martedì 27 ottobre 2009
Vita e opere di Maicol del Grande Fratello
In queste ore, in questi giorni, si sta scatenando la nuova scintillante versione di una veccia polemica, che ciclicamente si ripresenta qui a là, alla periferia dell’impero. È la questione dell’utilità o meno della TV per far cambiare idea alle persone, che però si intorcina su un tema specifico a sua volta è spinoso, cioè quello di uomini e donne gay in televisione. La polemica riparte perché nella nuova edizione del Grande Fratello c’è un concorrente che è talmente checca che non tocca terra. Si chiama Maicol, e tutti non fanno che parlare di lui.
Le posizioni sul tema in genere sono le seguenti.
1 – Quello non è lì in quanto persona gay, ma è lì come baracconata vivente, come perfetta statuina da infilare nello slot “qui ci starebbe bene una matta svolazzante” presente nella mente dell’autore televisivo che confeziona il cast. Ribadire stereotipi non aiuta certo a conoscere le diversità. Anzi, conferma tutti i canoni della società, tramite le eccezioni folgoranti che propone in chiave comica o assurda.
2 – Non me ne frega niente di niente. Secondo me tutto quello che va in televisione ha senso dentro alla struttura della televisione, e da quello stesso ambaradan viene prodotto prima e fagocitato poi. Compare nel programma finché serve e finché dura; poi esce dal programma, cade in una botola, e scompare dalla memoria di tutti. Chi detestava il panettiere gay sotto casa continuerà a farlo; chi era sereno continuerà a comprare le michette da lui.
3 (questa è la mia, infatti l’ho messa in fondo per fare colpo) – Tutto fa. Non è il come che conta, non sono le sfumature, ma il quanto. Anzi: più la televisione propone, anche in chiave freak show, persone diverse dalla norma — no, non ce le metto le virgolette di merda! — più la stessa norma perde naturalmente senso. E meno il processo è studiato con cura, più funziona.
Torniamo al Grande Fratello. Maicol, ragazzo di Rovereto che si sistema molto i capelli, è una giovane pazza, tipo Brüno ma per davvero. Tutti riconosciamo la categoria a cui appartiene (per quanto formulare questo concetto ci possa sembrare fascista) e possiamo immaginare che sia così tutti i giorni, a Rovereto, con tutta la favolosità che questo comporta, e coi lievissimi problemi sociali del caso. Quando però Maicol finisce in tv nella casa del Grande Fratello, e tutti non fanno che parlare di lui, ecco che stranamente Maicol diventa trasparente o fuori luogo.
Trasparente. Ripetiamo da anni alla nausea che questa Italia di Berlusconi è specchio della tv commerciale corrispondente. Cioè, veramente lo ripete più Norma Rangeri di noi, però insomma ormai sono tanti a dirlo. È indubbio che la tv selezioni dei pezzi di quello che c’è, e li evidenzi più di altri; ma questo lo fanno tutte le forme di comunicazione, comprese le telecamere a circuito chiuso. È indubbio che quello che viene selezionato dalla tv diventi familiare a chi la guarda. Quindi se in tv ci sono, come ormai ci sono, molti gay, il risultato è che delle persone gay diventano familiari agli spettatori. Per alcuni questo è superfluo, perché non hanno mai vissuto in provincia. Io credo che non lo sia. E credo anche che dopo un po’, mentre passano gli anni, Signorini possa, per esempio, cambiare il bacino da cui provengono gli insulti al suo indirizzo: prima lo detestavano gli omofobi destri, pochi anni dopo tocca ai democratici di sinistra. Vedete che poi tutto si evolve per il meglio! (È una gag. Potete ridere, anche di circostanza, col naso.)
È chiaro che poi, quando qualcuno scriverà che Maicol è il gay più amato, e Repubblica.it farà una gallery delle sue mossette, e i sociologi scriveranno il pezzone su quanto lui sia il segno di un progresso folgorante, e addirittura qualcuno si cimenterà nella parabola Natalì-Maicol, allora molti di noi vorranno essere in un altro paese, o molto omofobi, e sosterranno che sono tutte stronzate montate a neve e vaffanculo tutto e tutti. E avranno ragione (avremo). Non c’è il sol dell’avvenir che aspetta Maicol alla fine del GF. È un processo passivo, in cui la tv è quasi un organo interno, che riceve delle sostanze da fuori, le metabolizza, e lentamente le diffonde, ma solo in misura proporzionale a quello che le arriva e le richiedono. Parlarne come di una grande traguardo, e parlarne in Europa nel 2009 come di un progresso di cui andare fieri, nello zoccolificio contadino in cui viviamo, è da stronzi col patentino.
Però il processo esiste, e funziona. Almeno io la penso così. (La penso così anche per i nani: figuriamoci per i gay.)
Fuori luogo. Per alcuni Maicol è troppo gay per essere tutti i gay. Quindi si arriva al paradosso di desiderare una rappresentanza (magari senza essere per forza gay o militanti, anche solo per conoscenza di una società più multiforme e mossa di quella di Rai Uno), ma rifiutare il fatto che la categoria sia rappresentata, e in quanto tale sia categoria. È un paradosso, e l’ho anche spiegato male. Diciamola facile. Vorrei vedere più gay in tv, ma non perché sono dei gay. Come se l’identità fosse discriminatoria in sé.
Qui il discorso si fa molto spesso e complesso, ma secondo me l’identità è l’identità è l’identità è l’identità. Ce l’abbiamo e ha un valore. Etero, gay o toporagni, siamo quello che siamo e decidiamo di essere. Non sono fatti degli altri se e quanto dei pezzi di noi li rappresentano. Non sono fatti nostri se e quanto agli altri piacciamo in quanto nome e cognome o in quanto etero, gay, toporagno. Maicol piace agli autori; Maicol finisce in onda; Maicol piace alla gente; Maicol non piace alla gente. Come per tutti, anche per la Famiglia Cuore. Essere una famigliola felice non p un accessorio per loro, come scheccare come una pazza non è un accessorio trascurabile per Maicol. Se ne facciano, tutti, una ragione.
Ho finito.
Ciao.
Froci.
io mi preferisco “ricchione/a”, per amor di precisione.
scritto da mjk martedì.27.10.09 13:48
giusto! l’dentità è l’identità, sapevo anche una barzelletta fantastica su questa cosa, quella dei fiammiferi che sono due pesci perché sono i-dentici, ihihihih, fantastikissima. per questo ho scelto di essere gnu e di vivere nella savana
scritto da gnu martedì.27.10.09 13:56
Mi rompe le palle che alla fine i froci in TV siano tutte delle checche. E lasciamo stare il “meglio visibili che invisibili” a tutti i costi. Appena Maicol si è descritto come oca, ero al telefono con una mia amica e giù a ridere. Certo che c’è da ridere perché è ridicolo. E inaspettato. Ma il nostro riso è un riso sano, di quelli che queste cose le vedono tutte le volte che vanno al Mono. Che dicono agli amici “se faccio una cosa del genere mollami un ceffone”. Quando mi porto le mani alle perle, come fosse la cosa più naturale del mondo, ecco quella è una delle espressioni del mio modo di comunicare con gli altri, quando quegli altri sono persone che fanno parte di ciò che sono. Un finocchio tra i mille diversi finocchi. E con cui è possibile ironizzare sugli aspetti più eccessivi del nostro mondo. Le paillettes e i quanto-siamo-favolose non rappresentano l’unica cosa che siamo e sperare che le persone questo lo capiscano, quando sono bombardate di checche anoressiche o attempate ogni qualvolta qualcuno, che si crede avanti o illuminato, le mette in televisione è davvero troppo ottimistico. A me il GF non interessa, né una discussione imbarazzante come quella di Domenica 5 tra coppie omosessuali e cattolici integralisti. Davvero. Non. Mi. Interessa. Mi rompe le palle che se mi piace la minchia la gente mi prenda come una povera checcha, e che dimentichi che siamo davvero molto altro. Perché l’opinione pubblica, quello che pensa la mia vicina di casa quando mi incontra per le scale, si forma anche attraverso ciò che appare alla televisione. Ed è drammatico che quanto viene rappresentato sia sempre e solo questo. Un gruppo di pazze da usare come motivo per fare ascolti o piccole gag alla domenica pomeriggio o da pestare alla fermata del treno mentre stanno rientrando a casa.
scritto da mastrofornaio martedì.27.10.09 14:04
Matteo non vale tu osservi tutto da dentro la caaaasa
http://www.grandefratello.mediaset.it/gf10/tullio-tomasino.shtml
scritto da mimma martedì.27.10.09 14:12
Ma che bello essere d’accordo con Bordone ogni tanto! Unico appunto che mi sento di fare è sul rapporto causa effetto tra tivù commerciale e stupidità sociale. Io credo che sia l’inverso. E’ la società ad andare in quel verso per milioni di cause socio cultural economiche concatenate e la televisione commerciale, e se non era Berlusconi la faceva Cazzaniga, ne è l’effetto, il semplice soddisfacimento di un bisogno. Grazie per il frocio, comunque.
scritto da Massimo martedì.27.10.09 14:13
Mimma, simpaticamente, vai a cagare!
scritto da Matteo Bordone martedì.27.10.09 14:53
non sono d’accordo sulla maggiore importanza del ‘quanto’, per me la qualità resta fondamentale.
trovo molto più positiva, in tv, la presenza ’serenamente’ gay di un signorini, che è innanzitutto un giornalista (vabbè, ci siamo capiti) e poi è anche gay, piuttosto che di un gay qualunque che sta in tv IN QUANTO gay.
è come la gnocca che sta in tv in quanto gnocca, e non in quanto persona che svolge un mestiere, che ha delle competenze e qualcosa da dire e, fatalità, è pure bona.
uno che guarda signorini e lo apprezza (o non apprezza) come giornalista di gossip, chessò, noterà sì che la sua identità è gay (non gliela toglie mica nessuno) ma dalla sua presenza non passerà il messaggio che questo sia il solo aspetto di lui che conta.
quando parla vattimo, a chi frega che lui sia omosessuale? a nessuna persona intelligente, dal mio punto di vista (a parte forse qualche psicoanalista che vorrà tirar su qualche tega sull’influenza dell’orientamento sessuale sul suo pensiero filosofico bla bla..).
probabilmente per me il problema di fondo è il vuoto totale che sta alla base del grande fratello.
scritto da ena martedì.27.10.09 15:01
Oh, io sono d’accordissimo con Ena.
Sarebbe belo vedere in TV più persone ’serenamente’gay, che dichiarano la loro gaytudine tra un discorso e l’altro, facendolo passare per la cosa più normale del mondo. Perchè se a sdoganare il fatto di essere gay è una trasmissione televisiva idiota, il giochino non funziona bene come dovrebbe.
Io non voglio che la normalità dell’essere gay passi per il grande fratello. Voglio che passi per Quark.
Oddio, l’ho detto. Adesso Bordone mi si incazza.
scritto da Zagabart martedì.27.10.09 15:19
Sarebbe bello”, sorry
scritto da Zagabart martedì.27.10.09 15:19
In definitiva credo che un omosessuale pacato rischi di farsi banalizzare e fraintendere più che questo personaggio, peraltro non troppo originale (un tipo del genere se non sbaglio già aveva partecipato al GF). In più quello non è un parlamento, è un troiaio, ci sono tamarri, zoccole e culturisti, è normale che se ci debba essere un omosessuale, sia una checca incredibile.
scritto da Rob martedì.27.10.09 15:23
trovo che il paragone che fa Ena con la bella ragazza sia perfettamente calzante.
Ritengo che potremo dire che la società è davvero cambiata quando non ci saranno stupori davanti ad una bella ragazza, e per bella intendo gnocca, che parla di astrofisica ai livelli della Margheritona nazionale (chi non sa di chi sto parlando si faccia delle domande) e non ci stupiremo e vedremo in TV esponendi del mondo gay che non sentono la necessità di fare coming out perchè a nessuno gliene potrà fregare di meno del loro orientamento sessuale.
Quando nessuno si chiederà più se quello/a è omosessuale oppure no (tranne forse un omosessuale che vuole farsela/o che in quel caso è lecito e duopo) allora potremo dire che la società è cambiata.
Quando il mondo sarà così macchiette come Bruno o questo Maicol provocheranno le stesse reazioni di una Pamela Prati al bagaglino.
L’importante è che non siano l’unica immagine che si ha di un omosessuale o di una donna perchè lo trovo alquanto svilente e limitante per entrambe le categorie.
D’altra parte credo che a molti maschietti disturberebbe se l’unica immagine di uomo proposta fosse quella di Konan il barbaro.
Quanto all’importanza che comunque questi personaggi passino per guadagnare la dovuta invisibilità sopratutto nella provincia concordo abbastanza: forse però sarebbe ora di uscire dalla categoria sessualmente identificata, se no rimaniamo al livello delle Sorelle Bandiera che sono rimaste relegate praticamente a livello di Clown un po’ grotteschi come molte Queens
scritto da AnnaF martedì.27.10.09 15:30
Maicol:Gay=George Leonard:eterosessuale
scritto da giacomix martedì.27.10.09 15:30
non ho LETTo la tua SCRITTURA sborona ma è come se.
Il PROBBLEMA è che il GRANDE FRATELLO lo fanno a ROMA; che è PIENA di trans e PRETI e CALCIATORI. E di ROMANI.
Dicono che è l’ITALIA ma è una cacata questa, mamaaaa che CACATA. Non è l’ITALIA, come l’ITALIA non era i films di Lino Banfi. E’ un chiagniefotti CONTINUO. Quella della casa FAMIGLIA e quello di PAlESTRA. Quello disoccupato e quello lì.
E comunque non sanno fare una BENEAMATA minchia. Dicono: ma io sono NATURALE e vinco. Grazzziealcazzo, dico io (eNZO), allora ci metti come concorrente una PIETRA e vince la pietra che è PIU’ vera di TE.
Dice Ulderico che i GHEI vanno bene solo al CINEMO o in TV, che nelle VITA di VERITA’ se ci hai il MAESTRO di tuo FIGLIO buliccio, NO, non va bene.
Ecco. Questo è il GRANDE FRATELLO. E’ fingere di essere conprensivo. Poi arrivi da tuo FRATELLo piccolo e ci dici: DAMMI i soldi perché sennò ti PICCHIO che sei piccolo e io grande.
Se io SAREI stato al GF, avrei PRESO tutti a PUGNI in bocca. ALmeno un p di VERITA’ nelle boffe ci sarebbe stata.
La verità è CHE voi SNOBS di MILANO e ROMA e BARI avete preso poche BOFFE nele vostre vite piene di TAPPETI e olive di coktel.
Mi facete pena.
ve la meritate ROMA KAPITALE.
schefè
scritto da eNZO martedì.27.10.09 15:32
Sarebbe bello. Il punto è lì. Voi volete decidere gay buoni per la tv e gay meno buoni per la tv. Lo so che lo fate per buona fede vostra e scarsa fiducia nel mezzo, me è paradossale. Se uno vuole scheccare, sono cazzi suoi.
scritto da Matteo Bordone martedì.27.10.09 15:43
No, non è che voglio decidere per gay buoni o non buoni per la tv. E’ la tv che filtra, e fa passare solo il trash. Uno può scheccare come gli pare, ma in tv vedi solo quello che ha la malattia al polso, o platinette.
scritto da Zagabart martedì.27.10.09 15:51
Hai capito male Matteo a me va benissimo che ci siano le checche e mi va anche bene che ci sia Pamela prati che mostra il suo culone con orgoglio sentendosi donna perchè è nelle officine dei carrozzieri
Ma scusami non mi va bene se il cammionista che ha pamelona sul parabrezza pensi che io sono come Pamela Prati o Valeria Marini (e non ho scelto il peggio del peggio perchè anche Flavia Vento non scherza…) e per lo stesso motivo mi da fastidio che il gay che passa in TV sia Maicol e basta.
meglio Maicol che niente? sono d’accordo fin lì. Siccome non viviamo nel migliore dei mondi possibili c’è spazio di miglioramento e allora: in un programma com il GF mi va benissimo che ci sia Maicol perchè è giusto lì e fa ridere che è quello che deve fare, poi posso scegliere di non guardare il GF Ma mi da un po’ più fastidio che persone che hanno fatto coming out non passino più in TV se non per parlare di Gossip, condurre Amici o come il gay famoso.
suvvia tra un po’ avremo conduttori neri per programmi sulla danza perchè “loro sì che hanno il ritmo nel sangue”
e allora diremo meglio lì che non averlo?
scritto da AnnaF martedì.27.10.09 16:10
Io voglio che la normalità dell’essere gay passi per il PD.
scritto da barbadio martedì.27.10.09 16:18
mi associo alla replica di Zagabart. non siamo noi a ’selezionare’, lo fa la tv, come sempre al peggio. la libertà di scheccare non si mette in discussione.
scritto da ena martedì.27.10.09 16:26
eNZO uno di noi!
scritto da M martedì.27.10.09 16:43
quando vedrò due uominisessuali limonare duro nella casa ti darò ragione
scritto da Filippo1 martedì.27.10.09 17:42
il punto è che tra un gay alla maicol e un gay alla cecchi paone (che credo sia l’unico gay non checca in tv, correggetemi se sbaglio) gli autori ti scelgono tutta la vita la checca.
la scelta te la fa la tv.
e il messaggio – rassicurante per molti – che da un po’ a sta parte viene veicolato è che i gay sono quelli li’. tutti piume di struzzo, polsi spezzati, modaioli, gossippari, ecc ecc. e là restano confinati.
non mi aspetto che dall’oggi al domani in italia si eleggano donne sindaco lesbiche come a zurigo (non siamo pronti), ma mi rendo conto che siamo molto lontani da una maturità in termini di cultura sessuale.
scritto da dan.galvano martedì.27.10.09 17:52
Se ad ogni Grande Fratello tiri fuori questa stessa questione, alla fine, con il passare degli anni, risulterà che avrai matematicamente ragione perché non starai più analizzando le cause ma gli effetti.
scritto da steamerbag martedì.27.10.09 17:54
… e tutti non fanno che parlare di lui.
No, non sappiamo (neppure lontanamente) di che parli (e non ci documenteremo): abbiamo di meglio, orgogliosamente.
scritto da canablach martedì.27.10.09 18:14
Anche questa settimana Bordone ci ficca il post sui gay…
scritto da Luca martedì.27.10.09 18:25
Sinceramente, ieri sera non ho visto il Grande Fratello, e non so nemmeno di che spettacolo di frocio tu stia parlando. Però ho letto che è stato seguito da sei milioni di persone. E ora mi chiedo: dei tre milioni che domenica hanno votato per le primarie del PD in quanti guardavano la casa ieri sera?
Lo 0,00001% sicuramente si.
scritto da Andrea Perotti martedì.27.10.09 18:47
sinceramente credo che si perda di vista il contesto di cui si parla, da sempre il grande fratello si caratterizza per il fatto di presentare sopratutto due categorie di personaggi quelli folcloristici, (la super tettona, la brasiliana simil belen, il romano caciarone ma simpatico il nerds simil bordone e appunto la checca) e i “casi umani” ( la figlia del suicida, il disoccupato, il giovane ex rapito) è un circo e come tale deve essere visto.
difficilmente vedremo un geometra del catasto indipendentemente se etero o gay. ps lo confesso sono uno di qei trenta elettori del pd che ieri sera hanno visto in tv il grande fratello, è grave?
scritto da antonio donzuso martedì.27.10.09 20:16
Pera: si chiama Maicol, scritto cosi’, anche senza averlo visto puoi immaginare il livello di checcheria di cui parla Matteo…
Poi pero’ non ho capito dove volevi andare a parare… Intendi che quello 0,oooo1% che ha votato alle primarie e che ha visto il GF era Matteo?
eNZO, eeee che e’? Non si saluta piu?!?
scritto da robi martedì.27.10.09 20:25
C’era già stato un gay pazza al gf: jonathan, che aveva pure vinto mi sembra.
scritto da duffogrup martedì.27.10.09 22:07
@Luca
Deve averlo ficcato solo a te. Io almeno non ho sentito niente.
scritto da marco martedì.27.10.09 23:52
Il grande fratello è diventato un freak show, quindi ci vanno le persone più appariscenti. Questo Maicol (si dovrebbe scrivere sic ma è più efficace un argh) non è affatto un freak, è solo appariscente in quanto enfatizza eccessivamente il proprio lato femminile, lo fa come alcuni eterosessuali fanno, cioè enfatizzano le caratteristiche proprie del loro genere sessuale, rendendosi spesso ridicoli quando esagerano e venendo spesso reclutati per il grande fratello. Questo Maicol non è uno “strano da circo”, è solo uno dei tanti gay effemminati. Suona strano che altri gay vogliano il minculpop (non è una battutaccia…sto mentendo) che decida chi debba rappresentarli, soprattutto quando il personaggio in questione rappresenta un’ampia minoranza nella minoranza stessa e soprattutto quando la tv è piena di gay “sereni”.
Poi certo, questo non vale se si considera la TV solo come mezzo di educazione o inoculazione di verità prestampate, ma allora è veramente il minculpop.
scritto da Autopsia Politica mercoledì.28.10.09 02:18
“…..allora molti di noi vorranno essere in un altro paese, o molto omofobi, …… e vaffanculo tutto e tutti. E avranno ragione…..”
Io lo sono già adesso e già da mo’ mando affanculo tutto e tutti, ergo HO RAGIONE. Grazie Mediaset.
scritto da Piero mercoledì.28.10.09 08:24
Esatto Robi, forse ho sbagliato il calcolo ma, hai capito bene.
scritto da Andrea Perotti mercoledì.28.10.09 10:13
Visto in replica e neanche per intero, però Maicol non mi è sembrato tanto uno stereotipo, mi è sembrato una persona interessante.
scritto da barynia mercoledì.28.10.09 11:50
Io la penso così:
http://elfobruno.wordpress.com/2009/10/28/i-fantastici-quattro-o-del-perche-non-me-ne-frega-niente-dellennesimo-gay-al-grande-fratello/
scritto da Elfo Bruno mercoledì.28.10.09 12:17
Nelle prime edizioni c’era gente diciamo comune (addirittura un “medioman”!)..poi hanno nettamente virato su stereotipi & casi umani. Adesso sono alle esagerazioni dei medesimi.
scritto da Ro mercoledì.28.10.09 14:23
Il problema secondo me non è che gli autori l’abbiano scelto checca oppure no, ma che l’abbiano scelto vergine. Per la serie: possiamo pure guardare gli “invertiti” e tutta la loro femminilità in prima serata, ma non possiamo accettare che siano soggetti di desiderio.
Ecco, questo per me è il problema. Per il resto, daccordo con Bordone.
scritto da chi mercoledì.28.10.09 15:07
Ma “quello con gli occhiali dalla grossa e nera montatura comprata l’altro ieri perchè fa figo e cellà pure gionni depp”, è ormai una categoria ben precisa come la checca che schecca, oppure no?
Ma soprattutto, non è giusto che ci vada solo quello che gli occhiali li ha messi solo l’altro ieri perchè fa figo, in rappresentanza di tutti quelli con gli occhialoni grossoni che ci sono in Italia e che li hanno da sempre.
Woody Allen o Bordone al GF please
scritto da dnd mercoledì.28.10.09 16:52
un po’ fuori tema ma non troppo:
per me il problema è e rimane che il genere sessuale, il sesso,i gusti e le scelte sessuali (illibatezza spregiudicatezza, trans, escort,eccetera eccetera) debbano diventare argomento di conversazione e di discussione e… armi politiche sociali carrieristiche ecc ecc ecc
questo è il nocciolo della questione non dovrebbero esserlo.
è che non ce ne dovrebbe fregare di meno!
scusate ma ad un eterosessuale è mai saltato in mente di dire SONO ETERO E MI SONO LIMONATO x persone prima dei 18 scopato y persone tra i 18 ed adesso ed erano tutti di sesso opposto….
perchè io devo sapere che il sindaco di Zurigo è gay? e’ brava? è l’unica cosa che mi interessa!
finchè ci stupiremo di un sindaco donna e pergiunta lesbica…saremo messi male (sempre meglio comunque se non ci fosse intendiamoci)
scritto da AnnaF mercoledì.28.10.09 17:34
Io al Grande Fratello manderei una colonia di limulus: la gente ci si appiccicherebbe uguale, dibatterebbe sul progresso nella considerazione degli artropodi chelicerati nella società italiana. A quel punto, forse, comincerei a guardare il Grande Fratello.
scritto da Siccio giovedì.29.10.09 01:25
In tutto questo un gay dichiarato come Guido Westerwelle (liberale) e’ ministro degli esteri nel governo Merkel 2. La Germania, un paese dove a capo della Chiesa evangelica luterana c’e’ una vescova madre di 4 figlie e divorziata. Un posto dove i compagni e le compagne degli omosessuali ereditano legalmente i beni dei loro partners scomparsi. Una nazione governata dalla destra con a capo una donna e con un ministro gay, uno su una sedia a rotelle e uno straniero, asiatico.
scritto da schatten giovedì.29.10.09 10:19
Sarebbe bello vivere in un mondo dove anche Maicol può essere quello che vuole senza dover dare conto ai tanti GAY che si sentono stereotipati malauguratamente da uno come lui, oltre a tutti gli omofobi che ancora circolano in giro e vorrebbero già sgozzarlo appena esce dalla casa. Adesso si parla addirittura di GAY NORMALI… boh, sinceramente mi fate ridere. Ridere e basta. Vorrei vedere quanti di voi “gay normali” avrebbero le PALLE di andare al GF a dire che siete dei froci… sì, ma non come Maicol… siete dei froci normali… forse anche migliori. Eh no miei cari, troppo comodo e troppo bello… perchè i cosiddetti GAY NORMALI sono pereguitati dalla PAURA di essere scoperti, fanno una vita etero… tornano a casa e si preoccupano che la cara famiglia non scopra niente affinchè non venga un bell’infarto alla povera nonnina sulla sedia a rotelle. Ve lo dico io come vi chiamate: GAY CODARDI… altro che GAY NORMALI… e allora a dei bei codardoni che se ne stanno dietro un pc a criticare uno come Maicol che ci mette la faccia in prima persona… preferisco cento volte lui… che se non altro, anche se vi sta in culo… ha quanto meno il coraggio di essere se stesso!
scritto da esteban venerdì.30.10.09 02:20
Trasparente, trasparente in quanto persona, e popolare come personaggio ( come checca) e fenomeno da baraccone.
Tutto fa brodo, ma fino ad un certo punto, perchè questo fa sì entrare un gay nelle case di milioni di italiani, ma continua a trattarlo come anomalia e come attrazione curiosa.
Sintetizziamola così: più persone in quanto tali in TV e meno circo.
Va be’, ma de che sto a parla’ pure io…
scritto da Nandina domenica.01.11.09 15:49
@DUFFOGRUP Solo una puntualizzazione: Johnatan ai tempi del grande fratello (non so ora: non seguo le sue avventure televisive) non ha mai dichiarato la sua omosessualità. Anzi, ostentava eterosessualità in maniera fastidiosa e paradossale.
scritto da LaMilanese domenica.01.11.09 20:09