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venerdì 28 agosto 2009

TOKYO, 21.8.25


kemuriago09Negli ultimi anni sempre più amici, conoscenti, sconosciuti decidono di farsi una vacanza in Giappone. Ho quindi pensato di fornire un piccolo prontuario di consigli per il viaggiatore italiano che viene da queste parti.
Evitate l’estate. Sì, lo so che lì da voi si va in ferie da giugno a settembre, ma qui si muore. Veramente. Immaginate di essere nel mezzo della pianura padana dentro a una serra, con un umidificatore acceso su max. Nuvolosa, la serra. Il sole non esce mai, se fate le foto sembrano tutte in bianco e nero, anzi grigio, una sola tonalità. Evitate l’estate giapponese, e visto che ci siete, evitate l’Asia in estate. Stagioni migliori: primavera e autunno.
Potete evitare di girarvi tutto l’arcipelago. Le città non hanno tratti distintivi marcati e spesso sembrano una brutta copia di Tokyo. La campagna non c’è più dagli anni 60, il cemento si è mangiato tutto il verde e il mare è quasi sempre orrido. Se avete 10 giorni rimanete a Tokyo, io ci starei anche per due settimane filate, se venissi qui in vacanza. Ma io sono malato.
Smettete di voler andare sul monte Fuji.
Palazzo imperiale: no. Non c’è niente da vedere. Se proprio volete vedere un baluardo della gloria imperiale, andate al tempio Yasukuni: col suo contorno di fascistelli disadattati vi dirà parecchio riguardo a quel mondo.
Tutti sappiamo che le magliette con fantasie nipponiche sono stupende. Carpe, dragoni, scritte esotiche… E che dire dei tatuaggi con i kanji? Strepitosi! Eppure se volete risultare ancora più avanti, evitate di esibire tali accessori da queste parti: per qualche strana ragione i giapponesi non ne riconoscono la bellezza ineffabile.
Nessuno parla inglese. E comunque nessuno ha la voglia, il tempo o il sangue freddo necessario per farlo con voi per strada o al ristorante, se non vi conosce. Questo di norma, ci sono delle eccezioni mirabili ma rare.
in generale, però, vedo un certo scoramento nel turista che dopo qualche giorno si sente imprigionato in una gabbia di incomunicabilità che Antonioni in confronto.
Fare una vacanza in Giappone non è facile, non è un paese turistico perché non ha mai avuto bisogno di esserlo e non è un paese abituato agli scambi con culture diverse perché raramente ne ha avuti. Inoltre nei ristoranti, nei ryokan, sul treno, la gente non si aspetta che uno straniero non sappia come ordinare, dove andare, come stare, e comunque non sa come aiutarlo, in genere.
E allora che fare?
Trovatevi qualcuno che abbia voglia di assistervi durante la vacanza. Un giapponese che parla una lingua straniera o, meglio, uno straniero espatriato. La differenza tra andare alla ventura ed essere accompagnati/guidati è enorme e può essere la differenza tra un viaggio che valeva la pena di fare o no.
I cibi che potrete mangiare, il significato di quello che trovate scritto in giro, l’interazione con le persone che incontrate, i piccoli tuffi nella cultura locale, nel cibo, nelle regole dell’educazione, vi porteranno a un’esperienza di un altro livello.
Ecco, non so come finire, adesso. Concludo come un pieghevole da agenzia turistica?
BUON VIAGGIO!
fatto.


non so se fosse la tua intenzione, ma i tuoi consigli non fanno proprio venire voglia di andare a visitare il giappone. Anzi…fanno sorgere un’altra domanda: ma che ci vivi a fare in un posto del genere ??

simpaticissimo!! ma chi è flavio? io ci andrei, subito,, è da quando kafkeggio sulla spiaggia che ci penso, per esempio, se è vero, io sapevo che i numeri civici dei palazzi non sono in ordine, che è molto comodo se devi trovare un indirizzo,,però bisogna pensarci bene, prima,

Rispettosamente non concordo, Flavio.
Nella mia pur breve esperienza di turista in jappone a me e’ parso che tutti cercassero di aiutarmi sinceramente, specie dopo aver usato un “Konnichiwa” e un “Sumimasen” e senza mai scordare un “Arigato gozaimashta” alla fine.

Ed e’ vero, nessuno parla inglese.
Hai un link per quella trasmissione terrificante che cerca di insegnare l’inglese ai japponesi, in cui gli insegnanti sono due inglesi di cui lui sempre col cardigan e gli occhiali tondi, e lei molto carina?

scusa ma secondo me il tuo è un post dispensabilissimo. io in giappone ci vado in media cinque volte all’anno per lavoro, turismo e perché ho sposato una giapponese e non mi sembra certo questo il modo…dare consigli sul clima va bene ma dire che tutte le città sono la brutta copia di tokyo è ridicolo. sei mai stato a kyoto? e a osaka? e a hiroshima? già che c’eri potevi menzionare gli hotel capsula. avere a che fare con altre culture è sempre in qualche modo una sfida ma scoraggiare la gente così mi sembra semplicemente scorretto. non è vero che il mare è sporco dappertutto. non è vero che la campagna non esiste più. non è vero che solo tokyo vale un viaggio e te lo dice uno malato almeno quanto te (da bravo otaku, ho passato tre giorni meravigliosi ad akihabara da solo, tanto per dire). certo il giapponese medio non parla inglese come gli abitanti di stoccolma o berlino ma sono difficoltà secondo me superabilissime, con un pochino di buona volontà e di interesse e un po’ di preparazione, il che non mi sembra così assurdo, dopotutto…

“non parla inglese come gli abitanti di stoccolma o berlino”
wtf??
qua ti sei fregato da solo… ;)

non capisco, scusa..

ciao Flavio,

sono pienamente d’accordo a metà. Io ci sono stato nel 2005 per una 20ina di giorni e mi sono trovato bene. In merito alle città e altro sottoscrivo quello che dice itsoh. Per il mare i sono stato anche a beppu e non mi è sembrato male e anche la campagna arrivando con il treno c’è e anche molto bella o anche Sandan-heki è molto bella anche se una parte delle spiagge è stata ristrutturata. Si è vero si può evitare di andare al monte Fuji anche perchè ti fai un mazzo tanto ma c’è il monte Aso con il vulcano Naka-dake che non sono niente male si può camminare in percorsi di tutti i tipi in un paesaggi lunare. E’ vero con l’inglese è un po difficile soprattutto quando chiedi hot water e loro rispondono ota wotar ma non mi sembra che anche in italia stiamo messi meglio. E poi se dormi nelle roykan trovi sempre persone gentili e disponibile certe volte pure troppo. E’ vero con una guida sicuramnte sarebbe stato un altro paio di maniche, ma questo è valido per qualsiasi altro paese del mondo. Vabbè non la meno tanto per le lunghe, forse la tua era solo una provocazione. ciao Luca

NON concordo quasi per nulla ( si OK per Tokyo), ti sarà andata male non so per quale motivo. E’ stato un viaggio sì complesso, ma anche fantastico ( il tono peraltro un pò sfigato mi lascia perplesso ) e sicuramente sfidante, vuoi solo per il fatto di trovarsi di fronte ad un popolo per molti aspetti qualche anno luce avanti…un’ultima cosa, al rientro abbiamo trovato a Roma una temperatura di 37 gradi ed un tasso di umidità del 90%…altro che Tokyo!

A me il Giappone mi sta sul cazzo.
L’ho detto.
Buonanotte.

io col GIAPPONE una volta ci HO vinto a RISIKO.

Abbastanza d’accordo in generale, ma su alcuni punti la vedo in modo un po’ differente.

Per me l’estate è una buona stagione per visitare il Giappone. Ok, fa caldo, ma mi sembra tollerabile: meglio che in Cambogia. L’umidità pesa molto, ma ci si abitua. O forse ho solo smesso di lamentarmi per il tempo, visto che qui lo fanno tutti ossessivamente: la mia è una tecnica che funziona. Comunque, caldo afoso o no, a pesare di più è la pioggia che è sempre dietro l’angolo. Ma l’atmosfera che si respira in estate e le feste sono fantastiche.

Le città sono molto uniformi ed è vero che la sostanza cambia poco. Però in lodevoli casi cambia abbastanza da poter giustificare un viaggio a Kyoto (i templi sono una vera meraviglia, non me li perderei se fossi qui in vacanza), Hiroshima, Fukuoka ecc… Certo che Tokyo rimane la più bella e interessante. E non a caso l’ho scelta per abitarci.

Sulla campagna non sono d’accordo. Direi che la campagna Giapponese c’è ed è una meraviglia. Il problema è che senza macchina e tanto tempo a disposizione, si vede poco e male.

Il Fuji ossessiona i turisti, è vero. Io l’ho scalato fuori stagione ed è stato bellissimo, anche se in un paio di situazioni ho rischiato la vita.
Lo consiglierei solo alle persone molto motivate o comunque amanti delle montagne rocciose e affollate.

La zona attorno al palazzo imperiale è bella, secondo me vale una passeggiata. Magari arrivando dallo Yasukuni Jinja, ottimamente consigliato, passando per l’Istituto di Cultura, che così magari ci va qualcuno, fino a Ginza o Tsukiji.

Con i giapponesi è difficile avere una conversazione, anche con gli amici più stretti. Ma con i pochi che parlano inglese, in particolare se anziani, ci si può avventurare in lunghe conversazioni.

Tatuaggi e magliette: vero.

Il consiglio di avere un amico con cui farsi portare a spasso mi trova d’accordo al 100%. È estenuante per chi accompagna (se lo si fa come me, a ritmi di 4-5 amici al mese, ma alla fine mi piace), ma l’accompagnato scopre cose che non avrebbe neppure sospettato. Se nessuno lo guida, rischia di perdersi molto, ma il lato positivo ( o negativo, dipende dai punti di vista) è che non se ne accorgerebbe!