martedì 10 novembre 2009
Il lusso della verità
Nella scena madre di Codice d’onore, Jack Nicholson, il Colonnello Jessup, perde le staffe e dice quello che pensa. E cioè che lui sta facendo un lavoro sporco che serve a tutti, e che questo lavoro prevede mostruosità che le fighette è meglio non conoscano, ma che tutto questo è funzionale alla sicurezza delle fighette stesse, alla sicurezza di tutti, insomma i militari hanno in mano fucili armati per difendere anche i benpensanti legalisti come l’avvocato che lo sta interrogando. “Perché non lo prende in mano lei il fucile” dice, nel punto più basso della sua argomentazione, il Colonnello accusato di aver ordinato una punizione corporale, rivelatasi mortale, nei confronti di un soldato che non stava nei ranghi. Il problema è che, per quanto debole nella sostanza, il monologo di Jessup è scritto e recitato in maniera talmente magistrale che uno si convince per un attimo che l’uomo abbia un po’ di ragione. Il fatto che Jessup sia Jack Nicholson e che dia della fighetta a Tom Cruise rende ancora più evidente la sperequazione tra parti e attori (nella scena specifica, uno recita e l’altro traballa con gli occhi fuori). Il risultato di tutto questo è un momento in cui un militare che fa uccidere un soldato sembra veramente agire per il bene comune, mentre sostiene che il sistema è troppo importante per tutti perché qualcuno si permetta di sabotarlo, di mettere sé stesso prima dell’esercito, di non non stare alle regole. L’accoppiata Sorkin/Nicholson è in grado di ottenere qualsiasi risultato, anche far sembrare irresistibile e sostanziale il discorso tronfio e fascistoide del mandante di un omicidio.
La verità è che con le stesse motivazioni le forze dell’ordine di tutto il mondo hanno torturato, ucciso, stuprato per millenni, sia quando si poteva che da quando non si può più. Il capo della polizia politica del regime argentino di Videla avrebbe detto lo stesso, per dire. Insomma è una questione di stile, di scrittura e di cinema.
Ma mi è tornato tutto in mente quando ho letto le dichiarazioni di Giovanardi sulla morte di Stefano Cucchi.
Le parole di Giovanardi — attenzione — non hanno a che fare semplicemente con l’incapacità di fare il proprio mestiere. Certo, un politico che dichiari qualcosa del genere non sa fare il proprio mestiere, e siamo d’accordo. [Pausa. Alcuni di voi, che non sono d'accordo con lui ma sono presi dal classico disfattismo narcisistico di sinistra, pensano davvero che quella cosa funzioni, che renda felici numerosi elettori di centrodestra. Ecco. Sappiate che non è vero. Nessuno prima di Giovanardi l'ha detto, e un motivo c'è: Giovanardi è uno dei più negati in assoluto, e una dichiarazione del genere è assurda, sbagliata e controproducente. La gente sente quella roba lì (persone, padri, madri, figli) e subisce una caduta istantanea delle braccia, con scuotimento della testa e senso di disgusto. Certo che ci sono alcuni fascisti che annuiscono soddisfatti, me sono tre coglioncelli, e la politica di governo non se ne fa niente. Controprova: se non l'ha già detto Alfano è perché non funziona, nemmeno per svicolare. Gioco, candela, incontro. Torniamo a noi.]
Il punto è che in quelle parole c’è, come dire, l’ombra di un certo orgoglio dolente, lo stesso della scena madre di Codice d’onore. E quel fare riferimento alla dura vita del tossico, alla dura vita della galera, al dramma di cui fatichiamo a renderci conto perché le asperità della vita vera sono troppo pesanti per noi gente comune (“You have the luxury of not knowing what I know!”), ecco, quello è il modo in cui si giustificano le peggiori nefandezze istituzionali. Recentemente hanno cercato di usare quella stessa retorica della porta chiusa (meglio che non vediate certe cose) per la Diaz e Bolzaneto, o alcuni anni fa per gli elettrodi attaccati ai testicoli dei somali.
Non c’è nessuna verità che facciamo fatica a mandare giù. La vogliamo tutta, la verità. Il pudore è finito da anni, d’altronde. Perché se anche Cucchi fosse stato un eroinomane sieropositivo e deperito, e non semplicemente un ex eroinomane magro come testimonia la famiglia, per noi laici e democratici non cambierebbe niente: sarebbe un cittadino ucciso a legnate dal sistema penale italiano. La verità che Giovanardi non è in grado di affrontare, in ragione di limiti culturali talmente profondi da farsi carenza strutturale di mezzi, è che per noi quello che è successo è intollerabile. Fine. La morte di Stefano Cucchi non è un incidente di percorso, ma una vergogna collettiva che richiede risposte, verità, giustizia.
Questa classe politica verrà spazzata via da gente migliore. Tra non moltissimo. E di queste parole ci ricorderemo arrossendo, con un senso sottile di vergogna. Per nascondere la sensazione sgradevole, ridacchieremo e faremo battute.
Vorrei condividere il tuo ottimismo sulla sparizione politica dei Giovanardi, ma non penso sia possibile. Perchè ritengo che il desiderio crescente di luce sulle zone d’ombra dell’operato dello Stato sia un’altra tendenza di nicchia, minoritaria, che spero sia tenace, ma non vedo destinata a uscire da internet ed entrare in cabina elettorale.
scritto da Rob martedì.10.11.09 13:27
Giovanardi, Giovanardi: cominci paragonando l’aborto all’eugenetica e finisci così. Va sempre a finire in questo modo, quando si fascisteggia sull’aborto: dovrebbero chiamarla “stronzata di passaggio”.
scritto da Siccio martedì.10.11.09 13:33
Ho rinunciato a scrivere qualcosa su quanto blaterava Giovanardi perché non riuscivo a tradurre in parole di senso compiuto la mostruosa incazzatura che cotanta insipienza mi scatenava dentro. Vedo, come spesso capita, che riesci a mantenere un’apparente calma difronte alle cose più turpi, ed anche a lasciare notevoli riferimenti, come Jack Nicholson/Cruise, in questo caso.
Temo di non riuscire a condividere il tuo ottimismo sulla fine di “tutto ciò”, ho l’età per ricordare come sia stato possibile che una ragazza finisse ammazzata a colpi d’arma da fuoco su un ponte di Roma, senza che in 30 anni sia stato messo sotto processo un solo colpevole, o responsabile (almeno). Sapendo benissimo – tutti – come siano effettivamente andate le cose.
E grazie per i Pixies!
scritto da Camillo martedì.10.11.09 13:37
Matteo, tu sei oltre.
E grazie per le ultime tre righe. Io ci credo
scritto da federica martedì.10.11.09 13:51
Caro Matteo, grazie per quello che scrivi. Purtroppo non riesco più ad essere ottimista sul nostro futuro. Forse perchè anch’io ricordo come ammazzarono Giorgiana Masi. Forse perchè sono vecchio, stufo e stanco. Il nostro paese al contrario di altri non ha mai davvero fatto i conti fino in fondo con il fascismo. Il fascismo di massa, intendo. E’ per questo che qualcuno (molti più di un semplice “qualcuno”) può dire cose disumane senza doverne rendere immediatamente conto. Quando vado in giro per Milano mi rendo conto ogni volta con orrore e con stupore quante siano le lapidi dei caduti uccisi dai nazifascisti. E leggo le date e l’età degli ammazzati. Tanti, troppi i ragazzi uccisi nel mese di aprile del ‘45. Ecco, proviamo a rispondere così allo sciagurato Giovanardi: se proprio deve morire qualcuno, che muoiano i vecchi privi di pudore, di rispetto e di pietà per la vita
scritto da sinistralirica martedì.10.11.09 13:53
Non la faccio altrettanto facile l’uscita da tutto questo, spero che non ci sia una catarsi. Consola, però, vedere Bordone che caga su Wired, oggi.
http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/test/macchine-domestiche-sedute-di-piacere–.aspx
scritto da steamerbag martedì.10.11.09 14:08
A proposito (di wired), avete un pò rotto il cazzo con la faccenda che uno ogni volta che vuole andare su wired.com si ritrova su wired.it.
scritto da steamerbag martedì.10.11.09 14:12
il monologo di codice d’ onore e’ una citazione altissima, ma ci vedo pochi nessi con quello che ha detto giovanardi.
ci vedo analogie, pur nella poverta’ del confronto, con il “rompicoglioni” detto da scajola, personaggio riciclato in pochi mesi, fra l’ altro.
le dichiarazioni di giovanardi sono, daccordo, un autogol assoluto, e senza vantaggi.
ma la gente vota pensando alle tasse, e a come evaderle.
scritto da massimo (un altro) martedì.10.11.09 14:34
Secondo me i fascistelli soddisfatti non sono tre, ma molti di più.
Tu sei un ottimista.
scritto da vistadafuori martedì.10.11.09 14:42
in effetti da quel che ho letto io delle dichiarazioni di giovanardi forse il tono di fondo non era tanto quello di cui parla matteo, ma qualcosa di ancora più pressapochista e preconcetto, del tipo che un tossicodipendente ha quel che si merita. Tra l’altro nel giro di una sola frase è riuscito a scaricare la colpa sia sulla tossicodipendenza che sui medici (“certo bisogna vedere come i medici l’hanno curato”), complimenti.
scritto da ena martedì.10.11.09 15:05
anche io credo che arriverà una classe politica migliore di quella che abbiamo. e arriverà quando ci invaderanno e conquisteranno gli alieni, con buona pace di enrico ruggeri.
scritto da mumucs martedì.10.11.09 15:15
Jessup era un figlio di buona donna, un gerarca incrostato di nazionalismo spicciolo, uno che “se va fatto per voi allora lo faccio io, vala’”. Giovanardi è quanto di più lontano da Jessup. L’indomita coerenza di cui si ammanta è il simbolo della sua pochezza culturale, la totale mancanza di realismo storico (non sa cosa dice perchè non sa chi è e ‘in cosa’ vive) è comica (tragica), non riuscirebbe a mettere due parole in fila su nessun altro argomento che non sia “tutto quello che nella vita non capisco e quindi disapprovo”…
Minchia mi ha fatto incazzare. Comunque bello il pezzo, Matteo.
scritto da Rubisco martedì.10.11.09 15:29
Ti sei dimenticato di ricrodare – o non lo sai, e allora te lo dico io – che Giovanardi ha un fratello gemello, con la sua stessa faccia (omissis), che guarda caso gestisce una comunità di recupero tossicodipendenti. Privata. Chissà come mai l’altro fratello, quello (omissis) e al governo, si occupa proprio di questo tema. Chissà chi sovvenziona.
scritto da Lucio martedì.10.11.09 16:05
@lucio: mio dio, mi sembra di stare in un film horror. il fratello gemello, la doppia personalità , la stupidità al quadruplo e pure la stessa faccia!
scritto da ena martedì.10.11.09 16:14
Di dirti sempre “bravo” mi sono rotta.
E allora taccio va’.
scritto da Nandina martedì.10.11.09 16:19
Allora visto che cerchiamo di essere laici e democratici cerchiamo di essere un secondo anche garantisti. Se Giovanardi ha già assolto tutti non azzardiamoci a condannare nessuno.
Lasciamo che si indaghi e pretendiamo che sia fatto bene.
Ma ricordiamoci che Jessup fa la sua figura da stronzo nel luogo deputato a condannarlo: il processo.
Ecco. Lasciamo che ci si arrivi nella maniera giusta (lasciamo per prima cosa che si accerti perchè effettivamente è morto quel ragazzo). E poi, eventualmente, prendiamo a schiaffi morali qualche comandante di prigione o di polizia penitenziaria.
O mi è sfuggita una perizia decisiva o prova regina?
scritto da Tranqui martedì.10.11.09 16:29
Questa classe politica potrebbe anche essere spazzata via da gente peggiore…
scritto da Niccolo' martedì.10.11.09 16:29
“alle volte bisogna fare il male perché prosperi il bene”, o una cosa simile. è anche quello che sorrentino fa dire a servillo ne Il divo
scritto da f martedì.10.11.09 16:42
Oi Ena, pare abbiano pure la stessa voce… dev’essere una roba terribile vederli dal vivo assieme… Comunque Giovanardi esalta le doti dei Dc doc: Andreotti al confronto pare Einstein.
scritto da Lucio martedì.10.11.09 16:51
Questa classe politica verrà spazzata via da gente migliore
Brinderò a questo, (col timore che sarà pur sempre troppo tardi).
scritto da canablach martedì.10.11.09 17:06
@tranqui: non si tratta solo del cosa, ma anche del come (che per un rappresentante dello Stato è altrettanto fondamentale). Un conto è dire ‘verranno accertate le responsabilità’, un conto è dire (cito testualmente): “Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale.(colpevolizzazione) Poveretto è morto, e verrà fuori come, soprattutto perché era 42 chili (cioè è morto di anoressia)”. La sostanza cambia parecchio.
scritto da ena martedì.10.11.09 17:20
D’accordo con tutto, però Alfano ha parlato di caduta dalle scale…
scritto da Andrea martedì.10.11.09 17:38
apprezzo l’ottimismo finale, e vorrei tanto condividerlo, se magari ce lo spieghi come mai sei cosi’ ottimista…io non faccio che parlare con gente che la pensa come te, ma siamo una minoranza veramente ridotta, noi che leggiamo i giornali, che ci indignamo ancora.
scritto da ambra martedì.10.11.09 18:16
Non ricordo se qualche cammorrista o mafioso sia mai morto durante un fermo o un interrogatorio da parte della polizia. Non è che lo stato si faccia forte con i debole e debole con i forti?
scritto da Andrea martedì.10.11.09 20:37
grazie per questo post Matteo!
scritto da valeriapaz martedì.10.11.09 20:45
D’accordo che Giovanardi ha detto una cosa indifendibile, e che la sua indifendibilità è certificata dal mancato intervento dell’intervento delle truppe d’appoggio, specializzate nella difesa di porcate ignobili (i soliti: Gasparri, Cicchitto, Calderoli, ecc).
Però l’argomento su cui si appoggia il pezzo non regge, secondo me. Giovanardi è mosso dalla battaglia ideologica contro la droga, e in questa prospettiva per lui tutto si semplifica fino all’ovvio. Sei drogato, muori. Vogliamo articolare il ragionamento? OK, sei drogato, diventi sieropositivo (o anoressico, o tutte e due assieme) e muori. Per Giovanardi non esistono verità crudeli da tenere nascoste. Non è “meglio per voi non saperlo”. Piuttosto si tratta di “lo sapete tutti no?”.
Per Giovanardi quanto accaduto a Stefano Cucchi è banale. Causa ed effetto perfettamente legate dalla sua visione del mondo.
scritto da marco martedì.10.11.09 22:05
Post splendido, come se ne leggono pochi in giro. Davvero complimenti.
scritto da arsub martedì.10.11.09 23:19
Sei bravo,, non c’è che dire. poco importa se il tono di fondo di giovanardi non s’incolla perfettamente a quello di codice d’onore. Contano le suggestioni,
scritto da Gnu mercoledì.11.11.09 00:51
L’inopportunità della dichiarazione di Giovanardi gli sarebbe costata la carriera politica anche in Cina. In tutto il mondo, solo in Italia può restare del tutto impunita. In Italia e, forse, nell’America dell’amministrazione Bush Jr.
scritto da Domiziano Galia mercoledì.11.11.09 13:48
@ Ena.
Si nella fretta mi ero scordato di premettere che Giovanardi ha detto una cazzata. Nel suo caso il cosa e il come e anche il chi coincidono. Sono tutti fuori luogo.
scritto da Tranqui mercoledì.11.11.09 13:51
Mi accontenterai di una classe politica i cui dialoghi fossero scritti dal geniaccio Sorkin invece che da Povia.
scritto da Paola mercoledì.11.11.09 15:27