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lunedì 19 ottobre 2009

Pippe®


pippoCerte cose hanno un valore sostanziale, al quale corrisponde un trasporto individuale commisurato. Altre sono importantissime, ma magari non ti toccano per indole o fatti tuoi. C’è una terza categoria — figurati se non c’era la terza categoria! — che comprende quegli eventi che per gli altri sono anche normali, piccoletti, trascurabili, ma per te diventano motivo di rovello e blasfemia. È inutile che ve lo dica: lo sapete già che mi ci incisto.
Scopro che Roberto Maroni, il tastierista, ha appena fondato, varato, istituito, improntato, solennemente comunicato la nascita di un Albo dei Buttafuori. Lo stato italiano pone il sigillo su un foglio che stabilisce chi è buttafuori patentato e chi no.
Il Ministro dell’Interno del nostro paese è uno dei più notabili esponenti della Lega Nord, che io ho visto crescere insieme a me, nella verdeggiante mia terra natia: Varese. Per anni hanno continuato a berciare di leggi e leggiucole, tasse, imposte e balzelli di Roma, impiegati polverosi seppelliti fino alla pensione sotto montagne di carta inutile; hanno ripetuto che erano soffocati dalle carte, dalle richieste, dai controlli e dalle 626, che rallentavano la produzione, e uno poi deve fare andare il tornio e non vuole rompimenti di coglioni.
Il problema è quando poi uno si trasferisce da Lozza a Roma. E quando arriva a Roma, partorisce, mentre il paese pullula di corporazioni, albi, associazioni da radere al suolo, una nuova infiltrazione dello stato dove lo stato non c’entra una mazza e dovrebbe farsi i cazzi propri. I buttafuori e il modulo; i buttafuori e l’esame; i buttafuori e le marche da bollo. Ci penso. Li vedo in coda, enormi e ingobbiti con fogli in mano. Li vedo allo sportello che si sentono dire che hanno il documento sbagliato. Li vedo sbattare, gonfi, loro che se lo sapevano, guarda, lasciavano perdere. Divento matto.
E mi chiedo: non che per tutti questi anni mi sono fatto le pippe senza patentino, e adesso salta fuori che sono fuori legge? (Magari poi le pippe certificate sono tutto un altro mondo, con quell’allure ministeriale, quel fascino gelminesco per cattedre e copisteria, quella loro riserva di feticci verbali impareggiabili, come “sottosegretariato” o “equipollente”.)


92 minuti di applausi…

Matteo, le pippe patentate danno accesso a visite oculistiche gratuite. E’ un peccato che non lo sapessi prima.

A nome del GUC (goofy united councl) protesto per l’indebita utilizzazione di un goffo eroe positivo a illustrare le malefatte di un negativo buffone azzimato.
Ugh !

Apprezzo molto che sai che c’e’ sempre una terza entita’ in natura.

Interessante. E quale sarà il test? Il lancio dello sbronzo? Sotto i tre metri sei scartato.

Dimentichi che con l’innovazione tecnologica del ministro Brunetta i buttafuori potranno (dovranno?) sbrigare tutte le pratiche davanti al proprio pc, a patto di avere una casella di posta elettronica certificata. Sarà direttamente il buon Renato a spiegare loro cosa diavolo è sta PEC. E a chiarire che mentre la Finlandia sancisce il diritto alla connessione veloce ad Internet, l’Italia si sta attrezzando per il diritto alla connessione un po’ meno veloce, ma con la prescindibile differenza che qui il diritto ce l’hai solo se paghi.

Limitatamente a questo caso, sono d’accordo con Maroni. Un buttafuori puo` dover usare la forza impunito (teoricamente no, ma di fatto si`), e non e` sano che questa prerogativa possano averla tutti. Oltretutto e` un lavoro che si puo` improvvisare molto meno di altri, e le conseguenze dell’improvvisazione del quale possono essere molto pesanti.

Uff, devo sempre fare il bastiancontrario…

Allora: non so voi, ma ogni mese mesemmezzo salta fuori la notizia che un qualche buttafuori in qualche discoteca ha malmenato, spesso riducendolo davvero male, un ragazzo che aveva “fatto casino” nel locale.

Dalle inchieste vien poi fuori che questi buttafuori sono spesso pregiudicati, ex pugili i fighter semiprofessionisti, gente che prova un certo gusto a massacrare ragazzini con una specie di impunità.

Ecco, se le discoteche e in generale i locali dovessero assumere solo gente con il casellario penale pulito e che, in caso di violenza eccessiva, questa gente non possa più lavorare come buttafuori, non mi pare un grossa cazzata.

Poi, fate vobis.

Hip.

il prossimo post dev’essere un trattatello sulle pippe equipollenti.

D’accordo, ma allora invece dell’albo non basterebbe una norma che obblighi ad assumere solo persone con la fedina penale pulita? Come si fa coi metronotte o roba del genere.

A fare il buttafuori si diventa ciechi!

Maroni non era sassofonista?

Non entro nel merito della correttezza “burocratica” o no di fare un albo dei buttafuori, ma non posso condividere la frase “una nuova infiltrazione dello stato dove lo stato non c’entra una mazza e dovrebbe farsi i cazzi propri”. Io sono uno che a ballare nei locali ci va sì e no una volta l’anno. Ma quelle poche volte che ne ho l’occasione noto la presenza di questi bipedes che nulla in comune hanno con l’essere umano se non il fatto, appunto, di stare in posizione eretta. I tizi in questione sono poco più che bestie, e più di una volta mi è capitato di notare come le risse nei locali siano imputabili direttamente al loro modo di porsi nei confronti non solo degli esagitati, ma anche di gente più che tranquilla, in una continua ricerca dello scontro per poter “menare le mani”.
Ecco, a me pare che questa situazione stia andando avanti da un po’ troppo tempo, grazie ad un senso di impunità cosmica sia dei buttafuori, sia dei gestori dei locali, che ovviamente non possono non sapere. Poi certo, questo governo è famoso ormai per fare leggi di facciata che riescono a non cambiare nulla, ma che accrescono l’illusione del “governo del fare”, ma chissà che a sto giro ci scappi il miracolo.

Mah, la storia dell’albo, di tutti gli “albi” non mi ha mai convinto. Uno studia, si fa il mazzo, prende un diploma, una laurea, insomma un qualcosa di serio, poi partecipa a corsi specializzati e magari riesce a farsi assumere dove e’ giusto che sia… e voila’ eccolo far parte di quella categoria per se’, senza bisogno di albi o figurine. Sui buttafuori, ricordo nei miei anni vissuti nella perfida Albione dove i tipi in questione erano spesso, anzi sempre, dei giganti mastodontici, spesso pelati e sempre con occhiali scuri, anche a mezzanotte senza una luce a pagarla oro, nemmeno aritficiale. I suddetti tipi avevano il dono della “tapparella” cioe’ tante cellule cerebrali tante quante le regole del locale: 2, niente scarpe da tennis (trainers) e niente casino, punto. Francamente non so se alcuni o molti di loro avessero esperienze penali o simili, di certo e’ che l’aspetto era tutt’altro che rassicurante…. Ad ogni modo il responsabile e’ sempre e comunque il proprietario del locale che ne risponde anche penalmente. Ciao MB! PS: saluti dal Monarco eh eh eh …

Se il Ministro dell’Interno si comporta coerentemente con la linea politica del suo partito (cfr. proclami sul diritto a sparare a chi ti entra in casa e ad affondare chi ti entra nelle acque territoriali), questo provvedimento serve a mettere in regola i buttafuori per poi permettere loro di fare quello che gli pare, più di quanto facciano ora in modo diciamo abusivo. All’insegna del “padroni a casa nostra” che non è più solo uno slogan, è un dogma.
E se dovessero smentirmi, sarò molto lieto di porgere le mie scuse.

senti senti delle belle liste di idoneità per le ronde cittadine… personale selezionato e qualificato…

Il buttafuori, se fatto con coscienza, penso sia una dei lavoro più del menga che ci sia. E’ una di quelle professioni, che come fai sbagli sempre. Se non butti fuori un ubriaco, magari fa del male a qualcuno in pista, se lo butti fuori fa casino e ti denuncia o torna dopo venti minuti col cuggino e ti spara, per non parlare che devi star dietro alle menate della selezione all’ingresso, con criteri che certo non decide il gorilla. Ben venga un albo o qualcosa del genere che possa tutelare noi ed i buttafuori

Il post e le immagini che evoca, son ben spassosi.
E’ pur verò che da un certo punto di vista, come dicono alcuni qui, sia difficile confutare che la professione dei buttafuori necessiterebbe di un albo, o qualcosa di similare, probabilmente molto più di altre che l’hanno (es. giornalisti?).

Credo che però alla fine il punto resti un altro.
Quantomeno il sottoscritto, è totalmente persuaso dalle dimostrazioni, di certi economisti, illustranti che i “costi” degli albi in genere (specie quando vi entri lo stato) sian superiori ai “benefici” (apportati dall’introduzione degli albi sopracitati).
Detto anche: al netto non servono a un cazzo, gli inutili politici smettano una buona volta di far danni, e si mettano le mani in culo.

ehi, l’ho capita! equipollente= polluzione equina, in quantità asinina, giusto?

E l’incipiente business delle Scuole per Buttafuori con visita medica finta, corso finto, materiale didattico finto, supporto nelle pratiche finto ma contributo iscrizione e costo del corso veri dove li mettiamo?

io ne so una bella che mi dice un mio amico (ma non dirò quale):a te proust te fa una pippa a farfalla (in tema di pippe mentali). le pippe a farfalla potrebbero essere una specializzazione da inserire nell’albo dei segaioli.seguirà dibattito.

io giro per locali da anni, almeno una volta a settimana, e mai vidi un buttafuori malmenare a caso, o rovinare qualcuno come sento narrare poco sopra. Per favore più volte se non ci fossero stati loro, dei coglionazzi più che altro padani sarebbero venuti dallo smilzo(me medesimo) per rompermi le mie medesime balle. Conosco buttafuori “gente normale” solo che la natura gli fece lo scherzo di farla grossa. Dunque non generalizziamo per favore.

Secondo me la categoria ha guadagnato molto in intelligenza, eleganza (nei modi, non solo nell’abito) e opportunità da quando i buttafuori sono perlopiù “negri”. Lo sa Maroni, questo?

“Certe cose hanno un valore sostanziale, al quale corrisponde un trasporto individuale commisurato”
questa frase l’ho già sentita.
dove?

Sono d’accordo con S.ARA.

che tenera lozza, il ronco e tutte quelle storie lì, maroni a parte,,, bella l’idea della 3a categoria— nella mia ci metto sicuramente l’antikythera, mi piace un sacco l’antikythera—dovrei trovarmi qualcosa di nuovo, però.
forti le striscie laterali per le categorie (o c’erano anche prima e non le ho mai viste??) un restyling che c’è ma non si vede e che fa un po’ internazionale (questa è una battutona, ma non so se si capirà) per il resto, tutto bene.

Frequento da anni le discoteche e i club più disparati e non posso fare a meno di condividere un tentativo di regolamentare la figura del buttafuori. Che sia fatta con albo o meno, a me non interessa, magari ci sono metodi migliori, ma fin’ora non c’è stato niente, quindi ben venga la soluzione diversa dal nulla. Pur non coprendo il 100% dei casi, molto spesso il buttafuori italiano corrisponde esattamente a come viene descritto dai vari commenti qui sopra. Grosso, minaccioso e spesso incapace di distinguere una rissa da due amici che scherzano, cosa a cui purtroppo ho dovuto assistere. A cosa serve uno forte e robusto se non ha la capacità di capire cosa deve fare? Ma è ovvio che, pur essendoci agenzie specializzate in servizi di sicurezza, queste COSTANO, quindi il gestore medio preferirà l’orango al professionista.

Invece, per divergenza, la mia esperienza di discoteche della perfida Albione, dove ho vissuto un anno, è quella di locali con buttafuori professionisti, assolutamente non “individuabili”, ovvero non montagne di muscoli, ma persone addestrate a riconoscere il problema e a neutralizzarlo senza violenza superflua. Ho anche avuto modo di parlare con il capo della sicurezza di un locale, che mi spiegò anche come il termine “bouncer” a loro non piace, proprio perché rimanda a uno stereotipo di grosso, violento e idiota che sembra invece quello che troppo spesso ho visto nei nostri locali italiani.

Per concludere. L’albo non va bene? Ok, basta che si faccia qualcosa, perché di stare in locali dove ti senti addosso lo sguardo del Rambo di turno solo perché sei vestito in modo un po’ particolare (e quindi sono un rompicoglioni), a me ha stufato largamente.

@Giorgio e in generale: “che si faccia qualcosa” la trovo una posizione abbastanza opinabile.
La discoteca non è che la prescriva il medico. Se uno non è soddisfatto fa bene a non andarci, o andare in quelle in cui il “Rambo di turno” non ti squadra troppo solo perchè sei vestito in maniera un po’ particolare. Oppure ti conformi nel vestiario.
I “diritti” son altri. In questo caso se in molti non ci andranno, gli “imprenditori” del settore dovranno regolarsi. Altrimenti pazienza.

Dei 100 motivi per il quale smisi a 18 anni di andare in curva, c’era il fatto che non mi piaceva stare così a contatto di moltitudini di cretini.
Semplicemente smisi.
Non è che uno possa invocare chissà quali soluzioni, che sovente son a danno della collettività.

Matteo, quando hai pensato di scrivere questo post sulle Pippe eri seduto su quel mega cesso che hai recensito per Wired?

no, era con la testa fra le nuvole…volava con Rod Steward!

Kluz, che te lo dico a fare? (cit.)