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domenica 19 luglio 2009

Tirez sur le pianiste (avec une cerbottane Bic de plastique transparente, comme aux êcoles moyennes, et les quiques de riz au post des proiets) – post dedicato a Barney Panofsky


truffaut1È da un po’ che non parliamo di Giovanni Allevi. Giovanni Allevi, il timido genio musicale marchigiano, capace di fare una musica talmente universale che nessuno sa come fa una melodia di Giovanni Allevi. Giovanni Allevi, la brutta copia di Nyman e Glass così inconstistente che d’improvviso Einaudi diventa Monk. Giovanni Allevi, il timido scricciolino indifeso che ha lottato contro la banalità di Jovanotti, per regalarci concetti complessi e inediti come:

- ho avuto un esaurimento nervoso per troppa gioia, e sull’ambulanza ho concepito il disco Joy;

- sono un pianista ma non ho il pianoforte a casa perché le melodie me le sogno di notte;

- per un anno ho mangiato solo pasta col tonno, così potevo concentrarmi sulla musica;

- quando ho composto la prima fuga al conservatorio, molti anni prima del previsto, il professore ha detto che o avevo copiato o ero il nuovo Brahms;

- ho imparato a dirigere l’orchestra guardando i video dei grandi maestri su Youtube;

- nuoto in piscina in apnea e ripasso tutte le note del mio concerto, che so a memoria una per una.

Ce ne sarebbero molti altri, di aneddoti e concetti simili, ma vorrei limitarmi all’ultima peculiarità del nostro, che spopola in questi giorni ovunque sotto forma di intervistato, proprio a bordo piscina. Da qualche tempo il giochino del management di Allevi è stato sgamato da qualcuno. Repubblica è stata la prima a fare tana e non cascarci più tanto. Poi c’è stata la Stampa, che ha pubblicato un’intervista a Uto Ughi (indiscusso virtuoso e trombone) il quale si diceva offeso dal successo di un pianista a un autore così banale. Ora si tratta di vedere chi è rimasto: chi ci casca ancora.

Perché nel frattempo Allevi, di lotta e di governo, outsider oggi e musicista del concerto di Natale in Senato domani, è arrivato ai mondiali di nuoto di Roma. E allora tutti i telegiornali a chiedergli delle note ripetute in apnea, a riprenderlo che si bagna le mani nell’acqua della piscina, che si dice collega della Pellegrini, artista come lei, eccetera eccetera. E lì uno lo sa, che dove il nuovo disco di Minghi merita un servizio, un carpiato di Allevi si becca quasi un’edizione straordinaria. Ma stamattina sono andato al bar, e c’era la Gazzetta di ieri. La Gazzetta è nuova al fenomeno, visto che l’Allevi sportivo prima non c’era. Quindi a ’sto giro tocca alla Gazzetta: ecco chi ci casca in pieno. Ho strappato la pagina e l’ho portata a casa.

Mi rendo conto, è un’ossessione. Però non so cosa farci. Mi viene da dare le testate contro il muro ogni volta. E mi trattengo. Ma poi mi scatta tutta una blasfemia che mi vergogno perfino io. Quindi ora vi riporto l’intervista, con qualche mio commento tra parentesi, sperando nella catarsi. Se siete stufi, scusate e arrivederci. Se ne volte ancora, porca troia, ecco qua. Ah, giusto, a proposito, lo dico prima perché non voglio offendere nessuno: da qui in poi AVVISORIA PARENTALE – LIRICHE ESPLICITE (tipo cazzo, merda o porcaputtanatroia come se piovesse), cioè un generoso turpiloquio esclamativo, mai diretto alle persone.

Dalla Gazzetta dello Sport di sabato 18 luglio duemilanove.

- Byron ha attraversato a nuoto l’Ellesponto. E lei? (Vi giuro che la prima domanda è questa. Ve lo giuro! Sui miei gatti, cazzo. Byron e l’Ellesponto nella stessa domanda, sulla Gazzetta, a Giovanni Allevi. Poi dice che uno non si deve incazzare.)

Ho un rapporto privilegiato con l’acqua. Una delle mie prime composizioni, del ’97, è “il Nuotatore”. Nuotare lentamente in apnea mi permette di concentrarmi sulle composizioni che elaboro. (E Byron? E l’Ellesponto? Niente. Scomparsi, come lacrime in piscina. Cazzo. Merda.)


- Un momento di creatività? (No, guarda, di otorinolaringoiatria. Ma dico, cazzo, le ha fatte davvero qualcuno queste domande, o all’ufficio stampa di Allevi quelli della Gazzetta hanno dato una password per scrivere direttamente in pagina?)

Sì. Permette anche di raggiungere fluidità e elasticità muscolare che sono caratteristiche musicali. E, poi, un aspetto accomuna nuoto e musica: c’è la stessa ripetitività ossessiva dei movimenti del pianoforte e c’è la sfida della ricerca dei propri limiti. (Ah, guarda, dei miei di sicuro!) Da un lato un momento gioioso, dall’altro un rigore maniacale. E un elemento dominante: la solitudine. (Magari: sei sempre ovunque a rompere i maroni!)


- E nei tuffi e nel sincronizzato? (Sì, va be’, ma voi mi volete male. Cazzo, cazzo e cazzo!)

Lì l’agonismo sfocia nell’arte. Ho difficoltà a pensare che possa essere dato un voto. Ogni tutto appartiene alla bellezza. Esempi di body-art. (Io non so se sia colpa della sintesi giornalistica, ma se togli anche i verbi e fai l’oracolo di Ascoli Piceno, merda qui mi ricoverano.)


- Nascondono, però, la ferocia agonistica. (Eeeeeh bum! La ferocia. Siamo alla ferocia. Arte e Ferocia. Apollo e Dioniso. Coppi e Bartali. Cazzo e Figa. Grandi dualismi banali dentro a domande senza punto di domanda. E tutto per il solo gusto di far male al mio già precario equilibrio psichico.)

Per fortuna nella musica non si arriva primi. (No, appunto, per fortuna.)


- Lei sostiene che la piscina è pentagramma. (Oh mamma, mi sento male, cazzo: tachicardia, sudorini freddi, dovevo girare pagina e fare finta di un cazzo. Il pentagramma. IL PENTAGRAMMA!!! Quattro corsie con dentro la gente che nuota, e per fare il diesis tengono in mano una ciabatta, per il bemolle fanno un vaffanculo a ombrello.)

Uno spazio limpido su cui esprimere la propria natura. (Certo, come in Film Blu, 1993, di Krzysztof Kieslowski, con Juliette Binoche che nuota tutta compresa nel suo ruolo di bella figa tormentata. Che uno la sopportava per il bella figa, non per il tormentata!)


- La musica di Chopin ricorda la pioggia e la sua? (La punteggiatura è originale. Quindi qui, oltre a dare per scontato che  la musica di Chopin, come – porca la troia – sanno tutti, ricorda la pioggia, si ipotizza anche che la musica di Chopin riporti alla memoria due cose: la pioggia e la musica di Giovanni Allevi. Un’ipotesi che mi fa sperare in Terminator, nel 2012, e nel ritorno di Verdelli dalle ferie.)

La caratteristica principale che i miei ascoltatori ritrovano è il senso acquatico del linguaggio, che non solo è cullante, ma anche tempestoso. (Eccoci. Cullante, ma anche. Non cullante e basta, eh no! Cazzo, ricazzo e stracazzo. Cullante e tempestoso assieme. Tra l’altro è strano che ci sia tutta quell’acqua nella musica di Allevi e solo il suo primo pezzo del 1997 faccia riferimento all’acqua nel titolo. Buffo, no, lì a bordopiscina, che ci sia questo senso acquatico. Chissà vicino al tornio, cazzo, cazzino e cazzetto, che senso metallico del suono che viene plasmato.)


- Più adatto all’oceano che alla piscina. (È ufficiale: si tratta di una gara all’ultima bracciata tra chi fa le domande e – vacca troia – chi risponde.)

La sfida del compositore (Parla di un altro, tranquilli, c’è la terza persona.) è trasformare la piscina in oceano. Riuscire a esprimere l’immensità dell’essere umano all’interno dei confini angusti e rigorosi della partitura scritta. (Aridaje. Vasto ma angusto, panico ma gioioso, porca ma troia!)


Che cosa eseguirà stasera? (Una domanda!!! Una domanda vera!!! Lacrime di gioia e bestemmie insieme, ad libitum.)

Tre brani al pianoforte solo. “Monolocale 7.30″, ha un carattere mosso e fluido. Poi “Come sei veramente”, è un adagio sognante, e “Piano karate”, è un mare in tempesta. (Non mi far parlare, che sono ancora scosso dalla domanda.)


Che cosa la colpisce nei campioni? (Un’altra. Siamo sconvolti, ammutoliti.)

Che siano spesso oggetto di attenzione nella vita privata. Invece, quando tornano all’acqua, tornano all’essenziale. È ciò che conta e ci entusiasma. (E qui sono d’accordo. Il campione, come l’artista, cazzo cazzuccio e cazzariello, non ci deve ammorbare con dettagli morbosi della sua geniale intimità. No no. Deve suonare e stare zitto, nuotare e tacere, spingere via i media che costruiscono mitologie porcaputtana cannibali, e dedicarsi solo a quello che dovrebbe fare. E sono d’accordo, cazzo. Sono d’accordo sì, sono d’accordo merda!)


Chi è Phelps? (Siamo al quiz, alla maturità, alla domanda imbarazzante delle Iene? L’ho detto che c’è dell’agonismo nell’aria, anche nell’intervista.)

Uno che rompe le proporzioni dell’uomo Vitruviano e per questo motivo vola sull’acqua, scambiano la piscina per un cielo rovesciato. (Adesso prendo la smemo e un martello, scrivo sulla smemo questo bel pensiero del cielo a testa in giù e di Vitruvio – UN PO’ COLTO E CAZZO UN PO’ NAIF CAZZO CAZZO CAZZO CAZZO – e poi mi prendo a martellate vitruviane tutte le articolazioni. Per qualche ora.)


E Federica Pellegrini? (Soffro già adesso come un cane.)

Mi suggerisce sentimenti di protezione. Vorrei fosse messa nelle condizioni di esprimere al massimo il suo talento agonistico? (Cosa c’è, un complotto contro l’espressione degli artisti? Come quello nei tuoi confronti quando suonavi per Jovanotti e non ti facevano sperimentare nel mondo vitruviano del cazzo cazzo e porca troia ancora cazzo?!)


Roma è città d’acqua: acquedotti, fontane e il Tevere. (Siamo al cinegiornale LUCE, alla settimana INCOM, al porcatroia purissimo, al ritorno allo stile che più ci ha appassionato, quello dell’inizio di questo viaggio, quello delle domande senza la virgola. Cazzo.)

È una fortunata coincidenza che la città dell’acqua ospiti i Mondiali di nuoto. Ma, per sua natura, Roma è una città mondiale. (Questa della città mondiale la diceva anche Mussolini. Ma Roma città d’acqua, o addirittura città dell’acqua, bah. Ho perso le forze.)


Giovanni Allevi e Claudio Gregori mi hanno sfiancato. Non so se tutto questo sia servito per dare un freno alla mia ossessione, e svuotarmi di tutto quel turpiloquio che mi si accumula in testa (come una sinusite del vaffanculo).

Speriamo.

(Cazzo. Cazzo. E stracazzo.)


Immenso

grazie, grazie, grazie.

e penso:
il successo di queste COSE va ricercato nel pubblico più che nella COSA in se, mirabolante prestazione di marketing. Il successo nel pop è dovuto all’individuazione di una nicchia psicologica, di un bisogno nel mercato e nella conseguente colonizzazione della nicchia. Nei casi più perversi e interessanti il marketing si piega su se stesso, invece di TROVARE una nicchia la CREA.
Questa COSA di cui parli ha trovato una delle nicchie più pericolose e tristi della contemporaneità italiana.
La necessità del pigro, dell’ignorante, di sentirsi COLTO, saggio, preparato, acuto, profondo, introspettivo e bestemmie varie.

Il meccanismo di individuazione e creazione di nicchie psicologiche su cui adagiarsi ci ha donato i tokyo hotel della germania, i take that o le spice girls del regno unito e tante belle alre cose.
Quando però la nicchia diventa menzogna e ipocrisia, quando mente a se stessa, nega la sua stessa natura, in quel caso diventa veramente difficile sopportare il meccanismo.

Il nostro PresdelCons segue gli stessi principi… il pubblico aveva preparato la nicchia, la nicchia è stata lavorata a dovere e comprare un disco costa più che andare a votare.

Sentiamoci colti, sentiamoci italiani, sentiamoci importanti e andiamo tutti affanculo.

il problema è che da queste cose non se ne uscirà mai, se la gente non ha gli strumenti per capire PERCHE’ allevi è un musicista mediocre ed un invasato spettacolare. entra in un conservatorio e chiedi in giro se allevi piace, e stupisciti. l’ignoranza musicale (orecchio, armonia, tecnica, improvvisazione) è radicata nel nostro paese fin dentro i centri d’eccellenza.

Matteo,
solleviamoci con ben altri tocchi:

http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=qq7ncjhSqtk

a detta dei critici Giovanni Allevi non è questa meraviglia di compositore. Ok. Detto ciò perchè non considerarlo come mezzo di avvicinamento della cultura pop(olare) alla Musica con la M maiuscola, come un antipasto che ti metta appetito e ti stuzzica, spingendoti verso le portate più importanti? Considerando la mancanza di educazione musicale nelle scuole italiane Giovanni Allevi può essere il soggetto ideale per avvicinare le generazioni trl a qualcosa di più compiuto.

Matteo torna alla radio che mi sono rotto le palle di studiare con la radio spenta, ciao.

Accedo adesso al blog e, dopo i festeggiamenti, mi sento ancora sola, con nessuna musica in testa che possa tenermi compagnia. Mi chiamo GiovAnna e vorrei tanto che qualcuno mi facesse gli auguri perché oggi è un giorno pieno di joy: è il mio compleanno!!

Scusate, mi chiamo Ann(a) e lo spiritello gioioso di Allevi è arrivato sin qui. Però oggi è davvero il mio compleanno.

Dimenticavo: invece di fare certi tipi di sermoni con paroloni che neanche il Papa, sto Giovanni non poteva scrivere tipo un Harry Potter e farci i soldi con quello? almeno nelle interviste avrebbe parlato “solo” della sua magnifica creatura e non del resto del mondo.

Appena ho visto la parola “pianiste” nel titolo mi son detta: “alè, post di sfogo su Allevi!”

Come ha già detto qualcuno, grazie! :)

lol
esilarante

spero lo sfogo sia servito per placare i bollenti spiriti…

“per il bemolle fanno un vaffanculo a ombrello” mi ha fatto sganasciare.

Altro punto a favore della tesi di Baricco per lo spostamento di finanziamenti alla scuola: se ci fossero più persone con un’alfabetizzazione musicale minima, ci sarebbe un pubblico capace di discriminare tra Pollini e Allevi.

Di “Roma città dell’acqua” si dice perchè è piena da sempre di fontane.
E poi perchè non parli di D’Alema e del fatto che al tuo caro P.D. non hanno fatto iscrivere Grillo? Paura eh?

P.S.:Sto scherzando,ovvio.Una piccola burla estiva! Allevi però a scrivere l’inno del P.D. ce lo vedrei bene!

matteobibbianchi, anche a me ALLEVI fa cacare (infatti ce lo regalo alle FEMMINE quando le LASCIO), ma volevo farti una CORREZZIONE. Tu scrivi:
“Coppi e Bartali. Cazzo e Figa. Grandi dualismi”. ERRORE.Non si chiama dualismo. si chiama ORGIA.

Tu sei ALLEVI senza barba

ah, e COMUNQUE
tu MI COPI.
IL popolo LO deve SAPERE!!!

Difficile non compiacersi del fatto che Matteo periodicamente sfotti Allevi: se le cerca troppo.
Tenderei a pensare che sarebbe più saggio applicare il “purchè NON se ne parli”, ma capisco che certe volte non si resiste proprio, altro che FruitJoy.
Ad ogni modo, il punto serio rimarrebbe un altro. Niente di nuovo, anzi, Pola mi ha anticipato su di esso, anche se le mie motivazioni non son del tutto sovrapponibili. Può ben essere che possa esser vera la sua tesi che in tale modo ci sarebbero maggiori chance che molti preferirebbero Pollini (che dati anche i recenti tempi bui per le Api, sarebbe pure solidaristico), però la priorità non è che la gente non sopporti Allevi, qualunque sia il mio gusto riguardo a quest’ultimo.
Il fatto più rilevante, e che mi fa più inkazzare sul serio, resta che esso sia stato considerevolmente “spinto” da editori che giovano di ingenti contributi pubblici e che sia stato fatto suonare in parlamento e alla cerimonia dei mondiali acquatici di Roma.
Non vorrei entrare nella demagogia privato bene – pubblico male, è però indubbio che premiare il merito in uno dei 2 approcci sia molto costoso (nel senso lato del termine).
Peraltro in tali ambiti il margine di opinabilità mi pare molto alto, senza trascurare il fatto che si tratta un po’ di “extra” (non asili o scarpe). Nell’altro approccio, se ne potrebbe discutere (personalemente ho le mie idee), quel che è certo è che “i vari Allevi” non dovrei pagarli io: ecco la priorità.
I TokyoHotel o Amici, qualunque cosa si pensi di essi, tendenzialmente son frutto di “realtà private”
Su di essi e TRL posso esprimere, in quanto consumatore, il mio gradimento o meno, ma non ho lo stesso diritto di metter bocca o indignarmi.

@ Sergio: se la gente si deve avvicinare alla classica grazie ad Allevi per poi commentare dopo un certo passaggio di Vivaldi “ah, mi ricorda quel tale pezzo del secondo disco di Allevi”, allora è meglio che se ne rimangano lontani, anzi aiuto io a posare un altro po’ di filo spinato.
I miei “shock musicali” (come Charlie Parker, Caetano Veloso, Ed Motta) derivano dall’ascolto diretto, senza che nessuno prima mi abbia convinto che si trattava di geni musicali. Se la gente si “avvicina” a certa musica per moda, la musica non riuscirà ad avere alcun effetto culturale o di progresso. Rimarrà moda, consumo, pronto ad essere subito sostituito e completamente abbandonato dopo l’arrivo della successiva “tendenza”. Con pochissime eccezioni.
Quindi io riporterei Allevi a un meritato anonimato e mi dedicherei piuttosto a fare qualcosa per impedire che nelle radio girino sempre i soliti 30 pezzi a rotazione. Questa prassi sì che è dannosa per il progresso culturale, in quanto impedisce di scoprire nuovi orizzonti. Vedo che ci sono molte persone che non hanno affatto il piacere di scoprire nuova musica e secondo me questo è un problema bello grosso.

e cazzo.

the new King Of Pop

(è ascolano, cosa potete pretendere ??)

Allevi per l’inno del Piddì ce lo vedo bene pure io.

And, guess what,girls?
He’s single!

Mamma mia Matteo, ho dolori alla pancia dal ridere. Ottimo inizio di giornata, grazie!

Un commento breve:
LOL

Ah, dimenticavo…
>>Adesso prendo la smemo e un martello, scrivo sulla smemo questo bel pensiero del cielo a testa in giù e di Vitruvio – UN PO’ COLTO E CAZZO UN PO’ NAIF

Questo è il picco assoluto del post, geniale!

Quando parli di Minghi dovresti chiamarlo Maestro. Maestro Minghi, cazzo, lo sanno tutti.

Iniziare la settimana ridendo a crepapelle è la migliore cura contro la depressione strisciante di questi giorni-
Grazie grazie grazie!
E si, tirez sur le pianiste (magari gli tiri la smemo e dopo anche il martello!).
E cmq non era difficile sgamare il marketing di Allevi. Ha una moglie bocconiana. V’ho detto tutto (li conosco bene… lo sono anch’io… brrr).

ah, e dio benedica Barney Panofsky!

GRAZIE MATTEO!!!! Non smettere mai di fare il tuo lavoro, che sei uno spettacolo!!!!
E sai che in questo argomento mi trovi d’accordo, al tuo fianco…
Purtroppo sono circondata da amiche sdolcinaterrime(non è un errore, è un iperlativo assoluto :) ) che ascoltano Allevi,e quando sono a casa loro, mi sembra di essere in una soap, in cui ci si parla guardandosi con gli occhi perfettamente truccati ma un pò lacrimosi dicendo frasi come: <>

GRAZIE MATTEO!!!! Non smettere mai di fare il tuo lavoro, che sei uno spettacolo!!!!
E sai che in questo argomento mi trovi d’accordo, al tuo fianco…
Purtroppo sono circondata da amiche sdolcinaterrime(non è un errore, è un iperlativo assoluto :) ) che ascoltano Allevi,e quando sono a casa loro, mi sembra di essere in una soap, in cui ci si parla guardandosi con gli occhi perfettamente truccati ma un pò lacrimosi dicendo frasi come: “Oh Michael, quando guardi youtube e fingi di dirigere le grandi orchestre, mi sento come quando in crociera il pianobarista mi dedicò “l’uomo Vitruviano spancia contro il cielo”"

Speriamo che in un’intervista ventura il gli si chieda in apertura: ‘fanculo Byron, Shelley per fare il figaccione è affogato nel Tirreno, e lei?

Commovente, la foto di Truffaut.

dovresti commentare più spesso certi articoli..

Grandioso ma … questa non è tutta farina del tuo sacco. Se lo fosse saresti il nuovo…Richler(che sembra un nome da pianista, poi…toh!)

non è écoles?

ehi, ma qui mi hanno rubato l’identità, non si fa ! E io che pensavo di avere avuto un’idea originale firmandomi con il mio nome…. Vabbé, aggiungo un 1 tanto per far vedere che il primo sono io…

Allevi è il termometro rettale del nostro paese. Mi fermo qui.

“Che siano spesso oggetto di attenzione nella vita privata. Invece, quando tornano all’acqua, tornano all’essenziale. È ciò che conta e ci entusiasma. (E qui sono d’accordo. Il campione, come l’artista, cazzo cazzuccio e cazzariello, non ci deve ammorbare con dettagli morbosi della sua geniale intimità. No no. Deve suonare e stare zitto, nuotare e tacere, spingere via i media che costruiscono mitologie porcaputtana cannibali, e dedicarsi solo a quello che dovrebbe fare. E sono d’accordo, cazzo. Sono d’accordo sì, sono d’accordo merda!)”
scusa un attimo, ma tu nn sei amico di jovanotti, mica per niente ma un artista famoso che parla di un tema di politica o attualita viene ascoltato molto di piu che uno stronzo qualunque.
e se quell’artista ha ragione e molta gente gli da retta ben venga.
certo puo succedere anche il contrario ….pero…..

Ho visto la foto di Truffaut… e già puoi immaginare la contentezza, poi ho letto il pezzo e ho deciso di farti una proposta di matrimonio in piena regola. Bordone, je t’adore!

[...] Matteo Bordone si incazza perché ancora c’è qualcuno che “ci casca”, il quotidiano di Concita De Gregorio [...]

adesso glielo spieghi tu ai miei colleghi perche’ rido da venti minuti come un cretino?????!

ahahahahahahah!
grande matteo, sto ancora ridendo!!!ahahahahah!

Grazie Matteo, a volte uno perde le speranze nel genere umano ma poi passa su Freddy e aspetta con serenità il 2012.

Viva la figa.
Erano tre anni che aspettavo il post giusto per dichiararlo.
Grazie amico.

Quelli che nuotano con la ciabatta in mano per fare i diesis. Mi hai costretto a uscire dalla stanza, ridevo troppo. sei un gigante.

“La necessità del pigro, dell’ignorante, di sentirsi COLTO, saggio, preparato, acuto, profondo, introspettivo e bestemmie varie.”

com’è triste questo pensiero,, piuttosto che pensare così del mondo, preferisco pensare che Allevi sia un genio, anzi un dio, dio li fa e poi li allevi

In effetti la ciabatta in mano e il bemolle col gestaccio sono fantastici.
Però, scusatemi tutti, ma non ho capito cosa centra il mio personale mito Barney Panofsky….. ditemelo, vi prego.

“cosa c’entra”, ovviamente.

o “cosa ci entra”, se preferite

Giovanni Allevi ad Affari Italiani: “I giovani che si drogano? Li capisco”
http://www.youtube.com/watch?v=Asn3dH2hXDE

un pianista a mezza coda

[...] al “virtuoso” della musica italiana e’ stato gia’ detto tutto, e bene, qua. Insomma, era una roba del tutto [...]

>e poi mi prendo a martellate vitruviane tutte le articolazioni. Per qualche ora.

Grazie: queste due frasi hanno reso migliore la mia giornata.

Saluti da Varese (o quasi).

Bordone, io più passa il tempo e più la trovo straordinario. Sono preoccupato. Ma non so se per lei o per me. Mi stia bene!

Certo che è écoles. Ma non mi pare che il resto della frase sia in francese purissimo.

Bellissimo!! Ho riso di gusto

E così, tanto per fare, sostituire al bersaglio G. Allevi con Victoria Beckham nata Adams?
Saggia Vicky, che dice niente e niente fa.

stre-pi-to-so.

No, Bordone che non è in francese purissimo, ma è in un francese bellissimo, per questo io qui presente francofona from paris non ti ho corretto niente eppure sono una spaccamaroni non da poco! :)

non capisco solo una cosa: allevi sì, ma: morgan?

ah, dimenticavo
W eNZO

Bordone, hai tolto il link delle Malvestite perché vi compare una critica spietata rivolta a tuoi colleghi/amici? Non è vero!

da grande voglio diventar direttore della Gazzetta e assumerti come giornalista e mandarti a intervistare, con l’ausilio di una mazza da baseball, Giovanni Allevi allo Yankee Stadium

per tirarti su il morale, ecco cosa combina laffranchi:

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Spotlight&vxClipId=2524_3825a6ec-75d2-11de-95fa-00144f02aabc&vxBitrate=300

Nella pagina degli Spettacoli della sezione dedicata a Firenze della Repubblica di oggi c’è un’intervista al celebre pianista succitato che sabato terrà uno dei suoi concerti evento in Piazza dei Cavalieri a Pisa. Quando ho letto la risposta del signor Allevi alla prima domanda ho avuto immediatamente l’irresistibile impulso di trascriverla per condividere con voi lo stupore che qualcuno possa realmente dire scemenze come queste. Così, a costo di scatenare una nuova crisi di nervi nel titolare del blog che tutti amiamo cui chiedo perdono in anticipo, cito dall’intervista di Fulvio Paloscia che domanda al giovane compositore come si prepara in vista di un concerto: <>.

Del video su corriere.it metto in luce il passaggio sulla parentesi “didattica” della carriera di Allevi…da prof mi chiedo: ma come si fa ad avere “tanto carisma da suscitare invidia nei colleghi” e non riuscire ad attirare la loro attenzione, ottenendo il silenzio?
Quest’uomo ha un ego che fa ombra!

All’inizio del video del Corriere GIURO che credevo fosse una nuova imitazione di Neri Marcorè!!!

@Matteo: ne vogliamo ancora!

Geniale. mi sono sempre chiesto il perche’ del successo di questa persona particolarmente arrogante e neanche particolarmente brillante.

Grazie, cazzo di Holmes!!
Best pezzo ever.
Allevi get a life.

Bordone quando lo fai un post su Bocelli? Possibile che sono l’unico a pensare che il Bocelli sia un bluff colossale? Certo almeno non spara le cazzate di questo cocciante pigia-tasti

Grazie, me la sono proprio goduta. Adesso vado ad ascoltarmi un po’di Orlando Gibbons per farmi passare il mal di pancia.

“la musica è tutta nella mia testa”(di cazzo) uahahuauhahuah

aspè mi ricompongo..Sto post è ‘na specie di bukkakke sulla faccia di allevi..godo

Mi ci son voluti un tot di giorni per riprendermi, post grandioso! Ti avviso pero’ che il Corsera c’e’ ricascato in pieno, ieri in home page servizio dal titolo: “Allevi, quando facevo la break-dance”.
No, non ho letto, non ho nemmeno sfiorato il link, sei pazzo?!

Allevi futuro segretario del PD.
Why not?

non mi piace Allevi, ma non lo odiavo. fino ad OGGI. quando ho letto quest’intervista su La Stampa

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&ID_articolo=1477&ID_sezione=62&sezione=

il cui passo saliente recita così:

Stagione di grandi concerti in Italia: U2, Springsteen, Pino Daniele, Baglioni.
«Mi affascina la genialità di Claudio Baglioni, delle sue melodie. Però, rispetto a tutti loro, mi ritengo un extraterrestre. Sembra che sto riuscendo a ottenere gli stessi risultati, usando però un pianoforte solo e un’orchestra sinfonica»

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Il commento sulla similitudine piscina-pentagramma ci ridà un po’ d’aria. Grazie.

così, per gradire:
http://www.unita.it/rubriche/cotroneo

semplicemente fantastico. Merita di essere diffuso urbi et orbi.

Trillo (italomusico in esilio teutonico)