mercoledì 18 novembre 2009
Quella stronzata della musica d’autore
Durante la crisi del 1929 tutti facevano a gara a chi era più sobrio e poverello. Le celebrità del mondo dello spettacolo passavano il tempo a dimostrare tutta la loro normalità popolare, la loro partecipazione al dramma sociale e finanziario in corso. Ce n’era uno solo che non faceva così, che anzi girava col macchinone e imbarazzava tutti con la sua onestà. Si chiamava Cole Porter.
Cole Porter era uno di quelli che inventarono pezzoni meravigliosi, talmente belli che sopra ci avrebbero costruito il jazz. E non so se fosse perché non era ebreo e gli mancava quel senso di responsabilità del monoteismo di molti colleghi (o anche solo una mamma yiddish che gli rompesse le balle): fatto sta che a Cole Porter il ’29 gli faceva un baffo. Lusso, sfarzo, macchinoni, feste di lustrini e paillettes: faceva la bella vita, se la godeva. Poi la sua esistenza sarebbe andata un po’ a ramengo, ma di suo Cole Porter non ha mai messo lupetti scuri, mai pensato anche solo lontanamente alla forza nuda della sua opera contro la pochezza del mondo. Ha sempre lavorato per l’industria dello spettacolo musicale, ha sempre fatto dei soldi scrivendo belle canzoni d’amore. La sua non era musica d’autore nel senso delle “sedie di design”, ma musica bella nel senso di «Che bella sedia!»
Parlo di questo argomento perché ho letto un’intervista a Morgan, rilasciata in quel di Sanremo, in cui la questione era sollevata spesso. Ci sarebbe, purtroppo ormai anche secondo Morgan, una cosiddetta “musica d’autore” , che va preservata, tutelata, tenuta al riparo dall’involgarimento generale. Chissà poi perché, se non si sa difendere da sola. Ma tant’è. Andiamo avanti.
La musica d’autore, per capirsi, in Italia è quella cosa lì dei cantautori (soprattutto genovesi) cresciuti negli anni Settanta: è musica all’altezza, musica vissuta, vera. Dentro c’è, ci sarebbe, insomma, qualcosa di più. Un esponente classico della categoria “autori di musica d’autore” è Luigi Tenco: quello del premio dal cui foyer Morgan ha rilasciato l’intervista, in cui sottolineava il proprio fondamentale ruolo di propalatore di musica d’autore in tv.
Adesso rete, gente, lettori, io non vengo per seppellire Morgan né per lodarlo. Ma devo registrare che purtroppo anche lui è finito in questo gorgo stronzo della musica d’autore, del cinema d’autore, del teatro d’autore. Questo pensiero museale (come museale è il premio Tenco ormai da anni) è un vero e proprio virus, che attecchisce sul narcisismo delle persone, e fa breccia a ondate epidemiche. Da piccoli, da adolescenti, ci si porta dietro un ego che se uno è adulto e ha un ego così gigante e traballante, poverino. Chiaro che in quella fase gli eroi son tutti giovani e belli, quindi figuriamoci, tutti autori, tutti sulla rupe col polso in fronte, sturm, drang e pippe. Ma da grandi no, dai. Per favore. Anche perché le ragioni per avercela con il fenomeno dei cantautori e il loro ruolo ci sono.
L’esplosione massiccia dei cantautori fece al pop quello che Mussolini aveva fatto al romanzo giallo. Prima c’era Andavo a cento all’ora; poi è arrivato Aushwitz. Prima c’era Insieme a te non ci sto più; poi è arrivato Il suonatore Jones.
Sto forse dicendo che bla bla? No, sto dicendo che negli altri paesi c’era Dylan, c’era Nick Drake, ma non nelle posizioni dei nostri cantautori. È una questione industriale. Dopo aver randellato il pop, i cantautori ne occuparono parecchie nicchie di mercato, anche se non tutte (San Lucio, Beato Rino, grazie).
Che nel 2009 a X-Factor si torni a parlare di musica d’autore, e quindi di cantautori, e quindi in sostanza (scusate l’argomento) di cultura alta e bassa dentro al pop, è veramente da amputarsi le braccia e poi andare sbracciati al cospetto di questi della cultura alta, e sporcarli tutti di zampilli di sangue e gridare «Perché?! Perché?! Perché mi hai fatto questo, tu, che ascolti solo Mina e non compri un disco da quindici anni?!» [Bella immagine, eh?] Ma il discorso sull’estetica del pop è troppo lungo, troppo macinato, troppo non sono in grado.
Torniamo a Morgan, che ho sempre difeso, e che non difendo più da quando ha messo una maglietta di Hannah Arendt addosso a un cantantie che non ne sapeva niente, ha citato “la banalità del male”, e ha fatto partire un applauso anti-Hitler. Morgan non ascolta solo Mina, e i dischi li compra, quindi comunque fa specie, anche al di là di questa visione taumaturgica delle t-shirt, che diffonda un messaggio così massimobubolo.
Quello che serve a un giovane concorrente di X-Factor non è cantare una canzone bizzarra di Tenco, e sentirsi la testa di ponte dell’intelligenza nel vacuo mondo della tv — frequentare assiduamente un posto per parlarne male è una attività da imbecilli pusillanimi — che ti mangia via la creatività. A X-Factor si dovrebbe imparare come fare le cose, come capire le canzoni, come costruirsi l’apertura mentale per evitare di ripetere in lacrime quanto si tema che, Michael Jackson non rappresendo la nostra identità di ragazzina sovrappeso di paese, il cantarlo possa recare danno alla nostra carriera vergine pingue e noiosa. Soprattutto, ripeto soprattutto, bisognerebbe sempre pensare che — TAH-DAH! — è televisione. E la roba alla televisione non può essere dichiaratamente cagona, non può andare apposta dove non c’è pubblico. Perché la tv costa tanti soldi, e la vedono in tanti, e andarci per spostarsi con orgoglio è da stronzi. Certi atteggiamenti del nostro — sto leggendo Baudelaire e ve lo faccio vedere molto bene, metto anche la copertina a favore di telecamera — lasciano intendere da tempo una certa perdita di brocca. L’intervista ribasce la sensazione.
Ma se si vuole spaccare nel pop, e questo Morgan lo dovrebbe sapere, ci vuole roba come Life on Mars, non quel clone concettuale degli Who che proprio lui donò ai Primi Per Caso Quartet.
Perché i Primi Per Caso Quartet devono sentire di avere addosso della qualità, della musica d’autore, se Cole Porter scriveva senza problemi Let’s Do It (Let’s Fall in Love)?
Le canzoni sono scritte da persone, che si chiamano autori; proprio come le sedie sono fatte da autori, che si chiamano falegnami. Ce ne sono di bravi e di cani, di in forma e di fuori forma. Ma anche qui la politica degli autori (la stessa che oggi fa scrivere in giro che il film sbagliato di Machael Mann è il suo film migliore) per favore no. Il bello del pop, e speriamo che Morgan lo capisca, è che non c’entra niente con Fabrizio De André. Il pop canta canzoni di natale. Poi Fabrizio De André ci sta anche, ne fa in qualche modo parte eccetera. Ma la qualità, nel pop, non è quello che fa eccezione.
(seguono alcuni videoclip riferiti al post)
E poi questo, questo e questo. Tiè.
…a parte una cosa, secondo me.
Difendere la musica d’autore non ha senso, perché o si difende da sola o non è all’altezza. E’ un gorgo stronzo come dici. Ma per il cinema e, in misura minore, per il teatro, il discorso è diverso. Il cinema e il teatro d’autore, se l’autore ancora non è consacrato, non hanno modo di esistere se non c’è qualcosa che li difenda. Gli investimenti necessari sono di un altro ordine di grandezza. Quindi, non hanno modo di combattere, e tanto meno di difendersi da soli. Senza qualcuno che li difenda (li finanzi, li promuova assumendosi i rischi…) semplicemente non possono esistere. E non mi pare una bella cosa.
scritto da ezio mercoledì.18.11.09 13:43
‘but then pop goes my heeaaaart..you were gold and silve-e-er’
considero pop goes my heart il punto più alto della carriera di hugh grant.
grazie, mi hai risollevato la giornata!
scritto da ena mercoledì.18.11.09 13:50
prima c’era ‘La guerra di Piero’ (1964) poi è arrivata ‘Insieme a te non ci sto più’ (1968)
scritto da mc mercoledì.18.11.09 14:14
Condivido tutto, visceralmente.
scritto da Max mercoledì.18.11.09 14:19
Aggiungo: Insieme a te non ci sto più è un capolavoro, ed è pure meglio della Guerra di Piero. Espongo consapevolmente il petto al plotone d’esecuzione.
scritto da Francesco P. mercoledì.18.11.09 15:18
Perchè la roba alla televisione non può essere dichiaratamente cagona? X Factor è diverso dal resto dei programmi proprio per questo! perchè ogni tanto capita di sentire una BELLA canzone (la categoria “d’autore” non mi significa molto), che magari si era dimenticata, oppure sentire delle critiche che vanno un po’ più in là del “mi sei arrivato” o delle presentazioni un po’ più sostanziose di “Coooon Volare, canta Pinco Pallo!”
Altrimenti guarderei amici.
PS non ho (ancora) letto l’intervista di Morgan
scritto da giacomix mercoledì.18.11.09 15:20
La riserva culturale, dove conservare vecchiume destinato a scomparire (cantuautori, radici cristiane, usanze regionali) è roba da far venire i brividi. Sotto gli 80 anni ci si dovrebbe vergognare di fare certi discorsi.
scritto da Rob mercoledì.18.11.09 15:25
Bordone, dovresti parlare più spesso di musica, perché ne capisci. Mi accodo, quindi, come non facevo da tempo.
scritto da Massimo mercoledì.18.11.09 15:36
Abbastanza d’accordo con Bordone.
Grande la citazione mascherata dal “Giulio Cesare”.
È colto, il Bordone.
scritto da biagio mercoledì.18.11.09 15:40
morgan è così originale e figo che può permettersi più o meno tutto,, ma dove si legge l’intervista? e comunque che legga baudelaire a favore di telecamera equivale x lui semplicemente a un cambio d’abito— dà fastidio perché sentenzia, è tronfio, non smussa spigoli ma li affila— però c’è davvero della genialità nei suoi ciuffi e soprattutto nel suo modo di usare le parole, quali parole? che poi faccia la crociata per la musica d’autore è un po’ così, sempre un modo di rappresentarsi, ho scaricato un podcast in cui teneva una sorta di lezione su Non al denaro né all’amore né al cielo, e allora? cosa toglie questo al pop? forse non capisco il tuo discorso, ma che male c’è nel fare distinzioni— nel dire che tenco è alto e povia è basso— se di fatto è così,, eppure il tuo amico povia ha venduto un casino e forse sarà la nilla pizzi del futuro— poi, che ci siano serie ragioni per cui il cantautorato e il suo ruolo abbiano fatto così male,, io non lo comprendo,,, sul serio, non capisco quel tuo accenno e mussolini e tutto il resto—spiegatemelo, suggerirlo non basta, altrimenti fnisce che questo diventa il blog d’autore e occupa quelle nikkie che non dovrebbe occupare
scritto da gnu mercoledì.18.11.09 15:59
Cagone vs bello: una distinzione centrale, su cui si dovrebbero aprire non corsi, ma facoltà.
scritto da Matteo Bordone mercoledì.18.11.09 16:07
Matteo, sei un grande. Sembri il Baricco dell’Anima di Hegel e le mucche del Winsconsin, che si chiedeva perché un giovane che ascolti Bach debba essere motivo di consolazione per la società più di uno che ascolti i Beatles e gli U2.
scritto da Igor mercoledì.18.11.09 16:13
Mia figlia ha 4 anni e tutto un suo personalissimo gusto che dopo essere stata messa tutta caruccia con pochi, sapienti tocchi esce sempre combinata da Cindy Lauper. Ecco allora ce ne andiamo in giro, lei e la sua mamma – io, (seriosa ma popaddicted)
a canticchiare WONNAAA HAVE FUN! Ecco Morgan……
scritto da Alessand mercoledì.18.11.09 16:31
te lo avevo detto che avevano sbagliato o hai sbagliato a non essere al processo.
scritto da crimilda mercoledì.18.11.09 16:45
perchè la TV non è la società (se fossi credente direi grazie a dio, non essendolo genericamente ringrazio) e in TV vedo un po’ troppi U2 (e Povia) e molto poco Bach. Ogni tanto fa piacere non dover avere per forza sky per guardare qualcosa di cagone. Tutto qui.
scritto da giacomix mercoledì.18.11.09 16:46
Morgan ne sa di Baudelaire quanto ne sa di fisica nucleare. Morgan vende un solo prodotto : Morgan (e pure maluccio, viste le sue fortune commerciali come artista colto). Altro che “musica d’autore”…
scritto da Filippo1 mercoledì.18.11.09 17:24
Stavolta completamente d’accordo. Abbasso l’arte d’autore.
scritto da GMR mercoledì.18.11.09 18:11
Per MC. Non intendevo in senso cronologico. Ma hai ragione. Ci metto Il suonatore Jones? Sì. Mi fa schifo lasciare le correzioni, netiquette o meno. Sappiate che ci avevo messo La guerra di Piero; Mc ha corretto, e ho cambiato. Si era trattato di un usteron proteron, come direbbe Morgan.
scritto da Matteo Bordone mercoledì.18.11.09 19:10
Nodding in approval! HEADBANGING in approval!
scritto da El Ticko mercoledì.18.11.09 19:11
Morgan come si dice dalle nostre parti ha cagato fuori dal bulacco.
sta nel partito di quelli”ohnoisiamomoltocoltiecipiacedavercelasuconchiascoltarobaterraterraperchèquestocitirasudiparecchietacchesopral’animale” ma se volessero veramente alzare il livello culturale delle masse dovrebbero scendere dalle loro torri d’avorio ed evangelizzare.Almeno a me ed altri poveri coglioni eviterebbero di fare spendere un sacco di soldi per promuovere e dare alle stampe la musica di qualità. No no a loro piace che rimanga tutto così com’è.
scritto da JP mercoledì.18.11.09 19:15
Vediamo, se ho capito bene tu dici che in Italia i cantautori hanno occupato spazi che non gli erano propri, che dovevano essere dei cantanti. Non lo so, non credo, perché altrimenti ci avrebbero salvato dai Collage, Homo Sapiens, Gepi&Gepi, Fausto Papetti che invece imperversavano quando io ero poco più che neonato. L’appeal dei cantautori era legato indissolubilmente all’ideologia politica, per cui se non ascoltavi Lolli eri un traditore del proletariato, ma poi in cameretta ognuno ascoltava Donna Summer e Moroder.
Condivido nella sostanza il discorso sulla cultura popolare, tenendo ben presente però come da qui si possa scivolare facilmente in quei discorsi populisti-legaioli-ezzerapaundici per cui il Duo di Piadena è mejjo de Verdi (che tra l’altro al suo tempo era un’icona pop).
scritto da Pietro mercoledì.18.11.09 19:30
Che virata futurista, Bordone!
Evviva ITunes igiene del mondo!!
scritto da mimma mercoledì.18.11.09 19:44
Io però aspettavo con ansia un tuo post su Allevi l’altro giorno ad Mtv (scusa l’OT so che qui stavamo parlando di musica
). A guardarlo mi è venuta voglia di tenerlo sul comodino, un po’ giullare, un po’ punching ball. No, davvero, se te lo sei perso cercalo.
scritto da Zage mercoledì.18.11.09 19:48
beh, aggiungici anche:
Prima c’era Cinque minuti e poi… (1968); poi è arrivato Aushwitz (1967)
scritto da chartitalia mercoledì.18.11.09 20:16
Che due maroni tassonomici che mi fate.
scritto da Matteo Bordone mercoledì.18.11.09 20:19
è la sottile vendetta del commentatore nei confronti del blogger dalla penna rossa, più che giusto.
scritto da ena mercoledì.18.11.09 20:42
ok ok… Anche a me piacciono le belle canzoni (Cole Porter in testa) e le belle sedie. E Morgan come rappresentante di quelli che si ostinano a contrapporre la cosiddetta cultura alta in contrapposizione alla cossidetta cultura bassa proprio non ce lo vedo. E solo il fatto che qualcuno lo possa vedere così mi inquieta. Però, cazzo, capirei queste prese di posizione se i nostri palinsesti ci proponessero e ci propinassero solo badilate di cultura accademica, film cecoslovacchi, non stop di de-andrè-tenco-brassens, documentari sui poveri (che parolaccia eh… figo quel Cole che scorazzava impavido col macchinone in mezzo alla miseria. Un coraggio della Madonna) etc. etc. Se i palinsesti fossero così, capirei il grido fantozziano “La corazzata potemkin è una cagata pazzesca…”. Vi sembra che sia così? Seriamente? Vi sembra davvero che si insista così tanto sulla robaccia pesante e indigesta di cui sopra? A me sembra invece che a furia di aria e leggerezza stiamo sfiorando l’alitosi. Va bene. Anch’io detesto la museificazione e le celebrazioni. Però da lì a sollevare il ditino ogni qualvolta qualcuno dice che la cultura pop può ANCHE essere una cagata ce ne corre. Si è adolescianziali e narcisi se ci si permette di annoiarsi e voler ANCHE qualcos’altro (non necessariamente Tenco, per carità? E cos’è ’sta storia per cui qualunque presa di posizione non cerchiobottista (non parliamo di radicalità, che è una parolaccia) viene catalogata come adolescenziale? Lo è se alle prese di posizione non corrispondono condotte di vita conformi. Altrimenti è solo coraggio. Altra parola desueta. E non abbastanza elitaria, elusiva e pop per non essere sbertucciata.
scritto da Barbara mercoledì.18.11.09 20:55
madonna che palle, pure Renga…
scritto da JP mercoledì.18.11.09 23:09
voto barbara
scritto da ciccio mercoledì.18.11.09 23:17
Difficilmente ho condiviso un concetto così lungo e articolato ma diretto come questo. Ho vissuto gli anni ottanta e novanta così.
Poi però gli anni novanta sono finiti (con le eccezioni, certo) e improvvisamente sono finiti anche i dischi che mi sentivo portato a comprare. Mi sono distratto un attimo e, all’improvviso, i dischi li producono ad Amici di Maria De Filippi (sono quelli che si vendono, no?) e Vasco Rossi (quello di tutte quelle bollicine molto molto pop) è diventato l’autore; ma che dico l’autore, il Poeta.
E quindi, d’un tratto, quando oggi mi trovo a ricercare il pop mi rifugio proprio in Life on Mars. Che però fa anche molto Morgan, cioè nicchia autorale, oggi.
Quindi sono confuso. Sono diventato forse un difensore della musica d’autore? O semplicemente si può con grande libertà dire che Marco Carta (ma pure i Negramaro, per dire) (e per dire due che fanno, musicalmente, solennemente cagare senza finire nella lista di quelli di nicchia?
Cioè, viva le sedie che si vendono. Ma anche che ti reggano quando ti siedi.
Anche chi costruisce i cassi lo fa perchè la gente ci si sieda su. E vendono più i cessi delle sedie di design, del resto.
Ci tocca sederci comodi e assistere alla defilipizzazione della musica italiana?
scritto da Vano giovedì.19.11.09 00:36
Cioè aspetta un momento:
quindi ti piace Hitler?
Su questo non sono assolutamente d’accordo con te.
Hitler era un dittatore sanguinario.
scritto da sono io giovedì.19.11.09 05:23
Io non ho le competenze per entrare nel merito, però ci tenevo a sottolineare che la “perdita della brocca” di Morgan è stata notata perfino dalla nonna dell’ex concorrente Chiara. In uno spezzone della settimana scorsa, mentre la intervistavano dopo l’eliminazione della nipote, la cara nonnina ha affermato “Mhorghan è fahsullho!”
Poi (giuro che è vero!) se l’è presa pure con C. Pastore..è stato un bel momento, comunque.
scritto da Ro giovedì.19.11.09 10:37
A giudicare dalla corrispondenza che arriva al tuo amico e collega si direbbe che qualcuno ti ha preso quasi in parola, ed è andato pure oltre:
http://www.wittgenstein.it/2009/11/19/olimpo/
(a me comunque Morgan, solo a guardarlo parlare e gesticolare, ha sempre dato l’impressione di uno leggermente pirla, oltre che un tantino troppo schizzato, e questo a prescindere da qualsiasi sua presa presa di posizione)
scritto da Zoe giovedì.19.11.09 11:10
Faccio parte di quelli che ascoltavano Claudio Lolli ma non Donna Summer. Guardo X-Factor tutti i mercoledì. E sono grata a Morgan o a chi per esso perché ieri sera ha fatto cantare ad un ragazzo di poco più di vent’anni “Concerto” di Bindi. Senza vergogna mi sono emozionata. Per quella canzone bellissima di un autore dimenticato che non faceva neppure parte del mio mondo (nel 1960 avevo un anno) e per quel giovane ragazzo che la cantava molto bene. Non so se Concerto è una canzone d’autore, non so cosa vuol dire canzone d’autore ma so che è una canzone bellissima. Poi potremmo parlare dello scempio fatto al mio mito con la emme maiuscola David Bowie e la sua Space Oddity (canzone d’autore?). Si giustificava il ragazzino che l’ha cantata male e sbagliando le parole dicendo che è… un ragazzino, troppo giovane. Beh, David aveva 22 anni quando ha pubblicato l’album Space Oddity. Se non era giovane lui. E X-Factor non esisteva. Ma forse erano altri tempi.
scritto da citronella giovedì.19.11.09 10:15
Morgan è un ex musicista pop-rock di qualità con i Blu Vertigo, folgorato sulla via della canzone d’autore. Dal giorno della folgorazione ha cominciato a rinnegare il mondo da cui proviene(vedi Marlene Kuntz, Afterhours, etc.) e ad osannare solo Umberto Bindi e Bruno Lauzi dei quali ci propina da anni le cover. L’approdo a X factor ha decretato la sua fine come artista.
scritto da Giangio giovedì.19.11.09 10:54
L’unico problema di Battisti erano i testi: secondo me su quel versante non ha mai azzeccato una cosa, porello. Poi se “tu chiamale se vuoi” e così via sono diventati dei refrain universali, è tutto merito della sua musica. Ma questo non c’entra niente col tuo post su cui discutere sarebbe inutile. Io vorrei solo che qualcuno si alzasse in piedi e dicesse “questa canzone fa cacare, quest’altra è bella”, senza ’ste menate da autogestione.
ps- Morgan ha fatto il mio stesso liceo (lui è andato solo al ginnasio): quello è un liceo che travia gli animi, io lo dico (ogni volta che mi guardo allo specchio).
scritto da Siccio giovedì.19.11.09 11:08
intanto, AusChwitz, diamine (volevo soprassedere, ma ho visto che la mala pianta si diffonde)
poi, butto là uno spunto: ma una canzone o un autore “difficile”, che non spacca, che non canti sotto la doccia dopo averlo sentito due volte, ma che dice cose anche belle o comunque elaborate in un certo modo non banale, e/o con musica bella o non banale e complessa; non ho capito bene; non è pop e quindi via nel cesso? l’idea che certe cose belle non siano semplici e ci voglia fatica per guadagnarsele, per apprezzarne la complessità, è condivisa da gestore e plaudenti, o sembra accademia stantia e polverosa morganiana stracciaballe? giusto per capire, dico davvero, senza ironia; magari la risposta è la seconda, e allora voglio vedere le carte, magari cambio idea, però vorrei argomenti. se invece è la prima, prometto che rileggo con più attenzione tutto, articolo e commenti
scritto da Chelidon giovedì.19.11.09 13:21
Il blog d’autore è come la musica d’autore? Soffochiamo nel pop e lo difendiamo pure..
scritto da Marco giovedì.19.11.09 16:15
@siccio, la forza di battisti erano i testi, altroché, che quando li ha fatti scrivere a panella è stata la disfatta,, ma il liceo è quello verduraio che quando uno ci studiava, lo potevi fare saltato in padella? (questa è molto, molto complessa…), anch’io lo conosco bene, ma non me ne vanterei così,, anche senza specchio
scritto da gnu giovedì.19.11.09 16:37
No ma sia Panella che Mogol devono essere picchiati, secondo me.
Comunque è proprio quello lì: io l’ho detto che travia.
scritto da Siccio giovedì.19.11.09 16:42
C’è un problema, di fondo: che a X-Factor fanno cover, accademia, originalità seru. E’ una gita scolastica al museo, e sentiamo chi fa la relazione migliore. No future. Ecco perchè.
scritto da Franco Zaio giovedì.19.11.09 21:01
Anni fa, per lavoro, frequentavo assiduamente Morgan. Era già tale e quale: arrogante e presuntuoso, determinatissimo, ego ai massimi livelli, anzi, di più. Non è riuscito a sfondare nel mondo della musica ma ha fatto i soldi in tv. Per farla breve: strapagato non per fare ciò che ama fare ma per esser personaggio, ex dell’ Asia, foto su Chi, macchietta. Conoscendolo, questa cosa lo distrugge.
scritto da Crocotricycle sabato.21.11.09 23:27