55
sì non mi sono ben spiegata, anzi, non mi sono neanche capita, adesso elaboro una teoria sulle ore di sonno (4) gli omicidi (il mio capo) e il non spiegarsi sui blog (freddinice)
scritto da Francesca lunedì.27.04.09 15:13
era una battuta cmq
scritto da andrea2 lunedì.27.04.09 15:24
Mah, sta roba che si possa videogiocare in modo bulimico vale anche per altre epoche e per altri tipi di giochi.
Sto cattocomunismo di dire che ok si può giocare, ma non troppo… beh, non è che sia proprio diverso da dire che i videogamers son tutti serial killer.
Si crea un distinguo ma il giudizio negativo rimane.
Il problema è che i videogame son travisati, da chi critica.
Io penso che ogni cosa possa esser fonte potenziale di violenza.
Anche il qualunquismo.
scritto da alce lunedì.27.04.09 16:08
Vedendo un servizio al tg, sul tavolone che i carabinieri hanno messo giù per le riprese, insieme a picconi, rastrelli e carte varie ho notato il dvd di Hitman.
scritto da Geffe lunedì.27.04.09 18:55
In realtà nei videogiochi vige una sorta di convenzione, con rarissime eccezioni, per cui i cadaveri dei nemici uccisi svaniscono dopo qualche secondo, come se avvenisse una specie di istantaneo ed efficacissimo processo di compostaggio dei corpi. Ciò è dovuto innanzitutto all’esigenza di non appesantire il lavoro del processore nonchè di evitare che nel giro di qualche minuto lo sparatutto ingombri lo schermo di cadaveri. Di seppellirli sottoterra, quindi, neanche a parlarne…
scritto da Testaccia lunedì.27.04.09 19:43
Ho invece appena letto i risultati di una ricerca che dimostra che una modesta pratica nei videogiochi migliora la vista notturna, per effetto dell’allenamento nella lettura dei contrasti di colore e nel riconoscere le scale di grigio.
Alcuni giochi, inoltre, possono costituire allenamento specifico a pratiche come la guida in ambito cittadino. Ad esempio, a me il gioco Burnout ha salvato la vita almeno un paio di volte. Non scherzo.
scritto da Testaccia lunedì.27.04.09 19:48
@ALCE!! di cattocomunismo non venirmene a parlare perchè divento una picchiatrice! se parli così è perchè non conosci il problema delle dipendenze..la quantità HA un peso!!! e se io mi esprimo così è perchè so di cosa sto scrivo!!
scritto da Francesca lunedì.27.04.09 20:50
@Francesca, comprendo e sottoscrivo le tue osservazioni…ed inoltre trovo inquietante l’idea di perdere tutto ‘sto tempo davanti ad uno schermo quando fuori scorre la vita! Ho un paio di idee più divertenti per rilassarsi…con questo ribadisco che chi ammazza ha un motivo, sempre, spesso incomprensibile ai più, che di certo non trova origine in fumetti o giochini
scritto da tina lunedì.27.04.09 21:42
Testaccia ha ragione. Solo noi sapremo sopravvivere alla zombie apocalypse che l’influenza suina scatenerà fra 28 giorni.
scritto da Alessandra martedì.28.04.09 03:59
vabbè. se usi i punti esclamativi mi ritiro in buon ordine.
anche a me i giochi di rally han salvato la vita in qualche frangente.
scritto da alce martedì.28.04.09 08:54
eeeh rally…va là che un pò di http://www.thegameblazer.com/zombiegrinderfull.php fa meglio
scritto da Francesca martedì.28.04.09 21:01
Forse sono un po’ out ma cosa c’entra l’elefante del titolo con tutto cio?
scritto da Andy giovedì.30.04.09 16:47