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venerdì 10 luglio 2009

Solferino’s way


carlitoCompro il Corriere della Sera. Sfoglio. Trovo un articolo sul film che si realizzerà sulla figura di Jack Kevorkian, medico che ha praticato l’eutanasia su decine di pazienti, andando contro le leggi e l’opinione pubblica (e che sarà interpretato da Al Pacino). È una figura controversa quanto volete, ma si sa quello che ha fatto, l’ha anche sempre dichiarato, fino a finire in carcere in nome della sua idea di deontologia professionale. Sotto il titolo del pezzo, però, il sommario recita:

Il divo fa discutere: sarà in tv il medico che uccise 130 malati

E se uno lo legge veloce non ci pensa. Se uno ci riflette, o è particolarmente sensibile su certi temi, l’espressione è inaccettabile per un quotidiano come il Corriere della Sera. L’Avvenire va bene, Libero, il Giornale, il Foglio, quello che volete voi. Ma se il corriere della sera equipara l’eutanasia all’omicidio, con un automatismo così scontato, o qualcuno rettifica e chiede scusa, oppure siamo a una scelta di campo molto chiara, da pardere o guadagnare lettori a mazzi. Una scelta di campo che non si può far scivolare così dalle mani di un titolista. Merita un editoriale, un’argomentazione, un dibattito.

Mi piacerebbe che Beppino Englaro, o i Radicali, dicessero qualcosa a riguardo.  Su queste cose sì, è il caso di rompere le palle.


In via Solferino si nasconde qualcosa di losco?
Ma poi: perché “il divo fa discutere”? Mi sembra fuori luogo come espressione.
E’ mestiere dell’attore interpretare qualsiasi ruolo.
Forse l’associazione tra Carlito e il medico non è impropria, di sicuro in linea con l’immediatezza del sunto dato dal Corriere. Troppo riassunto e sbrigativo, appunto. Così si delinea un medico killer.

Premessa: se un giorno mi chiedessero di mollare tutto per dedicare la mia vita ad una sola causa, sceglierei la legalizzazione dell’eutanasia.
Detto questo, non mi faccio il minimo problema ad usare la parola “omicidio”, perche` questo e`: l’uccisione di un essere umano.
Ora, ci sono omicidi (per me) accettabili e altri no. L’aborto e` un omicidio, ma in alcuni casi lo considero accettabile, o perlomeno “il male minore”. Uccidere un soldato nemico in guerra, uccidere qualcuno per legittima difesa, uccidere un criminale armato che sta minacciando un ostaggio, sono omicidi considerati accettabili dalla maggior parte delle persone, credo. La pena di morte e` un omicidio considerato accettabile da molti. E cosi` via.
“Omicidio”, per me, e` una definizione neutra; bisogna vedere di quale omicidio si tratta. In questo direi di essere in buona compagnia.

Omicidio si può considerare un’espressione neutra. Ma è vero anche che nel linguaggio corrente, per riconoscergli un valore morale o sociale, cioè un’attenuante, si aggiunge “per eutanasia”, o si usa eutanasia e basta. Senza contare l’eutanasia eugenica o comportamenti affini, che la maggior parte di noi manderebbe sotto il titolo “omicidio”. Leggendo ho avuto la stessa impressione di M.B.
Qualche volta i titoli del Corriere prendono una piega scandalistica.

Stamattina leggendo il pezzo ho pensato la stessa cosa.

Per il titolo mi è venuto il dubbio, da ignorante, se non è stato chiamato dottor morte perchè così è stato definito in america nei mesi della vicenda giudiziaria.

Sì, Dottor Morte ci sta, perché non è un’espressione neutra, in uso in altri contesti. L’unico Dottor Morte è lui, e infatti così lo chiamano. Trovo invece che “uccise” non sia il termine adatto, se non si vuole dare già una connotazione di parte. Normale che il tribunale lo chiami omicidio mentre lo condanna; normale che gli oppositori facciano lo stesso, per sottolineare quello che per loro è uno scandalo contro la morale e la legge; meno normale che un giornale usi lo stesso titolo per un assassino seriale e per Kevorkian. Ecco. (La tesi per cui sono tutti omicidi e il tabù dell’omicidio è ipocrita vale se stiamo parlando tra dottorandi in filosofia. Un quotidiano quel discorso non lo fa.)

Una precisazione: la mia non e` una tesi, e` un’inclinazione personale, infatti avevo aggiunto “per me” piu` di una volta.
E` vero che non siamo tutti filosofi, ma non sarebbe male se lo diventassimo. Il mio discorso sulla neutralita` del termine “omicidio”, comunque, voleva avere un altro significato: cosa succederebbe se a chi tuona contro la possibilita` di aborto ed eutanasia usando “omicidio” con un’accezione pesantemente negativa si rispondesse: “Certo che e` un omicidio. Quindi?”.
E` cio` che faccio io quando mi trovo in discorsi del genere con chi la pensa diversamente, ed ha un effetto piuttosto spiazzante. Vi consiglio di provarlo, e mi piacerebbe che, un giorno, questa difesa-contrattacco diventasse una linea diffusa.

Ecco, questo e` cio` che volevo esprimere; non (solo) una tesi filosofica.

Post scriptum: trovo che “uccidere” sia ancora piu` neutro di “omicidio”.
Sto cercando di immaginarmi come formulerei, al medico che mi segue, la richiesta di venire soppresso in un Paese in cui l’eutanasia e` illegale, e non mi viene in mente nulla se non “Per favore, mi uccida”. Credo che anche chi si e` trovato per davvero in questa tragicissima situazione non sia stato li` a cercare termini neutri e sia andato dritto al punto.

Poi che cosa vuol dire “sarà in TV”? detto così sembra che Al Pacino debba fare un’ospitata a Domenica In!

il titolo non solo fa pensare che l’articolo parli di un medico serial-killer, ma sembra che quello che realizzeranno con la storia sarà una fiction su raiuno.
non so cosa sia peggio, francamente.

è da tempo che il corriere ha preso questa deriva. Dopo più di 20 anni quasi ininterrotti, ho iniziato a smettere di comprarlo. Ieri, con le dovute proporzioni, ha definito il toro di pamplona, assassino. Il quale se ne sarebbe stato tranquillamente nella sua stalla.

Ai direttori dei quotidiani si può anche scrivere.
Tanto per ricordargli che il lettore è fatto così ma anche cosà.

se uno non sa niente e legge solo il titolo pensa che sia un serial killer

Quella del toro di Pamplona “assassino” me l’ero persa.. beh niente male. Mah. Trovatemi un quotidiano con titoli “onesti” e ne riparliamo, per me non si voleva condannare l’eutanasia, semplicemente sparava di più così.

I titoli del Corriere hanno l’abilità di impedirmi di leggere il resto dell’articolo. Vorrebbero essere accattivanti, ma stanno prendendo una deriva scandalistica e sensazionalistica che uno non si aspetterebbe da quello che fu il quotidiano della borghesia milanese. La prossima volta che in edicola mi dicono “è rimasto solo il Corriere” mica lo compro. Nonostante la stima che ho per De Bortoli, che mi lascia ulteriormente perplesso.

Perché, ci sono ancora differenze tra il Corriere della Sera e gli altri quotidiani da te citati, a parte la pagina dei necrologi (mia nonna diceva: va’ a to’ ul Curier, inscì vedum chi l’è mort”

Ultimamente i titoli del Corriere sono spesso stiracchiati per fare scandalo o fare un pò di eco, ad esempio nelle pagine culturali.Non mi sembra una grande scoperta, anche le interviste spesso sono sintetizzate in maniera imprecisa e non corretta.(nel titolo)

Sono d’accordo con Lorenzac: dovremmo scrivere al Corriere, in massa. Credo che coloro che ci scrivono, leggano le nostre lettere con più attenzione di quanto pensiamo… Non cambieranno linea editoriale dal giorno dopo, ma un ulteriore elemento di riflessione sulla deriva che stanno prendendo, dovremmo dargliela.Grazie a Roberto Orsini per le riflessioni sulla morte: non rispondo ma ci sto riflettendo molto. S.

secondo me non sarebbero autorizzati neanche avvenire, giornale e osservatori romani vari…

uccidere: privare della vita, far morire, condurre alla morte.

stupisce l’idea che l’eutanasia porti alla morte o faccia morire?
stupisce che chi pratica l’eutanasia “uccida”?

E beccati pure questo “Stacca la spina alla moglie dopo la liposuzione”

Ma leggi ancora il Corsera?? Ma basta, dai.. Anche tu però te le vai a cercare!

Concordo con Roberto O sulla neutralità della parola omicidio.
che cosa è un’eutanasia? un aiuto al final trapasso?…di fatto la persona che la richiede viene uccisa.
Possiamo definrlo l’ultimo atto di pietà nei confronti di questa persona possiamo definirla una libera scelda ma di fatto Non è un suidicio è un omicidio legalizzato in alcuni paesi.
Se questo ci disturba dobbiamo chiederci se siamo a favore davvero dell’eutanasia.
Sull’aborto (io sono contro l’aborto perchè per me è un omicidio anche se favorevolissima alla legge sull’aborto perchè è il male minore) dire PER ME è un omicidio è fondamentale visto che si discute su quando un embrione è un essere umano e quando no: problema anche a livello scientifico.
Per quanto riguarda l’eutanasia possiamo dire “il dottore che diede la morte…” cioè che uccise cioè che commise omicidi.
poi che l’omicidio sia illegale è la legge contemporanea che ce lo dice, ai tempi delle caverne gli uomini si uccidevano e nessuno si poneva il problema.

Per la disperazione provocata dalla valanga di inesattezze contenuti negli articoli prodotti dalla redazione scientifica del Corsera, io sono stato praticamente costretto a creare un blog di (corretta) divulgazione scientifica. Uno dei prossimi post, ad esempio, spiegherà dati alla mano (derivanti da un’analisi dei bilanci ufficiali di Monsanto) che lo scopo degli OGM non è “combattere la fame nel mondo”, come si sotiene in Via Solferino. Quindi la tendenziosità di certi titoli non sorprende.
(Già che ci sono, informo che lo scopo degli OGM by Monsanto è solo quello di vendere più erbicida Roundup, basta fare qualche semplice addizione nei dati ufficiali per rendersene conto).

Mi limito a segnalare questo titolo e questo articolo. Altro giornalismo, altra civilta’.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/arts_and_culture/8149166.stm

[...] forse sarebbe il caso di scegliere con più cura le parole quando si trattano certi argomenti. Un articolo sul film “You Don’t Know Jack”, in cui Al Pacino interpreterà Jack Kevorkian, il medico [...]