giovedì 3 settembre 2009
Morirete caro, morirete tutti (4)
(continua da qui) Fatte queste premesse, spostiamoci sulla collina, a Washington, dove al riforma va fisicamente scritta e approvata. Ecco.
Sulla collina si sta svolgendo il grande ma grande ma grande casino. il Congresso, cioè il Parlamento americano, cioè la Camera (House) e il Senato (Senate), stanno redigendo – eh sì, proprio “redigendo” ho voluto usare, per far un po’ Zucconi quando si ridà un tono dopo aver scritto “fottuto” tre righe prima – la riforma sanitaria. Non una ne stanno scrivendo però, ma… cinque!
Le commissioni che stanno mettendo insieme bozze di riforma sanitaria sono le seguenti: alla Camera abbiamo Lavoro, Commercio e Bilancio; al Senato la commissione HELP (cioè Salute, Educazione, Lavoro e Pensioni) – il presidente, Ted Kennedy, è nel frattempo passato ai più – e poi, last but not least manque for a cazz, la commissione Finanza del Senato, che è la più importante di tutte. Quattro hanno scritto una bozza, mentre l’ultima, la commissione Finanza del Senato, sta prendendo tempo e facendo il gioco sporco. Perché? Perché è presieduta da Max Baucus, un Democratico conservatore del Montana (terzultimo stato per densità degli abitanti, meno di un milione di persone), il quale in campagna elettorale ha preso dall’industria sanitaria un gruzzoletto pari a $2.880.631. Evviva. Questo però, non vi illudete, non è un caso isolato: l’industria della sanità ha dato più ciccia ai Repubblicani, ma ha finanziato anche a sinistra, fiutando l’affarone di quei 47 milioni di americani che non l’avevano e presto avranno un’assistenza sanitaria. Il desiderio, ovviamente, è quello di papparsene almeno una buona parte (i poveri ma belli), lasciando allo stato il resto (i poveri sfasciati) che rende poco e costa molto.
Baucus sta facendo scrivere la legge da un gruppo di sei senatori, tre R e tre D: il manipolo è stato ribattezzato, maoisticamente, “La banda dei Sei”. Rassicurante, no? I tre Repubblicani, per dire, insieme hanno ricevuto circa $3.400.000 dall’industria sanitaria in campagna elettorale.
Così abbiamo identificato il primo ostacolo, il più ingegneristico, quello dei senatori anti-riforma capitanati da Baucus: l’ingranaggio che farà di tutto per fermare qualsiasi riforma che sfiori anche soltanto gli interessi delle assicurazioni e delle case farmaceutiche.
Veniamo al secondo ostacolo, quello che questa riforma si è lasciata alle spalle: un servizio sanitario nazionale, cioè quello che c’è quasi ovunque nel mondo.
Alla base c’è un liquidatore unico, lo stato, che raccoglie i contributi e elargisce i servizi, o il denaro per pagare gli stessi presso personale e strutture convenzionate. Single Payer si chiama ’sta roba. Tutti hanno detto che il sistema funziona e costa relativamente poco se si basa su questo principio. Le ragioni sono tante: l’economia di scala, il regime di monopolio, il vantaggio strutturale del pubblico nell’offrire servizi – cioè questa banalissima differenza stutturale, che oggi non si può sottolineare perché sembra un’affermazione blasfema, cioè il non dover generare utili mentre si forniscono i servizi.
Ecco, toglietevelo dalla testa. L’hanno detto tutti: quello sarebbe il massimo, ma non se ne parla nemmeno, non si può fare, non è il caso e non è il momento. L’ha detto il Presidente Obama, l’hanno detto membri delle commissioni, deputati e senatori. Alcuni dicono che si tratti di una moneta di scambio offerta all’industria farmaceutica, per averla dalla parte della riforma. Ma non si capisce gran che bene. Quindi tutte le bozze e i dibattiti al momento escludono un sistema sanitario nazionale, in cui lo stato raccolga contributi, venda polizze, mettetela come volete, e insomma cacci la grana per pagare le lastre, le visite, la rianimazione e i farmaci.
Quello su cui si discute, ormai, e anche qui molto duramente, è altro: la Public Option. (continua)
Aspetto la conclusione dell’ampio articolo prima di dare un parere circostanziato. A mio avviso la riforma deve risolvere alcuni punti chiave:
1) il mercato privato delle assicurazioni funziona in maniera equa ed efficiente? Le aziende private (Humana, Cigna etc.) vengono correttamente remunerate per il rischio o hanno un indebito vantaggio rispetto ad altre attività assicurative?
2) come si trasferisce nella riforma il passaggio chiave della percezione del disoccupato da “opportunista” a “temporaneamente svantaggiato”, nell’era della disoccupazione strutturale al 10%?
3) come eliminare il rischio di un’esplosione dei costi dovuti al free lunch? Vale a dire all’impulso di abusare delle prestazioni mediche quando non se ne subisce il costo?
scritto da Jonkind giovedì.03.09.09 04:01
A prescindere dal fatto che il senatore Baucus non voglia comprensibilmente sputare nel piatto dove mangia, vorrei sottolineare la circostanza che là, oltre Atlantico, si sa fino all’ultimo dollaro quanto hanno preso i politici per la loro campagna elettorale.
Tutto alla luce del sole.
Proprio come a Roma e dintorni.
scritto da biagio giovedì.03.09.09 13:52
Sbaglio o nel 1995 i radicali promossero l’abolizione del servizio sanitario nazionale? Ah no non sbaglio.
http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1995_in_Italia
scritto da Riparo giovedì.03.09.09 17:44
Si, condivido, i punti di Jonkind sono tra quelli che sollecitano dei ragionevoli interrogativi.
scritto da Kluz giovedì.03.09.09 19:03
Ad agosto sono stato negli States in viaggio di nozze. Alla televisione parlavano praticamente solo di queste cose e la mia ignoranza la faceva da padrone; ora capisco tutto quel fervore e quel livore nei dibattiti.
Grazie a Matteo ieri sera ho anche capito alcune cose del David Letterman che la traduzione in italiano ha rovinato (i riferimenti ai Death Panel – divenute Obama’s “Giurie della Morte”).
scritto da dirkpitt venerdì.04.09.09 10:19
Come contributo alla comparazione tra il sistema americano e quello italiano segnalo questo recente contributo de LaVoce.info:
http://www.lavoce.info/articoli/-sanita/pagina1001233.html
In Italia il SSN costa circa 1.700 euro per residente. Le spese dei privati circa 600 euro.
scritto da Jonkind venerdì.04.09.09 12:45
segnalo per comparazione un’interessante sintesi sulla spesa sanitaria italiana. 1.700 euro a residente con il SSN. Circa un terzo la spesa dei privati.
http://www.lavoce.info/articoli/-sanita/pagina1001233.html
scritto da Jonkind venerdì.04.09.09 13:15
@Riparo:
Mi sa che sbagli, e sbaglia anche Wikipedia, che riporta però il link (http://www.radioradicale.it/exagora/13-referendum-un-programma-di-governo )in cui è spiegato (punto 2):
scritto da Dubol venerdì.04.09.09 14:29
[...] da qui) La Public Option ormai coincide con il successo o il fallimento di questa riforma sanitaria [...]
scritto da Freddy Nietzsche » Morirete caro, morirete tutti (5) sabato.05.09.09 13:40