|
|
|
|


lunedì 18 maggio 2009

Eh, vabbè, ma adesso basta!


nosferatuIo capisco che siamo messi male dal punto di vista dei diritti delle donne — anzi, a dire la verità siamo messi male dal punto di vista delle donne e basta, come ruolo nella società, come antipatie concesse alle donne, come presenza in TV, come sindaco di Milano — ma questo mi pare proprio troppo. All’Infedele si parla di tante cose, con Franceschini ospite principale. Come l’anno scorso in occasione di una puntata su Giuliano Ferrara e la sua idea di donna, l’unica donna a parlare e dire in sostanza «ma siete tutti scemi?» è Maria Laura Rodotà. MLR a tratti è un po’ appannata, a tratti si rompe evidentemente le palle, ma poi è costretta a parlare con quello che ha messo in prima pagina le foto di scena di Veronica Lario con le tette fuori. Si chiama Alessandro Sallusti ed è uno dei più fulgidi esempi di quadratura del cerchio lombrosiano. Non solo è il direttore responsabile di Libero, ma è addirittura uno che risponde a una donna che trova indifendibile quella prima pagina, cercando di aver ragione. Lui.

Ora, a me va bene tutto, sono tranquillo anche se ci sono quindici persone tutte in grisaglia tutte noiose tutte maschi tutte prof e giornalisti, capisco che la forza dell’Infedele stia proprio in questa orgogliosa lentezza profonda. Però quando la solita manica di banali maschi italiani, tipica di questo come di programmi simili, tocca certi argomenti, le braccia si staccano dal tronco. Che ci sia almeno Maria Laura Rodotà a parlare è il minimo. Ma che uno come Sallusti possa anche rispondere, senza che lì intorno la cosa sia presa esattamente come una copertina che recita “I Negri Puzzano”, questo mi lascia sempre sbigottito. Non vi viene? Fate almeno finta, per favore. Fate come se fossimo in Europa. Dai. Due minuti, non di più.


L’ infedele ha una “peculiarità”: nonostante si ponga come, e in parte dovrebbe essere, un programma abbastanza alto (azzarderei anche intellettuale), con la conseguenza di esser ostico (/annoiare) ad un certo pubblico quando non spaventare, ben più dei vari matrix, porta a porta etc. che si pongono in maniera più facile ,riesce a comunicare (o comunque lasciar passare) quasi la maggior parte del tempo delle banalità assolute quando non atrocità da strapparsi i capelli.
A questo punto QUANTOMENO facciano un programma più popolare.
Che “alto” nella forma e bassissimo nel contenuto è diabolico, oltre che una strategia al quanto curiosa.

Ieri sera me lo sono perso…meno male.

Anyway ormai non reggo più la tracotanza dei paggi di silvioB.
Sarà che stanno tutti studiando la teoria dei memi e che la sintetizzano in:”lo sfottò si ricorda meglio”, ma mi sembra comunque impossibile parlare con questa gente.
La loro è molto più che demagogia, molto più che populismo-cane, è la vittoria della protocorteccia: attacco, fuga e sessualità.
Mi sembrano tutti enormi rettili (o rettiliani)…tu ci parli con un coccodrillo?
dobbiamo trovare una nuova strategia di sopravvivenza perchè altrimenti questi restano e noi ci estinguiamo.

ho guardato DOGMA in DVD di Kevin Smith… moooooolto meglio

Anna l’hai guardato in lingua originale?
Moooooolto meglio..

Sì, beh, MRL (adoro!) si stava chiaramente rompendo le balle.
Stupenda quando ha detto: “Fatemi dire anche questa, così mi porto avanti, che a una certa vorrei andare a letto”.

Guardi signore che le donne non garantiscono un bel nulla. Qualcuno crede ancora all’appartenenza di genere? Solo a sentirne parlare viene il prurito. Maria Laura Rodotà garantisce ironia e indignazione per ragioni di gusto e intelligenza. Poi ci sono quelle che A Veronica sarebbe bastato seguire il marito nei viaggi di lavoro e non sarebbe successo niente. Cordialità. Lorenzac

L’Infedele è senza dubbio uno dei migliori programmi del panorama televisivo italiano, e come tale, è fonte di cultura, e come tale, è guardato da pochissime persone (figuriamoci poi dopo l’infelice traslazione dalla metà della settimana al lunedì).
Effettivamente Gad Lerner questa volta (preso forse dall’entusiasmo galoppante per la conversione dell’ex-missino Gianfranco Fini) ha fatto un grosso errore: per trattare l’argomento di quello puntata doveva optare minimo per il 70% degli ospiti femminili e solo il restante maschile, con i risultati che si sono potuti vedere.
Il momento più alto del “machecazzocentrastacosa” è stato toccato a 3/4 della trasmissione quando il già citato Sallusti se ne è uscito dicendo che il vero problema del Nord (dopo una accesa discussione sulle sorti dell’aeroporto di Malpensa) è il seguente: gli allievi stranieri rallentano il processo di apprendimento didattico degli studenti italiani.
E’ come dire che il problema della giustizia sono i mobili dei tribunali.

Ecco finalmente il video della bella Loglady Loon,
la velina ventiseienne che chiama Berlusconi «papi».

«Per me Silvio è un secondo papà: mi telefona e lo raggiungo. Poi insieme cantiamo e balliamo le canzoni di Jannacci, soprattutto “Vengo Anch’io. No, Tu No”»

http://susyspecchi.splinder.com/post/20558948/Vengo+Anch%27io.+No%2C+Tu+No

@granturista: provvederò

…ma pensa un po’…
Ho digitato: “eh vabbè!” su google e sono capitata qui…
Belle idee!

A.