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lunedì 5 ottobre 2009

Da’ retta a un pirla


zampettiForse questo post è un doppione di qualcosa di molto simile che ho già scritto, ma non me lo ricordo. Nel qual caso, scusate.

Di tutti gli aspetti sgradevoli del mutamento culturale degli ultimi anni in Italia (quello che ha reso sostanziale il parere degli ignoranti al bar, imputtanito le femmine, sbeffeggiato qualsiasi passo indietro del singolo davanti a istanze collettive) ce n’è uno che io trovo particolarmente insopportabile. È quello che in Lombardia si può riassumere nell’espressione del titolo: non sarò uno che ha studiato, non sarà la mia materia, però fidati che è così. Il motivo per cui questa impostazione mi è particolarmente insopportabile sta nel fatto che è una visione del mondo molto presente nella provincia ricca del Nord, e io sono nato e cresciuto a Varese, epicentro nevralgico dell’amplesso fra il vuoto e i soldi.
A Varese, e Como, nei posti dove l’autostrada è abbracciata dai capannoni, il boom industriale è fatto di famiglie, singoli, profilo basso e pedalare. Raramente le ditte e le aziende sono gestite da qualcuno che esca dalla linea di sangue del fondatore, e quasi mai si costruiscono dei poli di ricerca, delle strutture che rappresentino una progettualità per decenni a venire. Un misto di invidia del giardino del vicino, timore di dio e ristrettezza di vedute ha prodotto un’etica dell’angolino, dove non ci si espande, non si dà fastidio, non si guarda lontano, ma si mette insieme il pranzo con la cena a testa bassa, anche se i fatturati sono a otto cifre. Non stiamo parlando solo di sobrietà, intendiamoci, ma di qualcosa di più sostanziale e antropologico, dove la famiglia di proprietà lavora quindici ore al giorno oppure sputtana tutto in pochi anni, a seconda delle generazioni. Una terza via non c’è. Anzi, sì: è il Presidente del Consiglio.
I vari Zampetti, di cui Berlusconi è la matrice perfetta, sono l’espansione moderna di quel modello di modestia programmatica. Rispetto a prima, c’è meno timore di dio, meno parrocchia, ma continuano a mancare l’idea di formazione (tutti fatti da soli) e la capacità di delegare.
Perché è vero che l’occhio del fattore fa il sacco pieno (o come cazzo si dice), ma è anche vero che quello è un proverbio che fa riferimento al mondo della mezzadria; e se vogliamo uscire da quell’orizzonte è il caso di capire che nel mondo moderno il cervello conta più dell’occhio del padrone.
In questa logica di formazione autocostruita (Canti con me sulle navi? Ti faccio presidente!), le esperienze specifiche e i curriculum contano sempre meno delle conoscenze personali, del manico, dell’avere o non avere le palle. E a questo punto è normale che i geologi siano dei menagramo che girano col martelletto, che fermano le opere pubbliche con la loro testa piena di libri, che si mettono in mezzo tra il buonsenso degli operai e quello del governo. È normale perché lo stesso sono i giornalisti, i medici, gli ingegneri, i professori di qualsiasi materia: intralci perdigiorno, che hanno abdicato alla vita reale in favore di parole al vento.
Quando si deve disegnare il logo di Italia.it, quando si deve cercare un direttore di rete, quando si deve stabilire se occuparsi dei piani regolatori oppure far fare in proprio allo sviluppo: in questi e milioni di altri casi, è meglio fare da soli, meglio usare i proverbi della nonna al posto dei libri di testo, meglio affidarsi all’istinto. Si annusa l’aria, si sente lo stringiculo delle scelte difficili, si osserva rapidamente la situazione, si taglia corto sui fronzoli, e poi si prendono le decisioni. Magari altri hanno molti dati, molte conoscenze, molte capacità in più; ma nessuno di loro ha una visione d’insieme che passa per la pancia, per il coraggio, per l’autorità guadagnata sul campo della vita. Ci si muove come lupi, senza riflettere e senza chiedere niente a nessuno. “Da’ retta a un pirla” si ripete sornioni. “Va’ che non mi sbaglio.”


Io sapevo che l’occhio del padrone ingrassa il cavallo.
E Claudio Bisio aveva un personaggio, a Mai dire gol, la cui frase ricorrente era “Ascolta un cretino”…

“quasi mai si costruiscono dei poli di ricerca, delle strutture che rappresentino una progettualità per decenni a venire”
Progettualità per decenni a venire
Progettualità per decenni a venire
Progettualità per decenni a venire
E’ tutto li.
Dai retta a un cretino.

Anch’io da un po’ ho quest’idea del cumenda borioso. Per la cronaca, qui tra friuli e veneto è grossomodo lo stesso.

bravo, bel post. Hai descritto perfettamente la desolazione culturale italiana.

Qui a Brescia siamo all’avanguardia, ormai siamo alla fase della seconda generazione che sputtana quello che ha costruito la prima nei decenni.
E quando nella sfilza di luoghi comuni si aggiungono massime da brividi del tipo “Più hanno studiato, più sono ignoranti/maleducati/svogliati” capisci che non è facile uscire da questo circolo vizioso. Non è il solo lavoro a nobilitare l’uomo, ma molti non l’hanno capito.

E infatti, al massimo facciamo bene scarpe
e prosciutti…………

eccolo il tuo D’Alema… lui ci risolverà i problemi! http://www.youtube.com/watch?v=0WBZE7nkvPo

lo sai COSA è diventata l’ITALIA in mano a quelli DI MILANO? Lo sai?
è diventato che si mUORE all’AQUILA e tutti piangono.
SI MUORE a MESSINA e nemmanco il MINUTO DI SILENZIO nei campi di calcio.
Il PONTE sullo STRETTO?
MInchia, un MURO ci dovrebbero COSTRUIRE.
non sapevo che la LEGA CALCIO era LEGANORD.
ma è anche VERO che BOSSI è fatto a immaggine e simiglianza di VARESE.
bah, non siente degni di NEMMANCO mezzo PENZIERO.
schifo

per qualche motivo questo post esce mozzato sui feed. fai qualcosa!

Qualcuno potrebbe chiedermi: ma tu, perché non sei perfettamente d’accordo con Bordone? Non sei d’accordo con lui quando scrive “Raramente le ditte e le aziende sono gestite da qualcuno che esca dalla linea di sangue del fondatore, e quasi mai si costruiscono dei poli di ricerca, delle strutture che rappresentino una progettualità per decenni a venire”. Vero, sul contenuto sono d’accordo. Il problema è che io sono perfettamente sicuro che Bordone/blog (attenzione: non parlo di Bordone/persona/uomo, che non giudico, ma quel che lui è in questo suo blog) è bravissimo a scrivere post in perfetto stile pop-moderno-londinese, non sa nemmeno come si faccia a costruire un polo di ricerca o un progetto culturale. Bordone è l’altra faccia del cumenda incapace di sviluppo culturale. Il suo è uno sviluppo culturale tutto di facciata, che sa mimare la carrozzeria di una atmosfera culturale londinese e secolarizzata, ma che messo davanti al motore non saprebbe nemmeno dove iniziare a mettere le mani. E dato che non ha idea di che fare, si limita a notare -con brillantezza- quanto l’Italia sia ricca di goffi cialtroni. Preferisco il cumenda, che almeno non finge di essere così brilliant.

Se gli istruiti hanno questa cattiva fama su al nord (inutili perdigiorno che intralciano il lavoro altrui), non sarà un pochino anche colpa loro?
Voglio dire: c’è mai stato un intellettuale italiano, grande o meno grande, importante o meno importante, che non abbia avuto come suoi interlocutori principali i potenti, cioè quelli che ci avevano il grano?
Di fronte a intellettuali così, l’atteggiamento dei poveri cristi (vabbè, anche non tanto poveri) che tirano la carretta “a testa bassa” mi pare un po’ più comprensibile.
Gli intellettuali in Italia l’hanno sempre messo nel didietro ai poveracci.
E poi Asor Rosa si lamenta…

A Varese come sai le aziende padronali rimaste in piedi (lasciamo perdere gli opifici) si contano ormai sulla punta di una mano.
I Patròn o hanno passato la mano a figli che hanno distrutto o hanno ceduto, magari a dei fondi o dei soggetti, che hanno spezzettato o fatto bellamente i cazzi loro.
Ce n’è una che probabilmente non tirerà Natale dalle parti di un famoso supermercato. 400 anime.
Siamo in una società post industriale ed è un problema di mentalità prima di tutto.
Oggi gli indicatori della performance di un’azienda che interessano sono cambiati (a parte il profitto bello e buono ce ne sono altri su cui gli analisti e i creditori decidono se e come finanziare) e la spregiudicata approssimazione anche un po’ naif di alcuni padroni (che ben si sposava trent’anni fa all’idea originale imprenditoriale) non serve a campare la baracca.
E’ rimasto quel po’ di sinistra malizia con cui hanno imbottito le banche svizzere e consentono oggi a dei discendenti pirla di ganassare in giro qualche anno mentre la barca affonda.

Quello che scrive GMR è vero. Ma il problema è che il cumenda e bordone (scritto con la minuscola in quanto inteso come archetipo contrapposto al cumenda) oramai hanno smesso di parlarsi ed anche se si parlassero, probabilmente non si capirebbero perché usano due lingue diverse.

per GMR: Io invece registro che bordone con la maiuscola si limita a preferire, al cumenda idiota che pensa solo ai soldi, un progettista che abbia la percezione di dover pensare a qualcosa che si sviluppi e abbia un senso pensando al futuro. Non ha importanza se bordone non sa smontare un motore. Non serve che lo sappia, serve che capisca chi lo deve fare e come.

“E a questo punto è normale che i geologi siano dei menagramo che girano col martelletto, che fermano le opere pubbliche con la loro testa piena di libri, [...] È normale perché lo stesso sono i giornalisti, i medici, gli ingegneri [...]”
Mica sempre! anzi parecchi professionisti fanno carriera proprio perché hanno capito come funziona. Per restare a geologi e ingegneri prova a sovrapporre le mappe delle zone franose con quelle costruite recentemente. In alternativa alle zone franose puoi prendere quelle esondabili, non farlo contemporaneamente altrimenti ti spaventi.

qualcuno potrebbe chiedermi: gnu, perché non sei totalmente d’accordo con GMR? e io, gnu, direi che non sono totalmente d’accordo con lui, perché lui non saprebbe scrivere un post in perfetto stile pop-londinese (@@##??), e siccome non è neanche un cumenda, si limita a scrivere una risposta electro pop uruguaiana, ,,, detto ciò, tra Bordone e Zampetti (ma presi come categorie dello spirito,ovvio!) preferico anch’io Zampetti–è troppo simpatico

la regola d’oro e’: la prima generazione crea, la seconda ingrandisce, la terza sputtana…

Beh, sono d’accordo con gnu.

Ma chi è Zampetti?

@ GMR
stai rimproverando un intellettuale di essere un intellettuale (e di farlo bene per giunta, a detta tua).
Secondo te per andare bene un intellettuale deve essere anche meccanico e imprenditore oppure dici che possiamo semplicemente fare a meno degli intellettuali?

@GMR
a ognuno il suo mestiere: non credo che nei progetti di bordone ci fosse quello di costruire poli di ricerca, altrimenti avrebbe fatto altro nella vita; matteo ha scelto di osservare quello che lo circonda, farsi la sua idea e condividerla con altre persone, di questo suppongo che campi o voglia campare. Dal momento che non si erge a economista o sociologo (non mi risulta che scriva sul Sole 24 ore o che tenga seminari di management in giro per l’Italia) non vedo perchè non dovrebbe esprimere le sue idee sul suo blog, blog che tra l’altro mantiene sempre un’intonazione precisa e coerente, dal mio punto di vista.
forse sei tu che hai sbagliato sito.

chi è zampetti?
http://www.youtube.com/watch?v=M0GB3mr52OE

@giemmerre, hai visto che bello? sei il più chiocciolinato del post! cmq zampetti è quello della foto, il cummenda della 3a c, il babbo di sharon, la stragnocca della classe, che poi è morto da poco, zampetti, un paio di anni fa, che triste,,

Ma non è che niente niente hai iniziato a pubblicare solo spezzoni di post nel feed RSS? Luca Sofri non ti fa un bell’effetto, dai retta a un pirla.

Che soddisfazione, Gnu. Per Ena: chiaro che non è il mestiere di Bordone. Bordone non ha nemmeno idea di dove si cominci a fare quello che dice lui. Solo ad assaggiarne una briciola il sapore sarebbe così intenso per lui che se ne tornerebbe di corsa nella sua Varese.

… già!!…. e ho letto su facebook che è metà ebbreo e metà ricchione!!!!
minchia,come lapo!!!!!!! :D

Per un periodo pensavo che la condizione delle valli bergamasche fosse dovuta alla morfologia – tutto stretto, dritto, senza “scambi” – poi ho scoperto il triveneto, il varesotto… e ora sto a 600km.

Bel post, sono pienamente in sintonia con Matteo.
Aggiungerei che oltretutto nella vita di tutti i giorni il pensiero scientifico non è praticato nemmeno da chi lo dovrebbe professare di mestiere.
Tanto per fare un esempio tratto dal mio lavoro di medico: l’enorme quantità di colleghi che si rifiutano si sottoporsi alla normale vaccinazione antinfluenzale perchè hanno paura di ammalarsi.
La logica del bar è davvero dura a morire (“mio nonno fumava 2 pacchetti di senza filtro al giorno ed è campato cent’anni!”).
Quando mi trovo di fronte a comportamenti o a frasi così mi sento paradossalmente disarmato: sento che non vale nemmeno la pena tentare di aprire un dibattito, cambio argomento.

P.S. il plurale di “curriculum” è “curricula”; non è un parolaccia.

stavolta Bordone ci ha ragione, e succede sempre più spesso ultimamente (tranne su Bersani) che dica cose sensate, logiche, giuste e condivisibili. Che abbia preso una botta in testa?

Matteo,mi piace il realismo con cui fotografi la realtà,le tue analisi non sono mai banali,ed è anche per questo che leggo il tuo blog.
Quello che non capisco,è perchè ti dicano che la tua cultura è di facciata!!Ma ecchecazzo!!!!Toccatemi tutto ma non Matteo Bordone !!
Guarda GMR,che il soggetto in questione,è un giornalista ,non è un delegato dell’ asse Como-Varese per lo sviluppo industriale,e se descrive,col suo solito acume quest’italietta di gaglioffi,non è detto che non sappia che fare ,fa il giornalista e lo fa pure bene!
Poi sul fatto che messo davanti ad un motore non saperbbe che fare ,ti sbagli, si è perfino montato un mobiletto per lo stereo o roba del genere, scusa se è poco!!!Per fare questo ,ha pure sospeso il blog,per qualche giorno,bè io questo lo chiamo senso pratico!!
Comunque GMR,mi riesce difficile capire perchè preferisci i cumenda,io che sono una casalinga tutta aspirapolvere e mohjto,preferisco Bordone,e non pensare che sia per via del mohjto (che poi si scrive ,così?Boh?Son più abituata a berlo che a scriverlo)

Cara Loreta, le botte Bordone le desidera. Lui non vuole essere un mediterraneo varesotto e quasi-ticinese circondato da leccapiedi incapaci di vero tough love nordico e competente. Si vergogna, si sente disprezzato dai suoi anglo-amici milanesi. Regaliamogli quel po’ di bashing che lo fa sentire tanto british.

Sarà che son maliziosa, GMR, ma leggo un po’ di invidia nei confronti di Bordone, nei tuoi commenti…

[...] Ottobre 2009 · Lascia un Commento Matteo Bordone analizza il mutamento culturale “berlusconiano” di questi anni, per cui per esprimersi riguardo [...]

Ma no, ma quale invidia? GMR, ne sa più di noi e non vede l’ora di dimostrarcelo. Però mi sa che non si è accorto/a che sta giocando da solo/a.

Ma GMR, io sò ciò che piace o desidera Bordone,io mi limito a leggere quello che scrive,neppure lo conosco personalmente,ma se per te è non è così,se lo conosci così bene da saper i suoi pensieri,perchè lo sputtani?Tra amici non si fa così.

Scusate,volevo dire,non sò che piace a MB.

Secondo me si tratta di una malattia nazionale:
fin da bambini si odia il secchione, quello che ha passato il pomeriggio prima a studiare mentre tu, figo, hai giocato a pallone e vai male alle interrogazioni ma sei, appunto, figo.
Poi da grandi, uguale. Niente senso di responsabilità, niente cose pallose, niente tempo sprecato a imparare qualcosa da chi ne sa nello specifico. Si sogna l’uomo mitologico che sa fare tutto, ma proprio tutto e non ne sbaglia una. Anzi, quando sbaglia è bravo a nasconderlo, non ammetterlo e magari incazzarsi così tanto per mettere paura e per far capire che lui è figo.
Lui risolve in un attimo quello che i “dottoroni” impiegherebbero secoli di inutili analisi a capire.
Quelli che sono spudorati difetti, spesso all’occhio degli italiani sono delle doti invidiabili.
Non è solo un fatto politico, ma proprio di rapporti umani, mi sa.

ma non è che hai descritto la provincia di Vicenza.

ragazzi, GMR è la seconda personalità di bordone, è evidente. matteo da tempo soffre di schizofrenia e gmr è la parte della sua personalità schiacciata dai sensi di colpa perchè lui i motori non li sa far partire.
scrive sul blog per creare un po’ di dibattito, per dare movimento.

posso aggiungere che oltre agli zampetti a me stanno sulle palle anche i vari “gmr” ? Cioe’ quelli del “tu predichi bene e razzoli male”. Quelli che se critichi il PD “allora mettilo su tu un partito”. Sta cosa di criticare il post perche’ bordone “non sa nemmeno come si mette su un polo di ricerca” e’ talmente ridicola da sfiorare il trollismo.
Aspetta. Ho capito. Sei un troll. Stupido io. Come non detto.
(vabbe’ lo dico! lo stesso gia’ che l’ho scritto…).

bella anche l’interpretazione di micene, comunque.

Insomma, un po’ come la “Truthiness” e il “Gut Feeling” teorizzato da Colbert (http://en.wikipedia.org/wiki/Truthiness)

“perchè lo sputtani? Tra amici non si fa così” Tra amici si fa così. E anche tra non amici. Quanto all’invidia verso MB, perché no? Non sia mai che io non mi conceda un vizio. Ipazia: non essere così perbene. Enrico: il trollismo non lo sfioro, lo trovo. E comunque è così. Lamilanese: nei blog gioco da solo e lo so. Ena: bravina, mi sei piaciuta, sei prossima alla verità. Ora però colpisci più duro, come fanno Lamilanese e Ipazia. Non ti sento.

Bel post matteobibbianchi!

bravi tutti, qui ognuno fa bene il suo mestiere. io leggo e zitta.

[...] This post was mentioned on Twitter by Il Gelso. Il Gelso said: http://bit.ly/2IH0Pt anche a Vicenza. [...]

Diegodatorino scrive: “Stai rimproverando un intellettuale di essere un intellettuale”. Ci sarebbe tutta una saggistica tipicamente italiana sulla supposta incapacità degli intellettuali italiani di comunicare con i cumenda. Ma sapete che vi dico? Mi sono rotto le palle anche di questi intellettuali anti-italiani che rimproverano altri intellettuali anti-italiani di non saper comunicare con il popolo dei cumenda. Bordone è il tipico trombone italiano, travestito da cool Britannia? Bordone è una forma evoluta di Alberto Sordi? E allora, proprio perché Bordone è così tipicamente italiano, mi piace. W l’Italia e tutti i suoi cialtroni, sia cumenda che bordoni.