venerdì 15 maggio 2009
Il principe dei princìpi
C’è un uomo, ci dicevano, che sarà si un po’ grossolano nell’esposizione, però ha dei punti fermi. C’è un uomo, ripeteva qualcuno, che non sarà un teorico della politica, un raffinato interprete del pensiero occidentale, un potenziale condottiero sulla strada delle riforme, però è il cane da guardia di cui la nostra casta reggente ha bisogno. C’è un uomo che, ci ripetevano, per quanto si esprima per proverbi e mottetti, riesce a stare attaccato al nocciolo crudo delle cose, senza perdersi dentro ai meccanicismi ombelicali dell’emiciclo. Ci dicevano queste cose, ce le hanno dette per anni, tanti, quelli che «ah guarda io stavolta vado dritto per la mia strada, sarà anche un voto inutile, ma è un voto per i princìpi in cui credo». Questo alfiere dei pesi e contrappesi della democrazia, della fine della politica raccogliticcia e della difesa strenua dei pilastri della democrazia, a noi sembrava tutta un’altra cosa. Lasciavamo parlare.
Poi, finalmente, dopo aver rotto le palle all’universo mondo con la riforma elettorale, i fondamenti della rappresentanza democratica, la partitocrazia delle liste blindate, decise che no, bisognava far fallire il referendum sulla riforma elettorale. «Perché?» gli chiesero tutti sbigottiti. E lui rispose: «Berlusconi ha detto sì, quindi noi dobbiamo dire no.» Quel giorno fu chiaro a tutti, e non solo a noi, che quell’Antonio Di Pietro di cui tanti parlavano così ossessivamente non stava facendo politica: stava giocando a Othello con Silvio Berlusconi. E stava pure perdendo.
hai ragione.
ma il fatto è che io rischio di rimanere bloccato in cabina elettorale perchè francamene non so proprio dove andare a parare….
scritto da Nicola venerdì.15.05.09 08:45
in compenso il PD esprime tutte e tre le posizioni. Quella ufficiale per il si, e quella reale che ondeggia tra astensionismo (prevalente) o esplicito no.
Più democratico di così!
scritto da Stefano venerdì.15.05.09 09:17
E bravo Bordone. Prontissimo a pizzicare le contraddizioni di Di Pietro. A proposito: contraddizioni a parte, il ragionamento di Di Pietro ti sembra sbagliato?
Tu al referendum cosa voterai?
Regali anche le prossime elezioni a Berlusconi?
scritto da Alberto venerdì.15.05.09 09:21
Me ne frego di Berlusconi e voto quello che mi sembra giusto. Se vincerà Berlusconi, vorrà dire che avrà avuto più voti. Io faccio il cittadino, non il politico.
scritto da Matteo Bordone venerdì.15.05.09 09:26
le prossime elezioni non c’è bisogno di regalargliele, sono già sue
se ne riparla per il 2018, se tutto va bene
scritto da Chelidon venerdì.15.05.09 09:33
“Me ne frego di Berlusconi” è esattamente quello che da anni professa la sinistra, con ottimi risultati direi!
Comunque in teoria quello che sembra giusto a me dovrebbe sembrare sbagliato a Silvione, no?
uhm…
scritto da Mimma venerdì.15.05.09 10:22
STRACAZZO DI UN BORDONE ma tu lo hai letto il testo del referendum? Lo sai che votando SI al referendum accade questo:
“Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato.”
Ma secondo te perchè anche la lega è contraria?
Il PD ha 1 solo nemico, se stesso.
scritto da _gemini venerdì.15.05.09 11:20
MATTEO SANSONETTI
scritto da oblomov venerdì.15.05.09 11:21
A me non pare che sia così. Mi sembra anzi che si sia fatta parecchia politica di sponda, e che la politica di sponda si possa fare quando sei a due punti di distacco, ti metti in scia, e sorpassi in volata. Non è la nostra situazione: credo che per l’opposizione oggi sia più saggio fare una politica di lungo periodo, quindi slegata dal qui e ora berlusconiano (o dal suo contrario). Se la si possiede, una politica del genere; altrimenti Othello va benissimo.
scritto da Matteo Bordone venerdì.15.05.09 11:22
scusa lo stracazzo è la foga.
scritto da _gemini venerdì.15.05.09 11:27
Parlando di Di Pietro, per essere sintetici, penso che chi sia di sinistra debba considerarlo un avversario finito dietro la proprie fila per un’anomalia notevole. Quindi non votarlo, per i contenuti. Per la comunicazione, velo pietoso.
Quanto alla legge elettorale, qualsiasi cosa è meglio della vigente, quindi anche questa. O magari migliorare anche questa. Uno dei grandi errori del governo Prodi è stato proprio quello di non modificare la porcata il primo giorno del suo insediamento.
scritto da Geffe venerdì.15.05.09 11:54
Ve li ricordate Mastella, De Gregorio &C, gli one man party? Sicuri che non potranno tornare?
Io non farei tattica, il porcellum migliora se passa il referendum e io voto si. Vincesse pure Berlusconi un’altra volta, tanto peggio dello schifo dell’accozzaglia di interditori che ci stava prima non potrà essere.
Si tratterà poi di farsi venire delle idee per prendere voti tra cui, per esempio, scaricare Di Pietro.
scritto da Lorenzo venerdì.15.05.09 12:25
Non ho capito dove starebbe la contraddizione. Ha detto di votare no o di far fallire il referendum non andando a votare? (la seconda sarebbe triste)
Sono comunque sempre più convinto che se a sinistra avessero semplicemente fatto le cose che Berlusconi non vuole e viceversa, sarebbe stata una tattica ben più efficace di quella usata. Dopo tutto lui ha centinaia di professionisti che curano esclusivamente i suoi interessi, un think tank che la politica si sogna.
Se sta dalla tua parte vuol dire che c’è qualcosa che non hai ancora capito, ma lui sì. Dopo 15 anni non vi è ancora chiaro il personaggio? E’ incredibile.
Certo te ne freghi di Berlusconi fino a che non tocca a Radio2 la depurazione, solo dopo diventerà un pericolo per la democrazia. A Bordò, già visto.
Per quanto riguarda le critiche a Di Pietro:
http://proveitwrong.blogspot.com/2009/05/come-perdere-una-vittoria-di-pirro.html
scritto da Albionese venerdì.15.05.09 13:06
mi credi se ti dico che vorrei tanto che qualcuno riuscisse a convinccermi a non votare di pietro??
ti dico questo perchè purtroppo neanche tu ci sei andato vicino.
te lo dico perchè il problema del PD è quello di non riuscire a sfruttare a dovere di pietro che non vuole altro che una nomina per la giustizia e una spalla seria per portare avanti le riforme che lui non è in grado di proporre. invece no. cerchiamo il dialogo col pdl sperando in un futuro a due Poli e i principi cardine della sinistra li facciamo cavalcare ad un magistrato alla quale diamo sempre e comunque contro anche quando gli diamo ragione.
scritto da carlito venerdì.15.05.09 13:17
Qualcuno mi posta i link verso i programmi dei principali partiti in materia di politiche europee ? No, perchè il ruolo del Parlamento Europeo è importante, e io solo cosi’ decidero’ per chi votare, non certo per giocare gli spareggi o per “non far vincere Berlusconi”. Quindi Di Pietro no perchè a suo tempo non aveva preso il ruolo sul serio.
scritto da Filippo venerdì.15.05.09 13:44
Invece D’Alema, che è persona di classe, gioca ad Othello sempre e solo contro i suoi. E purtroppo ha sempre vinto.
scritto da emanuele venerdì.15.05.09 13:49
DI Pietro non è un leader? Di Pietro non sarebbe è in grado di fare il primo munistro? d’accordissimo, ma adesso come adesso è l’unico che potrebbe fare in maniera seria e utile il ministro della giustizia, e dopo l’ultima trovata di questa barzelletta immonda che è divenuta la sinistra (Mastella = ministro della giustizia(?)) la gente gli da piu credibilita’, per disperazione.
scritto da Andrea2 venerdì.15.05.09 14:01
Non credo che in Italia oggi abbia senso fare una politica “a prescindere” da Berlusconi. Lui c’è. E’ onnipresente, in tutti i campi in tutti i settori, in tutte le discussioni. Sarebbe bello e giusto fare il proprio gioco ma semplicemente non è possibile. E allora bisogna andare di catenaccio, non fagliene passare una, giocare male, giocare sporco, giocare duro. Allo classe e allo spettacolo ci pensiamo la prossima volta. Mi tocca votare Deep Ietro.
scritto da emanuele venerdì.15.05.09 14:22
che si parli o non si parli di lui, Berlusconi ha vinto in ogni caso. Mi ricorda i Borg di Star Trek… ogni resistenza è inutile. In fondo siamo tutti berlusconiani
scritto da francesco contini venerdì.15.05.09 14:33
Mai votato Di Pietro, non dimentico il suo voto contro la commissione parlamentare sul g8 e sulla liquidazione della società per il ponte sullo stretto (in cui non si è fatto scrupolo di votare col berlusca), e non faccio finta di non vedere i suoi scheletri nell’armadio – che ossessionano tanto ff , ed ha ragione a voler far luce, peccato che dimentichi le gigantesche ombre che accompagnano il fratello del suo editore (corruzione mills, lodo alfano, occupazione illegale delle frequenze di europa7, ecc. ecc., tutto abbondantemente noto e rimosso). Per un italiano “fregarsene di berlusconi” è impresa impossibile, ci riesce solo l’ “intellighenzia” dell’opposizione (da violante a veltroni passando per dalema e rutelli), oppure quell’audience catatonica secondo cui il problema dell’italia sono gli extracomunitari. Dici “se vincerà berlusconi, vorrà dire che avrà avuto più voti”: davvero? non c’entra nulla la posizione dominante nei media, cioè il conflitto di interessi? Il referendum è faccenda complessa, ma sono per il no o l’astensione: sembra incredibile ma se passa il sì il sistema elettorale diventerà molto peggiore (maggioranza assoluta di seggi con il 35 % dei voti); leggete varie “campane”, informatevi bene prima di scegliere, (consiglio Gianni Ferrara, del manifesto, o Pancho Pardi), è importante.
scritto da paco venerdì.15.05.09 14:53
mi trovo d’accordo con il commento di carlito. e pure con emanuele.
tony sarà pure un giocatore di othello però almeno lui uno scopo sembra averlo.
il pd galleggia e basta. e si lamenta.
scritto da yespa venerdì.15.05.09 14:54
Quando sarà compiuto il bipolarismo perfetto, non bisognerà meravigliarsi del fatto che andranno a votare il 35% degli aventi diritto.
Anche turandosi per bene il naso, non è detto che uno possa ridursi a votare la Binetti.
scritto da Tommaso venerdì.15.05.09 15:37
C’è un uomo, ci dicevano, che sarà *sí* un po’[...]
scritto da alessandro dotto venerdì.15.05.09 15:56
Questi tipi di referendum sono assolutamente inutili in quanto abrogativi.
Mi ricordo un referendum per togliere il ministero dell agritultura.
Vinto. il governo successivo crea il ministero delle attivita agricole….
Mi sa che votero per la gnocca astrofisica
scritto da Berluska venerdì.15.05.09 16:08
io invece sono d’accordo con bordone, Ad esempio, sembra che franceschini contraddica ogni giorno ogni uscita della maggioranza per dimostrare a se stesso che esiste.
Poi di sicuro nel pd manca una comunicazione efficace e non che ti si ritorce contro, come quando il ministro del governo prodi se ne uscì con la frase “le tasse sono belle”..non per incensare Obama, ma mi pare ci sia un bello scarto con quanto detto da quest’ultimo nei giorni scorsi , grossomodo ‘le tasse non piacciono a nessuno ma sono necessarie’
scritto da Baz venerdì.15.05.09 17:57
grande dipie
grande congiuntivo
scritto da mavvia venerdì.15.05.09 18:28
Mi consenta: io sono cittadina (non faccio la cittadina) e faccio politica perché sono politica (in quanto penso alla polis). Sono per fare una sana politica, che pensa al bene comune con un progetto e una visione.
Me ne frego di Di Pietro.
Magari ci si informa meglio qui: http://nonsoabbastanza.blogspot.com/2009/05/sassolini-nella-scarpa.html
Poi sappiamo che le leggi si possono cambiare, andando a votare per quello che ci pare più giusto. Il nodo Alfano spero si possa cambiare. Forse.
scritto da lapiccolacuoca venerdì.15.05.09 20:25
il dramma è che tra poco ci toccherà votare fini, perchè col bipartitismo perfetto diventerà il candidato democratico.
Altro che visione di lungo corso…”loro” sono già più avanti di 10 anni!
scritto da la Fosca venerdì.15.05.09 23:43
Al di là di Di Pietro, vorrei ricordare a Matteo e a tutti i lettori che questo referendum NON ABOLISCE LE LISTE BLOCCATE. Non si tratta assolutamente di un colpo alla partitocrazia (altrimenti non si capirebbe l’appoggio dei maggiori partiti), NON FA TORNARE LE PREFERENZE, in nessun modo.
Resta la stessa identica LEGGE CALDEROLI, con le liste bloccate e tutto. Solo che dà il premio di maggioranza alla lista maggiore e non alla coalizione.
Insomma, invece di far nominare il parlamento a 7 segretari di partito, lo farebbe nominare da 2. Tutto qua.
scritto da masaccio sabato.16.05.09 16:36
Di Pietro non fa che applicare il metodo Berlusconi con altri mezzi.
Al di la della questione di merito (il referendum), nella politica di grana grossa che ci viene servita oggi in Italia, l’unico modo per contrastare l’appello alla pancia del centro-destra è di mettere in campo un altro appello alla pancia dal centro-sinistra. Si fa a cazzotti, si applica il Biscardismo, non c’è altro modo. Si spostano i voti a ’sto modo.
Poi possiamo raccontarci che Penelope D’Alema è il miglior politico al mondo, forse è vero, ma anche grazie ai suoi contorsionismi mentali, siamo finiti nel Basso Impero Berlusconiano.
scritto da Jonkind sabato.16.05.09 22:23
D’Alema sarebbe l’unico capace di far cadere Berlusconi. Se fosse nel PDL intendo.
scritto da emanuele sabato.16.05.09 22:53
Il buon Pannella nei suoi sproloqui alla nonno Simpson (che adoro), racconta spesso la storia di Churchill che, nonostante la guerra, amplia le libertà di obiezione di coscienza in Inghilterra. E tutti a chiedergli: ma come, ci sono i Naszisti da sconfiggere! E lui risponde: dobbiamo sconfiggerli proprio perche non siamo come loro!
Non so se è vero, però è un bel aneddoto.
Una politica di lungo periodo, che volasse un po’ alto, non col mirino costantemente puntato sull’avversario, era il progetto di Veltroni. E tutti a dirli che non faceva opposizione. Poi è arrivato Franceschini, che non ha risolto le enormi contraddizioni del partito, però in un paio di occasioni ha osato dire: Berlusconi è brutto e cattivo! Enorme Successo di critica e pubblico.
Però Di Pietro no, lui e troppo, così non va bene.
Dev’essere dura essere del PD.
scritto da emanuele sabato.16.05.09 23:27
Va bene Emanuele, però Berlusconi è brutto e pure cattivo.
Churchill avrà detto una boutade sull’obiezione di coscienza poi però ha ordinato ai suoi bombardieri di distruggere Dresda con le bombe al fosforo.
La Guerra non l’ha vinta con gli imboscati. Ma con i piloti della RAF.
In tempo di guerra anche Di Pietro può funzionare. E Prodi l’aveva capito.
Noi italiani non siamo migliori di Berlusconi. Solo lui sta esagerando. Quindi ce ne vuole uno simile a lui che lo tiri giù dall’albero.
scritto da Jonkind domenica.17.05.09 01:01
Matteo, Matteo, non mi cadere su una cosa così! Fammi solo dire che io ho avuto la sfortuna di sucarmi tre legislature Thatcher direttamente in loco e durante tutto quel tempo andavo in giro dicendo: -io si che vengo da un paese che conosce la vera democrazia rappresentativa, noi abbiamo il proporzionale, da noi non esiste che qualcuno votato dalla MINORANZA del paese possa governare, per giunta per 12 anni di fila! – E, zac!, nel ‘92 rientro in Italia e mi ritrovo il referendum e tutto il resto a seguire. E ora anche quest’ultima? ma siamo pazzi?
scritto da alessandra domenica.17.05.09 01:38
Due risposte.
Prima. Io non mi sono occupato del referendum elettorale né intendo farlo ora. Io sostengo solo che non sia accettabile da parte di alcun leader politico di fare quello che ha fatto Di Pietro: sostenere con l’entusiasmo e i toni noti una mobilitazione collettiva, per poi cambiare posizione nel momento in cui Berlusconi aderisce. Allora delle due una: o Di Pietro non conosceva la legge ed è un politico impreparato, oppure Di Pietro non ha una posizione diversa dalla negazione sistematica delle posizioni di Berlusconi, a prescindere dal contenuto (Berlusconi si lava i denti, per dire, quindi potremmo decidere di non farlo mai più, per il bene della democrazia). Sono convinto che Di PIetro non sia la soluzione al problema Berlusconi. Credo anche che, se Di Pietro e l’Italia dei Valori fossero fuori da questo ruolo di opposizione frontale, le voragini della politica dipietresca sarebbero evidenti a tutti.
Secondo. Maggie Thatcher è stata eletta all’inomani del cosiddetto Winter Of Discontent del 1978/1979. In quell’occasione il Regno Unito si trovò paralizzato da una catena di scioperi senza precedenti. La fallimentare politica della precedente amministrazione laburista fece sì che a Trafalgar Square ci fossero montagne di pattumiera che nessuno spazzino era disposto a portare in discarica; nei cimiteri, centinaia di morti in attesa, senza un becchino che li interrasse; ospedali, scuole, miniere erano paralizzate. Nel 1979 vinsero i conservatori, guidati da Margaret Thatcher.
scritto da Matteo Bordone domenica.17.05.09 22:32
Certo, riassumendo, se Di Pietro non servisse, non conterebbe nulla.
scritto da Albionese lunedì.18.05.09 01:00
Un po’ di calma. Se qualcuno, chi non mi interessa, ha detto che non bisogna andare a votare per fare fallire il referendum non ha torto. Mai come in questo caso la litania del com’è triste non votare è del tutto senza senso perchè:
a) la legge elettorale attuale è una cattiva legge, ma purtroppo possiamo abrogarla solo parzialmente, e non possiamo certo riscriverla come piace a noi;
b) il quesito referendario è sdoppiato: rispondere si sul secondo punto (con l’effetto di non consentire più le c.d. candidature multiple) è ineccepibile.
Però c’è anche il primo quesito, che complica non poco le cose, attribuendo il premio di maggioranza alla lista che esce vincente e non più alla coalizione. Così un partito di maggioranza relativa, solo soletto, si garantisce una bella e solidissima maggioranza assoluta senza scomode compagnie (viene in mente nessuno?);
c) nessuno garantisce che dopo un referendum abrogativo valido il parlamento rimetta mano alla legge e la migliori; in questo caso direi che la convenienza a rivederla praticamente si azzera;
E allora perchè il cittadino, per amor di voto, dovrebbe dire si a una pessima legge elettorale?
O dire no alla stessa legge, assicurandosene una ancora peggiore?
Per fare l’utile idiota, forse.
Dio ci liberi dall’elettore a tutti i costi.
Dio ci liberi dai comitati referendari pasticcioni.
Dio ci liberi dalla disinformazione, che noi da soli non siamo capaci.
Lorenzac
scritto da lorenzac mercoledì.20.05.09 16:14