giovedì 16 luglio 2009
As-Salamu Alaykum is when I decided you really do kick ass
Non ne posso più di quelli che non cambia gran che. C’erano quelli che per mesi hanno detto che non ci sarebbe mai stato un candidato nero e outsider, e poi che avrebbe perso perché figurati la Clinton, e poi che l’avrebbero ucciso perché figurati gli americani, e ora dicono che non c’è questa gran differenza. Obama sarebbe tipo Bush nella sostanza, ma più ballerino e figo nella cornice. L’idea che non cambi niente è la preferita di quelli che hanno un po’ di paura che le cose poi cambino, e non si possa più sostenere di saperla lunga come prima, col solito vecchio cinismo.
Alcuni, in giro per il mondo, hanno creduto che Bush fosse il male incarnato, e fosse lui e solo lui l’artefice della malvagia politica americana. Bush è stato una bella merda di presidente, ma anche Clinton ha bombardato qua e là in Iraq ai tempi della stagista, e insomma la politica (estera e non) americana non può cambiare diametralmente ogni quattro o otto anni. Quindi quelli che si illudevano che dal giorno successivo all’insediamento i soldati avrebbero messo dei fiori nei loro cannoni si sbagliavano. Si sbagliavano allora e continuano a sbagliarsi oggi. Cioè non capiscono tanto di politica USA, e va be’. Rispetto alle loro aspettative da Risiko, è vero: la politica di Bush e quella di Obama sono identiche.Le persone che stanno ai fatti però sanno che le cose in quel contesto cambiano in un altro modo: più piano, nei dettagli specifici, e progressivamente. Ecco, in quest’ottica la politica di Obama è diametralmente opposta a quella di Bush. Io non sono un analista politico, ma vorrei elencare un po’ di novità.
– Nessuno pensava a un no totale alla guerra, ma alla fine della guerra immotivata, illecita e sbagliata in Iraq, e a un rafforzamento dell’offensiva contro i taliban in Afghanistan e Pakistan. Obama l’ha detto dalla campagna elettorale, e lo sta facendo. Sono sempre bombe, proiettili e morti, ma se si va di grana grossa anche la Baia dei Porci e la Normandia sono la stessa roba.
– Nel rapporto con Israele e Palestina, quello di Bush era un blind trust rispetto alla politica di Israele; Obama ha detto che non si può sostenere la costruzione di nuovi insediamenti, mentre ribadiva la necessità della fine degli attentati e dei lanci di missili da parte dei palestinesi. Lì è un casino assoluto, ma l’idea che non valga tutto, che l’unica parte dalla quale la comunità internazionale non può prescindere sia quella del processo di pace, non è poca cosa.
– Il mondo islamico è stato al centro della politica estera di Bush. Ne hanno parlato tutti, sempre. La Fox e la West Wing stessa hanno raccontato bigini di islam per anni. Eppure Bush non avrebbe mai potuto tenere un discorso all’università del Cairo, né forse avrebbe voluto. Obama l’ha fatto. E ha fatto crollare la credibilità di molti antiamericani di tutti i paesi islamici, essendo sensato, rispettoso e irresistibile. Poi io sono un mangiapreti e detesto il monoteismo, ma questa è un’altra storia. Poi l’Egitto è un paese con le leggi speciali dall’82, e questa è ancora un’altra storia. Ma la politica non è un film di Oliver Stone. Sono compromessi e piccoli passi, sempre.
– Il penoso concetto di “paesi canaglia” è scomparso.
– La linea dell’arroganza nel dialogo con gli interlocutori più difficili sembra essere sostituita da una ferma disponibilità potenziale nei confronti di tutti. Insomma: forse è tornata la diplomazia.
– Bush era alfiere di un’idea di mercato libera da controlli e vincoli. Gli scandali finanziari prima e la crisi poi hanno dimostrato che questa linea non funziona. Obama, intendiamoci, non è Casarini (per fortuna), ma ha rapporti diversi con il potere economico e industriale. Rapporti non identitari: lui non è direttamente parte di quella roba lì, cosa che invece era Bush.
– Obama punta a inserire elementi di democratizzazione del sistema sanitario americano.
– Obama ha tolto il veto alla ricerca sulle cellule staminali (come Nancy Reagan avrebbe voluto Bush facesse). La legge, varata dal congresso, era stata fermata da Bush un paio di volte, se non sbaglio.
– Bush è un cristiano dogmatico e poco padrone della materia: una specie di convertito dell’ultim’ora, con tutti i furori mistici del caso. Obama è un cristiano, cresciuto in una parrocchia metropolitana di fratelli. (Poi io sono un mangiapreti, insomma avete capito.)
Mi fermo qui. Tra le altre cose ho l’impressione che anche questa volta si sia dimostrato valido il monito che ho coniato non so quando: “Mai fidarsi dei politici che non riesci a immaginare mentre fanno l’amore.”
Gli entusiasmi agiografici per Obama sono fastidiosi per monotonia e inconsistenza giornalistica. Ma rispetto a prima, a me sembra proprio un altro sport.
sarebbe bello un commento di christian rocca
scritto da f giovedì.16.07.09 04:52
l’ho pensato anchio.
penso che direbbe qualcosa sui continui bombardamenti in Pakistan,
http://www.camilloblog.it/?s=pakistan&cat=3
o in afghanistan sulla più grande operazione aviotrasportata dalla guerra del Vietnam
avrebbe qualcosa da ridire anche su guantanamo…
scritto da Django giovedì.16.07.09 06:26
Tra i democratici, stavo per la Clinton a paletta, quindi un po’ c’ho “rosicato”.
Non entro troppo nel merito di quanto sian simili o diversi. Certo sulle cellule staminali, ovvio. Anche in politica quantomeno nella forma non c’è storia, parrebbe anche nei fatti ma vedremo.
Ad ogni modo c’è un punto che mi ha stuzzicato e per il quale son venuto a commentare:
“Bush era alfiere di un’idea di mercato molto libera da controlli e vincoli. Gli scandali finanziari prima e la crisi poi hanno dimostrato che questa linea non funziona.”
A parte che Bush non mi sembra dei più liberali (in senso europeo) manco in economia, ma vabbé, quello che mi irrita è altro:
mi ha stufato leggere che gli scandali finanziari ma soprattutto la crisi sian causati da un mercato lasciato troppo libero. E’ una cosa che non sopporto in quanto chiaramente non ritengo corrisponda alla realtà. Fosse già solo per la FED, la riserva frazionaria delle banche, i mutui spinti dallo stato(e quindi non erogati a condizioni di mercato) (peraltro grosso baluardo democratico in area Obama direi) e i bailout, sarebbe già sufficiente per capire che di libero c’è poco, e a far casini son stati i politici.
Ha dimostrato che i magheggi dei politici crean danni, il mercato funziona benissimo peccato non lo lascin in pace.
scritto da Kluz giovedì.16.07.09 07:39
Facci un piacere, risparmiaci il prossimo commento pseudo-sagace di Nina: ci sono un “Bush fermò alla legge un paio di volte” ed un “ha dimostrato valida il motivo” da correggere.
scritto da Marco giovedì.16.07.09 08:26
“Anche in politica ESTERA”
scritto da Kluz giovedì.16.07.09 09:13
Ieri sera mi trovavo a passare tra monti e valli, e per la prima volta dopo anni ho messo la radio su AM. C’era Zapping. Presente Forbice? Ecco. Uno degli ospiti era Sansonetti, poi c’era una che non ricordo come si chiamasse che è intervenuta poco dopo e ha detto che, da giorni, sul suo piccolo giornale, tentava di spiegare che Obama e Bush sono uguali, che non è cambiato nulla… Ecco. Peccato non ricordare nè il giornale, nè la giornalista.
Poco prima, però, una deliziosa intervista con un tale che in un libro ha scritto che le guerre dopo il 1945, e segnatamente dall’invasione dell’Afghanistan da parte dell’URSS, sono tutte state combattute per impossessarsi di risorse energetiche. E Forbice annuiva. Mi sembra un passo avanti, adesso loro sono arrivati almeno al 1992…
scritto da Capodoglio giovedì.16.07.09 09:20
[...] (da FreddyNietzsche) [...]
scritto da La bussola « Discanto giovedì.16.07.09 09:54
“Mai fidarsi dei politici che non riesci a immaginare mentre fanno l’amore.”
Non riesco a trovare un solo esempio per smentire questa frase, ma è tremenda lo stesso
scritto da Filippo giovedì.16.07.09 10:16
[...] clap Non ne posso più di quelli che non cambia gran che. C’erano quelli che per mesi hanno detto che non ci sarebbe mai [...]
scritto da Francesco Costa » Clap clap giovedì.16.07.09 10:50
Mah, la faccenda del Pakistan è proprio lampante. Nelle molte notti del 2008 in cui ho puntato la sveglia per seguire i vari dibattiti, anche durante le primarie, ho sentito Obama dire e ridire che avrebbe intensificato le operazioni contro i talebani se necessario inseguendoli in Pakistan (e velatamente consigliando ai pakistani di collaborare). Poi, sui giornali italiani del giorno dopo, esclusi i pezzi di Rocca, non trovavo nulla di tutto questo, ma una specie di ritratto di Bambi. Ora è chiaro che in molti fanno fatica a far combaciare il personaggio di fantasia con quello reale, però dico, cosa si aspettavano? Il presidente degli Stati Uniti si comporta da presidente degli Stati Uniti: c’è chi interpreta il ruolo molto bene e chi molto male, secondo me Barry al momento sta andando bene. Averne, cazzo.
scritto da Paolocoss giovedì.16.07.09 11:44
allora ORA ti SPIEGO io.
C’è al mondo quello che SI SENTE tutto BOVINO, fa il voce GROSSO ma è solo un CRAXI di questi, poco conto.
Eppoi c’è chi è FALCO, che mangia e smangia ma più che smangiare BEN POCO.
Così c’è anche però chi è LUCERTOLA. E’ bella la LUCERTOLA. E’ la prima che capisce le cose. Le hai viste le lucertole prima del TERREMOTO profondo o del TEMPORALE assassino? Corrono IMPAZZITE di dolore perchè GIA’ sanno.
ALLORA.
Il mondo va visto non con occhio BOVINO che te lo vuoi inculare o con occhio FALCHETTO che te lop vuoi mangiare.
Il MONDO va visto con occhio LUCERTOLA. La vista av in PROFONDITA’.
E’ come il (scusa la parola SPORCONA) SESSO. E’ il profondità, il SESSO. QUello di racconti è cosa di FUMETTI, due dimensioni parenti di una SEGA nel lettino di casa.
INVECE.
NON solo c’è chi E’INCAPACE, ma critica PURE. ALLOR Aio (eNZO) mi domando a me: ma perché NELLA VITA una deve perdee tempo a CRITICARE? La risposta è SEMPLICE: perché hanno MISERA vita. Brutta fiamma, l’INVIDIA.
Ecco.
T’ho spiegato il MONDO ROTONDO e pure la tua MISERA vita.
ciao da eNZO
onore alle LUCERTOLE e ai loro occhi
scritto da eNZO da internexPOinz giovedì.16.07.09 11:57
La differenza sostanziale tra Bush e Obama è la politica ambientale ed energetica. In politica estera ci sono stati i cambiamenti che tu hai evidenziato. Ritengo troppo debole la posizione verso gli istituti bancari e avrei preferito un Krugman o uno Stiglitz al posto di Geithner, che, come si sa, arriva proprio dagli ambienti che hanno prodotto la crisi.
scritto da Marco giovedì.16.07.09 12:18
però scusate, se poi non cambia la sostanza non è giusto ricordarlo? per carità, la cosa dei piccoli passi alla volta la capisco, ma capisco anche che è giusto tenere a mente certe cose, che sono le stesse che ricordano paradossalmente due persone così diverse (e per motivi così diversi) come Rocca e Chomsky. detto questo, io sono, dal punto di vista emotivo, entusiasta di Obama.
scritto da icepick giovedì.16.07.09 12:20
Bordone for responsibol of de affeir esters of de democratic partit of Italy. Not secretary plis.
scritto da Tranqui giovedì.16.07.09 12:39
No no, I stay lontan from politics politicants.
scritto da Matteo Bordone giovedì.16.07.09 12:49
Trovo anche io insopportabile questa tendenza ad equiparare Obama a Bush nella sostanza.
Sì, come se avessero creduto che con Obama ci sarebbe stata la rivoluzione totale.
Gli USA hanno, tra l’altro, delle responsabilità internazionali. Non è che si può ribaltare una politica estera in 100 (200 o 300 poco importa) giorni.
E l’approccio ai problemi mi pare già radicalmente diverso.
Non si tratta di trovare “le 7 piccole differenze” aguzzando la vista.
Per esempio il discorso in Ghana l’avete sentito? Eh… ce lo pensate Bush (ma anche Sarkozy per esempio ha direcente fatto le sue belle figuracce da “colonialista” in Africa)?
Una boccata d’ossigeno.
Solo parole? Non credo.
Sansonetti da Forbice? Ma che, c’è ancora gente che ascolta “seriamente” Zapping? No, perchè mi sorprendo!
scritto da Nandina giovedì.16.07.09 12:57
In merito alla definizione di politico, mi permetto di citare:
I won’t eat anything that has intelligent life, but I’d gladly eat a network executive or a politician. (Marty Feldman)
scritto da mORA giovedì.16.07.09 13:40
@Marco
nessuno puo mettersi contro gli istuti bancari, nemmeno il presidente degli stati uniti.
almeno non pubblicamente
scritto da Andrea2 giovedì.16.07.09 14:01
il POPOLO deve SAPERE che ti ho scritto da internexpoinz e mi HAI CENZURATO.
Ecco perché TIENI a barbetta.
SEI il BILLADEN della CENZURA.
scritto da eNZO giovedì.16.07.09 14:06
Il popolo deve sapere, Enzo caro, che quando scrivi spatafiate vai in attesa. Dammi il tempo. Cazz.
scritto da Matteo Bordone giovedì.16.07.09 14:37
non è che chi dice “la sostanza non cambia” si aspettasse una rivoluzione nella politica (soprattutto estera) americana: è il collega che ha appeso all’armadio dell’ufficio una foto di obama – e tutta la gente come lui – che si aspettava un nuovo messia di colore e con la cravatta rossa.
scritto da Luca giovedì.16.07.09 17:52
[...] As-Salamu Alaykum is when I decided you really do kick ass – Freddy Nietzsche Non ne posso più di quelli che non cambia gran che. C’erano quelli che per mesi hanno detto che non ci sarebbe mai stato un candidato nero e outsider, e poi che avrebbe perso perché figurati la Clinton, e poi che l’avrebbero ucciso perché figurati gli americani, e ora dicono che non c’è questa gran differenza. Obama sarebbe tipo Bush nella sostanza, ma più ballerino e figo nella cornice. L’idea che non cambi niente è la preferita di quelli che hanno un po’ di paura che le cose poi cambino, e non si possa più sostenere di saperla lunga come prima, col solito vecchio cinismo. [...]
scritto da Francesco Costa » links for 2009-07-16 venerdì.17.07.09 07:59
Sono d’accordo. al di qua dell’oceano, però, la percezione degli USA e della loro politica è piuttosto distorta. Si è abituati ad una rappresentazione degli U.S. come un enorme set televisivo, dove tutto cambia e si conclude in 120 minuti. Che le truppe USA si ritirassero dal fronte Afghano alla chetichella, da un giorno all’altro, sarebbe stato assolutamente non realistico.
E poi, penso che uno a caso dei de Bush, a quest’ora, sarebbe già partito lancia in resta a radere al suolo l’Iran.
scritto da Ipazia Sognatrice venerdì.17.07.09 08:24
Enzo ha preso le pastiglie stamattina?
scritto da pius venerdì.17.07.09 10:21
http://www.youtube.com/watch?v=61ou0n6Medc
scritto da Cheesy Pop Addicted venerdì.17.07.09 11:24
[...] Freddy Nietzsche » As-Salamu Alaykum is when I decided you really do kick ass . Tagged with: Bush, Freddy Nietzsche, Obama leave a comment « Magic Italy Freddy [...]
scritto da Freddy Nietzsche » As-Salamu Alaykum is when I decided you really do kick ass « Weak Tie venerdì.17.07.09 11:26
“– Obama punta a inserire elementi di democratizzazione del sistema sanitario americano.”
Non vuol dire una minchia. Mica vuole che i medici siano eletti.
al massimo Obama vuole dare una copertura sanitaria a tutti gli americani.
scritto da Carlo venerdì.17.07.09 13:58
Bordone, non so se hai omesso o hai dimenticato.
La differenza tra il rapporto berlusconi-bush e berlusconi-obama ??
Parliamone.
Credo abbiate visto tutti come il nostro presidente gli lecchi il culo, al nigher..
Son soddisfazioni !!
O no ??
Cheers.
scritto da bond venerdì.17.07.09 23:42
per quello il Berlusca lo lecca, lo ha leccato e lo leccherà un pò a chiunque gli faccia comodo…
scritto da nowanda sabato.18.07.09 12:16
ma perchè si guarda nella casa degli altri?
Ci troviamo nella merda e guardiamo Obama?
Ma noi che son 60 anni che siam dominati dai democristiani e dai tiggì che mi mettono il polso del nonno benedetto come prima notizia…forse nemmeno l’avvenire è arrivato a tanto…cazzo e mia nonna che ha una protesi d’anca nemmeno su blob va?
scritto da baboido domenica.19.07.09 01:09
In Iraq Obama non è intervenuto nemmeno di striscio. Ha lasciato i piani passatigli dall’amministrazione precedente. Anzi, a volte si sente la mancanza della pressione politica di Washington sul governo di Baghdad per evitare il ritorno di violenze settarie (estinte con il Surge di Bush a cui Obama per anni si è tanto, ciecamente, opposto).
In Afghanistan, al CENTCOM e al DoD ci sono uomini e strategie decisamente poco Obamiane e molto apprezzate dai vecchi thinktanker bushani. Ringrazio Iddio che su queste questioni Obama abbia fatto un’inversione totale ad U. Solo mi fa ridere che i suoi sostenitori pacifondai e liberalzisti ora le difendano.
Gli insediamenti israeliani non sono più all’ordine del giorno dal momento successivo alle elezioni in Iran.
Il discorso del Cairo è stato superato dagli eventi già 2 settimane dopo che è stato pronunciato. Per di più, rispetto a quelli di Bush non regge lontanamente il confronto.
Poi ci sono i fatti. Obama in Egitto ha dimezzato gli aiuti alle organizzazioni che promuovono la democrazia. E la stessa cosa ha fatto nel resto dei paesi musulmani in cui i soldi statunitensi arrivavano.
Obama ha di fatti reinserito la Corea del Nord in una lista di paesi canaglia, tant’è che sono ritornati a monitorare i carghi nordcoreani che se ne vanno in giro per il mondo tra paesi loro amici per recuperare tecnologia nucleare.
La linea della disponibilità al dialogo a qualunque prezzo (a-qualunque-prezzo) s’è dimostrata totalmente inconcludente con l’eseperienza Iraniana. Ci sono voluti 11 giorni di sangue perchè Obama spiegasse con un minimo di convinzione che non è giusto ammazzare la gente che in piazza protesta per far valere il proprio diritto di voto. E’ stato prima illuso e miope (era convinto di sapere come le elezioni si sarebbero conlcuse), poi vergognosamente cinico e ipocrita nel corteggiare il regime con il proprio silenzio per chissà quale contropartita ventura.
Bush non era un liberista. L’enorme estensione dei piani medicare e mediaic sotto il suo mandato, nonchè lo stanziamento della valanga di soldi in sostegno alle banche l’autunno trascorso (di fatti approvata da Obama) sono esempi che lo provano. Ma certo la disinvoltura di Obama nel costruire deficit e spendere soldi non im farà credere che Obama sia migliore di Bush.
Il resto sono tue visioni oniriche, ma certo riguardanti posizioni distintive di Obama rispetto a Bush. Ed ovviamente sono concreti peggioramenti.
scritto da Marburg U domenica.19.07.09 10:10
1. I piani della fine del mandato precedente sull’Iraq sono il risultato di un processo democratico, quello che ha portato l’opinione pubblica americana a passare da un sostegno quasi totale all’intervento iracheno, fino a un’opposizione maggioritaria. Che il congresso democratico e il candidato dell’opposizione continuassero a spingere per il ritiro dall’Iraq non è ininfluente. Ma anche senza queste pressioni, la linea di Bush è cambiata, e radicalmente, dall’idea dell’ “esportazione della democrazia” a forza, fino alla pianificazione di un ritiro, più o meno coincidente con quella annunciata da chi guadagnava consensi durante la campagna elettorale.
2. Quella degli insediamenti israeliani non è una partita di Risiko, da concludere in qualche oretta. È una cosa lunga, lenta e difficilissima. La responsabilizzazione del governo israeliano da parte del suo sostenitore più fermo, anche solo a parole, è un primo passo importante verso una linea che non prescinda più dal processo di pace. Anche se è solo il passaggio di un discorso, è un passaggio che nei discorsi di Bush non c’era, visto che tutto, dalla Cecenia a Gaza, in una certa fase era diventato un pezzo della grande sfida “terroristi vs mondo libero”.
3. Ho l’impressione che nel rapporto tra Casa Bianca e opinione pubblica musulmana il discorso del Cairo non sia stato superato da nessun fatto. E ho altrettanto l’impressione che il grande aiuto economico di Bush alla democratizzazione dei paesi musulmani di cui parli sia risibile, rispetto al danno procurato dalla sua retorica e dalle sue campagne militari alle istanze di democratizzazione di tutti i paesi musulmani e non solo.
4. No, non ha di fatto inserito nessuno. Perché il “di fatto” rientra nella normale amministrazione dei rapporti diplomatici, geopolitici e militari con un paese antidemocratico, governato da militari autocrati, e armato fino ai denti. Gli “stati canaglia” non sono gli stati con cui ci sono contrapposizioni diplomatiche o militari. Quelli ci sono sempre stati. Gli stati canaglia sono un concetto, una semplificazione che accorpava in un insieme manicheo da bigino una serie di paesi in conflitto, reale o ideale, con gli Stati Uniti. Dietro a quella modalità di comunicazione c’è un’idea del ruolo americano che va bene per Guerre Stellari, ma non per il pianeta Terra. Non si bollano i paesi, come fossero banane, in modo che l’opinione pubblica spaventata possa tenere aggiornata la lista e capire in un secondo dove sia il male e chi siano i nemici. Normalmente, piuttosto ci si fa anche la guerra, contro i paesi ostili o minacciosi – fosse la prima volta nella storia dell’umanità –, ma restano paesi, popoli, governi. E il Presidente degli Stati Uniti è il capo delle forze armate più importanti del pianeta, non l’uomo Del Monte.
5. Il concetto di alternanza si basa sull’idea pragmatica che i fallimenti precedenti vengano scartati, non ideologicamente, ma appunto pragmaticamente. La linea del dialogo con l’IRAN attualmente non esiste, visto che Obama è presidente da gennaio, e i rapporti diplomatici non sono robetta che si sistema in qualche settimana di think tank. Per anni la linea è stata quella dell’assenza di dialogo. Ha fallito. Ahmedinejad, come tutti i dittatori quando il paese si sente minacciato in toto, ha guadagnato consensi e impunità. Ora vedremo quello che succederà. Un Obama che furoreggia alla CNN, mentre la gente muore in strada a Teheran, sarebbe piaciuto molto al Foglio, al WSJ, eccetera. Meno, forse, alle forze che, a Teheran, stanno cercando di delegittimare un dittatore: un processo che prevede una gestione degli equilibri politici interni ed internazionali un po’ più accurata di quella esibita per anni dall’amministrazione senza se e senza ma del lanciatore di ferri di cavallo.
6. L’ “enorme estensione” dei piani Madicaid e Madicare dell’amministrazione Bush, di cui parli, è un contentino. Costruire un Sistema Sanitario Nazionale e svincolare assicurazioni private e posto di lavoro dalle cure mediche è un’altra cosa: significa estendere il diritto alle cure mediche a tutti. Diritto che manca ai cinesi e a 50M di americani. In un paese civile i cittadini vengono curati, per cancro o verruche, anche se sono disoccupati o nullatenenti. Fine della discussione.
Non so chi siano Iddio, i liberalzisti e i pacifondai. Ma grazie per la risposta puntuale.
scritto da Matteo Bordone domenica.19.07.09 14:34
Non ho mai conosciuto una campagna militare americana in cui, sin dall’inizio, non fosse posta la questione di come ritirare il prima possibile le truppe dal teatro delle azioni. Purtroppo per gli storici la posizione, circa l’Iraq, di Obama in campagna elettorale non è mai stata chiara, perchè l’Iraq è da anni (da quando s’è avviata la stabilizzazione) che non è più tema di dibattito politico (tantomeno nelle campagne elettorali dei paesi coinvolti). Ricordo però che prima di allora la tesi di Obama era radicalmente diversa da quella attuale; oltre ad opporsi al Surge e a dichiararne anticipatamente il fallimento, ha negato per altrettanto tempo i risultati, senza parlare dei vari tempi indicati per il disimpegno completo dell’America da quel paese.
Aggiungiamoci che i congressisti democratici se ne sono usciti con brillanti idee del tipo – buttare fuori dal partito Lieberman perchè aveva appoggiato la nuova strategia di Bush.
Considerando anche solo questi due esempiucoli a me il cambiamento radicale (forse dovuto allo scontro con la realtà) pare essere quello di Obama e dei suoi compari.
Il resto non mi va di commentarlo, non sono assolutamente d’accordo con le tesi e le visioni che proponi di Bush e della sua amministrazione, ma non mi va di iniziare una discussione fuori dal tema del paragone con Obama. Anche perchè penso che Obama non abbia la più pallida idea di cosa fare con l’Iran (e conseguentemente con tutto quello che vi orbita attorno, dagli sciiti in Libano ad Hamass nei Territori).
Sarebbe bene anche pensare alla politica di sicurezza nazionale. E’ praticamente uguale a quella di Bush (tra l’altro riconfermata con votazioni al Senato da Obama in versione non-ancora-presidente). Barzellette a parte sulla chiusura di Guantanamo: differenze non ce ne sono.
scritto da Marburg U domenica.19.07.09 22:51