|
|
|
|


lunedì 25 maggio 2009

Take this, you boring grisaglias


Cinque donne intorno a un tavolo che se la chiacchierano di questo e quello. Si chiama The View, è un programma di enorme successo, e va in onda sulla ABC. Le donne sono famose, vengono da ambiti diversi, parlano di questo e di quello. A un certo punto hanno ospite l’ex governatore del Minnesota Jesse Ventura, uno che prima di fare politica era stato in Vietnam e aveva fatto il lottatore di wrestling. In questo talk mattutino e femminile (secondo canoni italiani) si parla di politica, di waterboarding (la tortura che i repubblicani hanno cercato di far passare per buffetto) e della polemica sul presidente del congresso, Nancy Pelosi. Questo per dare una resettata alle affermazioni sul costume e il ruolo delle donne in paesi dove lo spettacolo è ubiquitario. Affermazioni che, ne siamo certi, abbonderanno questa settimana sui giornali e in tv. Quelli che non sanno l’inglese sappiano solo che Uno mattina non è così. Ma proprio per niente.


unomattina non è disegnato a forma di the view: protagoniste lo è. e che cos’è mai protagoniste, diranno i tuoi piccoli lettori. un the view italiano in onda su lei, canale rcs per fortuna praticamente clandestino. là, dove c’era barbara walters, c’è marina terragni. vederlo, se proprio si hanno dieci minuti da dedicare alla scoperta che le buone idee non bastano – ma proprio per niente.

figata!
Jesse Ventura ha tenuto il meglio del wrestling (i trash talkings) e lo ha affinato, in più c’ha pure ragione…
Mi aspettavo uno spintone però (ehheh)

Oddio, ne avevo scritto pure io un paio di volte, in particolare dopo questa puntata, ma non riesco a essere così tenero, non vedo tutti questi lati positivi. Stavolta c’era Ventura, che si è imposto per presenza fisica e vocione, ma in genere è una specie di pollaio battibeccante che peggiora il triste stereotipo secondo cui le donne non sanno parlare senza piantare un orrendo casino. Catfight, pur se intorno ad argomenti anche seri, ma irritante al massimo: i modi sono importanti, e strillare tutte insieme non è bello, né utile.
Io lo chiamo “Harem sotto anfetamine”, o qualcosa del genere.

Si parla bene solo delle cose che incontrano il nostro gusto? Urca: andare un po’ oltre, please. Se no chi non ama le macchine dovrebbe detestare Top Gear, per dire.

Non riesco a caricare il video.
Comunque io Protagoniste l’ho visto un paio di volte. In una di quelle c’era Francesca Inaudi – che prima adoravo, adesso un po’ meno – che raccontava del suo matrimonio clandestino e dell’abito rosso. Un’altra volta si parlava di smalto e unghie non mi ricordo con quale attrice. Non dico che sia al livello delle poppute ospiti monosillabiche di Verissimo – se non altro perché lo conduce la Terragni – ma boh, mi sembra che come al solito la donna nella tv italiana non possa o sappia parlare d’altro che di cucina, rughe, uomini.
l’avete mai visto il documentario “il corpo delle donne”? si vede in streaming sul blog dei due autori.
Il commento è un po’ retorico e qualunquista, ma hanno scelto degli spezzoni dalla tv davvero inquietanti.
Non c’entra niente, potrei scriverlo sul mio blog e non su quello di MB, ma scusatemi se ci tengo a raccontarvelo.
Due immagini clou:
- la conduttrice alla ricercatrice in biologia molecolare o chissacché “ma tu che sei così carina perché invece di sposarti e farti una famiglia ti sei impelagata in ‘sta vita di merda della ricerca” (più o meno, non cito letterale).
- una showgirl (?) appesa tra i prosciutti, cui viene timbrato il sedere adeguatamente cosparso di olii per massaggi come fosse, appunto, un quarto di maiale.
Nel frattempo è partito il video e me lo vedo.

La parte migliore di tutto ciò (tralasciando Whoopi, chiaramente) credo sia il fatto che il programma si chiami semplicemente “The view”, piuttosto che “Womens talk” o “Pink Think”.

dai, in italia c’era Harem condotto dalla spack (non so come si scriva).
il nome del programma faceva schifo ma l’idea era abbastanza simile e mi ricordo di temi anche di attualità e politica, mica solo figli e vestiti.

cmq un problemino che hanno le tv generaliste in italia e quello di pensare che il pubblico sia composto di protozoi analfabeti.

Scusa Bordone, leggo solo ora: ovviamente no, non si parla solo delle cose che incontrano il nostro gusto, ci mancherebbe. Mi è sembrato di leggere un certo apprezzamento per il programma in sé, che io non condivido, tutto qui: ma se ho frainteso, non era mia intenzione.

Lasciamo stare il formato televisivo, le protagonista, i toni, il successo, la collocazione in palinsesto, i temi trattati. Leviamo tutto. Limitiamoci a quello che dici tu. Se anche le femmine vogliono sgallinare tra di loro di cazzi loro, alla televisione, avendo un pubblico enorme, perché non possono farlo? Perché i maschi lo possono fare sui calci di rigore per ore ed ore, perché possono produrre contenuti escludenti, nel senso del genere, mentre le femmine devono sempre essere ad uso e consumo, decorative, sportive, accoglienti?

..amen sista’!

Matteo, – produrre contenuti escludenti nel senso del genere – è una pugnalata. Meglio – femmine che vogliono sgallinare tra di loro di cazzi loro.- Te lo dice un’anziana signora che merita rispetto.

Mica ne contestavo la legittimità. Certo che possono farlo, per quel che mi riguarda se c’è un canale che tratta solo caccia e pesca figuriamoci, il canale di The View in confronto avrebbe molto più successo e persino senso. Semplicemente, non lo trovo molto edificante, se non fastidioso, al pari del perfetto esempio che hai fatto tu, gli estenuanti conciliaboli maschili a base di rigori e fuorigioco. ma evidentemente prima mi sono espresso male.

Invio copia omaggio dell’Eunuco femmina della Greer, colta femminista rompiballe che da vera donna colta femminista rompiballe fa le pulci perfino a Lucy Van Pelt dei Peanuts, così per un po’ di genere non si parla più.

Se questo è il programma mattutino delle “Casalinga di Newark” allora capisco alcune cose degli Stati Uniti.

Un bell’esercizio di stile, dimostrazione che si può parlare di argomenti seri e importanti senza per forza dover sfoggiare “boriosi intellettuali”.

In Italia posso notare come avvenga il contrario: in alcuni programmi di approfondimento alla fine si parla di gossip.