mercoledì 28 ottobre 2009
Eh, ma allora sei proprio stronzo sempre!
Le bocce si fermano e le cose prendono un’altra prospettiva. Succede sempre. Qualche settimana fa abbiamo visto tutti David Letterman assumersi la responsabilità di numeri sessuali che aveva fatto a lungo e con diverse collaboratrici. E uno si soffermava sul fatto che lui stesse, davanti a tutti, dicendo che aveva sbagliato, che lo stavano ricattando — sto parlando di Letterman — e la legge era stata informata, che avrebbe cercato di sistemare tutto con la moglie. E sul momento uno sorvolava sul fatto che, comunque, non era con una sola e non era un episodio, né c’era l’impressione che il ricattatore fosse solo un pazzo mitomane a caccia di soldi. Non era uno delle fotocopie, per dire, ma questo non significa niente, intendiamoci. Si intuiva che soprattutto l’uomo lo volesse colpire perché lui stesso aveva avuto una relazione con la principale ciulata lavorativa di Letterman, ma anche per altro.
Ora esce un pezzo su Vanity Fair che approfondisce un po’ il tema. L’ha scritto una che è stata in quegli uffici, con quel capo e quei colleghi. E quello che si scopre è che non è solo Dave, non si tratta solo di ciulare o non ciulare, e il dai-e-dai in genre tende a venire a galla ovunque.
Without naming names or digging up decades-old dirt, let’s address the pertinent questions. Did Dave hit on me? No. Did he pay me enough extra attention that it was noted by another writer? Yes. Was I aware of rumors that Dave was having sexual relationships with female staffers? Yes. Was I aware that other high-level male employees were having sexual relationships with female staffers? Yes. Did these female staffers have access to information and wield power disproportionate to their job titles? Yes. Did that create a hostile work environment? Yes. Did I believe these female staffers were benefiting professionally from their personal relationships? Yes. Did that make me feel demeaned? Completely. Did I say anything at the time? Sadly, no.
Da cui si evincono due cose. Uno – Che le donne facciano meno ridere degli uomini è un fatto storico, non strutturale, legato a quello che vogliono, sanno, e soprattutto sono considerate in grado di fare. Due – Se sono messi così in USA, a occhio da noi la questione del maschilismo è più simile a quella del ghiaccio in Groenlandia: ci camminiamo sopra, e ce n’è tantissimissimo.
Sì, sul maschilismo ci camminiamo sopra ogni giorno e la lastra di ghiaccio non si rompe mai, così pare non ci sia mai nessuno che venga colto all’improvviso da un bel bagno gelido.
Sono perfettamente d’accordo sul fatto che il lato comico delle donne sia ignorato per il ruolo che è stato loro assegnato. Di fatto, si ride con qualcuno che è sul tuo stesso piano, con il quale puoi avere complicità.
La strada è lunga, chissà mai.
Poi però mi vengono in mente certi momenti di cabaret al femminile. E allora penso che magari sarebbe anche carino che per fare ridere le donne non parlassero sempre di uomini che faticano a fare centro quando fanno pipì.
Ce la faremo.
scritto da Pris mercoledì.28.10.09 02:00
Beh, dai si può anche dire quella che le misure non contano, conta l’amore…
scritto da citronella mercoledì.28.10.09 14:14
su questo argomento non mi viene da dire niente,,, però faccio una battuta per far vedere che noi donne possiamo essere davvero simpatike e far sganasciare dalle risate: —————–0 (ihihihh, non so se si capisce però— è il nostro destino, essere dei talenti incompresi
scritto da gnu mercoledì.28.10.09 15:29
Hai disegnato una parte anatomica?
scritto da Matteo Bordone mercoledì.28.10.09 17:47
ecco,, tipico del senso dell’umorismo maskile, riferirsi costantemente a parti anatomiche— eheh— invece è una traiettoria con una palla in fondo, una battuta (mi sa che non fa tanto ridere, ma spesso noi talenti incompresi siamo anche modesti
scritto da gnu mercoledì.28.10.09 18:31
Mi viene in mente lo scoppiettante humor di Lella Costa
scritto da Rob mercoledì.28.10.09 19:25
Gnu io mi sono chiesta la stessa cosa di Bordone… mi devo preoccupare?!?!
scritto da AnnaF giovedì.29.10.09 10:38
o io sono lesbica o le vostre menti sono un tantino perverse per vedere nel disegno una parte anatomica.
a me pareva una faccetta con un naso lungo, roba così. (vabbè, sono una ragazza di provincia.)
scritto da ena giovedì.29.10.09 14:16
Sono sei trattini e un tondo. A occhio e croce, direi che siamo dalle parti dell’arte concettuale.
scritto da Nexx giovedì.29.10.09 16:04
in effetti io anche impegnandomi ci vedo di tutto tranne una parte anatomica (tipo un cucchiaio o una lumaca—),, cmq la prova del nove è questa: 9 (se ci vedete una parte anatomica, iniziate a preokkuparvi)
scritto da gnu giovedì.29.10.09 16:52
si però lella costa quella del centrare la tazza la usa e molto: mi piace, ma la comicità spinto femminista a lungo andare mi frustra di più di quella casermatica (o casermica??) di culi cazzi e modelli di auto, come escort e transit. e so’ femmena!
per dirla bella io dico la sempreterna franca valeri, ecco lei mi ha fatto sempre sganasciare.
oppure anche i monty python, quando lui fa la mamma di brian e dice che i re magi li ha guidati la bottiglia.
scritto da mjk giovedì.29.10.09 17:55
lella costa è simpatica come siusy blady e marito.
furbetti di sinistra che manderei a zappare… finalmente a lavorare!
scritto da fran lunedì.02.11.09 22:01