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giovedì 23 luglio 2009

Ho cominciato una cosa che non sono riuscito a finire


Qualche anno fa lo scrittore Douglas Coupland scrisse il suo libro della svolta, e lo intitolò Girlfriend in a coma, come l’ultimo singolo della storia degli Smiths. Benché gli Smiths non fossero mai nominati, scampoli dei loro testi erano disseminati nel libro: una scematina per i lettori normali, ma un congressodivienna per i fan del gruppo, che, come si sa, sono tra i più ossessivi. Ecco, grazie al blog di Violetta Bellocchio, ho scoperto che esiste un essere umano che onora quotidianamente questa strategia da carboneria dei narcisi in tasca. Chi conosce le canzoni, coglie; per gli altri è solo un presentatore che a volte usa delle espressioni un po’ strane, figurate. Piume, penne, uova, livree e migrazioni sono, ovviamente, solo un pretesto.


Pensando alla seconda parte della carriera di Douglas Coupland (e al bruttarello Eleanor Rigby) dobbiamo aspettarci un filmato con qualcuno che omaggia i Beatles?

Bordone, in queste sere d’estate sei come un chinotto, rinfreschi le idee e rinfranchi lo spirito (olé)

… o viceversa

io la pianta di chinotto ce l’ho in casa, è molto carina, i chinotti sono tali e quali a dei mandarini, ma siccome sai che sono dei chinotti, ti viene da meravigliarti,, anche con voi mi viene da meravigliarmi, non solo per quello alto e miope, ma per tutto l’entourage, siete alti e intelligenti, magari mandarini, ma ricchi di cose negli occhi e nella testa che producono altre cose che si collegano ad altre cose e producono fili con sottotracce, e poi grandi matasse razionali, ma anche no. tutto ciò, io credo lo comprenderò forse nel 3000, massimo nel 2093.

eio che pensavo che la pianta del chinotto facesse dei frutti a forma di lattina :D

ma quanto è bella la canzone che dà il titolo al post?

io ricordo che c’era anche una specie di video di quella canzone, in bianco e nero, con loro che pedalavano per le strade di manchester. non l’ho mai più ritrovato, da nessuna parte

è stato un vero colpo di fulmine per me

@gnunon sei solo, ma non deprimerti: se vai al post precedente e cerchi tra i commentatori un certo “riparo”, ti potresti montare la testa.
:-)

Cose apparentemente lontane sono in realtà collegate tra di loro… e alla fine non tutti i conti tornano!

ma oggi non scrivi niente? iniziavo a prenderci gusto. potresti scrivere qualcosa sul potere, oppure su Rosolino che ha attraversato lo stretto di messina a nuoto, io la trovo una notizia inquietante,,

oh, the smiths! Speravo ce ne fossimo liberati per sempre! Ogni volta che mi capita di sentirli mi vien voglia di correre ad ascoltarmi gli Slayer! Morrissey la pagherai!

Ho il sospetto che il tenutario del blog se ne stia bellamente in vacanza :)

sì, che cosa poco seria per un tenutario di blog… anch’io mi ero fatta tenutaria di blog, ma almeno l’avevo chiamato naftalina, così non avevo l’obbligo di andarci, ma anzi, meno ci andavo più tenevo fede all’intento

A proposito di Smiths, su Nazione Indiana c’è un bell’articolo di Gianluca Veltri sul libro che Mark Simpson ha dedicato a Morrissey:
http://www.nazioneindiana.com/2009/08/25/morrissey-psico-inchiesta-sullultima-rockstar/#more-20935