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martedì 29 settembre 2009

Il PD e la sindrome del batterista tecnicone


keith_moonQuando si fa un gruppo e si è piccoli, si incontra sempre il problema del batterista. Perché gli altri possono essere anche degli scarsoni imprecisi, ma se il batterista è cane non sta in piedi niente. Il problema di solito si ripete abbastanza a lungo, finché il gruppo non si convince che sia il caso di cambiare batterista.
A questo punto iniziano le audizioni, che per un batterista liceale sono già un problema. Perché se il gruppo è intelligente lo prova su dei pezzi, ma in genere si chiede anche di suonare per conto proprio tipo “Facci sentire un quattro quarti dritto”. E la sindrome del batterista fenomeno comincia a farsi strada nell’idea di quel ruolo che un gruppo si fa, quando passa attraverso il trauma della defenestrazione del batterista precedente.
L’idea è quella per cui, qualsiasi genere si suoni, non importa che il batterista conosca il genere e ami le canzoni, ma serve che tenga il tempo, che sia bravo tecnicamente, che vada dritto come un fuso e sappia “fare tutto”. Poi il feeling verrà, non preoccupiamoci prima del tempo.
Dopo interminabili audizioni senza infamia e senza lode, cominciano a presentarsi batteristi diversi da quelli rockettari e un po’ scarsi finora scartati, e sono di due diverse estrazioni: jazzisti o aspiranti tali, e metallari o aspiranti tali. Quello che hanno in comune è che i membri di queste due categorie sono andati a lezione dal maestro di batteria, comprano riviste e dvd di batteria, e in genere sono precisi come macchine, sicuri dei propri binari, stupefacenti nell’esibire svirgoli e finezze in qualsiasi pezzo. Ma non hanno tiro, non hanno cuore. A un certo punto qualcuno del gruppo se ne accorge e dice una cosa tipo «Bravo è bravo. Però noi siamo un gruppo mod. Questo gli Who non li ha mai sentiti nominare!» Ma ormai il gruppo è entrato della sindrome del batterista tecnicone, e qualcun altro gli risponde subito «Ma cosa c’entra! Devi andare oltre i dischi preferiti. Questo conosce lo strumento, va a tempo, ti fa fare metà della fatica, cosa credi?!»
E così il batterista bravissimo a fare cose importanti per altri generi, ma secondarie per quello che serve al gruppo, entra nel gruppo. A tenere il tempo e fare fronzoli è perfetto. Niente da dire. Ma non ha l’atteggiamento giusto, non ama le cose che il gruppo vuole suonare. Le esegue, certo, ma non è la persona giusta. Il gruppo si è intubato alla ricerca di un dettaglio, ma ha perso di vista il fulcro della questione. Dal vivo si vede: al pubblico mod non piace quel batterista lì, anche se va a tempo.
Ecco. Io penso, e arrivo al punto, che il PD abbia la sindrome del batterista tecnicone. Da anni si fatica a trovare un dialogo con i cattolici, e a integrarlo con il laicismo proprio del partito, dei suoi iscritti, dei suoi elettori e della sua storia. Inoltre, proprio sui temi etici si fatica ad avere una posizione chiara. Anzi, no: si fatica ad avere una posizione. Anzi, meglio ancora: si arriva a posizioni tipiche della peggiore destra religiosa oltranzista, per non sostenere quelle coerenti col partito e così facendo rischiare di scontentare i famosi cattolici.
Quindi c’è, è vero, un problema di etica, di laicità, di dialogo con quella parte del mondo cattolico che, secondo alcuni – vatti a fidare, vatti! – è giusto che si trovi a casa nel PD.
Ma tutto questo non è il PD. Il Pd comprende questi temi, ma non sono questi i pilastri – urca, pilastri suona proprio ridicolo, ma facciamo finta di niente – su cui si fonda.
Il PD ha bisogno di un batterista mod, che magari studi un po’ e impari ad andare a tempo. Io il batterista jazz non lo voglio. Io sono per Pier Luigi Bersani perché penso che il segretario del PD non possa citare i vescovi di continuo, a controprova della bontà delle posizioni laiche che difende; sono per Pier Luigi Bersani perché non credo che si possa essere a capo di un grande partito, senza essere stato dentro al grande partito per anni; sono per Pier Luigi Bersani perché laici e onesti non basta; sono per Pier Luigi Bersani perché fare il medico e fare il politico non sono la stessa cosa; sono per Pier Luigi Bersani perché credo che sia in grado di dire sinistra e mercato insieme, senza sputtanare la sinistra e il mercato; sono per Pier Luigi Bersani perché mi sembra una persona che conosce il paese, e lo conosce bene, conosce il partito, e lo conosce bene, sa quello che si deve fare per modernizzare questo paese, e lo sa bene. Infine sono per Pier Luigi Bersani, e non per Ignazio Marino o Dario Franceschini, perché Bersani è un metallaro, e sa che un batterista jazz può essere anche bravissimo, ma non va bene per un suonare il metal.

ps – Ogni commento sul fatto che Keith Moon fosse in realtà sia un batterista mod che un batterista tecnico sarà cancellato. Perché Keith Moon era dio, e le divinità olimpiche non vanno prese in considerazione quando si interpretano delle metafore.


It’s Keith Moon, for Snickers! Sometimes I’m doing a drum solo and I haven’t eaten for like three fuckin’ weeks… the needle broke off in my arm: I’ll eat a Snickerrrssssss!’

La tua metafora è inattaccabile, codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non votiamo.

Uhmm… Bersani e Franceschini sono due seconde scelte, dietro le quali si celano i soliti duellanti che stanno frantumando i cosìdetti da 20 anni: massimo D’Alema e minimo Veltroni.

Sono corresponsabili di 20 anni di errori e di sconfitte che hanno disintegrato la sinistra italiana: hanno avuto più di una volta l’occasione di dimostrare di essere degli statisti degni di questo nome ed hanno fallito miseramente.

Bersani e Franceschini hanno fatto parte di questo gruppo dirigente che ha regalato l’Italia alla tessera P2 n. 1816, e ne condividono le responsabilità. Non puoi ignorare che sono le mosche cocchiere di grupppi quali Bassolino, Visco e Russo Jervolino da un lato e Rutelli, Binetti e Marini dall’altro.

Chiunque di loro vinca non cambierà assolutamente niente rispetto all’attuale trend del PD: la disintegrazione. L’unica possibilità per salvarsi del PD, o meglio, di sconfiggere l’attuale destra becera, è che vi sia una forte affermazione di Ignazio Marino. La tirata propagandistica fatta per Bersani è indegna di te: ma hai visto il suo slogan, estratto di peso da Un senso di Vasco Rossi (uno dei tanti problemi italiani)? E tu metteresit il paese in mano ad uno cui piace un pezzo del genere? Ah… ma hai dato uno sguardo alla intera compilation che ha scelto come suo programma? Qui ci sarebbe una disamina: da gridare vendetta al cielo.

Peccato. Ti aspettavo sul fronte di chi per cambiare mette fuori la freccia e chiede strada, su chi non importa da dove arriva, ma ha idee chiare e chiede di aiutarlo. Peccato non essere d’accordo con te, ma questa volta io voto Marino

In questi mesi franceschini qualcosa di buono mi sembra che l’abbia fatto, sempre meglio di altri votati solo a rompere le palle. Bersani mi è molto simpatico. Marino è una mente eccellente tornata dall’estero, su questioni laico-mediche è eccellente temo solo non abbia la grinta che ci serve. Il sindaco di firenze, quella grinta forse ce l’ha. Ad oggi vorrei un candidato incazzato. Per un popoli di votanti incazzati sarebbe perfetto. Ma non con berluska, o Libero. Uno con una rabbia dentro, o anche dei sentimenti forti, o qualcosa, giusto per staccarsi dall’assoluta mancanza di vita dei politici arrivati finora.

Ma alla fine l’hai poi trovato il batterista mod? No, perchè io voto Bersani, suono la batteria e adoro gli Who e Moon.
Fammi sapere.
PS: l’unica perplessità che ho su Bers. è che mi pare di avere capito che lui prende dentro tutto, pur di vincere: casini, dipietri, qualsiasi cosa. Pur di vincere. Come se suonasse swing durante My generation. Magari poi il risultato non è male….

un’altra bella idea sarebbe pensare più alla f..ca e meno alle primarie del PD

Mi è molto piaciuta la similitudine con il batterista della band giovanile.
.
Come forse si sarà evinto, tendenzialmente, rispetto al PD, sarei un po’ più “fiscal conservative”. Poi si potrà anche dedurre perchè non esprima mai tale voto, essendo in Italia, me tapino (per citare casi recenti, il FDP in Germania mi sarebbe piaciuto poterlo votare, per quanto l’alleanza con il CDU mi deprima assai).
Però, per argomentare maturamente, vorrei dire: ecco, si, se “votate” il pacco Franceschini siete veramente i peggiori :-P LAME, LAME, LAME. Sfigati, Sfigati :-P Che pizza!
No, seriamente, pur distanziandomi per molte cose, almeno con Bersani avrei copiosi punti di contatto. Mi piaciucchia in molte cose/posizioni da tempo. Lo trovo convincente e solido (ancor più in un ottica di “rispetto a”).
Marino, che certo sui temi etici riscuote il mio grosso favore, su tutte le altre tematiche, almeno per l’elettorato non militante, è una totale incognita, ma soprattutto si sapeva che non avesse chances solide di vittoria.

Tu sei con Pierluigi Bersani per fare l’alleanza con l’udc.
C’è qualcosa che non mi torna..
Il discorso filava quasi tutto.. poi la conclusione…
vabbè.. diamo un senso a questa storia….

:/

Per me il PD è pupù, però:

Marino Marino Marinooooo
ti voglio al più presto votaaaarrrr

Però Bersani è metallaro, è vero, un pregio ce l’ha.

Insomma, mi pare di capire che se Bersani è il Keith Moon del Pd, Franceschini sarebbe Kenney Jones, il batterista che lo sostituì dopo la sua morte, il tecnicone, e che ha suonato nei due dischi peggiori della gloriosa carriera degli Who, quelli del declino.

C’è da dire che a rendere crepuscolari quiei dischi c’era pure che gli Who ormai erano dei ricchi annoiati e si detestavano tra di loro, e la loro “mente” Pete Townshend era completamente sfasciato e disgustato da tutto quello che faceva…questo tanto per rendere più particolareggiata la metafora.

Aggiungerei che comunque Rutelli non sa andare a tempo.

Anche il tour con Simon Phillips non è stato male, comunque. Lui si che è un ipertecnicone, mica Franceschini.

Io tutta questa monomaniacalità di Marino (citata anche da Cacciari ieri sera a 8 e 1/2) non la vedo. Colpisce di più la mia immaginazione la real-politik emiliana, i voti di Bassolino e della Calabria (al sud cambia niente) e le tentazioni ulivistiche. Sinceramente, il vice di Uolter proprio non si può, e allora cosa rimane? Almeno un pò di rimescolo e di concetti condivisibili. Ti voglio bene lo stesso, but I respectfully disagree

Vorrei una ragione (una!) per pensare che col metallaro si riesca ad andare oltre a quello che ulivo, unione, hanno fatto negli ultimi 15 anni. Francamente non ne vedo, e mi sembra che continuare a scegliere tra quelli che hanno fatto ‘parte del grande partito’ sia tritare e ritritare la stessa pappa (e non parlo solo del metallaro, ma di chi gli sta intorno). Non credo sia ora di trovare uno che sappia coniugare politica e mercato, ma qualcosa di piu’, qualcuno che sappia smuovere gli elettori che si sono stancati di questo centrosinistra (e Dio sa quanti sono). Forse un medico non riuscira’ a fare il politico, ma non vedo ragioni di escluderlo a priori, di sicuro e’ riuscito con il suo coraggio e scelte di posizioni a smuovere un po’ di gente…

Bordone, non ti seguo: la trovo una metafora inapporpriata. Intanto perché, piaccia o no, questo non é più un gruppo metal ma un nuovo progetto a vocazione discografica maggioritaria che si basa sulla fusione tra il jazz e il metal. Poi perché l’ultimo disco del gruppo metal ha venduto sì e no 14 dischi: é un progetto fallito che non si deve recuperare. Infine perché quello che fa il metallaro duro e puro alla presentazione del disco annuncerà feat. con gli screamo e cristina d’avena insieme (e la seconda ha buone possibilità di avere il titolo in copertina). Inoltre abolirà le primarie (vedete voi come porle in metafora).
In ultimo permettimi una domandina, magari semplicistica e demagogica, a cui devo ancora trovare una risposta. Com’é che con Obama tutti si rallegravano di un innovatore che superava le inerzie del partito e delle rendite di posizione e ora, parlando dell’Italia, tutto questo non vale più?
This is NOT the change we believe in.

ps: no, non dico che obama sia come marino, dico che per il secondo non dovrebbero valere delle obiezioni che non valevano per il primo.

Anche a me piace Bersani, in mancanza di meglio, però che si cagò sotto di fronte ai tassisti me lo ricordo ancora e ciò non mi tranquillizza.

il batterista è FONDAMENTALE per una band. concordo. ma poi serve qualcuno che canti:

Why don’t you all f-fade away (Talkin’ ’bout my generation)
And don’t try to dig what we all s-s-say (Talkin’ ’bout my generation)
I’m not trying to cause a big s-s-sensation (Talkin’ ’bout my generation)
I’m just talkin’ ’bout my g-g-g-generation (Talkin’ ’bout my generation)

e, onestamente, d’alema (quello che ha detto: “ho io il batterista: bersani!”) non mi sembra proprio pete townshend.

Giacomix, scioccone, non era Pete Townshend che cantava quei versi

Matteo mi meraviglio. Bersani è l’espressione D’alemiana dell’andare a tempo. Il tempo però erano le bombe nella ex jugoslavia, il non aver cancellato il conflitto di interessi, l’aver sempre dialogato con il potere fino alla distruzione dell’opposizione. E’ la scalata ad Unipol, è la furbizia di un quartierone che sono le COOP rosse. Bersani è la facciata di un Partito che fa schifo, che non riesce a dire che è espressione di una realtà storica passata. E poi perchè fanno così schifo i giovani? Ma ad una certa età non si va poi in pensione? Largo a chi ha idee, e a chi potrebbe sorvolare su queste stronzate della religione e dell’ammiccare ai vescovi per provare veramente ad uscire da questo pantano italiano. Non pensiamo che il pantano sia solo Berlusconi, Il PD è il fallimento della politica, il sarcofago delle idee. Bersani deve andare a portare i nipoti al parco, e lasciare posto a chi ha più idee di lui perchè conosce la CONTEMPORANEITA’.
Lo dico da uomo che un tempo si vantava di essere di sinistra, e adesso non va a votare.

Finalmente ho capito perché è stato così fondamentale che George Martin prendesse Ringo Star al posto di Pete Best per far nascere i Beatles.

…perdono…mi sono incastrato nell’esprimere la metafora…ma volevo concentrarmi sulla parte autorale degli Who, dato che neanche d’alema è un lead singer (peccato perchè ha la presenza scenica!), quanto piuttosto un pessimo autore/arrangiatore/controcanto

Dimenticavo di specificare: a me piace molto, da sempre, Massimo D’Alema.

boh Bersani ha il pregio di recuperare un po’ di voti lombardi (qui tanti dicono se va su Bersani…) però concordo abbastanza con chi dice che in un clima politico come questo ci vuole un segretario del PD incazzato ma non con il Berlusca (chissene?!!) che abbia voglia di ridare slancio al paese. che abbia voglia di sporcarsi le mani e di avere il coraggio di essere di sociale ma non essere garantista.Credo che questo sia il grande fraintendimento che affligge la sinistra.
Che sia capace di scendere nella melma e fare le cose che vanno fatte un po’ meglio di come le farebbero gli altri tenendo conto di famiglie e persone e non solo del budget.
dio come sono stata populista…

Ma si’, ma si’, puo’ piacere o dispiacere, Matteo, ma qui il quid e’: e’ la persona giusta per fare un PD diverso da quello che e’ stato ultimamente? Perche’ andando avanti cosi’ ne’ Billboard, ne’ una buona recensione su RS… Pensa che a me faceva cacare Prodi, ma senza di lui con la cippa che si sarebbero vinte le elezioni… manco con D’Alema…

Dimenticavo di specificare: a me piace molto, da sempre, Massimo D’Alema.
Giusto, in Italia si tifa sempre per i vincenti: è bello sentire uno che va controcorrente.

@ TheNightfly
Mi spieghi, per cortesia, che cos’è la contemporaneità (o la “CONTEMPORANEITA’”, se preferisci) di cui è urgente occuparsi e che Bersani non è in grado di affrontare? Anzi, a quanto dici, come me lui non la conosce nemmeno.

Se mettevi il commento su D’Alema all’inizio del post mi sarei perso la metafora del batterista tecnicone. Io comunque sono per Manu Katche che omologhi nel PD mi pare non averne, finche non arriva lui col cavolo che li voto

sarei d’accordo, persino su D’Alema. Tranne che sulla storia dei batteristi tecniconi.

“non possiamo definirci di sinistra sarebbe un tradimento”
il cicoria

il prossimo che mi dice che il PD è progressista…

Sì, un partito metal. Con Bersani. Così poi suoniamo Christian Metal con Casini alla voce.
No way. Mi tengo il mio chirurgo.

secondo me, bordone, dovresti ascoltare jojo mayer, e se lo fai già,dovresti farlo un pò di più.

divertente,, ma al mio amico fassino cosa gli facciamo fare? io gli farei suonare il basso, dall’alto,, a me piace così tanto che lo trovo anche un bell’uomo— d’alema più di tutti, ma ormai gli è venuto lo sguardo triste, e non credo si ringalluzzirà più

Tu sei solo un lurido ammasso di grasso incapace nel lavoro!!!!
tu sei un cane alcolizzato… e tu…. tu mi fai semplicemente schifo!! :D

Ma Bersani chi? Il fantasmino che gira a far le lenzuolate? Ma per favore!

Mi ero fatto un’idea completamente errata di te Matteo! Pensavo fossi un rivoluzionario e non un conservatore sinistroide… Bersani (leggi D’alema), Franceschini, ecc… ecc… hanno fallito, ok? FALLITO! Questi dirigenti dello sbaragnaus dovrebbero capire che è giunto il momento di farsi da parte come ha fatto Veltroni e Occhetto prima di lui, ma in questo caso dovrebbero avere l’accortezza di lasciare posto a gente VERAMENTE fresca come Marino e non alle solite 4 facce!

Ci vuole un cambiamento radicale e sinceramente, con Bersani questo cambiamento non lo vedo.

PS: parafrasando Moretti sentendo parlare di Bersani ci starebbe bene un: “ma si, continuiamo così, continuiamo a farci del male!!”

Kenney Jones era un buon tentativo, veniva dagli Small Faces. Però si era perso per strada. Rutelli.
Simon Phillips è un batterista tecnicone. Un po’ ne sa, ma ha spostato gli Who verso i Toto più che viceversa. Il Franceschini o Marini dell’esempio.
Bersani sarà un Zakk Starkey? Ci sarà un Zakk Starkey in giro? Il punto solo è questo qui.

M’è venuto da pensare ai Clash e alla loro interminabile audizione per sostituire Terry Chimes.

Poi è arrivato Topper.

Marino è un Terry Bozzio, Franceschini è un Larry Mullen Jr, Bersani forse un Keith Moon, o anche un John Bonham, ma per il PD ci vorrebbe un Dave Lombardo. Un partito metal ci vuole, duro e puro, che dall’altra parte ci sono i Kiss.

A me piacerebbe un batterista che sappia suonare almeno un paio di pezzi con convinzione, chiarezza e passione. Che si vede che ci mette l’anima. Succede poi che su altri suoni cosi’ cosi’… magari perche’ il chitarrista ha scritto il testo per fare colpo sulla sua ragazza e gli e’ andata bene, per cui continuiamo a suonarla che e’ anche bello, pure se la musica non e’ granche’….
Io devo ancora vederlo uno che mi faccia dire: “gran pezzo!”

Uno dei miei migliori amici è un batterista molto noto. Non so, se serve posso presentarvelo…

Nel PD manca tutto: frontman, drummer, lead guitar and bassist. E Bersani, con le sue innegabili qualità, tuttalpiù può aspirare a fare il roadie. (Baffetto è la groupie).
It’s only *** wasteland. They’re all wasted . Ripartiamo da capo …

Il problema Matteo è che non si tratta di scegliere il batterista ma di cacciare uno dei due batteristi che già si prendono a spintoni per un predellino.
L’ultimo aggiornamento sulla band (per dire) è che la suonatrice di ukulele (Rutelli) ha intanto deciso di mollare il gruppo e che il trovarobe (Penati), per conto del mod drummer ha già proposto di far finire il rivale in fondo a una piscina. Il poveraccio ha risposto “per lo meno suicidatemi dopo le primarie. e one e two e one two three!”

Un po’ lunghina come metafora, però concordo: di tenere dentro i cattolici mica ve lo ha detto il dottore…

Io di mio sarei piuttosto un agnostico (politicamente, intendo), ma se il PD si liberasse di questa ossessione dei cattolici e finalmente adottasse una (UNA, vivaddio) linea politica laica, lo voteri anche, lo voterei.
Ma mi sa che non è aria.

E perché non una drum-machine? La si programma, non sbaglia, puó produrre tanti effettini fighi sulle parti deboli, e dá un suono molto piú moderno.

(Ok, ok, accetto le sberle virtuali… ;)

Sei per bersani anche se in puglia i bersaniani sono quello che sono…
sei per bersani anche se in calabria votano per bersani piu persone che iscritte al circolo a loro volta in numero maggiore degli elettori del pd…
sei per bersani anche se il braccio destro del suo grande elettore è quello che passava i pizzini a bocchino…
sei per bersani anche se ha aspettato l’autorizzazione e il via libera di papa d’alema (d’alema!!) per candidarsi…
sei per bersani anche se nell’estate dei furbetti del quartierino (un complotto bipartisan per spartirsi due banche tanto per ricordare) dire che balbettava è fargli un complimento…
sei per bersani? complimenti.

Ah, dimenticavo. Veramente di spessore la incompatibilità tra medicina e politica.

Ma insomma, nessuno che citi This Is Spinal Tap?

Ma magari nel PD ci fosse un batterista jazz! Magari ci fosse un batterista metal! A me sembra che nel PD ci sia solo gente che suona (male) i bonghi.

Secondo me, invece il PD al momento e’ al completo. Solo che suona cosi’:
http://www.youtube.com/watch?v=FjeMDvCdrtc
E anche il fatto che sia una cover non e’ a caso…
ciao eNZO!

Io sono per il batterista metal ma servirà, prima o poi, anche un cantante metal che sappia mandare a casa il chansonnier da crociera. Iniziamo con un buon batterista che picchi duro e costruiamoci intorno una band che sappia suonare una musica vincente.

Ma poi, tutto considerato, perchè dobbiamo fissarci con l’idea che Bersani è un sottoprodotto di D’Alema?
Non può essere che D’Alema Tecnicone abbia dato lezioni di batteria a Bersani, che mette su una band (come dice Marco)e suona da dio anche senza saper bene eseguire un triplo paradiddle rovesciato antero-posteriore?

attenzione: di solito il problema è il bassista!

Stefano D’Orazio dei pooh è libero ed è la candidatura ideale edei centristi

Zapruder ha ragione, dall’altra parte ci sono proprio i Kiss.

Il dettaglio su cui si è impiantata questa band chiamata Pd è che deve andare al governo. Deve, un imperativo quasi categorico, andare al governo. Non importa a far cosa. Personalmente ritengo che il PD sia rimasto in piedi, vedremo alla fine del congresso, su due pilastri: i messianesimo e lo stalinismo. Ovvero due culture che necessitano di un Migliore, di un messia. La rivoluzione o il paradiso terrestre verrà mostrato al popolo, comunque un po’ scemo, da uomini di caratura superiore. Questo stato culturale giustifica qualsiasi scelta politica perchè il segretario deve portare al governo il partito. Quindi Bersani se ne va a Rimini a chiaccherare amabilmente con i ciellini, mentre Franceschini se ne va sul Monviso a scimmiottare Bossi.
Non c’è scopo, c’è solo un fine verso il quale i mezzi sono tutti giusti. E questo segna il fatto che il PD non potrà che essere sconfitto. Tutti coloro che hanno vinto avevano un obbiettivo che avrebbero pereguito una volta giunti al governo o al potere. Lo aveva Robespierre, lo aveva Cavour, lo aveva Lenin, lo aveva Togliatti e pure Pietro, il santo. E lo ha persino Berlusconi, chiaramente il suo scopo è salversi le chiappe. Ma giocare a fare gli affidabili per tutti non è un obbiettivo è una paraculata

rettifico: per quella vacca della Binetti non esistono scuse: non si suona e basta…piuttosto cambio band!

Non ho capito bene che cosa c’entri nietzsche, messo come logo, col PD:

tipo i cavoli a merenda ??

Prima visita qui.

Ineccepibile.