mercoledì 5 agosto 2009

Non se ne può e pluribus unum!


deus ex machina.JPGSono finito sul blog di Gad Lerner, e ho constatato che ci risiamo.

Attacco della recensione di un libro, scritta da Lerner stesso, uscito su Vanity Fair:

Si può parlar male di un libro Adelphi, e per giunta di successo? Certo mi incute timore riverenziale la sapienza di Roberto Calasso, deus ex machina di una casa editrice tanto prestigiosa.

Allora. La finiamo?! Ma no, non mi riferisco all’adorazione pagana di Calasso.

Intellettuali italiani, giornalisti italiani, scriventi italiani, quel cazzo che volete voi italiani, “deus ex machina” non vuol dire quella roba lì!

Il capo, il capoccia, quello che fa andare la baracca, il perno, la chiave di volta, il motore immobile, quella è una cosa; il deus ex machina, come illustra questo disegnino didascalico che ho trovato in rete scrivendo le parole “deus ex machina” sul celebre motore di ricerca google, è un altra cosa.

Lo rispiego, dai. Nelle tragedie greche, tipo quelle di Euripide, a un certo punto, quando la storia era tutta incasinata che le madri non sapevano più dov’erano i figli, i figli si stavano facendo i padri, e uccidevano porcari e scudieri che avevano cambiato sesso in punto di morte, col re cieco e vate tiresio che annuncia sventure della battaglia fromboliera, insomma nel mezzo del casino tipico delle tragedie greche, arrivava Zeus o una equipollente divinità dell’olimpo, calato in scena da un macchinario, e metteva a posto tutto di colpo, anche se la roba non stava tanto in piedi. Era Zeus, e poteva. Arrivava dall’alto, volando, e spiegava quello che era successo, faceva tornare insieme della gente, chiudeva li linee aperte di un testo che fino a un minuto prima sembrava inestricabile. Zeus che cala dal macchinario: in latino, Deus ex machina.

Il deus ex machina è quello che, quando è saltata la luce e si gira con le candele accese da ore, a un certo punto dice aspetta, scende in cantina, trova un vecchio generatore, lo accende, e salva la serata. “Nessuno sapeva di quel generatore, eravamo lì con le candele a casa di Gad, non si poteva fare niente, era saltata chissà dove, non c’era un lampione acceso nel giro di un chilometro! Invece è arrivato Pierfranco, il nostro deus ex machina, e ha risolto tutto.”

Dai, per favore, le citazioni latine sbagliate sono proprio brutte.


che ne dici di “carpe diem”? o è meglio “usque tandem”? o “sic stantibus rebus”?
Personalmente, potendo scegliere, io andrei comunque al “timeo danaos…”.
Sta di fatto che Gad ha ragione a prendersela con il recupero di un testo reazionario e pure brutto, giustamente dimenticato.

Ma un post così non l’avevi già scritto? Boh, forse ricordo male. E comunque repetita iuvant.

L’aveva già scritto eccome. Ma il prossimo suo è sciatto e gnucco, e a lui gli girano talmente che l’ha riscritto. Bravo. (“Li linee” però sono “i versi” o che altro?)

Il Deus ex machina è il simbolo della falsità di tutte le religioni

Con Cordo.

Qualcuno si ri corda ( a proposito, e’ una faccenda di cuore, più che di testa… ) quella filastrocca di frasi celebri in Latino , ” vademecum tango ” mi pare si intitolasse… ?

E comunque Gad si trova più a suo agio con l’ebraico, e chi ospita Jews for Dummies lo sa, vero ?

Ad Maiora , ciao !

Quanto al libro incriminato, Zia Mame, Lerner ha ragione e torto. ( ossimoro = pochezza d’argomenti ? – Mo adesso Freddy mi stanga… )

Il libro di Dennis non e’ un capolavoro, ma e’ molto più intelligente e acuto di quanto il Bastardo sappia cogliere: la crtitica socio antropologica dell’America dei Fifties, stretta fra “Reader’s Digest” ( in Italia era “Selezione…” e Happy Few e’ efficace, funziona . Non c’e’ solo Vita e Destino, Gad, c’e’ anche Miss Leggerezza nel gran libro del mondo…

Sub scribo in toto. Vale!

Forse mi sbaglio (i miei ricordi di letteratura greca risalgono tra 7 e 10 anni fa), ma mi sembra che, tra i tre, Euripide sia quello che fa meno ricorso al Deus ex machina… Eschilo di certo, e anche Sofocle ;)
Scusa la pedanteria. In ogni caso complimenti per il blog, è una delle mie letture preferite! :)

….”Quindi non fare il furbo. Ché la parte dello scocciato, nella vita, è sempre la più facile”….

Franco Nebbia

VADEMECUM TANGO, di Franco Nebbia.

Mutatis mutandis absit iniuria verbis
temporibus illis obtorto collo … tango!
Ubi maior minor cessat talis pater talis filius
motu proprio ad maiora
ahi, vademecum tango, ad usum Delphini.
Ubi maior minor cessat talis pater talis filius
motu proprio ad maiora
ahi, vademecum tango… sed alea iacta est!
Memento audere semper mala tempora currunt.
Per aspera ad astra parva sed apta mihi
horribile visu sed ex abrupto… tango!
Ubi maior minor cessat talis pater talis filius
motu proprio ad maiora
ahi, vademecum tango, ad usum Delphini.
Ubi maior minor cessat talis pater talis filius
motu proprio ad maiora
ahi, vademecum tango… sed alea iacta est!
Ubi maior minor cessat talis pater talis filius
motu proprio ad maiora
ahi, vademecum tango, ad usum Delphini.
Ubi maior minor cessat talis pater talis filius
motu proprio ad maiora
ahi, vademecum tango…  sed alea iacta est!
Ipso facto magna pars!

chi si ricorda l’integralità della filastrocca per ricordarsi dei tragediografi grechi ? “Eschilo Eschilo, che qui si Sofocle…”
O me la sono sognata ?

… Le scale sono Euripide…

Comunque l’indovino era Tiresia.

Filippo1, io me la ricordo così:

Eschilo Eschilo, c’è Pericle di Sofocle, ma attento: le scale sono Euripide

@Marco Aurelio. Ti sbagli. Euripide è quello che ha usato questo trucchetto più di tutti gli altri.

“Eschilo Eschilo, che qui si Sofocle.
Attento alle scale, che sono Euripide, sennò Tucidide”

Marco Aurelio, poiché le tue conoscenze si attestano più che altro sulla filosofia stoica, ti correggo: sarò il tuo deus ex machina! ;)
Premessa la povertà della tradizione drammatica che impedisce un giudizio definitivo, dei tragediografi attici del canone Euripide risulta quello che fece maggior uso dell’espediente narrativo/scenico del deus ex machina. Oltre alle tragedie superstiti che lo provano, poi, a dimostrare la percezione comune di Euripide come drammaturgo eccessivamente legato a questo vezzo c’è la scena parodica degli Acarnesi di Aristofane (vv. 404 ss.) nella quale Euripide si fa calare dal proprio studio con la machina per esporre a Diceopoli la sua retorica cialtrona. Masterpiece!

Mi piacerebbe avere il parere di enZO

Rimane sempre aperta una possibile deusexmachinazzione della cosa: all’Adelphi non sanno che pubblicare o ripubblicare, insomma non sanno che pesci pigliare ed ecco TAH DAH! Deus ex machina Calasso cala dall’alto con un libro in mano….o con una lampadina è uguale

è il primo libro Adelphi che leggo dai tempi di Barney.
L’ho letto perchè lo consigliaca Pierantozzi.
Poi mi tratteneva il lancio di Repubblica(‘il libro che fa morir dal ridere Pieto Citati’, la cosa mi inquietava).
Poi l’ho letto, ed è semplicemente un libro mitico.
Chi non lo capisce, pazienza.

Bordone est verum deus ex machina.

terque quaterque testicula tacta, omnia pericula fugata sunt,,

ma c’è modo di postare nel commentario una foto? ne avrei una fantastica!

Enzo Mandruzzato nel suo libro Il piacere del Latino ha un capitoletto dedicato al latino inesistente, a cui andrebbe aggiunto “l’uso” moderno di deus ex machina.

Mai ai livelli di Renato dall’Ara, indimenticato presidente del Bologna:


“Per la parte tecnica fiat lux (faccia lui),per la parte economica sine qua non” (siamo qua noi)

@Gnu, anticipo Siccio: testiculis tactis, abl. ass.

E due ‘dài’ senza accento, allora? :p

perchè ripetere un post? noi siamo lettori intelligenti e magniloquenti :)
Dillo a Gad, dillo!

Va be’, ma la recensione era per VF, chi se ne accorge? ;)
Ok, fine della parentesi acida.
(a proposito, che libro adelphi era?)

E vogliamo parlare delle citazioni in inglese o, peggio, in francese?
Signora mia, lasciamo stare…

@chelido, è impossibile, è testicula tacta, non puoi minare le mie (poche) scolastiche certezze, adesso non mi ricordo più niente, però testicula è plurale, e tacta concorda, per me è giusto,,
però, se non lo fosse, confondo le acque canticchiando “Loaker che bontà” in greco (il che produce sempre un discreto successo): Katerkomen a forou, a forou tou Tirolou, Lanzanomen en to koro, Loaker as glukus, Loaker as glukus! eheh… nessuno mi risponde sull’inserire la foto nel commentario? non c’è modo con gli href, blockquote etc?

E se tu scrivessi “dài” con l’accento il post sarebbe perfetto.
Ale

@Siccio: GRAZIE!!! :). Ammetto che la mia letteratura greca è un pocolino arrugginita :)
(E ho imparato a mie spese che un buon tacer non fu mai scritto…)
Mea culpa.

Scusate la pedanteria, ma Deus non sta per Giove-zeus (come ha scritto Bordone), ma per qualunque divinità o ricordo male io? per esempio ricordo interventi di Atena nelle “Eumenidi”

l’avevi messo il link alla recensione del libro, che scema…

Il deus ex machina moderno è Mac Giver!

@Elena
Look, Bordone scrive “Zeus o una equipollente divinità dell’olimpo”.

Eccomunque ringrazio per il ripasso di letteratura greca. Nostalgiaaaaaa!

Il post di “chi ne sa di più”… ma mandare un mail a Gad Lerner non bastava?

Da un sionista come Gad non mi sarei aspettato nulla in meno di una bassa bestialita’ simile. Come quando il peones si e’ messo a giustificare l’invasione di terra delle truppe ebree sul suolo palestinese. Ma questo, chi legge la vostra patetica miniguida sionista non lo dice vero?

eNZOOOOm dove sei, mon amur???

Ma che cosa fumate?
e tu eNZO? niente?

Con Baotzebao e Laura, contro Lerner e d’Orrico.
Adelphi fece molto peggio anni fa, pubblicando La lettera d’amore di C. Shine. Chi non ha niente contro Mary Poppins, Fred Astaire e Cold comfort farm – e siamo in tanti – leggendo Zia Mame si può divertire.

Mi spiace, ma è giusto testiculis tactis, perché si tratta di ablativo assoluto: “essendo stati toccati i testicoli tre e quattro volte, ogni pericolo è stato allontanato”.
Bravo Chelidon :)

Oh, naturalmente vale sempre l’eccezione del maccheronicus.

e infatti l’autrice era C. Schine, ma per fortuna nessuno lo ha letto.

@ gnu
brekhi, brekhi ke khionìzi
ke ta màrmara potìzi
ke i gata maghirèvi
ke o pondikòs khorèvi

versione neogreca di “piove, piove, la gatta non si muove”.

Facevi prima a mettere il link su wikipedia, invece di scopiazzare. ciao

http://it.wikipedia.org/wiki/Deus_ex_machina

Freddy Nietzsche, un blog che migliora con l’estate.

ognuno c’ha il suo deus ex machina. il tuo si chiama enZO.

eNZO, dacci la tua iluminazione quotidiana

10…decisamente meriti un 10!
E no: non mi riferisco all’articolo, ma alla tua manifesta ripetitività. Dqa qualche mese, Matteo, sei duventato di una monotonia unica! Piglialo come un suggerimento, una sana critica…non fare il solito permalosetto.

”o_o

Scusate, magari ero il solo a non averlo mai sentito, ma il “Vademecum Tango” mi ha fatto veramente ridere, a partire dal titolo: “Passione Latina”.

Qui la versione cantata http://www.youtube.com/watch?v=GnrwBjYlgGw&hl=it

Per Lost ci vorrebbe un deus ex machina.

The magic turtle!

alla fine c’è un premio per la citazione più colta? io ne avrei una di Jim Morrison hahhahah

confermo che eNZO e` il tuo deus ex machina.
Ma tu sei autarchico.
Perche` eNZO sei tu. Non credi sarebbe ora di svelarlo, caro matteo?

ma perchè quando uno fa delle precisazioni deve passare per saputello?

W i saputelli (e la magic turtle risolutiva di Lost che, sinceramente, il pensiero della sesta serie mi comincia a mettere ansia).

esattamente così…
che poi tante volte si parli di deus ex machina a proposito di personaggi mediocri, provincialotti, o assolutamente inerti ai fini dell’entelechia,
beh di fronte a questo il buon Zeus avrebbe di che incazzarsi.

http://olipan.blogspot.com/

Mi unisco agli elogi sul tuo intervento e ti segnalo un altro termine che credo venga utilizzato a sproposito (e te ne chiedo conferma): anche oggi ho sentito il solito uomo politico parlare di “cassandre smentite…”. Se non ricordo male la povera Cassandra ebbe in sorte la punizione di predire la verità, ma di non essere creduta. Che mi dici?

Scusate l’intermezzo musicale, ma volevo segnalare un pezzo che mi sembra buono: Mini Viva, “Left My Heart In Tokyo”. Buon Ferragosto!

sottoscrivo cold comfort farm, così, ricordando gli accenti pazzeschi che esibivano i rurali nell’originale.

@ Bluginz

e ora mi viene in mente Li’l Abner…

“Da un sion…”
Speravo di avere letto male e invece.