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giovedì 29 ottobre 2009

Cristoforo! Daily News


new-yorkGrazie al suo blog, ora è facile seguire Ale! Nel suo ultimo articolo su Michelle Obama, la nostra favorita ne infila un po’ (punteggiature e altre bizzarrie ormai si tralasciano per statuto).

“Io nel vestirmi cerco prima di tutto di sentirmi bene con me stessa”, precisa, “poi considero ciò che le mie scelte possono riflettere sugli altri”.

Il classico caso di liber traduzion, non ve lo sto neanche a dire, che lascia intuire una facoltà senziente da parte degli abiti di Michelle. Non è poco, anche in seno al dibattito sulla laicità.

E ancora, una finezza che dà il quadro d’insieme.

E nel marzo scorso, a due mesi dall’insediamento del marito alla Casa Bianca, Michelle era apparsa anche sulla copertina del mensile di moda Vogue. Da allora, la lista delle copertine è stata impressionante: Essence a maggio, Prevention a novembre, e adesso Glamour. E prima ancora Newsweek nel febbraio 2008, Ebony a settembre 2009 e People nel febbraio 2009.

L’idea che la first lady degli Stati Uniti d’America non finisca almeno su alcune copertine è bizzarra. Ma quello che soprattutto fa molto ridere è che, accanto a Vogue e Glamour, si citi Prevention, che è tipo Più sani e più belli: un dettaglio che, ecco, come dire?, says it long.

Chiudiamo con una perla molto ma molto diffusa. In un tripudio di virgolette tipo pagliuzze argentate mentre Cannavaro alza la coppa del mondo, si cita il passepartout della competenza modaiola. Non ne sai una mazzuola di moda? Vuoi dare l’impressione del contrario? Cita quella macchietta della direttrice di Vogue, e vedrai che passerai per competente! Hanno fatto anche il film!

A me quella donna sta sulle palle, e l’ho già scritto. Anzi, mi sta sulle palle la mitologia che le sta intorno; trovo imbecilli gli adepti del culto; detesto tutti i tratti di disumanità vincente anni Ottanta che emanano dal suo sguardo, manco fosse la patta di Michael Douglas in Wall Street. C’è un fatto incontestabile però, che le va senza dubbio riconosciuto: aprendo con attenzione il passaporto britannico della direttrice di Vogue (ok, Wikipedia è più comodo), migliaia di uomini e donne che la citano più o meno a cazzo di cane scoprirebbero che la signora si chiama Anna Wintour. Anna, cazzo. Anna. Come la madre della madonnacosacazzocivuoleacontrollareunnome.


Se tu fossi meno provinciale sapresti che non controllare i nomi stranieri fa molto stampa UK Mettimi a posto la punteggiatura che non ho tempo

Nora Ephron farà un film su di te, un blogger ossessionato da una giornalista, se ne innamora e la sposa. A metà tra C’è posta per te e Julie e Julia. Non vedo l’ora.

segnalo che ci sono un paio di periodi in corsivo di troppo. Oppure stai citando la Ale, che evidentemente ha imparato a mazzuolarsi da sola.

[...] post by Liquida and software by Elliott [...]

la foto finale che affianca michelle obama a carrie bradshaw (non sarah jessica parker, eh!) è veramente un tocco di stile!! ;)

Temo anch’io che tu sia cotto di lei, perdutamente. (a proposito: come ti vestirai il giorno delle nozze?)

M’inchino per “un un tripudio di virgolette tipo pagliuzze argentate mentre Cannavaro alza la coppa del mondo”.

Diamo un volto ad Ale: http://www.stazionediposta.it/foto/plc08L4a.jpg

Matteo, non sei normale…

un po’ ossessionato sei in effetti… se sposi la ale vogliamo tutti farti da paggetti e damigelle, sappilo!