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lunedì 11 maggio 2009

Cristoforo! (ovvero Le pazze pazze avventure artistoidi di un’inviata italiana a Nuova Iorc)


028_8077new-york-new-york-il-cielo-su-manhattan-postersIo lo so che lei è fatta così, un po’ insopportabile: abbiamo avuto mille dimostrazioni del fenomeno, negli anni. Scostante, miliardaria piena di preoccupazioni per il resto del mondo, artista incompresa: Yoko Ono è una che ha fatto e fa delle cose notevoli, allo stesso tempo è la donna del capo (e non si discute), ed è un’artista che dice cose un po’ da scarpate. In genere nelle interviste emergono questi elementi, con un certo equilibrio. Ma se le ragioni per cui Yoko Ono è da scarpate sono le stesse che fanno di lei un’artista agli occhi dell’intervistatrice, be’, le cose cambiano.

Partiamo dall’inizio.

NEW YORK – I raffinati habitué del Café Sabarsky, presso la Neue Galerie della Quinta Avenue – per lo più laureandi, personale dei vicini musei e ricchi europei – restano abbagliati quando Yoko Ono entra, seguita da uno stuolo di assistenti, per andare a sedersi a un tavolino da dove riesce a dominare ogni angolo del locale e ogni loro mossa.

Quando ti laurei, ti cacciano. È un locale fatto così. Sei ammesso quando hai il titolo della tesi, ma poi niente da fare, finché non passi a fare il custode al museo o l’europeo ricco.
Ale e Yoko si trovano in un locale pieno di laureandi, e cosa succede? Succede che parlano.
Ecco alcune delle cose che Yokosan ha detto ad Ale, e Ale ha trovato interessanti. Come sempre, le ha riportate nel migliore dei modi.

«Premiandomi Venezia lancia un messaggio coraggiosissimo al resto del mondo, dove molti continuano a guardare me e l’ avanguardia dall’ alto in basso».

Ha 76 anni. Per piacere. Avanguardia. Yoko Ono. Nel 2009. Dai.

«Non potrei mai rappresentare una nazione, perché vengo da troppi posti diversi. Non sono americana o giapponese o europea, ma tutte queste cose insieme».

Uella, che artista. Tipo senza patria, come genere, tipo cittadina del mondo. Secondo me tra qualche anno Yoko Ono compra un didjeridoo in aeroporto a Sydney e inventa anche la world music. E giù a suonare i bonghi lei e Ale a Central Park.

 «Ho pensato Anton’ s Memory come un lavoro italiano, anzi veneziano – rivela -. L’ acqua per noi giapponesi è l’ elemento centrale della vita, l’ inizio e la fine di tutto. Venezia è la capitale del nostro cuore».

È un arcipelago, cazzarola, di migliaia di isole: si chiama Giappone. Certo che ha a che fare con l’acqua, ma così è come dire che un brasiliano di Manaus sta da dio in Molise perché ha gli alberi nel sangue.

«Il tempo passa ma l’ avanguardia non è cambiata – incalza -. Avanguardia è tutto ciò che espande i nostri orizzonti, sfidandoci e costringendoci a esaminare altre realtà. È provocare, per cambiare il mondo e restare mentalmente integri. È indossare un tailleur formale in un luogo dove sono tutti trasandati o presentarsi in stracci ad un gala. È Caravaggio, Cézanne, Van Gogh».

Io non ce la faccio a pensare che quella donna abbia davvero voluto citare Caravaggio e Van Gogh. E sottolineare che lei fa l’avanguardia perché va al Leoncavallo vestita Prada. Non ce la faccio. Se l’ha fatto, è perché Ale le ha chiesto delle cose talmente assurde che lei ha pensato: «Va be’, facciamo il sussidiario». Ma anche così, ci si crede poco. Quando le intervista Ale, le persone dicono sempre cose stranissime.

 «Nessuno si lamenta se il prezzo di case, gioielli e vestiti è troppo alto, ma tutti se la prendono con noi, perché dovremmo essere tutti morti di fame. È un doppio standard assurdo».

Pulling water to your own mill. Neanche Tremonti, così. Neanche Tremonti. Non dico altro.

«Se John fosse vivo oggi si arrabbierebbe davanti alle guerre e alla violenza. Però userebbe Internet per continuare la sua crociata all’ insegna della pace».

John Winston Lennon trasformato in Beppe Grillo. Due righe. Ma si fa così?

«La natura umana è intrinsecamente pacifica, nonostante la natura violenta della nascita».

Meluzzi! Meluzzi? Non c’è libero Meluzzi per chiedergli un parere a riguardo?

«Più che una riflessione sulla mortalità, volevo suggerire che la morte rappresenta un semplice cambiamento di forma e materia, un rito di passaggio da una realtà all’ altra. Non la temo».

Urca com’è orientale! Sembra un manga di uno che sale sulla métro, lo spingono dentro coi guantini di seta, molesta una ragazza, esce, va a meditare, poi a vedere il sumo, e poi giù sul tatami a mangiare il sushi con una geisha!


Sei un mito, Matteo. E Yoko un’arteriosclerotica con un bel passato da raccontare, s’intende!

E che ci deve dire di nuovo questa quà? Sono trent’anni che interpreta la parte della vedova illustre, ma in fondo è invecchiata meglio di tanti altri del suo tempo.
Non ho capito la vena di presa per il culo verso l’intervistatrice… in fondo è una come ce ne sono millanta nei giornali italiani, solo che generalmente le confinano a scrivere di moda, di taccchi bassi o alti e di braghette assorite

secondo me ti sta sulle balle solo perchè le imputi lo scioglimento dei beatles.

“La natura umana è intrinsecamente pacifica”… ma questa ha mai vissuto dentro un condominio? torno appena adesso da una riunione del mio,e non abito neanche a Manhattan!

@mimma
non credo dai, vabbe’ che MB ha il dente avvelenato con Ale, ma non penso sino a questo punto

I Beatles non si sono sciolti a causa di Yoko Ono, è Yoko che si è fusa il cervello a causa dei Beatles.

@Bordone: chiudo una lunga giornata faticosa ridendo come una pazza, da sola, davanti ai tuoi commenti! Grazie…
Yoko ed Ale(non so chi sia) ci hanno offerto solo aria fritta, come diceva la mia maestra alle elementari…

‘Premiandomi Venezia lancia un messaggio coraggiosissimo al resto del mondo’. Ghesboro (si può dire?).

Qui mi pare che da qualche tempo ci sia un incremento notevole di mogli (o vedove) rincoglionite …

Vorrei far saperepubblicamente che io non mi sono mai lamentata per il costo dei gioielli.

Semmai mi sconcerta che il pesce costi quanto un collier e che il biglietto dell’autostrada mi sia aumentata del 20% in più in 6 mesi…

ma che volete…io quando vado al lavoro vestita patchwork non è che sono alla canna del gas, è che sono all’avanguardia.

che culo!

non è che lei fa l’inviata a nyc e tu dalle parti di porto marghera?

ci vogliono anni e anni di droga per riuscire a dire queste cose a 60 anni credendoci anche solo un po’

scusa Matteo ma questa Ale che ti ha fatto? non so è carina e non te l’ha data? In fondo, scusa, tu riusciresti a far dire qualcosa di sensato a Yoko Ono? NOn lo diceva a 40 anni figurati adesso ultra settantenne e avvezza a uso insensato di droghe(evidentemente) da troppo tempo. Resta una domanda nell’aria: Yoko Ono è mai stata dotata di un QI degno di essere misurato?

Ma Anna…perchè quando un uomo critica una donna deve essere sempre perchè non gliel’ha data? pure se l’avessi scritto per scherzo,ohi! :)

PS sto elaborando una teoria per cui quel giorno Yoko si era travestita da JOhn e in realtà è stata LEI ad essere assassinata, e John da decenni è costretto a sparare cavolate per non destare sospetti e incorrere in casuali omicidi.

Non so perchè ma penso ad un intervista di Signorini a Yoko Ono con alcuni riferimento alla grecia e a veronica lario.. Non so perchè ma rido da solo all’idea..

Evidentemente Yoko non ha passato abbastanza tempo con John

@Francesca: era una battuta e rileggendo mi rendo conto un po’ batuttaccia.
Chiedo venia a mia discolpa porto una congiuntivite allergica alquanto fastidiosa ;-)
L’idea di Marco di un intervista di Signorini a Yoko Ono mi annichilisce e mi esalta allo stesso tempo: altro che teatro dell’assurdo!

il sushi non lo mangerebbe “con” una geisha, ma usando il corpo di una geisha come tavolino. bisogna essere precisi, con gli stereotipi.

Il protagonista del manga, naturalmente, prima di salire in metrò aveva passato la notte in uno di quegli alberghi con i cubicoli al posto delle stanze, e nonostante la notte precedente si fosse ubriacato in un bar con karaoke, si era svegliato ugualmente felice, dato che aveva potuto immediatamente annusare un paio di mutandine usate (speditegli dietro pagamento da un’adolescente che, in tal modo, si può permettere l’acquisto di vestiti ed accessori griffati).

a parte il fatto che spalare merda sulla nippona è lo sport preferito di tutti questi esegeti del lennon-pensiero; la colpa (stavolta) non è mica della farkas se la vecchia non ha un cazzo di interessante da dire. o forse bordone le avrebbe fatto domande più intelligenti? sfido chiunque a cercare una domanda a cui yoko non potrebbe rispondere con una delle sue ridicole frasi da fricchettona (per inciso, le stesse frasi che pronunciava john, ma trent’anni fa).

“Non esiste un mondo perfetto.
In un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono” [D.L]

bordone ha dichiarato una guerra personale ad Ale. Perche’ lei non sa l’inglese ma vive a New York. Lui invece e’ very fluent ma e’ costretto a vivere a Milano.
Ergo, se la vecchietta giapponese spara minchiate e’ sicuramente colpa dell’intervistatrice. Che traduce male.

il post è figo non cè che dire, all’ultima parte pero’ non sei stato molto coerente
hai fatto un ragionamento stereotipato prendendo in giro la risposta stereotipata della yoko ono.
guarda che budda non era giapponese tantomeno l’islamismo.

L’antipatia di Yoko Ono era già a fondo scala trent’anni fa.
E quando si invecchia si acuiscono solo i difetti….

@alce: il buon luttazzi colpisce e affonda, come sempre.

Cosa ci facevi a londra?
non è che ci sincronizziamo e la prossima volta ti offro un cup-cake vicino a covent?
sono buonissimi: pura avanguardia!!1

n.a.n.c_y, vai a leggere l’ intervista; dopo la profonda frase sul rito di passaggio la nostra chiude le virgolette, scrive “poesia” “.” firma e manda in redazione. quella piu’ ridicola e’ decisamente la giornalista.