mercoledì 30 settembre 2009
La ragazza dai capelli strani
Bisogna essere un po’ particolari, tipo avere i capelli a punta e la risposta pronta. Poi bisogna avere competenza, ovvio, ma quella la diamo per scontata, visto che parliamo di giornalisti stranieri. A questo punto basta aspettare, e i media italiani si accorgeranno del profilo in questione, e, capito il giochino “il diavolo veste Anna Wintour”, si inventeranno uno stupore tutto loro, uno scoop relativo all’esistenza di gente diversa da Signorini e la Signora Miuccia: gente che fa quel lavoro da decenni, gente che addetti ai lavori e appassionati conoscono anche meglio, pensate un po’, di Ida Peritore.
Dico tutte queste cose perché ieri al bar ho trovato il Giornale, e ho letto due pagine due di polemicona su Suzy Menkes, che scrive di moda per l’Herald Tribune, e che ha stroncato un bel po’ di settimana della moda milanese in un suo pezzo, intitolato Blame it on Berlusconi. L’articolo racconta le sfilate più interessanti, con attenzione e un sacco di dettagli: non è un articolo a tesi, e non è nemmeno un articolo all’italiana (altrimenti si sarebbe intitolato “Italia: addio MODA!” oppure “Milano: MAMMA MIA!”). Da quel che ho capito io, Suzy ha trovato particolarmente fuori luogo un pezzo della collezione di Armani, e non ha apprezzato molto altre cose; ma nel complesso nella settimana della moda ha visto capacità di fondo applicate con incertezza, impauriti ritorni alla tradizione, goffi tentativi di rinnovamento, perdite improvvise di caratteristiche assodate, imbarco in nuove volgarità festaiole. A Menkes, insomma, è sembrato che alcuni nostri stilisti abbiano perso la trebisonda e indebolito la propria identità, finendo per volare parecchio bassi.
Forse ha ragione, forse no, fatto sta che ha anche messo in relazione questo impoverimento generale dello stile con la politica e la società italiana. Già questo, pensare che la moda sia specchio della società come cinema e tv, è considerata una stranezza nel nostro paese, un oltraggio alla serietà di gente che ogni giorno pubblica un commento di Rotondi. Non scherziamo. Ma poi, e se qualcuno l’avesse letto se ne sarebbe accorto, il tono del pezzo non è quello della stroncatura in toto, ma quello del report serio e critico delle sfilate milanesi. E il senso del titolo è un altro.
Chiaramente il tono con cui ne parlava il giornale era tutto denigratorio e complottistico: con la scioltezza che ormai lo contraddistingue in queste operazioni, il quotidiano di Berlusconi si soffermava sul fatto che Menkes, oltre a essere grassoccia ed esteticamente improbabile, è una inglese che abita in Francia, e quindi — se uno può avere un conflitto di interessi, se può ciurlare nel manico, al Giornale sanno che lo farà, per eseprienza — sarebbe al soldo della moda di quei due paesi (con una spruzzata di soldo USA dovuta all’editore per cui lavora). Anche perché al giornale non sanno bene cosa vuol dire blame, secondo me.
Ma poi, soprattutto, non hanno colto l’aspetto ironico del titolo: il fatto che dare la colpa a Berlusconi non sia nemmeno vagamente sufficiente, per uno come Giorgio Armani, a giustificare certe tamarrate. Ed è il caso di aggrapparsi a qualcosa, come Silvio “il jolly del cattivo gusto” Berlusconi, per salvare la faccia. È un po’ come se ci fosse scritto “Sarà colpa di Berlusconi”, insomma. Ma, si sa, la parola Berlusconi al Giornale produce una compressione violenta del senso dell’umorismo.
Oggi la racconta il Corriere, cui pare veramente buffo, divertente, quasi un simpatico tic da esageratona fissata, che la Menkes non accetti regali dagli stilisti. Mamma mia, è proprio pittoresca e terribile! Un paio di scarpe: che sarà mai! (Rosanna le accettava sempre, tra l’altro.)
La Cancellieri potrebbe aprire una svendita tipo il Salone delle Aste di Jerago.
scritto da Tranqui mercoledì.30.09.09 12:32
questa sindrome da accerchiamento sarebbe da investigare con cura.
eppure i numeri per tenere sotto controllo ogni cosa ci sono tutti.
il meccanismo per cui la benchè minima critica ti mette nel girone dei dannati è divenato allo stesso tempo pavloviano ma schizofrenico
scritto da dan.galvano mercoledì.30.09.09 12:42
10 in titolo!
scritto da lorenzac mercoledì.30.09.09 13:00
Io trovo perfino fuorviante continuare a scrivere/parlare del Giornale o di Libero. Non ci si può formare un’opinione sugli inglesi leggendo il Sun. Credo invece sarebbe il caso di sforzarsi di comprendere come mai il Corriere non sia più in grado di avere (se non addirittura influenzare) un’opinione su niente, e si limiti a ricalcare gli articoli degli altri giornali smorzandone i toni. Sia per gli scandali di Berlusconi, sia per le pagliacciate del Giornale. Il Corriere va a traino di Repubblica, Libero e il Giornale, ma togliendo accenti e punti esclamativi. E questo per me è di una tristezza assoluta.
scritto da RG mercoledì.30.09.09 13:01
Bello, bello, bello. Tutto il male dell’Italia riassunto in un post, complimenti Bordone.
scritto da Maestrino dalla penna a sciabola mercoledì.30.09.09 13:33
Per fortuna (sua) Suzy Menkes non sentirà mai nemmeno l’odore delle scoreggine del Giornale o del Corriere
scritto da Filippo1 mercoledì.30.09.09 14:04
“A rosico’, semo er meglio, olè olè: pizza, fica e mandolino, tie’
Rg ha ragione da vendere sul corriere.
scritto da Tipo mercoledì.30.09.09 14:08
ottimo as usual. anche se anche RG ha la sua ragione nel dire che il Corriere e’ ormai solo a traino. che sia pero’ una metafora del Paese stesso?
scritto da achab mercoledì.30.09.09 14:26
Hai letto l’articolo della Aspesi su Repubblica, a questo proposito? “Bastava che i fratelli giornalisti prima di perdere la testa e insultare, loro, una seria professionista temuta ma soprattutto venerata dalla moda italiana da lei lanciata anni fa negli Stati Uniti, avessero letto non si dice i suoi articoli dei giorni scorsi, ma fossero arrivati sino in fondo a quello che ha mandato in tilt il loro fegato già tanto provato; e in questo caso, avrebbero potuto evitare scempiaggini…” ecc. L’ho trovato qui http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/
scritto da ada mercoledì.30.09.09 19:06
L’unica che potrebbe cavarci d’impaccio è l’illuminata nonchè illuminante Lina Sotis.
Comunque, se la moda è anche provocazione, chi la segue può permettersi certe uscite.
scritto da ann mercoledì.30.09.09 21:13
la mentalità è che tutti siano schierati, quindi tutto viene rielaborato per potere meglio insultare e denigrare l’avversario di turno. non siamo mai usciti dallo schieramento guelfi e ghibellini. goebbels sarebbe fiero di vedere che il suo metodo propagandistico è ormai un classico.
rosanna si faceva dare anche le cose per la madre che, giuro, si presentava dicendo- sono la madre di rosanna cancellieri- omettendo il proprio nome ahahah.
scritto da alessandro sabato.03.10.09 12:09