venerdì 9 ottobre 2009
Pulire, poco. Ma tanta Radio Maria!
Era una signora simpatica, bassetta, che aveva una sua cattedra specifica. Per un po’ c’era stato un maschio, sui trentacinque. Poi aveva brindato con lo spumante per l’omicidio di Falcone; il professore di matematica (socialista nenniano siciliano) l’aveva fatto presente al preside, e il bidello amico dei mafiosi (“Falcone ha rrotto i cogliooooni a troppa ggente!”) era stato allontanato. E quindi c’era la signora. La signora era raramente armata di utensili per la pulizia, però era gentile. Ascoltava tutto il giorno Radio Maria, con una miniradiolina che teneva appoggiata lì. Era spesso seduta in ascolto, oppure si alzava, si appoggiava alla finestra, e continuava la sua attività audiocontemplativa. Ai cambi d’ora o all’intervallo aveva una parola per tutti. E poi diceva cose come: «Questha matthina mi sono senthita Padre Livio. Ha fattho una predhica, inzhomma un discorsho sulla fedhe, sull’amhore di Christho che salvherà tutthi. Anche atthè. Anche atthè salverhà. Perché ti ahmaa cnhe se tu non ci credhi!” (Più o meno le cose che dice Paola Binetti, ma in versione calabrese.)
La Gelmini sarà anche la più detestabile domina del mondo s/m, ma davvero l’idea che i bidelli italiani puliscano le scuole, e a farlo non siano ditte esterne, vi sembra così scandalosa? Cosa fanno esattamente i bidelli, quando non puliscono le scuole? Cioè che ruolo è, nella pratica, quello di bidello? Entrare in classe e riferire alla prof di mate che deve andare in presidenza è un lavoro? È tipo il messaggero del teatro classico che riferisce la reazione di Cesare agli ultimi progressi militari di Roma in Africa. Forse è il caso di fornire i bidelli di coturni e pergamena — Il sindacato se ne sta già occupando: è inammissibile che la fornitura tecnica dei nostri bidelli sia così deficitaria — per interpretare la scena dello srotolio del messaggio in maniera credibile e dignitosa. Cosa fa il bidello? Rispondete di getto a questa domanda. Cosa fa? Il bidello, secondo me, e non mi sembra ci sia niente di male, è quello che pulisce la scuola e fa altre piccole cose. Altrimenti, se deve fare solo queste piccole cose, di bidelli ne servono un quinto. Così, a occhio.
Ieri a Radio Tre sentivo un dirigente scolastico di una scuola elementare, mi sembra. Che diceva che i bidelli devono fare sorveglianza, dato che i bambini a quell’età sembrano necessitarne. Tanto per dirne una. Quindi i bidelli impiegano il loro tempo a fare qualcosa di diverso, ma comunque necessario, rispetto alla pulizia.
Sono la prima a dire che le risorse vadano razionalizzate. Sono anche la prima a dire: assumiamo più bidelli, facciamola pulire a loro, la scuola, e magari un risparmio ci sarà comunque. Ammesso e non concesso che questo sia vero.
Però la ‘risposta di getto’ è proprio quella che la Gelmini vuole sentirsi dare quando propone delle riforme scolastiche. Fa demagogia, per coprire il fatto che nella scuola si vuole solo risparmiare, senza investire. Poi ci sono le classi sovraffolate e insegnare diventa impossibile. Ma siccome i tagli indiscriminati vengono chiamati dal ministro ‘razionalizzazione’, la risposta di getto di chi non è nella scuola è comunque ‘sì’.
scritto da Ipazia Sognatrice venerdì.09.10.09 10:25
Ma no, Matteo, ci sei cascato pure tu! Ma che ti metti guardare il dito dei bidelli con la ramazza anziché la luna della mancanza di prospettive, di sviluppo economico e culturale della scuola italiana! Ma chi se ne frega, se si discute per priorità la priorità sta nella qualità dell’istruzione offerta ai ragazzi, che tanto ne hanno di bisogno.
scritto da diegodatorino venerdì.09.10.09 10:30
Ci sarà sicuramente del vero nella questione dei bidelli. Ma dare ragione a quella succhiac*@#i è francamente troppo. Un’idiota messa lì per smantellare definitivamente la scuola pubblica (ex orgoglio del walfare italiano) in favore delle scuole private, meglio se cattoliche, meglio se di cl. Ma per favore.
scritto da Lucio venerdì.09.10.09 10:33
Sacrosanto.
scritto da Geffe sabato.10.10.09 19:05
Tornassi indietro, io ci metterei la firma a fare il bidello!
Stronzo io ad aver studiato…
scritto da robi sabato.10.10.09 19:10
maleducati, non si dice più “bidelli” ma “diversamente lavoranti”
scritto da Filippo1 sabato.10.10.09 19:41
io di BIDELLO mi ricordo a MARIANO.
Era SINPATICO, aveva un sopracciglio nerissimo e buio ed un altro TRISTE e GRIGGIO.
Ci inzegnava a FUMARE a me e ULDERICO, le N80. Nella sua guardiola erano ORE felici (aproposito di ORE, ci dava i fumetti del LANDO edizzione SQUALO, mamaaaa).
Una volta entrò con la scopa che c’èera un TOPO in classe e SPASH, ruppe in un colpo solo la scopa e la testa del TOPO ed il cuore di GIOVANNA, che era la maestra di SUPPLENZA dell’istituto. Poi giovanna fu trasferita a ROMA dove è tutto magna magna infatti non ci ha più scritto niente a MARIANO, nemmanco una cartolina di OSTIA.
Però una volta una cartolina ce la mandò, si vede che ROMA non se l’aveva ancora sdivorata. Era appesa nella guardiola e c’erano rovine e rovine. Ma MARIANO era felice. Mentre fumavamo in guardiola ci diceva: eNZO, Ulderico, la femmina è come la SPARACHIODI, accura dove spara perché poi rimane il PIRTUSO!
Poi una volta ha Pianto, MAriano, perchè, era ha capito che Giovanna niè, era diventata ROMANA di testa e cuore.
Mariano aveva un TATUAGGIO sul braccio tutto blu. era del CARCERE. Il tatuaggio era un asso di bastoni. Sotto c’era scritto: VACCI LISCIO.
Poi una volta si è rotto il tetto della scuola e lui per salvare la SUORA BAFFUTA c’è rimasto un pò sotto, mischino!
Questo so dei BIDELLI, io.
Non l’ho mai visto pulizziare nulla.
Mi a inzegniato sulla VITA di più lui che ogni MAESTRA o suora di poi.
ah, vero, ma tu NON hai fatto scuola come io, tu eri in CORRIDOI improfumati e cessi con lo SCIACCUONE. fighetta
ciao robi, tu non sei stronzo, solo un pò ad avere amico ‘sto SNOBS milanese
scritto da eNZO da altro posto (no BARI) sabato.10.10.09 19:51
Firmo controfirmo e sottoscrivo. Anche se a dire il vero all’asilo del mio primogenito la bidella lava e pulisce i banchi. L’unica differenza con i miei tempi è la mensa, quella è affidata a una ditta di catering. Questione di igiene, dicono, ma io non ricordo di aver preso mai un malanno mangiando il cibo cucinato dalle bidelle (ricordo una pasta coi piselli fenomenale). Però lo stipendio dovrebbero aumentarglielo un po’, hai visto quando prende un bidello? Una miseria.
Ecco: è giusto chiamare tutti a una maggiore disponibilità e collaborazione, ma un trattamento economico migliore è il miglior motivatore.
scritto da abbasta sabato.10.10.09 19:53
era “quanto prende”, ovviamente.
scritto da abbasta sabato.10.10.09 19:54
è difficile parlare di scuola basandosi solo sui propri ricordi scolastici. I bidelli “fanno” poco, ma la sorveglianza, dalle elementari alle superiori è fondamentale. E’ uno dei tanti piccoli, ma necessari, ingranaggi che servono per far funzionare le nostre scuole, che non sono solo il disastro che si ama raccontare.
scritto da lamaestrina sabato.10.10.09 22:36
Questa settimana c’erano le assemblee di classe. Abbiamo imparato che non ci saranno più supplenti, ma che le ore di compresenza usate in precedenza per la programmazione saranno allegramente usate per tappare i buchi. La scuola ha chiesto a inizio anno 3€ a famiglia per contributo spese e già si parla di altri 30000 euro che mancano al Circolo Didattico (io sono convinto che prima della quinta – quindi prima dell’estate 2011 – mi verranno chiesti soldi per bolletta elettrica e riscaldamento). In effetti (deve aver pensato la Gelmini) sembra proprio un ottimo momento per lanciare (e commentare) una manciata di banalità sui bidelli.
Tra l’altro, questi profondi pensieri da Sora Lella sull’efficienza dei bidelli dov’erano quando l’anno scorso si facevano tagli chirurgici agli organici della didattica?
scritto da Pinolo domenica.11.10.09 00:02
Io sono uscito da poco da una scuola secondaria superiore a favore dell’Università.
Nella mia scuola (avevamo tre sedi distaccate, era un liceo con quattro indirizzi) di bidelli ce n’erano in abbondanza; anzi, ce n’erano troppi probabilmente!
Mi dispiace dirlo, alcuni sono pure miei amici, ma cosa facevano? Boh, i banchi il giorno dopo erano sporchi, le lavagne ancora piene delle scritte del giorno prima e, sinceramente, ogni volta che uscivo erano lì che parlavano tra loro per buona parte del loro tempo, salvo poi alla fine passare per le classi per fare qualcosa (relativamente poco visto i risultati).
Mi dispiace se loro perdono il lavoro? Molto.
Posso dire che lavorassero in modo soddisfacente ed efficiente? Assolutamente no.
Sono d’accordo con quanto detto da Matteo? Tendenzialmente sì. (tra l’altro, non vorrei sbagliarmi, sono Maestre e Professori ad aver compito di sorveglianza e responsabilità sugli alluni. Ai bidelli compiti di portineria.)
Grazie a tutti!
scritto da Gianluca domenica.11.10.09 01:08
i bidelli della scuola mia facevano i cruciverba, ma a occhio e croce non erano nemmeno i ghilardi e i bartezzaghi. poi ci impedivsno di fumare in bagno. e poi pulivano. credevo lo facessero ancora loro. inizio a sentire la mia età.
scritto da mumucs domenica.11.10.09 09:01
i bidelli che ricordo io erano scriancati, zoppi, storpi, muti, deficienti, tossici, obesi. il bidello è uno di quei lavori inutili socialmente utili che servono a piazzare da qualche parte i poretti incapaci, e le scuole che devono assumerne (in numero molto ridotto) non possono affidarsi a loro per le pulizie.
scritto da tomate domenica.11.10.09 09:26
@tomate incapace non lo so, ma poretto mi pare che tu lo sia di sicuro.
scritto da abbasta domenica.11.10.09 11:22
Abbiamo capito che non riesci a razionalizzare quando parli di Gelmini. Il che fa pensare che il casting per quel personaggio abbia funzionato e complimenti a chi l’ha fatto.
Siccome non lavoro nella scuola (come te del resto) non posso portarti esempi specifici, ma forse un caso che per analogia potrebbe aiutarti a riflettere.
In un posto A c’erano nove sorveglianti. Il sorveglianti hanno diritto ad un extra ridicolo sullo stipendio per la reperibilità (anche notturna) ed all’alloggio di servizio, che se vai a vedere è un extra consistente.
Ma, sopratutto, col tempo legavano la loro esistenza con il posto A diventando un riferimento sia per la dirigenza che per i colleghi.
Primo problema; i dirigenti passano, loro no.
I sorveglianti siccome abitavano e lavoravano nello stesso posto, sviluppavano inevitabilmente una sensibilità per la sicurezza del posto perché il posto ricomprendeva anche la loro famiglia.
Senza proclami, senza notizione, le cose andavano bene per una quotidianità da formichine protettive.
Secondo problema: fare le cose senza che si sappiano è peggio che non farle.
Quando, per compiacere gli amici, esternalizzi i servizi, in genere cominci dalle minchiate, ovvero dai servizi non essenziali; ma siccome le minchiate finiscono presto, dopo un po’ finisci con l’esternalizzare anche le cose via via più importanti. Per giustificarlo porti i precedenti sulle cose già esternalizzate e studi e proiezioni economici senza alcun fondamento matematico.
La differenza fondante tra lo Stato e l’impresa è che il primo deve fare le cose, la seconda le fa se conviene.
Accadde che in A, furono esternalizzati i servizi di sorveglianza. Naturalmente, i sorveglianti non li puoi cacciare e quindi li destini (con una lettera, dalla sera alla mattina) all’archivio, al protocollo o a fare i camminatori; poi gli dai quindici giorni per trovarsi casa, ‘ché l’alloggio di servizio diverrà foresteria.
Intanto la ditta che fornisce sorveglianza, si scopre costare sei volte il costo degli stipendi dei sorveglianti di prima.
Terzo problema: le ditte di sorveglianza scelgono il personale in base all’incidenza di problemi pregressi del posto in cui vanno ad operare.
Era A un posto tranquillo; per anni nessun problema che non fosse riconducibile a dipendenti infedeli, ma tutto fisiologico.
Accadde che, fuori dall’orario di servizio, iniziarono piccoli furti, furti meno piccoli e un furto importante nelle stanze della direzione, ma nel frattempo i due sorveglianti della SpA fornitrice in un caso dormissero (verbale CC), in un secondo caso fossero trovati, ancora la mattina dopo, in preda alle convulsioni da terrore in un lago di escrementi autoprodotti (uno, l’altro era scappato alla vista del coltello). Nel terzo caso invocassero la fatalità (“cose che capitano, sai quante ne ho viste”).
Quarto problema, il vicino commissariato CC ritiene che uno della terza coppia fosse il basista. Il GIP anche. Vedremo.
Lamentatasi con la SpA per la frequenza di problemi mai avutisi in precedenza, A si vede rispondere che in effetti la modifica della condizioni operative era già stata attenzionata a seguito dei fatti recenti, e che il contratto vinto a gara in precedenza avrebbe dovuto essere modificato (a trattativa privata) perché numero due unità armate non erano sufficienti (s’era poi palesato) a coprire un complesso ed una superficie come quella di A.
Ma vista la simpatica amicizia che ci lega il costo del nuovo contratto non sarà aritmeticamente ma “politicamente” determinato.
* * *
D’altro canto dare ragione oggi ad un ministro in virtù di ricordi di trent’anni fa su di un caso specifico e personale è come “visitare la Svizzera andando in un ospedale e concludere che tutti gli svizzeri sono malati” (© CMG).
scritto da mORA domenica.11.10.09 12:00
Non so. Da noi il bidello Emiliano aveva funzioni fondamentali come darci il barometro dell’umore di quello di italiano e chiamarci fuori per una finta telefonata subito prima di un’interrogazione.
scritto da barynia domenica.11.10.09 14:10
ho letto il post ieri e c’era qualcosa che non mi tornava.leggendo i commenti,spesso basati sui ricordi di scuola, nemmeno.Ho provato ad utilizzare i miei di ricordi:nei miei i bidelli facevano le pulizie.Nell’ora prima dell’intervallo,poi dopo la fine delle lezioni.Magari mi sbaglio, penso.tutti la sanno diversa,mi ricorderò sbagliato io,mi son ripetuto.
Poi ho chiesto a mio padre,che di scuola qualcosa in più ne saprà,visto che ha fatto il preside di scuola media(e poi dirigente scolastico,ecc) per 32 anni.Risultato:i bidelli han sempre fatto le pulizie.Poi negli ultimi anni,a causa di problemi di organico(cioè meno bidelli assunti) in alcuni istituti le mansioni di pulizia son state esternalizzate a cooperative esterne,anche se i costi erano eccessivi.Ora non ci son più soldi e si dice:puliscano i bidelli.Ma l’han sempre fatto.Novità:zero.Innovazione:nada.Se non ve ne siete accorti,è perchè in quelle ore o eravate in classe o eravate a casa.E tra le uscite della Gelmini,i ricordi confusi e le riflessioni di Bordone che stavolta,spiace dirlo,sono argomentate quanto quelle di un leghista avvinazzato al campionato mondiale di pressapochismo,penso sia meglio credere a mio padre.
scritto da Francesco domenica.11.10.09 17:06
bella, eNZO!
come sempre
scritto da mamborso domenica.11.10.09 20:09
Che piacere rivedere l’immagine (da me creata) che ha accompagnato il rilascio di ZiPhone 1.0…
scritto da Max/iRev domenica.11.10.09 20:29
Cos’è, se non scatena un flame allora un commento viene cancellato?
Bah…
scritto da Max domenica.11.10.09 23:00
Ma i bidelli da quel che mi ricordo pulivano, poco per carità ma mai vidi uno statale sudare.
Ho dei vaghi ricordi di loro che ci facevano pulire le palline di carta, ammucchiate come montagnole di neve dietro l’ultima fila di banchi dopo una battaglia assidua fra la falange destroide e sinistroide della classe.
I bidelli sorvegliano più dei professori in un liceo, non diciamo cazzate, si mi dispiace a Bordò ma stavolta hai toppato alla grande. Poi se hai 25 classi e sono in due magari beh magari gli si chiede troppo.
scritto da baboido lunedì.12.10.09 07:31
Perchè ho questo vago ricordo anche io di bidelli pulenti??
perchè Enzo non scrive un libro?
scritto da Francesca lunedì.12.10.09 10:50
AH, CIAO MATTEO BORDONE TI SON MANCATA.
scritto da Francesca lunedì.12.10.09 11:02
Come ricorda Francesco, pure a me è giunta notizia che le scuole che si avvalgono di cooperative per la pulizia (e dunque scuole in cui i bidelli NON puliscono) sono tipo un quinto o un sesto del totale. Non mi stupirei di trovarmi di fronte all’ennesima manovra di propaganda che pubblicizza provvedimenti utili ma che in realtà risolvono problemi immaginari, quando non sono addirittura inapplicabili (tipo l’incentivo sugli elettrodomestici a basso consumo energetico, per il quale non è stato elargito nemmeno un euro dei soldi stanziati in quanto destinati a classi energetiche inesistenti).
Ricordo anche io i bidelli che facevano i cruciverba in modo originale, aggiungendo o togliendo caselle in base alla parola che volevano farci stare, e poi venivano nei bagni non a dirci di non fumare, ma a chiederci cortesemente di aprire le finestre per far girare un po’ d’aria.
scritto da EvilFerro lunedì.12.10.09 11:13
Io so solo una cosa. Che l’altro giorno hanno telefonato dall’asilo per dire che mia nipote di tre anni si era cagata sotto e che nessuno l’avrebbe pulita fino ad orario di uscita a meno che qualcuno della famiglia non si fosse recato là di corsa a farlo. Io non so di chi sia la colpa e nemmeno voglio saperlo. Devono fallire, perdere il lavoro e poi chiedersi se anteporre qualche quastione sindacale del cazzo ai bisogni di una bambina di tre anni sia stato giusto. E la Gelmini con questo non c’entra di sicuro.
scritto da Massimo lunedì.12.10.09 12:37
Ma io metterei in questione tutto l’affare “esternalizzazioni” nella pubblica amministrazione: con questi chiari di luna non possiamo permetterci, esternalizzando, di spendere più dinero di quanto ne occorrerebbe per fare le cose risorse interne. Lo so che dobbiamo foraggiare im-predatori maneggioni e politicamente ammanicati, ma non ce lo possiamo permettere.
scritto da dhg lunedì.12.10.09 13:39
I miei bidelli lavoravano tanto: selezione degli studenti con diritto di accesso alla fotocopiatrice, distribuzione selettiva di gessetti (i cancellini mai visti), affissioni circolari in portineria, dietro la porta, racket di merendine, ma su questo furono poi sbaragliati dal distributore.
che tempi, ho sì imparato a vivere
scritto da daniele lunedì.12.10.09 13:51
Mia mamma fa la bidella alle elementari. Le pulizie le fanno loro (le bidelle). E si fanno un culo così.
scritto da Monia lunedì.12.10.09 14:28
(Ah, e all’occorrenza pulise pure i bambini che se la fanno addosso. Ma non so se lo fa per contratto o solo perché è una mamma. Inoltre è la numero 1 nel togliere i denti che dondolano.)
scritto da Monia lunedì.12.10.09 14:34
Qui si parla di “diti” e di luna, ma a me ‘sta storia che la questione è sempre “un’altra” mi ha rotto le palle.
Se ti pagano per fare un lavoro, lo fai, punto. Anche se si tratta di pulire il culo a una treenne.
Ma sicuramente nel caso ricordato sopra ci sarà stato il solito sindacalizzato che “non è la mia mansione, non micompete”.
A calci nel culo, bisognerebbe prenderli, altro che mansioni del cazzo.
scritto da biagio lunedì.12.10.09 14:45
Guarda tu girando per la rete cercando “Gelmini” che cose vengono fuori:
http://www.behablog.it/dett.php?id=853
Cercando ancora si arriva a Wikipedia che riporta al punto [4] un link all’archivio pubblico degli atti del Comune di Desenzano del Garda. In quell’archivio non si fanno nomi, ma la mozione di sfiducia fu approvata, quindi resta solo da stabilire chi fosse a quella data presidente di quel consiglio comunale.
scritto da mORA lunedì.12.10.09 15:25
il bidello, anzi, la bidella, da che mondo è mondo, non fa niente, tranne che all’intervallo durante il quale spettegola con le ragazze su come sono vestite le altre ragazze.
Che domande!
scritto da Nandina lunedì.12.10.09 15:58
credo che si debba fare come sempre un distinguo: i bidelli della scuola materna di mio figlio sono degli aottimi supporti logistici a delle maestre con poche ore di compresenza e classi di 27 bambini di 3 o 4 o 5 anni… avete idea?
su questi numeri 15 sono decenti 6 ben educati gli altri l’anello mancante tra le scimmie e l’uomo e tendenzialmente sono italiani di famiglie benestanti seguiti da un coro poverino il mio bambino è solo un bambino…
intanto demolisce tutto ciò che trova.
Le bidelle aiutano a portare in bagno i bambini, li coccolano intanto che arriva la mamma quando sono malati, evitano che escano dalla scuola senza la mamma, nonna o babysitter che è andata a prenderli e li conoscono tutti per nome e si parla di 4 classi per anno…
credo che si debba distinguere.
Il problema delle razionlizzazioni della Gelmini è che sono fattecon la falce, parla di meritrocrazia ma non la applica, non fa valutazioni di insegnanti, bidelli e ricercatori, stabilisce solo degli spartiacque con criteri ben lontani dal merito.
razionaliziamo pure ma siamo un po’ coerenti!
scritto da AnnaF lunedì.12.10.09 16:11
Facendo un attimo la persona seria:
Concordo con Anna F e con il problema della tanto invocata meritocrazia che però non funziona nel valutare il merito delle persone bensì delle categorie (“i dipendenti pubblici” in blocco, “i professori” in blocco e così via).
Questo discorso infatti vale ancor di più per Brunetta.
scritto da Nandina lunedì.12.10.09 16:19
Avrò forse fatto le stesse scuole di eNZO ma a me, di getto, verrebbe da dire che i bidelli non solo fanno cose (e puliscono pure per quanto ne so) ma soprattutto incarnano un ruolo raro e fondamentale: adulti senza un palo nel didietro, roba difficile da trovare se sei un ragazzino.
Io ancora ricordo alle elementari la bidella che ci rincorreva volteggiando la scopa ed urlando “uscite dentro” per rimandarci in classe, quella che alle medie ci offriva il caffè di nascosto e quelli alle superiori che ci facevano le versioni di latino, vendevano santini con le preghiere per gli studenti o raccontavano le proprie scappatelle dopo averci scroccato una sigaretta. Momenti impagabili di varia umanità, e se non me li avesse offerti il bidello di turno chi l’avrebbe fatto?
scritto da Giulio martedì.13.10.09 12:52
mia sorella fa la maestra. Sono presenti in quella sezione ben quattro bidelli. Cosa fanno? Suonano la campanella ed aprono la porta. Basta. Stop. Fine.
Io questa difesa ad oltranza dell’impiegato pubblico qualsiasi cosa succeda non l’ho mai capita… E poi non serve assolutamente assumere nuovi bidelli per la pulizia, quelli che ci sono bastano ed avanzano! Pazienza se la signorina Rosalia non avra’ piu’ il tempo per fare l’uncinetto..
scritto da radiofloyd martedì.13.10.09 15:58
nel mio liceo un anno e’ spuntata la scritta IN MEZZO A TUTTO STO CASINO L’UNICO FIGO RESTA ARDUINO ( il bidello storico). Mi pare che sia ancora attuale benche’ siamo passati quasi 20 anni.
Roberto
scritto da Roberto martedì.13.10.09 18:39
All’asilo del figlio di un’amica quando un bambino deve andare in bagno ci deve andare tutta la classe (sono 27) perché quest’anno non ci sono abbastanza bidelli e i bambini sono troppo piccoli per fare da soli. Alla scuola di mio figlio i bidelli (3, non 10) fanno su e giù per portare comunicazioni, merende dimenticate, bambini in biblioteca, tenere le classi temporaneamente quando un’insegnante ha bisogno di andare in bagno o quando sono scoperte e si aspetta la supplenza. (Tra l’altro, non essendoci più compresenze, non ci sono insegnanti spostabili tranne quelle impegnate a fare l’ora alternativa, quindi regolarmente i bambini che non fanno religione vengono smistati tra le classi anziché avere una vera ora alternativa come da P.O.F.)
Il citofono tra i piani è rotto da anni, il comune non lo aggiusta – ma adesso finalmente c’è un papà elettricista che lo farà – quindi per parlare coi bidelli le insegnanti chiamano in guardiola col loro cellulare. Ci saranno anche scuole con bidelli imboscati e in sovrannumero, che li taglino lì.
scritto da elena giovedì.22.10.09 16:04