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mercoledì 11 novembre 2009

Prisencolinensinainciusol, ma nel mio linguaggio maternale


jeryoscSi parte subito con “mi sento quasi in colpa di”, che lascia spiazzati come una scoppola sul nastro di partenza: poche falcate dopo, ci si ripete che andava bene. Poi c’è “mi riferisco ai giudici naturalmente, di cui proprio con uno di loro” che è un caso di relativo iperbolico quasi militare. Invece un brano come “ho avuto modo di analizzare non tanto il Factore di questa x, così estranea alla diroccata Rai di oggi, ma quanto invece, io ne fossi coinvolto e, soprattutto i motivi per cui non posso annoiarmi” sfonda nuove barriere di virgola ad minchiam, e rinverdisce la parola “raffazzonato” agli occhi di tutti. “Una vera sorpresa come un fulmine a ciel sereno” non è solo la similitudine più bolsa del campionario, ma anche un’occasione per sbagliare una virgola che non ci siamo fatti sfuggire. D’altronde stiamo parlando di “una trasmissione specializzata sulla musica”, e stiamo facendo della critica televisiva di un certo livello. Per esempio, perché avere ospiti musicali a Quelli che il calcio, che il loro ascoltino lo fanno, quando puoi averli a X-Factor, dove si sono visti dei crolli che neanche il Vajont? “Chi guarda «Quelli che il calcio», senza nulla togliere al programma e alla simpatica Simona, non gliene frega niente del tuo disco in uscita.” Già che ci sono, vorrei aggiungere che noi non ci fregano a niente che i relativi, per dire. Più avanti abbiamo virgole ruspanti (e questo posto oggi, è «X Factor»), metafore di una modernità che neanche il bronzo (i quattro cavalieri della tavola musicale), segni di interpunzione quadrupi fai-vedere-che-abbondiamo (altro!…».), more minkious comas (la formazione dei giudici com’è adesso, mi appare straordinaria).
Ma come in ogni opera dell’ingegno occidentale, è a ridosso del finale che si concentra tutto: è lì, nella grotta dove l’eroe deve sconfiggere il drago, che lui e il narratore daranno il meglio.
“Non pensavo, per esempio, che Claudia dopo tanti anni lontana dalle scene, recuperasse così in fretta, fin dalla prima puntata, una padronanza scenica che, non lo nego, ha spiazzato anche me, specialmente quando ha eliminato uno dei suoi cantanti.” Oltre all’italianità somma che sta a monte di questa lettera, cioè il fatto che lui scriva del programma dove lavora la moglie, qui si parla specificamente della moglie, e lo si fa per farle un complimento. Alé! Solo Berlusconi deve fare passi indietro. Perché noi siamo dieci, cento, mille Castellitto! Non basta: la frase testimonia il terribile caso di una padronanza scenica che elimina concorrenti propri. Qualcuno su questo deve riflettere.
Per finire, stiamo nel tema del conflitto di interessi, quello dove i concetti si animano e fanno cose che di solito spettano ai Direttori Generali: “Mi sbaglierò ma la x dei «quattro cavalieri» credo sia la cosa più interessante che ho visto da quando la Rai ha iniziato il suo devastante declino. Il cui unico obbiettivo è tagliare le spese.” Il declino ha un obiettivo. Cazzarola! E quale sarebbe, la conquista di Oceania, Europa e Cita? A guarnire, parliamo anche molto bene di Del Noce, primatista in una specialità oscura: a quanto pare “ha totalizzato il più alto record di ascolti”. Cosa significhi questo di preciso resta materia per la logica più spinta.

La lettura di questa lettera di Adriano Celentano pubblicata dal Corriere della Sera, al di là di tutto il resto, mi fa scaturire un appello dal profondo del cuore.
Chiamiamo Gino Flaminio e chiediamogli tutti scusa. Poi presentiamogli Bibi Ballandi: quattro serate con ospiti internazionali il sabato sera su Rai1 le fa tranquillamente.


che Celentano non avesse poi troppa familiarita’ con la lingua italiana lo si sapeva da tanto pero’ a leggere la lettera ho avvertito comunque un leggero stordimento…come quando suonavi un 45 giri a 33, o come quando al cinema stai in prima fila sotto lo schermo e la nausea e’ l’unica cosa a cui pensi per tutto il film. Ecco. Appunto. Leggera nausea. Leggera..vabbe’..

ma è una lettera? quindi qualcosa di pensato, riletto, corretto? ma ce l’avrà una segretaria Celentano, almeno una, che sappia l’italiano. speravo fosse la trascrizione di una intervista.

Evidentemente non hai colto l’incredibile ironia con la quale Celentano, eccelso intellettuale che rifugge dallo snobismo della sintassi, gioca con la lingua italiana in un turbinio di amore e stupro.

Ti leggo sempre volentieri, Matteo.
Però, porca miseria, possibile che nei tuoi post si capisca sempre solo alla fine di cosa stai parlando?

ed è anche un programma ben congeniato!
dicoane.

quando scrisse questa http://tinyurl.com/yegx3xz un amico addentro a quella struttura oscura che sovrintende ai rapporti tra i giornali e i vipz che a essi scrivono sosteneva che essa lettera costituisse un punto di svolta: al corriere si erano stufati di correggergliele.

(gino flaminio. che nostalgia.)

ho sbagliato l’esclamazione finale per rimanere il lina con la lettera.

uh-oh. anche lina, l’ho sbaliato apposta.
maledetta qwerty!

sbaliato è un celentanismo, eh.

Mi vedo la scena… redazione del Corriere. Correttore di bozze o stagista addetto all’inserimento contenuti. Partono le domande: “Posso fare qualche modifica?” “No che non puoi, è di Celentano, mica un pezzo nostro.” “Sì ma non cambio nulla, sistemo solo le virgole magari…” “No.” “Ma ci sono proprio degli errori evidenti…” “No. Cosa fai se poi Celentano si lamenta perchè il pezzo lo voleva così? Non fare nulla, non ne hai la responsabilità.” “Ma neanche per togliere la virgola tra soggetto e verbo?” “No.”
Ed ecco la strage.

@Luca delle 13:23 : è il format.
Il tuo omonimo (quello di wittgenstein), se non ricordo male, aveva cominciato ad approcciare la cosa come una sorta di “sarabanda del post”.

chi è gino flaminio?

azz, e io che pensavo che fosse qualche blogger sedicenne appassionato di x factor!

siete SNOBS che non capite NIENTE.
GRANDE adriano!
per VOI 24mila BOFFE ci vorrebbero.
NEGLIE.

mi annoia QUESTO blog, è sempre più GNE GNE GNE di lamentazzione e sempre meno AAAAH di STUPORE. Ti sei seduto matteobibbinahci, tu, MASTELLA di te stesso

addio da eNZO

“Mastella di te stesso” è puro genio.

noooo eNZO… non, andare. ti prego che non farlo. vedi, grammar-nazi is the way, e, diciamo, qui Celentano si è meritato una Buchenwald.

ho provato a leggere la lettera, giuro ho provato. ma sono andata direttamente alle ultime righe per capire di cosa si parlasse.

eNZO non abbandonarci!

Ha ragione Luca. E se la cosa non cambia cambio io. Dai lo insegna anche “giornalismo 101″.

Il molleggiato della lingua italiana se le canta e se le suona da solo.

Celenteratopo si atteggia, fa il guru. Quando lo pagano per parlare usa i silenzi e li spezzetta con tante cazzate.
Però quando nessuno si aspetta che lui parli, quando non è in TV, ecco che lui fa dei gesti coraggiosi, prende carta e penna (gesto antico ed ormai dimenticato dai più), e dal suo ritiro, lontano dallo schifo della TV rompe il suo lunghissimo silenzio e scrive. Purtroppo scrive tante cazzate.
Perché lui è il guru.
ps.Se la moglie non fosse in TV ad X Factor oggi (giorno prestabilito per la rottura cadenzata del silenzio, come si impara al corso per Guru) probabilmente avrebbe scritto una lettera contro Xfactor.

Siamo d’accordo che il pezzo di Celentano è una roba indecente: però il problema del conflitto di interesse esiste anche per i blogger muniti di consorte celebre. E questo anche quando il blogger è davvero bravo e intelligente, quando la moglie è davvero capace e competente, quando il blog è davvero stimolante e ben fatto. Insomma io quell’argomento lo lascerei fuori, perché se lo si include bisogna disquisire dell’intelligenza e del buon gusto con il quale si gestisce il conflitto e allora la questione diviene inestricabile. Ma magari dico una bischerata.

vorrei sottolineare “dieci, cento, mille Castellitto”

EnZO,da quando ti hanno eletto una star, anke tu hai perso un poco smalto–lo capisco però,xké avere dei fan non dev’essere facile,con tutte quelle aspettative si perde in libertà—ma hai detto bene: molta lamentazione e poco stupore,,chissà perché–forse perché il mondo fa skifo.a me era piaciuto tanto il manga di kobe,che ancora me lo ricordo,e a volte ci penso

chi sarebbe gino flaminio?

naaaaaaaaaaaaaa! sono andata a cercare gino flaminio, visto che non mi rispondeva nessuno e trovo che è l’ex di noemi???? no comprendo…

@Fran vatti a cercare la LETTERA che, scrisse quel genio di Flaminio per protestare contro che la sua vita privata gli era stata violata.

Già che ci sono, vorrei aggiungere che noi non ci fregano a niente che i relativi, per dire.

buhahahahahahahah. questa mi ha fatto che ho piangere dal ridere

un po’ tipo il bidello dei simpson

Indubbiamente questa lettera non è un esempio di grande padronanza della lingua italiana. Del resto lo stesso Celentano si autodefinì senza timore “Il Re degli Ignoranti”.
Eppure da oltre 50 anni, quest’uomo arriva al cuore della gente come pochi letterati di questo secolo sanno fare.
Sarebbe bello poter vedere in TV personaggi sgrammaticati del suo livello, ma il dramma è che non vedo neanche l’ombra di degni eredi di un genio dell’arte lui. Arte scolpita dall’istinto anziché dalle parole ben organizzate. Purtroppo noto che c’è ancora chi confonde la cultura con il sapere e la grammatica.

Già che ci sono, vorrei aggiungere che noi non ci fregano a niente che i relativi, per dire

Invece tu ti fai comprendere (tratto dal tuo scritto).
Ma fammi il piacere

@ blualex
Meno male che non ha eredi. Basta e avanza. Anche se a dire il vero ci sono i Jovanotti e i Facchinetti.