mercoledì 3 giugno 2009
Il castello
Mentre inizio a scrivere questo post, nell’altra stanza c’è la tribuna politica. La Fiamma (uno della Fiamma) è ospite di un conduttore che nessuno ha mai visto né conosciuto; i giornalisti che fanno le domande sono giornalisti oscuri dal punto di vista televisivo, almeno visivamente più poverelli di qualsiasi candidato si sieda. Lo studio non appartiene a questa decade. Non ci sono i tempi, la sigla, il tono, il contraddittorio, ma domanda e risposta, ora tocca a te, ora tocca a me. Nel frattempo, su RaiUno c’è un premio estivo: prima Carlo Conti chiacchierava con i Pooh. Questa fase politica più di altre (davvero, sul serio, non lo dico per fare il catastrofista di sinistra) dà la netta impressione che la comunicazione della politica sia tornato indietro di qualche decina d’anni, addirittura rispetto al pubblico, anche quello di RaiUno. Ballando con le stelle è molto più moderno di qualsiasi programma politico. E secondo me prima non era così. Ricordo tribune politiche, tavole rotonde, anche roba in bianco e nero di prima che nascessi, con un fior di conduttore, con una linea, con dei giornalisti veri che intervengono e mettono in discussione l’ospite. Ora siamo abituati alla bassa qualità di quello che ha a che fare con le istituzioni, alla funzione anestetica e gerontizzante della politica, in qualsiasi contesto. Sappiamo che Milano è capace di fare cose che l’Expo non saprò fare, per dire. Perché la politica ormai è una bolla, indipendente dal contesto in cui si presenta. Prima e dopo va in onda una cosa che, più o meno bella, è contemporanea al pubblico. La politica no. Ormai, è questo che dico, siamo abituati e ce lo aspettiamo. Ah, be’, certo. La politica. Adesso fa il suo, poi va via e tutto torna normale. Secondo me, ripeto, prima non era così.
Generalizzi troppo. Ci sono programmi di approfondimento politico e talk – Annozero, In mezz’ora, Omnibus – di gran lunga migliori che le Tribune politiche di Moro e Fanfani.
Certo, la politica, soprattutto quella che sta al governo ora, ha paura di lasciare libero il conduttore. Libero di fare domande.
scritto da Gambero mercoledì.03.06.09 23:32
Si è provato un po’ con i faccia a faccia tipo presidenziali americani però per il resto la tribuna politica è sempre stata solamente Jader Jacobelli. Come se oggi avessimo ancora Nicolò Carosio invece di Caressa e Bergomi.
Però è vero che queste europee mostrano una comunicazione politica tipo villaggio Potemkin. Mi colpisce soprattutto che tra un ospite e l’altro il conduttore si alzi e dica: “adesso entra un altro candidato e ci sarà un altro conduttore”. Ma non ti dice quale candidato. Lui se ne va e cambiano anche i giornalisti, tutti e tre. Ma che senso ha? Perché devono essere tutti diversi? E’ una legge di par condicio che ad ogni politico spettano un conduttore e giornalisti diversi? La macchina da presa si stacca e va in campo medio, inquadrando l’uscita di tutti dallo studio ed il rientro di tutti (altri) nello studio.
In più il conduttore o la conduttrice sono sempre incazzati e non fanno altro che dire “tempo, tempo, onorevole”. La moretta di stasera con Lombardo ce l’aveva su da morire perché non mette le donne in lista.
scritto da Jonkind mercoledì.03.06.09 23:35
Ma ce lo vedi il giornalista contemporaneo che morde la mano che gli da da mangiare? Prova a pensare alla frase:”In RAI bisogna assumere tre democristiani, due socialisti ed un comunista per poterne assumere uno bravo.“.
Suona familiare, vero? Quasi un modo di dire, parte della “2cultura popolare“, vero? Perché? Perché è così, da anni. La sola differenza è che, da qualche tempo, quelli bravi non ci sono più. Restano solo quelli appecoronati.
Le pur lodevoli eccezioni sono solo quello: eccezioni. Appunto.
scritto da Camillo mercoledì.03.06.09 23:42
Io dico che le puntate di Annozero che funzionano sono quelle senza troppi politici. Ballarò è stato fagocitato del tutto dai politici: i partiti mandano dei loro lettori CD deputati alla ripetizione dei dati, e il programma marcisce.
scritto da Matteo Bordone mercoledì.03.06.09 23:58
è vero. la puntata migliore di annozero per me è stata quella sulla stampa con mentana, belpietro, mieli, lerner…
scritto da f giovedì.04.06.09 02:36
Facci, tu quante uova ci metti nel mascarpone ?
scritto da Filippo giovedì.04.06.09 08:25
La storia dei tre democristiani, due socialisti e un comunista sarebbe straordinaria se i partiti fossero seri. Cioè se i partiti davvero selezionassero i migliori all’interno di ogni “serbatoio” culturale. Il democristiano/forzista/centrista sarebbe il più bravo dei suoi, il comunista bravissimo, il democratico uno con i controcoglioni. A quel punto la TV, i giornali e le università sarebbero posti meravigliosi per pluralismo e professionalità.
Lo dico perché sono convinto che l’equazione partiti=incompetenza non sia necessariamente vera, ma lo sia, in Italia, per una serie di vicende e cause storiche non necessarie, appunto.
Un partito che seleziona seriamente sarebbe un’organizzazione da ammirare. I nostri partiti sono combriccole di sfigati e/o briganti. Ma non è *necessariamente* così.
scritto da MatteoB giovedì.04.06.09 08:29
@Filippo… meraviglioso!!
)
scritto da Francesca giovedì.04.06.09 08:34
Sarà vecchia, la tribuna, ma è l’unico dibattito televisivo in cui i politici rispondono alle domande (certo, che domande…). A tutte le altre trasmissioni, tutte, alla domanda:”Onorevole, è bianco o nero?” la risposta è:”Siete stati voi a introdurre il giallo!”. E mai un giornalista che insista, sul farsi rispondere alla domanda (forse perchè sa che non ne vale la pena).
scritto da Roberto giovedì.04.06.09 13:24
mi piacerebbe vedere qualcuno con ancora freschezza e voglia di fare e crederci (prendi la Serracchiani), e questo in ogni orientamento politico . Per ridare credibilità ad una polita antica, fatta di esseri imbalsamati già a 30 anni. Non servono facce nuove se i modi e i contenuti non si rinfrescano.
e i programmi credo rispecchino questo.
scritto da Anna giovedì.04.06.09 13:35
La politica è la politica,sempre uguale a se stessa da che ho memoria.Quello che veramente manca salvo rarissime eccezioni sono i veri giornalisti:quelli che sappiano fare domande “vere”,scomode e che PRETENDANO delle risposte.
scritto da Albert2705 sabato.06.06.09 11:39
A Matteo.
Più briganti che sfigati.
scritto da adriano martedì.09.06.09 13:41