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martedì 17 novembre 2009

Ne metto a sedere nove (per adesso)


ganzI manageriali noiosi sono dei giochi che mettono ordine in testa, e danno soddisfazione: fai questo mentre fai quello, intanto si prepara quell’altro. Quando ero piccolo c’era Ports of call, che simulava la gestione di trasporti su acqua. Era stupendo: si annoiava anche il monitor. Poi ci sono stati milioni di altri titoli con questo andazzo.

Devo dire che Café World, il manageriale di ristorante per Facebook, insieme all’ormai arcinoto Farmville ha rilanciato il genere con vigore. La speranza è che importino anche da noi dei titoli che rasentano il ricovero ospedaliero, e che vanno fortissimo tra i giapponesi: i vari Densha de go eccetera, cioè i simulatori di treno. Intere linee, intere tratte, interi pezzi del sistema ferroviario giapponese digitalizzati e trasformati in un ambiente di gioco realistico, tassonomico, noioso e ripetitivo. Cosa si può volere di più? Varese-Milano, Napoli-Roma, Firenze-Bologna: diversi titoli, diverse linee con diversi paesaggi e ambientazioni. Chiaramente in Giappone sono realizzati in società con la Japan Railways, perché vanno progettati e realizzati in collaborazione con la soc…

Scusate. Come non detto.


E piantala di trovare scuse per cazzeggiare, non è corretto nei confronti di chi, come me non può! ;-)

quando ero piccola io c’era simcity. spendevo tutto il bilancio cittadino in scuole, biblioteche e parchi. gli abitanti hanno organizzato diversi cortei spontanei in mio onore, li ricordo con commozione, era una città ideale, altro che sta cz di fattoria…

I giochini di FB non li ho mai provati, ma mi stai mettendo voglia.

Fra i manageriali giocavo a Sim farm: saranno passati 15 anni, andava ancora su floppy.
Poi sbronza coi vari PcCalcio e infine, molto tardi rispetto al resto del mondo, e ammesso che i titoli rientrino nella categoria, Civilization 2 e 4: non ho mai passato tante ore al computer.

Mitico Densha de go! Quanti episodi ne saranno usciti, 20? E tutti continuano a vendere un botto in Giappone.

matteo!!!!

procutati train simulator, ci puoi caricare tanti scenari italiani, come la milano pavia, la napoli castellammare del golfo, la roma milano, e inoltre i treni italiani e non, con possibilità di fare deragliare i pendolino…. molto ma molto realistico.

questo è uno di quei post in cui te ne esci dicendo “brutti nerd, non avete capito nulla” oppure si parla davvero di cafe world? ;)

Sandro Berto delle Giovanili Spagnole era un must di tutte le edizioni di PCCalcio.
Un simulatore ferroviario “Trenitalia special edition” sarebbe molto più fico e movimentato. Dagli scioperi dei sindacatini ai tabelloni malfunzionanti, dal materiale rotante ormai logoro al cibo che fa schifo. Se arrivi in fondo ti assumono come A.D., bonus e liquidazioni miliardarie stile Cimoli esclusi.

io giocavo a theme hospital su ps1 era molto fico anche se non molto reale; dava una certa soddisfazione però debellare le epidemie di sciolta

Ragazzi ma non pensate di farvi del male?.Il lavoro ti obbliga già a organizzare, gestire e arrangiarti (con non poco senso di frustrazione) quando il tuo operato porta alcunchè di risultato che pensare di alienarsi allo stesso modo in un “gioco” mi sembra un poco disumano…o perlomeno se proprio volete trarre una qualche soddisfazione nel veder crescere le melanzane fatevi un orto…anche nel terrazzo è possibile farlo, certamente è più gratificante, parola di una che ce l’ha.
Sia chiaro non lo dico per far la figa, li ho provati anch’io quei giochetti ma è veramente una palla dopo un pò!

io giocavo a theme park (quello del luna park). Avevo un parco trafigo in cui tutti si strafogavano di pataine e facevano lunghe file per le attrazioni più moderne. Ma c’era il trucco, avevo trovato come avere sempre un sacco di solti (non escludo che fosse riciclaggio di proventi dal traffico d’armi di Sim City! :-P (ho studiato economia ma la mentalità imprenditoriale non ce l’ho mai avuta)

ehm, pietà per i refusi.

ma è veramente una palla dopo un pò!–>che è un po’ quello che tutti pensano quando giocano a “This Boot is made for…” un gioco con le modalità del tresette a perdere che ha quasi 150 anni, e un bel gioco dura poco, anche se in pubblico dicono che sono una risorsa per il gioco stesso. uop.

Civilization

Bhe naturalmente c’è anche in Italia una buona schiera di impallinati dei treni: la si può trovare divisa in diversi forum molto spesso in competizione tra loro, l’attività è ben evidenziata dal lavoro svolto sulle pagine di wikipedia: è allucinante la quantità di dettagli che riescono a inserire per una locomotiva.

Il gioco di riferimento è ancora il vecchio MSTS (Microsoft Train Simulator) e qualcuno ha cominciato a spostarsi al più nuovo RailWorks.

Per MSTS sono state rifatte con precisione maniacale parecchie tratte italiane tra cui la Torino – Venezia e quasi tutte le ferrovie lombarde.

Si può simulare con traffico realistico il regionale tra Lecco e Milano Porta Garibaldi. Naturalmente sono state riprodotte locomotive, carrozze e stazione di Arcore con tanto di graffiti: ore e ore di lavoro certosino.

Naturalmente è impossibile spiegare cosa ci si possa trovare di divertente nel simulare un eurostar da Veneazia a Milano, però un appassionato di simulazioni (come me) riesce a divertirsi anche così. e se volete vedere degli impallinati duri andate a vedere i cataloghi delle simulazioni tedesche: hanno pure gli autobus!

cara Nandina sei la mia consolazione, a volte mi sembra di essere posseduta da Eta Beta

Ma Railroad Tycoon fin dalla versione C64 lo vogliamo citare?

…un’anima buona che mi spieghi l’attinenza di Ganz col post?

18 Wheels of Steel Convoy. A bordo del tuo camion a macinare km in autostrada. Torrenti di adrenalina.

Eh, mi immagino il dialogo:
Software house: Buongiorno, vorremmo realizzare una simulazione del trasporto passeggeri di Trenitalia…
Moretti: Eh? Trasporto passeggeri?!? Che passeggeri? Noi facciamo solo trasporto bestiame e movimento merci.

Pane e tulipani, direi…

Forse perché Bruno Ganz faceva il cameriere colto il Pane e Tulipani.

Io me la gioco: per il film “Oggetti smarriti”?

nessuno gioca ad Hattrick, qui?

@ Marcello : :-)

“Non avete capito un cacchio, è un’analisi delle prime mosse di Bersani come segretario del PD”

@Nandina: io mi ricordo che era sufficiente digitare il tasto “k” sulla tastiera, e le entrate aumentavano. Senza trucco il gioco era difficilissimo, e il proprietario finiva per suicidarsi…

un succedaneo italiano??una giornata d’ufficio ad aspettare la coincidenza che fa ritardo….per poi uscire dall’ufficio e rivivere tutto per magia!

In un negozio di videogame che adesso ha chiuso ( e gli sta bene chè erano degli stronzi chè non mi hanno sostituito un cd che era già strisciato quando lo ho comprato ) avevano un gioco giapponese per quelli con la fissa dei treni e ti vendevano anche la manopola compresa nel pacco ed era tipo avanti tutta/ indietro tutta. Volevano 200 mila lire e già mi avevano fregato con mission impossible che nemmeno partiva e ho lasciato perdere.
Pare che Port of call esista ancora e adesso sia in tre d. Pure gratis pare. Troppo tardi per controllare. Intanto mi son guardato il video su YouTube e son tornato indietro di vent’ anni. Che avevo ancora i capelli.

E poi quelli del negozio di videogame che poi ha chiuso hanno aperto una pizzeria. La pizza era buona tra l’ altro. Poi i due soci hanno litigato e uno ha aperto altre tre pizzerie con lo stesso nome e quello che non mi aveva cambiato il cd aveva la sorella che si era rifatta le tette e un mio amico quando questa aveva le tette piccole nemmeno se la filava poi l’ ha vista con le tette grosse ma lei lo ha mandato a cagare. Poi quello che non mi aveva cambiato il cd strisciato la sua pizzeria l’ ha chiusa. Adesso vende roba dell’ Herbalife ma che ha un altro nome.

@geffe: ma infatti, era un trucco facilissimo (e sì, probabilmentei l proprietario si suicidava mangiando lo zucchero a velo avanzato)

Quando ho lavorato per un po’ in una grossa libreria di Torino, un po’ di anni fa, la circostanza che mi sorprendeva di più era la quantità di prenotazioni che arrivavano – ogni anno – per i DVD che rappresentavano varie tratte ferroviarie italiane, europee ed americane, riprese dalla cabina del conducente. Ogni anno c’erano nuove linee oppure linee già battute ma percorse con nuovi treni. Si sfiorò la rissa quando uscì il primo DVD di una linea giapponese: su 300 prenotazioni (trecento, gente), arrivarono solo 200 pezzi. Il titolare fu costretto a chiamare la Pubblica Sicurezza per il ripristino dell’ordine pubblico e per evitare di ritrovarsi i locali devastati. Son passioni.

Sììì, “LeNord Tycoon”, con la carta rischio, ovvero i passeggeri che tirano le molotov dai finestrini dal trenino laveno-garibaldi (quello il modello far-west, con le stufette che ti fondono la suola delle scarpe…