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giovedì 4 giugno 2009

Io non parlo bozzì. Io non sono bozzì.


nanni-morettiGuisa. Giuoco. Profittare. Innanzi. Vi sono. Cagione. Lietissimo. Complimenti vivissimi.

Lo so, lo so: la battuta era nata contro il politichese universitario, il travaso di lessico da strutturalisti e sociologi dentro alla sinistra italiana. Lo so. Ma ancora peggio di chi parla difficile c’è chi parla antico. Perché chi parla difficile non si fa capire, e sono fatti suoi: gioca narciso a palla contro il muro. Mentre chi parla antico, arcaico, chi parla carduccio vuole farsi leggere come un classico, come un sussidiario, con quel senso dell’autorità verbale di chi crede che del doman non vi sia certezza, che tremino le vene ai polsi, che i concetti profondi siano porcellane dell’Ottocento.

Che il Presidente del Consiglio condisca questo suo latinorum contemporaneo con know-how, intrapresa e altre porcherie da cumenda istruito non cambia le cose. Anzi.

E quando da sinistra si dice che lui sa comunicare con un’intenzione più popolare e larga rispetto a quella altezzosa e frattocchia dei compagni, si dice la verità, ma si dimentica anche un pezzo. Berlusconi non vince solo grazie all’inno di Forza Italia e all’elettore ideale cinquenne. Vince anche da re, da latifondista, da maestrino insicuro. Vince, e non c’è dubbio, ma lo fa anche con la distanza, con questo lessico appiccicaticcio da élite savoiarda.

Certo che parla come Five, Four e Uan; ma parla anche così, anzi bozzì, come dicevo da piccolo.


pericolo di “assolutamente si”

Siamo noi siamo noi, i ragazzi di sinistra quelli degli anni 70 e dall’aria sempre mesta.
Siamo noi siamo noi siam cresciuti e abbiam capito e se vuoi che ci capiamo, in campagna elettorale non parliamo ma rappiamo.. yo yo

“Mi si sono fatti tutti d’incontro”

Mah……

La forma è tanto più importante quanto meglio devi camuffare il contenuto.

quello che osservo io è che il nano gerarca non teme il potere e i suoi simboli (anche linguistici), noi si.
A noi il potere pare una cosa brutta e sporca che vogliono solo gli arci-cattivi della Specter.

Siamo terrorizzati di non essere amati, di non riuscire a raccogliere le richieste di tutti, con l’effetto di perdere non solo il potere ma anche i confini del nostro sapere.
Come diceva mio non ” a cercare di fare contenti tutti, non fai contento nessuno”.

Per non parlare poi del fatto che a essere tutti fratellini-alla-pari il rischio è che alla morte del padre (già avvenuta da parecchio) nessuno abbia il permesso di diventare capo famiglia…

Cazzo ci sarà una via di mezzo tra la retorica del nano gerarca e la retorica dei sette nani!

Non c’è differenza tra il parlar difficile e il parlar “carduccio”. Ció che cambia è il pubblico, o il destinatario se si preferisce. Entrambi i tipi brandiscono la supercazzola come strumento di potere e prestigio, ed è ingenuità o malizia vedere nel parlar difficile una semplice forma di narcisismo.

Nerone: “È piaciuta questa parola, pria. il popolo, quando sente le parole difficili, si affeziona; ora glielo ridico: Più bella e più superba che pria!”

Nell’approccio populista alla politica (evidentemente vincente in Italia) il destinatario è tutto. Se i sondaggi sul bacino di utenza dicono “alto gradimento” per i prolassi verbali del satrapo egli fa bene.
Se dicessero che dovrebbe presentarsi vestito da Jamiroquai lo farebbe pur di vincere.
All’opposizione, prima ancora di fare sua questa filosofia manca di assimilare un altro passaggio fondamentale: togliersi una volta per tutte dalla testa che la critica alla persona faccia guadagnare consensi.
Insomma se per esser premier s’ha dda puzzà, cominciate a buttare il deodorante.

Berlusconi è un genio semplicemente perchè non ha vergogna di se stesso.

Io veramente ho scritto il contrario, ma voi andate pure dritti.

Infatti il mio non ero un eco. :)

oggi non sono in fase… non ho ben capito. sarà che è dalle 7:50 che trotto come un cammello nel deserto(visto il caldo).
Ma a me sembra che si volesse dire che il parlare denso di parolone latine o meglio inglesi posizioni, per i più, il soggetto che così si esprime in una posizione di superiorità.
Nell’ambiente scientifico si fa ampio uso di tale tenica: si snocciolano rapidamente nomi di scienziati che hanno scritto formule e enunciato teoremi, senza mai scendere nel dettaglio delle stesse dicendo frasi del tipo:”ma si dai lo dice il teorema di Sarca e come dimostra la formula di Salama” con quella simpatica chiosa :”ma come non ti ricordi?!?!?! non lo sai?!?!?!” con tanto di sopraciglio inarcato da francese con la puzza sotto il naso.
stesso stile altri contenuti e se nessuno gratta stai sul tuo piedistalloper anni a dettar legge nel regno che ti sei scelto.
E non è detto che basti che qualcuno (magari ingenuo e puro come un bambino) gridi IL RE e’ NUDO.
Perchè anche gli oppositori del re discutono del colore del suo vestino (ma il re non è nudo?!?!)
Creo che basterebbe avere il coraggio di dire NON HO CAPITO PUOI RIPETERE.

ec tecnica e sopracciglio per il resto se non si capisce scusatemi e pensate al cammello

quando fa il sorrisino e compiaciuto dice che lui è come superman si capisce che è proprio vecchio

MB fin da piccolo inventava parole nuove. Frattocchia è aggettivo utilissimo ma bozzì, insomma, complimenti.

Tranqui ha espresso un giusto concetto: la critica sulla persona non fa guadagnare consensi. Chi lo ama, si ferma a questo aspetto e non indaga oltre; chi lo odia non ha bisogno di sentirsi ripetere il motivo e si stufa pure della mancanza di altri argomenti di conversazione all’interno dell’opposizione.
Ogni tanto bisognerebbe ricordarsi di lavorare per qualcosa, e non solo di parlare contro.