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martedì 18 agosto 2009

Altro che Edberg


david-foster-wallacePensavo di leggerlo da tempo. Lo comprai quando uscì. Un po’ di anni fa, con un gesto da spariglio della mano, Fandango pubblicò in edizione italiana il moloch di David Foster Wallace, e io lo comprai. Era la prima traduzione al mondo, ad opera di un uomo che andrebbe fatto cavaliere del lavoro: Edoardo Nesi. 1440 (millequattrocento) pagine scritte fitte fitte, compreso un centinaio di pagine di note scritte fitte fitte fitte fitte, il tutto fatto come un delirio all’uncinetto, zeppo di neologismi e zuppo di neuroni e struttura e postmoderno e personaggi e situazioni e registri e stili e postille note codici codicilli. L’opera straordinaria di un assoluto e innegabile genio e reazione: uno che, pochissimo tra i nostri contemporanei, diede una bella botta alla narrativa americana e non solo.

Poi è successo che David Foster Wallace, sommo esegeta letterario del tennis, nemesi di Gianni Clerici, si è fatto fuori. E allora in radio ho detto che avrei letto Infinite jest. Ecco. Volevo comunicare all’universo mondo che ne ho letto un quarto abbondante, è meraviglioso, e lo citerò per i mesi e gli anni a venire. Dopo che l’avrò finito, niente sarà più come prima. (Lev, sto arrivando!)


Ho scoperto Wallace precocemente, per puro culo, e da li diventai avido lettore. Oddio, perlopiù della sua produzione non-fiction (ma conta relativamente, da finito il liceo prediligo di gran lunga le cose non-fiction un po’ in genere) mentre di quella “Fiction”, appunto, un po’ meno (“Oblivion”, se non erro, non mi aveva entusiasmato).
Ad ogni modo, “Infinite Jest”, che comprai sulla scia dell’entusiasmo per “a supposedly…” etc., ancora da Feltrinelli International, per dire i tempi, è uno dei libri della mia libreria con cui ho un rapporto maggiormente conflittuale: provato a leggere 2-3 volte nel corso vari anni ma mai superata pag. 150 (il mio, senza note, arriva “solo” a 981, lascio immaginare scritto come). Forse condizionato dalla mole o non so, non son mai riusciuto a “buttarmici” senza freni.
Non sapevo se aspettare la recensione a lettura completata o se riprovarci stimolato dal “meraviglioso” e dal circostante entusiasmo, rileggendo però il post e notando particolari che alla prima occhiata non avevo cognitivizzato, mi ha però un po’ ammosciato il: “Fandango , edizione italiana”.
Dude, wtf!?

OT:
http://www.youtube.com/watch?v=Wz4K-Rxx2Bk
(gradisco Tarantino pur sensa essere uno degli idolatranti, però, cribbio, “Battle Royale” mi manca: a questo punto debbo troppo vederlo.)

senza, please

a me infinite jest ha creato dipendenza.
ogni tanto mi riavvicino alla mensola e lo riapro, e rileggo parti a caso, e mi mancano l’ONAN, l’anno del pannolone per adulti depend, Bob Hope, Hal e Mario,…goditi questo libro, scrivi e cita, aiuterà tutti i poveri dipendenti da Sostanze letterarie.

http://infinitesummer.org/

Eh eh… destino comune a molti. Lo abbiamo comprato e poi intimoriti dalla sua mole e densità lo abbiamo lasciato a prendere polvere. Lo scossone del suo suicidio ci ha convinto ad aprire quello che è indiscutibilmente un capolavoro, nonostante la difficoltà, la non linearità di lettura, la necessità di due segnalibri per leggerlo. Leggerlo a letto mi ha anche allenato la fascia addominale…

Purtroppo la mia edizione aveva qualche errore di traduzione (principalmente parole mancanti), ma considerando il testo è comprensibile.

Pensa che coincidenza. L’ho comprato il duegiugno e lo sto affrontando anch’io, sonno permettendo, tutte le sere.
Sto a pagina 200 circa, e oggi me lo porto pure in piscina. Olè.
Di Wallace secondo me è fondamentale tanta roba, ma non mi scorderò mai lo stupore e l’immedesimazione con le aragoste per il saggio contenuto in “Considera l’aragosta”. Superbo.

“Lo comprai quando uscì”, un cazzo: sono andato a controllare la copia che ho io a casa (letto, quasi, tutto) è del 2000 fandangonesi. La scopa stampato nel 1999. Forse sei più giovane, ma dieci anni fa cosa leggevi?

Ciao Matteo, mi fa piacere che resti fedele alla promessa fatta in Radio. Anche perché se c’è un tipo di persone (e direi soprattutto in Italia) che possono capire la narrativa (stile e tematiche) di DFW beh tu ci sei dentro in pieno.

Non ho mica capito lo stupore. Ho 35 anni. A 26 leggevo, o volevo leggere, anche ‘sta roba.

No, insomma: un post che dice soltanto ‘sto leggendo questo libro’, che almeno sia un libro od un autore che non conosciamo, che segnalazione è Foster Wallace adesso? Non un grande stupore, comunque.

LETTO! Tutto, appena uscì ( però ero ricoverato in ospedale- quindi magari non vale) ne ho la prima edizione, considera che traducendolo dovresti poter scrivere ” lo scherzo infinito”, che poi è il senso stesso del libro.
Bellissimo a momenti, quasi ammorbante in alcuni punti (pochini, invero- ma la clinic è descritta un po’ troppo “iperrealistically”).
Non spaventatevi ed andate avanti, ne vale la pena…se poi volete farvi male, c’è sempre ” Gravity’s rainbow” di Thomas Pynchon…

@Steamerbag…scusa, ma uno nel suo blog volendo non potrebbe anche scrivere che sta andando bene di corpo ultimamente? Esagerazioni a parte, io Wallace lo conosco per fama, ad esempio, ma non ho mai sentito parlare di questo romanzo…questo post è uno stimolo di lettura per quando avrò finito la montagna di libri che ho già pronta… so what?

[...] Su freddynietzsche il buon intento estivo: la lettura integrale di Infinite Jest di David Foster Wallace. Il 12 [...]

Non c’è molto da dire, se non che ti stai facendo un bel regalo.

Una domanda per i fan di Wallace — anche se la stessa questione può essere posta per altre morti celebri: come vi siete sentiti vedendo magicamente apparire pile di IJ di fianco alle casse della vostra Feltrinelli preferita?

Io ero e sono combattuto, non ho ancora capito se adottare la posizione ‘infastidito’ o quella ‘bene così’.

IJ è lì, nella libreria, assieme a quasi tutte le opere di Wallace. Alcune lette e rilette, altre in attesa. Una storia strana la sua. Amatissimo e genio assoluto per alcuni, noioso per altri: io appartengo ai primi. Mi accodo a chi ha citato anche Gravity’s Rainbow, ma Pynchon andrebbe letto tutto, ma proprio tutto e in fondo non è un caso che questi due nomi siano stati avvicinati più di qualche volta.
O anche Pynchon è un nome che conoscono tutti? (Chi sarebbero tutti, poi, è da scoprire: ah! Forse il fatto che Einaudi si sia accorto di lui – loro – lo/i rende poco alternativo/i?)
Buona lettura

Alé oh – oh.
Credo che l’abbiamo iniziato in contemporanea! Io mi sono fatto un programmino di lettura di 30 pagine al giorno e sto andando a una media di 50.
Urrah per David e per tutto ciò che ha scritto.

http://www.youtube.com/watch?v=JWU18LRWGrg

eh matteo anche tu che non fai il trendsetter 24/7 c’hai un po’ rotto il cazzo. eh. eh.
eh.
eh.
DFW adesso.
Io ascolto cd di gruppi che manco sanno di esistere (cit).

E’ che sta li, accumula polvere e a volte la sfioro, ne resta un po’ sulle dita. So che ci riproveremo, ma fino ad allora non si fa finta, di ricomiciare. Fino ad allora lui accumula, io sfioro, controllo l’aumento del livello depositato, sta in cima ad una pila, la sola sulla quale non ne appoggio altri. Quando ci abbiamo provato, la prima volta, mica m’ero accorto che la traduzione fosse del Nesi. Grazie, signor Bordone, d’averlo accennato.

Ah, Bordone: visto che stai leggendo IJ, puoi anche divertirti a trovare certe specularità in The Royal Tenenbaums. Ma forse adesso è meno divertente, in fondo il film quando lo hai visto non ti è sembrato un gran ché (ci va l’accento?), uno strumento ti mancava.

Lo sto leggendo anch’io, con parsimonia. So già che una volta finito mi mancherà da morire.Dovrebbero vietarne la lettura agli aspiranti scrittori.
r.i.p.

Io volevo solo dire che David Foster Wallace mi manca tanto.

Infinite Jest sviluppa una serie di personaggi impressionante. Tutti – proprio tutti – incastonati con eleganza perfetta, nel contesto della trama.
Era un grande, il buon vecchio Dave. Ed anche lui, spesso, nelle apparizioni pubbliche, si trascinava dietro una tazza della Nasa nella quale sputare, di tanto in tanto. Non per rovinare la lettura a nessuno, ma nel giovane Incandenza ha messo molto di sè. Leggere IJ è un po’ come conoscerlo meglio. Per questo lo sto “affrontando” per la terza volta: anche a me manca tanto. Mi spiace tanto che sia finita così.

Da quel poco che ho letto (sono intorno a pagina 180), anche le note finali sono importanti nella trama. E quelle come fatica e attenzione necessaria valgono doppio, piccole come sono.

Cavolo, io l’ho cominciato ieri! a due giorni esatti dalla fine de LA SCOPA DEL SISTEMA.
Grandissimo Wallace, grande anche Bordone che ha deciso di affrontare questa sfida immane. Mi sento meno solo.

Il giorno triste di wallace ricordo gli sms secchi: “è morto wallace” e basta.