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giovedì 4 giugno 2009

Ero Oyaji (e non ho nessuna intenzione di smettere)


osakamayorIl Giappone incasella ogni tipo di persona entro una categoria precisa, ognuno sa di cadere in una definizione che è abbastanza elastica da permettere variazioni sul tema, ma che comunque spiega in linea di massima il ruolo che uno ha nella società e come viene visto dal prossimo.

Per fare degli esempi, se sei studente tutti si immagineranno che ti godi la vita anche se non hai molti soldi; se sei sarariiman sicuramente il lavoro ti succhia tutto il tempo con gli straordinari e ti costringe a bevute con i colleghi (al massimo ti concedi qualche partita di golf la domenica); se sei mamma il tuo posto è a casa a badare alle faccende e magari passi i pomeriggi chiacchierando con altre donne a cui ti accomuna il fatto di essere mamma. Potrei andare avanti con le categorie otaku, gyaru (girl pronunciato alla giapponese) e via dicendo, ma Matteo mi ha chiesto di descrivere un’altra figura, l’ERO OYAJI.

L’Ero Oyaji è una figura un po’ trasversale che può comparire in ogni classe sociale, dall’impiegato all’imprenditore, e comunque non deve essere giovane perché Oyaji significa uomo di una certa età, vecchio. Ero deriva da eros ma raccoglie il significato più negativo che la sessualità può assumere, con tutto che i giapponesi sono molto liberali e non c’è il cattolicesimo, come si sa. Insomma già da questo si può avere un’idea di cosa si immagina un giapponese quando sente l’espressione Ero Oyaji. Se poi chiedete a qualcuno, in particolare alle ragazze di tracciare un ritratto del tipico E.O. vi si materializzerà davanti un vecchio, pelato (non so perché la ma definizione prevede la calvizie), molto sessista, cioè abituato a vedere le donne, le femmine, come un oggetto utile solo in relazione ai propri bisogni fisici, appassionato di giovinezza e in particolare di studentesse del liceo (avete presente quelle divise da marinaretta della germania bismarkiana? ecco, quelle) o ancora più minorenni.

Ma come agisce in genere questo campione di lubricità? Non avendo potenziale attrattivo in sé, egli usa il danaro o la sua posizione sociale per avvicinare le ragazze e ottenere ciò che vuole. L’incontro può avvenire in vari modi, in locali deputati a questo come gli hostess bar, via internet o tramite abbordaggio diretto per strada. Non si butta via niente. Il rapporto che nasce prevede sempre un pagamento da parte del nostro, sia in soldi (alcuni rapporti prevedono un vero e proprio stipendio mensile) che in doviziosi regali (di solito status symbols come borse o gioielli). 

Ecco, tutto questo mondo è racchiuso nell’espressione Ero Oyaji, che per i giapponesi è una definizione tra le peggiori che si possano dare di un essere umano. Ma questo, cari lettori, accade in un lontano arcipelago dell’estremo oriente lontano e misterioso. A proposito, Matteo, ma come mai mi hai chiesto di toccare questo argomento, così, senza una spiegazione, senza un motivo apparente?


già Matteo come mai? (sto sbattendo i miei occhionni con fare falsamente ingenuo…)

crib(b)io, matteo, come mai?

sei forse insufflato dai giornali del sol levante?

vergogna, insufflato!

matteo, sarai mica preoccupato per una calvizie incipiente e la giovinezza che ti sfugge dalle mani? :)

buahaha!
Ho riso un sacco! grazie grazissime!

E’ tutto un complotto!

Certo che e’ tutto un complotto!
Credete che sia un caso che il partito comunista giapponese sia uno dei partiti comunisti più grandi del mondo?

Naomi in divisa da marinaretta che scende la scaletta dell’aereo del Papi. Scatto una foto e la vendo a Repubblica. Con i proventi mi compro casa a Riomaggiore e passo la giornata sugli scogli ad aspettare che dalle motonavi scendano delle graziose giovinette, appena maggiorenni, disposte a darsi in cambio di una borsetta di Prada. L’Ero Oyaji per eccellenza che, per partenogenesi, genera un altro Ero Oyaji. E così via, nei secoli dei secoli…

ahaahahh :D

BEH ANCHE QUI ABBIAMO UN TERMINE PER QUEL GENERE DI PERSONE, SI CHIAMANO DAI MOLTI: “UOMINI RIUSCITI”.
CON QUESTO VORREI SOTTOLINEARE ANCORA UNA VOLTA CHE LA DISTANZA GEOGRAFICA CHE CI SEPARA AL GIAPPONE è PROPORZIONALE ALLA DISTANZA CULTURALE

Ma come si pronuncia sta’ parola

“uomini riusciti” se l’azione si svolge in attico, villa, ufficio prestigioso… ; “vecchi sporcaccioni” se in autobus o al parco. Converrete però che entrambe le espressioni fanno antico.

ma vale anche se sei (originariamente) pelato ma ti sei fatto un trapianto di capelli?

Infatti in Giappone esiste un fenomeno detto Enjo Kosai, per cui una giovinetta accompagna un anziano signore, anche senza che ci siano atti sessuali, dietro compenso, spesso si tratta di regali firmati o favori di altro genere.
E in Italia come si chiama?

Ma la foto del post è casuale o stata abilmente selezionata tra migliaia di soggetti “a rischio” ? :-D

Interessantissimo questo tuffo in un’altra cultura (bellissimo blog)