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sabato 5 settembre 2009

Morirete caro, morirete tutti (5)


lenin(continua da qui) La Public Option ormai coincide con il successo o il fallimento di questa riforma sanitaria obamiana. Se, ora della fine, l’avranno tolta di mezzo, allora la riforma passerà alla storia come un fallimento malcelato; in caso contrario, per quanto diluito, l’intervento di Obama avrà un senso politico sostanziale, forse più per il futuro che per gli anni della sua presidenza.
Si tratta di fornire ai cittadini americani, tra le tante opzioni private, anche la possibilità di farsi assicurare dallo stato. E come? Semplice: con le Borse delle Assicurazioni Sanitarie. Si tratterebbe di strutture, e posti fisici, dove lo stato commercializza i piani privati, senza assumersi il rischio assicurativo, ma solo mettendo a disposizione dei cittadini tutte le opzioni, con l’aggiunta della possibilità di scegliere un’alternativa pubblica. Ora, come ben sappiamo l’economia di mercato si basa sul principio della concorrenza; ma sappiamo anche che esistono degli anticorpi alla concorrenza, che i gruppi economici sviluppano in misura proporzionale al passare del tempo e al crescere delle loro quote di mercato. Se infatti è vero che esiste una forma di concorrenza tra le assicurazioni, è altrettanto vero che non ci sono differenze enormi in termini di tariffe. La Public Option dovrebbe quindi, alla luce del fatto che allo stato basterebbe andare in pari, costituire un serio fattore di rimescolamento delle tariffe. Sarebbe, in poche parole, un concorrente. Il numero di nuovi utenti è enorme, e l’idea di avere un concorrente pubblico molto più economico non fa piacere alle assicurazioni. Tenete presente che i bambini che non possono usufruire del CHIP e in sostanza sono privi di assistenza sanitaria è molto alto. Per questa ragione nelle intenzioni di Obama c’è l’obbligatorietà dell’assicurazione sanitaria per bambini. Sarebbe in quest’ottica poco sensata un’assicurazione obbligatoria, ma privata. «E le assicurazioni delle auto in Italia?» direte voi. Le auto si possono o non possono comprare; dismettere il proprio corpo o evitare la fase dell’infanzia sono opzioni molto più complesse da mettere in pratica. La Public Option, secondo le proposte di un paio di commissioni, sarebbe dovuta costare allo stato come il MEDICARE +5%. Avrebbe quindi abbassato le tariffe dei rimborsi a medici e ospedali. Che non sarebbe male, visto che la riforma si fa perché costa troppo per tutti, e gli unici che sono felici sono gli assicuratori privati. Ma no, non va bene.

Nel Partito Democratico ci sono anche candidati solo vagamente di sinistr(in)a. Questi, quasi tutti del Sud e quasi tutti più conservatori che progressisti, soprattutto in materia fiscale, sono i Blue Dog Democrats. Appoggiarono la riforma fiscale di Reagan, e sono stati molto utili nelle ultime elezioni parlamentari, vincendo in aree molto poco inclini a non votare Repubblicano. Ecco. I Blue Dog lo scorso giugno hanno scritto a Nancy Pelosi, Presidente della Camera, per comunicare la loro preoccupazione rispetto al fatto che i rimborsi dell’assicurazione pubblica potessero mettere in crisi i medici e gli ospedali, e che gli stessi medici e ospedali dovessero essere liberi di rifiutare quei pazienti. Ovviamente le preoccupazioni relative al contenimento dei costi del pubblico, cioè il conservatorismo fiscale dei Blue Dogs, sono improvvisamente scomparse. Al loro posto, le magnifiche sorti e progressive del libero mercato assicurativo, in cui, costretta a non costare meno e dover competere con i giganti, pur partendo da zero, la scelta pubblica rischia di impantanarsi.

Per non dedicarci un altro pezzillo intero, segnalo che urgono anche abbassamento del costo dei farmaci (ormai coperti sempre meno dalle assicurazioni e quindi pagati spesso dai pazienti di tasca propria), e dei risarcimenti/premi assicurativi per le cause contro i medici (cifre allucinanti, tali per cui gli studenti scelgono spesso dermatologia e non ostetricia per paura di finire in bancarotta alla prima complicazione durante il travaglio).

Resta una sola questione: e quel figo da niente di Barack Obama, cosa pensa? (continua)


alla fine la scelta è tra il far incazzare i poteri forti x aiutare il popolo e far incazzare il popolo x aiutare i poteri forti.
Come disse il senatore del film “la pazza storia del mondo”:”‘fanculo il popolo!”
purtroppo sembra si stia andando su questa strada.
ps. la foto di lenin fa quasi venire da piangere…

rettifica: la frase era “fanculo i poveri”…

Temo che Misterx abbia ragione. Il punto è che il “popolo” ( o i “poveri”) non si danno un bel calcio nel culo da soli, nessuno – neppure Obamix – potrà davvero aiutarli ad aiutarsi. I cambiamenti li creano le minoranze, se non i singoli individui; ma se le così dette “masse” non capiscono dove stiano di casa i loro veri interessi, be’ siamo fritti.

mizzica, sei TUTTO BIUTUFUL
una telenovela!
continua continua continua…
ma me lo VUOI dire o no se TAMMALI in USA te la METTONO o no la SUPPOSTA?
il POPOLO vuole RISPOSTE!
dalle!

e cmq la public option verrebbe vista come una cosa di seconda classe…una cosa povera, quindi nn completamente affidabile…l’unica è stabilire SOLO la sanità pubblica…

Enzo e’ cio’ che io aspetto quando leggo un tuo pezzo. Secondo il mio esimio inqualificabile poco ortodosso parere Obama sta facendo incazzare tutti. Ma proprio davvero tutti, nessuno escluso

Ad oggi qualche decina di milioni di americani (12%) , tra cui un terzo sono minorenni con un futuro di malattie cardiovascolari e obesità , mangiano solo grazie ai food stamps , diciamo una versione americana della tessera per il pane della guerra o la tessera tout-court dei paesi comunisti. Ogni mese da circa 3 anni (“prima” della crisi) una media di 150mila americani si aggiungono a questo servizio pagato dall’economia.
Le proiezioni del dipartimento specifico dicono che nel 2010 saranno il 20% , nel 2012 il 25% e nel 2016 il 50% “se non si attua una politica di rilancio dell’economia e del lavoro”.

Davanti a queste proiezioni e questi dati , come si pou’ lontanamente pensare che gli Stati Uniti ce la faranno a pagare a tutti :
- la casa
- il cibo ;
- la salute ;
- la cassa da morto…

Ed infine i campi di internamento civile della FEMA sono quasi ovunque già pieni. Ma non lo troverete scritto sul NYT… Tuttavia di testimonianze sull’internamento forzato di civili negli USA contemporanei ne trovate.

Viva la libertà comunque.