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lunedì 25 maggio 2009

“Guarda, papi, ballo!”


hughhefnerRepubblica ha fatto quello che fanno i giornali: cercare in prima persona le risposte ad alcune domande rimaste appese lì. E non dico le domande che Repubblica stessa ha pensato di porre al Presidente del Consiglio: domande in genere, quelle che stanno nella testa dei lettori e dei giornalisti. Fermi tutti. È giornalismo anglosassone?

No, perché tutti hanno ’sta roba del “giornalismo anglosassone”, espressione elastica e vaga cui si attribuisce il valore che si preferisce, per esibire un contrasto. Esempio. Caso 1. Qualcuno scrive un articolo molle, senza pezze d’appoggio, fazioso e inconsistente? Bene. Si può puntare il dito e dire che quello non è giornalismo anglosassone, che non c’è la spinta deontologica a cercare la verità innanzitutto, che non si è mai visto, che negli altri paesi eccetera eccetera. Si fa una gran figura, a indignarsi così. In mente si hanno il Washington Post, Tutti gli uomini del presidente, il New York Times (o le dimissioni di Giovanni Leone). Nel secondo caso ci troviamo davanti a qualcuno che ha cercato a tutti i costi di raccontare dei fatti, arrivando a sporcarsi le mani, e esponendo una persona o un partito agli occhi impietosi dei lettori. In questo caso si dice, arricciando il naso, che è una roba da tabloid, da giornali inglesi. E in mente si hanno il Daily Mail, il Sun, intesi come robaccia, e il Guardian o il Times intesi come i giornali inglesi auspicabili, che niente hanno a che vedere eccetera. Chi si indigna di solito si figura come modello un’Inghilterra che non esiste, colle porcellane e la raffinatezza affettata, prego, Sir, prima lei in carrozza, una zolletta o due?La verità, ovvio, è che l’espressione “giornalismo anglosassone” non descrive il panorama della stampa anglosassone, ma al massimo delle linee guida, un atteggiamento che prevede che ci sia della sostanza dietro a quello che si sostiene (lo dice la parola stessa). Poi può essere applicato alla politica, al calcio, triglie di scoglio, alle mutande slabbrate di una ex Spice. Conta l’adesione ai fatti, la ciccia. E quindi a questo punto ci chiediamo: c’è sostanza nelle domande fatte all’ex di Noemi Letizia, e soprattutto ce n’è nelle sue risposte? Porcaputtanatroia se ce n’è.

L’ex moroso di Noemi ha raccontato quello che ha visto lui, che dice di aver lasciato una ragazza di diciassette anni per via della presenza troppo ingombrante di Silvio Berlusconi nella sua vita; il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana avrebbe anche indotto un cambiamento nel carattere enelle  aspirazioni della giovane Noemi, che si sarebbe trasformata da innocente fidanzata dell’operaio a aspirante VIP. Niente di incredibile, fin qui. Ed è anche normale che il ragazzo non avesse visto in lei quell’aspirazione alla celebrità che, probabilmente, c’era già prima che le foto arrivassero a Berlusconi. L’unica cosa pazzesca è che si tratti di Silvio Berlusconi, e non di un cumenda qualsiasi. Perché, checché se ne dica a destra, il Presidente del Consiglio non è una persona qualunque; né l’uomo più ricco di un paese è una persona qualunque; e nemmeno un magnate dei media privati di un paese è una persona qualunque. Il pubblico e il privato — aridajeeee! — non sono uguali ovunque e per tutti. Dipende da quanto li tieni separati, da quanto privato esibisci per avere successo nel pubblico, e dal ruolo che ricopri. L’abbiamo già detto.

Ora che abbiamo sentito le parole dell’ex fidanzato, ci restano due assolute certezze. La prima riguarda il rapporto del Presidente del Consiglio con l’opinione pubblica, che prevede che lui racconti una marea di balle (nessuno in genere ha molto da ridire). Nello specifico, questa delle balle gli viene molto bene presso il salotto televisivo di Bruno Vespa, che per lui è il luogo deputato a quello scopo. La seconda è che Silvio Berlusconi, nella vita privata, è un uomo sulla settantina a cui piace circondarsi di ragazze giovanissime e sorridenti, più o meno attraenti. “Ci fa delle cose?” si chiede il malizioso. Non delle cose sessuali, a quanto pare. Ma, se anche fosse, la questione è un’altra. La questione sta proprio ne fatto che ci passi del tempo, e nel modo in cui lo organizza. Nel caricare decine di ragazzette di varia estrazione sociale e geografica sopra a dei mezzi di trasporto, convogliarle in una villa lussuosa e accogliente, ospitarle in piccole dépendénce multifigali, passarci delle giornate, tra cene, balli e piscina: in questo c’è qualcosa di triste e preoccupante. È il tipo di comportamento che fa dire a una donna normale, senza che si riferisca a una specifica patologia, che l’uomo in questione è malato. Il tradimento non avrebbe suscitato un commento simile, ma un più consueto “mio marito è una merda” o equipollenti. Invece, che un uomo non voglia la più gnocca del mondo per sé, ma preferisca un harem di sconosciute, da riunire nel proprio maniero per passare del tempo in mezzo a ragazze che potrebbero essere le sue figlie o nipoti, ecco, questo non è un comportamento neutro. Ognuno può fare quello che vuole, ma ne risponde. Può somigliare anche molto al fondatore della rivista Playboy, ma non può pensare che gli uomini e le donne che rappresenta possano essere indifferenti al fatto. Certo, alcuni giornalisti e parecchi politici diranno cose sull’imprevedibilità dell’uomo, su quanto è generoso e popolare, giocheranno la carta del guascone, del bullo simpatico, di quello che si è fatto da sé e da sé continua a stabilire come comportarsi. Ma a dire queste cose, state certi, non saranno delle donne.


E non ci sta neppure che delle donne scrivano lettere alla sciura Miriam esortandola a uscire dal castello. (perché io mi nasconderei ancora di più nel castello per e dalla vergogna). e vai a spiegare a uno straniero una roba così (tipo ieri sera a Ben il mio amico inglese che non si capacitava che Berli fosse ancora al potere, che diceva bhè passi la gnocca but Mills mygod Mills!!). non la capiscono. del resto mica hanno avuto Mussolini loro. Allora si fa che si continua a parlarne, che si faccia casino, che lo si sputtani, che lo si faccia sclerare giorno per giorno e che ci scappi pure un processo. Si dirà sì ma l’alternativa? salterà fuori. è complicato. ma si chiama risveglio della coscienza.

“ma non può pensare che gli uomini e le donne che rappresenta possano essere indifferenti al fatto”

sicuro?
no, perchè io ho la netta sensazione che invece si. ed è quello che mi preoccupa di più.

M

se nel quotidiano devi stare a testa bassa sennò perdi il lavoro, non hai tempo e voglia informarti… perchè è inevitabile che la voglia ti passi e che tutto sembri irrilevante rispetto ai problemi ben più grandi che hai nella vita, tipo speriamo mi rinnovino il contratto, ma anche devo diventare ricco sennò le fighe le vedo a 70 anni… altro che risveglio! ci vuole la fatina delle coscienze!

Hai perfettamente ragione. Credo giornalismo anglosassone in breve sia cercarsi le notizie senza prendere solo i comunicati stampa, e che sia il Sun o il Washington Post è comunque meglio della media nostra. Ciò che è triste è avere tutto i giorno stranieri che ti dicono: da noi non potrebbe succedere una cosa simile, che i suoi stessi alleati/membri di partito a questo punto gli imporrebbero di dimettersi. E non saper che rispondere senza rinnegare il proprio passaporto.

Primo:
ringrazio infinitamente la Repubblica per aver fatto quello che il giornalismo dorrebbe sempre fare, ovvero Rompere i Coglioni. Non per un giorno o due, ma finché ce n’è, per giorni, settimane, mesi. Troppe volte sono uscite notizie che secondo i miei canoni avrebbero dovuto far saltar per aria tutta la baracca e poi si sono esaurite in due giorni di editoriali indignati, stop. Sapere che qualcuno fa ancora quel lavoro li mi rincuora, davvero.
Secondo:
Berlusconi dimostra evidenti segni di squilibrio mentale. Pensa veramente che quello sia il miglior modo di vivere. Pensa veramente che chi lo accusa lo faccia per invidia, che vorrebbe essere al suo posto.
Terzo:
Pensate se tutto questo fosse successo a Prodi, la gente vomiterebbe per strada. Ecco, Berlusconi ha tre anni di più.
Quarto, la battuta migliore:
“Se pensavate che non c’è nulla di peggio che farsi governare da Berlusconi, beh vi siete sbagliati. Almeno non vi ha rubato la fidanzata.”
http://www.jonkind.com/2009/05/sei-proprio-un-gino.html

Hef però non va al family day…

Vedete? Ecco perchè giro con il bracciale di Playboy e ammiro Hug Hefner, nonostante molti possano fraintendermi. Perchè è un uomo onestamente lussurioso. Che fa del voyerismo il suo business, ed in qualche modo è più pulito di tanti altri, perchè quando le ragazze vanno da lui , sanno cosa vogliono e cosa viene loro chiesto (e cosa i lettori/spettatori vogliono da loro). L’articolo di repubblica mette la nausea. Berlusconi dovrebbe dimettersi con la velocità di un razzo, che fa rima con ….

Francesca is right! Hugh Hefner si e Papi no? Ma Hugh se ne fa vanto mentre Papi se ne vergogna. Rovinandosi (magari).

Scusa, ma hai visto le sopracciglia di Gino Flaminio? Ti sembra la faccia di uno a cui credere? E poi ho sentito dire che che Noemi è stata candidata al posto della Ventura a X-Factor… che scandalo…

Bordone, ultimamente non so come ti nutri, se con molta vitamina o prediligi le proteine animali OGM free…ma fatto sta che sei molto in forma! complimenti davvero per l’analisi!!

Io vorrei fare una considerazione che (forse per mia distrazione) non ho ancora sentito.
Se veramente l’apparizione fatta alla festa di Noemi era programmata da tempo, non trovate scandaloso e molto offensivo il voler far passare la riunione di Napoli del giorno dopo come una riunione convocata con urgenza e per risolvere i problemi dei rifiuti ?
Cioè, questo ha cercato di far passare l’improvvisata alla festa come un passatempo alle sue continue riunioni per risolvere i problemi dell’Italia (poverino…). Se, come sembra dimostrato già ampiamente, l’improvvisata era già stata organizzata prima, per questo qui prima vengono le sue veline e solo dopo i problemi di tutti.
A me non sembra una differenza da poco.

La Repubblica si è beccata gli elogi del “Guardian”.
Purtroppo, però, all’Italia anestetizzata, di tutta la questione, non gliene può fregar di meno.

Applausi. Da Londra, posso dire che l’analisi del giornalismo inglese è perfetta: tant’è vero che persino gli scoop scandalistici del Sun qui portano almeno qualche prova.

ma tipo aspettare tre minuti prima di elogiare repubblica a prescindere? chi cazzo mi dice che gino flaminio dica la veritá? e questo? http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/05/24/noemigate/
poi c’é l’intervista del padre di noemi, che finalmente racconta la storia di come abbia conosciuto b., e non si sa perché non l’abbia detta prima, e puzza. ma un po’ tutto puzza, e repubblica e gino flaminio anche

Non si tratta solo di Noemi ne e soprattutto di Mills si tratta di tutto:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-grande-bugiardo/2083513//0

posso aggiungere che secondo le donne leghiste della mia zona, i giornali e l’opposizione politica dovrebbero lasciare in pace il Silvio. Altrimenti il poverino non ha più tempo per lavorare.
Non riesco a far capire loro che se il papi Silvio passa le sue giornate in Sardegna con le ragazze, difficilmente dedicherà molto del suo tempo a lavorare per l’Italia.
…pazienza, forse siamo capitati in un paese di zombi

scusa andrea2, ma ti pare un modo decente di fare giornalismo quando l’espresso per smentire berlusconi sul caso mills usa le parole di mills? no perché io sono strapreoccupato per ’sto modo di esporre i fatti alla beppe grillo, e soprattutto sono preoccupato dalla gente che legge beppegrillo (poi il discorso é molto lungo, ma vabbé)

Forse sarebbe il caso di chiamare quello di D’Avanzo e Sannino, o Report per la TV, semplicemente giornalismo. Lasciando perdere gli aggettivi. Il resto è un’altra cosa e ognuno può chiamarlo come vuole, ma giornalismo no. Proprio no.

In linea di massima sono d’accordo, ma purtroppo la chiusa (che non ci saranno donne fra chi tirera’ fuori la carta del pcm generoso e popolare, guascone e bullo simpatico, self-made man che si auto-stabilisce le regole) e’ gia’ stata smentita dai fatti, come segnalato dal socio del padrone di casa.

Qui http://www.corriere.it/politica/09_maggio_23/melania_rizzoli_cara_veronica_8d0b60b4-4767-11de-ac74-00144f02aabc.shtml Melania Rizzoli,
deputato Pdl, ha scritto una lettera aperta a Veronica Lario che esordisce con le parole “Casa Veronica, le scrivo una lettera pubblica a nome mio e di molte mie colleghe parlamentari” e che prosegue con perle come “Cara Signora Berlusconi, lei ha sposato un uomo fuori dal comune, che ha sempre avu­to quel carattere che lo contraddistingue e che è parte del suo fascino, come lei stessa ha riconosciuto più volte, e suo marito avrà per lei [per lei eh, mica per noi che il cielo ce ne scampi ed il nome del presdelcons sia sempre lodato N.d.R.] dei difetti anch’essi fuori dal comu­ne, ma deve riconoscere che ha anche una personalità talmente travolgente da averle fatto dichiarare che difficilmente ne avreb­be fatto a meno.“.

Non ho la forza di aggiungere altro.

Matteo e’ tutto vero quello che hai detto ma la cosa triste che quella che si indigna e’ solo una minoranza. Penso che solo la morte ci liberera’ di quest’uomo ma per uno che non ha vissuto il fascismo la frattura che ha creato tra noi e’ gli altri restera insanabile. Io non li perdonero’ mai quelli che lo hanno sostenuto anche se fossero i miei migliori amici e anche se li dovessi vedere tirargli le monetine se un giorno fortunato fosse costretto a mollare per qualche condanna definitiva e certa

ottimo post. la storia si sta facendo ancora più melodrammatica con la versione del padre : “Fu la prima volta che vide Anna e Noemi. Proprio in quella occasione, per sdrammatizzare dopo aver ricordato la tragica fine di mio figlio, lui disse a Noemi, che aveva 10 anni: considerami come il tuo nonnino. Allora intervenni io e dissi: “Nonno mi sembra ingeneroso, meglio che lo chiami papi”.(Repubblica.it). Ma non era l’autista di Craxi?

Grazie per le piccole dépendénce multifigali. Per il resto solo grande costernazione.

Per la sua lettera aperta a Berlusconi – altro non è – Melania Rizzoli merita la candidatura a donna peggiore dell’anno.
Dalla sua un cattivo gusto esagerato, uno stile di scrittura debole e confuso, giornalisticamente impresentabile, le pessime argomentazioni, l’inchino al capo che in confronto Vespa è una schiena dritta…
Se Berlusconi folgorato da improvvisa normalità volesse dimostrarsi vero uomo di potere:
a) bloccherebbe la carriera politica della Melania
b) licenzierebbe in tronco Feltri per le foto della signora Veronica.

Un appunto al Corriere: secondo me il livello della lettera la rendeva non pubblicabile

A me le 30, 40 ragazze che il Papi si è portato in Villa fatto pensare a quelle di “Non è la Rai”. Bordo piscina, bikini, “Plis don go”. E via.

Comunque aspettatevi un Ghedini del genere: “L’ex-fidanzato di Noemi è un catto-comunista, figlio illegittimo della Gandus, epperquesto visceralmetne odioso e invidioso”. Toh.

Tutti mentono o quasi. Finché mentono Noemi Letizia e il suo ex moroso, vabbè, sono ragazzi, ci può stare. Quando cominciano a mentire gli altri, significa che c’è qualcosa di strano sotto. Di parecchio strano, secondo me.

Ho letto l’articolo di Repubblica e mi è venuta una sensazione di…come dire?schifo! i particolari poi, su come emilio fede e berlusconi consultino insieme i book fotografici delle ragazze… brividi!

una persona che ricopre una tale carica
istituzionale deve rispondere dei suoi comportamenti pubblici e privati, sono pienamente d’accordo.

ma sono l’unica che prova brividi gia’ davanti alla parola book???

comunque che sia vero o che sia in parte una montatura commento solo una cosa Hef non si e’ candidato a rappresentare una delle piu’ alte cariche dello stato. Vuoi fare il guardone di ragazze adulte e consenzienti? non farai parte del mio gruppo di amici intimi ma fai della tua vita quello che vuoi…
Vuoi ricoprire un’alta carica dello stato? comportati con il dovuto rispetto dei cittadini che rappresenti.
ma forse e’ propio questo il rispetto che Super B porta a noi italiani… NULLO!

A Venezia dicono:
“Dove che ghe se e voose, ghe se e noose”, “Dove ci sono le voci, ci sono le noci”…

Ciao

Marzio

bel post,

ci apre un mondo sulla “reductio ad Albione” tipico di un paese provinciale.

Provinciale grazie ad un Premier come Berlusconi, ovviamente.

Tutto giustissimo e condivisibile.
Tutto tranne l’etimologia di sostanza, ma fa niente, dai.

Come già fatto notare da altri, la chiusa non regge: le donne sanno essere merde quanto gli uomini.

A me piace il giornalismo di questo bloggo.

Caro Bordone la sua analisi è perfetta ma credo che tante giovane fanciulle stiano sbavando per l’invidia di non essere state scelte per l’harem dell’imperatore.

L’etimologia di sostanza l’ho buttata lì per giuoco! Com’è? Substinere, cioè reggere da sotto da tineo; e substantia, cioè le cose che stanno sotto, da sto, giusto?

direi ok, tranne tineo, che sarebbe teneo (e fa apofonia in composizione col preverbio, essendo breve la e).
giusto, siccio?

Giusto, sì. Sai che non te ne lascio passare una… faresti meglio a citare l’uralo-altaico :D
Giusta anche la spiegazione sull’apofonia latina: 9 :D

Pazientiamo. Bondi, ministro della Non ho il coraggio di dirlo, presto dedicherà una poesia al giovane virgulto su Vanity Fair.