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	<title>Commenti a: The september issue</title>
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	<description>Il blog che abbraccia i cavalli</description>
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		<title>Di: ena</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20802</link>
		<dc:creator>ena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:08:06 +0000</pubDate>
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		<description>nandina, sì, sei concisa, nel senso che invece di fare un discorso di 20 righe ne fai 10 di due righe :)
serena #</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>nandina, sì, sei concisa, nel senso che invece di fare un discorso di 20 righe ne fai 10 di due righe <img src='http://www.freddynietzsche.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
serena #</p>
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		<title>Di: Nandina</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20797</link>
		<dc:creator>Nandina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:32:21 +0000</pubDate>
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		<description>Ho trovato qualcuno che mi considera concisa? Wow. C&#039;è una persona a cui devo far leggere queste parole. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato qualcuno che mi considera concisa? Wow. C&#8217;è una persona a cui devo far leggere queste parole. <img src='http://www.freddynietzsche.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Matteo Bordone</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20780</link>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:11:33 +0000</pubDate>
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		<description>Non è lei il personaggio. Appunto. E Streep, Incredibles, il circo che non c&#039;entra niente con il mondo che lavora davvero, tutto questo è esattamente la differenza tra una persona e la trasformazione della stessa in personaggio pop. DI. QUESTO. PARLAVO. IO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è lei il personaggio. Appunto. E Streep, Incredibles, il circo che non c&#8217;entra niente con il mondo che lavora davvero, tutto questo è esattamente la differenza tra una persona e la trasformazione della stessa in personaggio pop. DI. QUESTO. PARLAVO. IO.</p>
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		<title>Di: L</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20775</link>
		<dc:creator>L</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 16:56:57 +0000</pubDate>
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		<description>Un personaggio pop non direi: nessuno la sopporta, non sappiamo nulla della sua vita privata, risponde a monosillabi alle interviste..direi che invece è proprio la professionalissima schizzata priva di una vita vera di cui sopra..non è lei il personaggio, è Vogue, è il personaggio della Streep dopo il Diavolo veste Prada, è la gente che a quarant&#039;anni fa ancora la fila davanti ad Abercrombie&amp;Fitch il sabato mattina..è tutto il carrozzone, è il sogno/incubo di tutto questo circo qua, dove nonostante le paillettes la gente lavora davvero e pure tanto.
Si finiamola qui, il post però l&#039;hai scritto tu....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un personaggio pop non direi: nessuno la sopporta, non sappiamo nulla della sua vita privata, risponde a monosillabi alle interviste..direi che invece è proprio la professionalissima schizzata priva di una vita vera di cui sopra..non è lei il personaggio, è Vogue, è il personaggio della Streep dopo il Diavolo veste Prada, è la gente che a quarant&#8217;anni fa ancora la fila davanti ad Abercrombie&amp;Fitch il sabato mattina..è tutto il carrozzone, è il sogno/incubo di tutto questo circo qua, dove nonostante le paillettes la gente lavora davvero e pure tanto.<br />
Si finiamola qui, il post però l&#8217;hai scritto tu&#8230;.</p>
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		<title>Di: Ro</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20761</link>
		<dc:creator>Ro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:04:37 +0000</pubDate>
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		<description>Eh eh..sì, immaginavo :)</description>
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		<title>Di: Matteo Bordone</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20748</link>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:51:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ma è un refuso! Ma ti pare? Che prefisso è eb? Ah, già, Eboli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma è un refuso! Ma ti pare? Che prefisso è eb? Ah, già, Eboli.</p>
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		<title>Di: Ro</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20746</link>
		<dc:creator>Ro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:43:59 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo sulla Wintour e tutto il resto (a parte &quot;ebnegazione&quot;..o magari si dice così e ho fatto io la figuraccia!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo sulla Wintour e tutto il resto (a parte &#8220;ebnegazione&#8221;..o magari si dice così e ho fatto io la figuraccia!)</p>
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		<title>Di: Matteo Bordone</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20743</link>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:55:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ma qui si sono tutti inalberati, come sei io intendessi cose che non intendo. Girare a Condé Nast è peggio che girare in Mondadori, per un motivo molto semplice, legato alla professionalità degli americani e alla cialtroneria di Mondadori. Gli americani non ti fanno fare il furbo, come fai se riprendi Valentino. Con una società di quel livello non si scherza: non rubi niente e non cogli niente che non sia previsto. Punto.
Non ho nemmeno detto che gli americani lavorano male o che mi stanno sulle balle, perché io non sono e non sono mai stato un antiamericano. Doverlo scrivere mi fa cagare, ma tant&#039;è. Penso però che nella mitizzazione del lavoro imperante negli Stati Uniti ci siano eccessi che, portati fuori dal mondo del lavoro, producono i toni delle domande su Wintour di questo documentario, e anche certi atteggiamenti di uffici stampa e portavoce di aziende, progetti, libri, film e gruppi che conosciamo bene. Ribadisco che non penso che sia viziata e non penso che sia incapace. Penso che, come molti altri manager, CHE NON SONO PROTAGONISTI DI PRODOTTI AUDIOVISIVI POP, sia una malata di lavoro, con pochissimo glamour e parecchie ansie, tipiche del ruolo di cui sopra. Il fatto che sia una donna non cambia niente. Cioè rende tutto più difficile per lei, ma non la sposta da quello che è: un manager di enorme successo, come altri. Non ho niente contro i libri di Lee Iacocca o le storie che si raccontano su Carlos Ghosn, ma nemmeno mi sembra che vadano prese per più di quello che sono: storie di persone che fanno soldi (e costume), non personaggi. Siccome avevo l&#039;impressione che dietro alla severità della signora Wintour si fosse creato un personaggio pop, ho scritto questa roba per dare la mia impressione. Posso essermi sbagliato, come sempre tutti. Finiamola qui, per piacere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma qui si sono tutti inalberati, come sei io intendessi cose che non intendo. Girare a Condé Nast è peggio che girare in Mondadori, per un motivo molto semplice, legato alla professionalità degli americani e alla cialtroneria di Mondadori. Gli americani non ti fanno fare il furbo, come fai se riprendi Valentino. Con una società di quel livello non si scherza: non rubi niente e non cogli niente che non sia previsto. Punto.<br />
Non ho nemmeno detto che gli americani lavorano male o che mi stanno sulle balle, perché io non sono e non sono mai stato un antiamericano. Doverlo scrivere mi fa cagare, ma tant&#8217;è. Penso però che nella mitizzazione del lavoro imperante negli Stati Uniti ci siano eccessi che, portati fuori dal mondo del lavoro, producono i toni delle domande su Wintour di questo documentario, e anche certi atteggiamenti di uffici stampa e portavoce di aziende, progetti, libri, film e gruppi che conosciamo bene. Ribadisco che non penso che sia viziata e non penso che sia incapace. Penso che, come molti altri manager, CHE NON SONO PROTAGONISTI DI PRODOTTI AUDIOVISIVI POP, sia una malata di lavoro, con pochissimo glamour e parecchie ansie, tipiche del ruolo di cui sopra. Il fatto che sia una donna non cambia niente. Cioè rende tutto più difficile per lei, ma non la sposta da quello che è: un manager di enorme successo, come altri. Non ho niente contro i libri di Lee Iacocca o le storie che si raccontano su Carlos Ghosn, ma nemmeno mi sembra che vadano prese per più di quello che sono: storie di persone che fanno soldi (e costume), non personaggi. Siccome avevo l&#8217;impressione che dietro alla severità della signora Wintour si fosse creato un personaggio pop, ho scritto questa roba per dare la mia impressione. Posso essermi sbagliato, come sempre tutti. Finiamola qui, per piacere.</p>
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		<title>Di: L</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20742</link>
		<dc:creator>L</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:56:55 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Il problema è che girare dentro a Condé Nast, dentro a Vogue, significa fare un documentario molto blindato, nel senso che la troupe non ha modo di riprendere e mostrare niente che non sia stato precedentemente pattuito per filo e per segno, e successivamente approvato. Purtroppo si intuiscono conflitti più espliciti di quelli che si vedono, e confronti molto più frontali. Ma non ci sono.&quot;
Certo, perchè se domattina ti presenti in Mondadori con la telecamera in mano vieni accolto da una folla di  Teletubbies che ballandoti intorno ti invitano ad entrare per mostrarti Signorini che prende a librate una segretaria? Per l&#039;amor di cronaca e verità? Su, lo sai bene come sono le grandi case editrici, la loro moquette non è mai abbastanza pulita per sdraiarcisi su. Detto questo il famoso detto Winteriano “doesn’t take no for an answer&quot; è diventato un&#039;abitudine per moltissimi direttori italiani, specialmente donne, e all&#039;improvviso l&#039;impossibile poi viene reso possibie, dal lavoro degli altri certo, ma lo diventa; chiedendo l&#039;impossibile ovvio, perchè chiedere il possibile significa staccare i giornalisti italiani dalla cornetta cui stanno attaccati cinque ore al giorno in redazione, parlando con mammà, ed è molto difficile.
Detto questo la Wintour non vince sicuramente un premio simpatia e cordialità per l&#039;anno domini 2009, ma non mi sentirei neanche di metterla al rogo, ripeto, come il novanta per cento dei direttori donna nell&#039;editoria ha preso la brutta abitudine di abusare del potere in mille modi, come mille altri, ma del suo atteggiamento privato  e del suo carattere &quot;freddo&quot; direi che ce ne possiamo fregare, oppure vogliamo far vedere a tutti i dirigenti del pianeta terra le macchie di Rorschach, scoprendo -oddio!- che al posto del cuore hanno un ghiacciolo come Scrooge..non stiamo parlando di una ragazzetta viziata che a 20anni pretende di dirigere il più famoso magazine di moda del mondo manco fosse un reality di mtv, anche le persone umanamente più disgustose lavorano, spesso anche instancabilmente, e se creano un prodotto come quello vuol dire che di acqua sotto i ponti ne è passata, che altri proto Testino sono stati rimandati a scattare un servizio che non va, che qualcuno ha passato molte notti in redazione a monitorare le cose: gli americani saranno pure privi di humour, ma sono precisi e veloci, e lavorano disgustosamente bene..ma forse è proprio per questo che ci conviene buttarla sul personale, almeno li ci giochiamo la carta simpatia, finchè un giorno non dovremo mangiarcela.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il problema è che girare dentro a Condé Nast, dentro a Vogue, significa fare un documentario molto blindato, nel senso che la troupe non ha modo di riprendere e mostrare niente che non sia stato precedentemente pattuito per filo e per segno, e successivamente approvato. Purtroppo si intuiscono conflitti più espliciti di quelli che si vedono, e confronti molto più frontali. Ma non ci sono.&#8221;<br />
Certo, perchè se domattina ti presenti in Mondadori con la telecamera in mano vieni accolto da una folla di  Teletubbies che ballandoti intorno ti invitano ad entrare per mostrarti Signorini che prende a librate una segretaria? Per l&#8217;amor di cronaca e verità? Su, lo sai bene come sono le grandi case editrici, la loro moquette non è mai abbastanza pulita per sdraiarcisi su. Detto questo il famoso detto Winteriano “doesn’t take no for an answer&#8221; è diventato un&#8217;abitudine per moltissimi direttori italiani, specialmente donne, e all&#8217;improvviso l&#8217;impossibile poi viene reso possibie, dal lavoro degli altri certo, ma lo diventa; chiedendo l&#8217;impossibile ovvio, perchè chiedere il possibile significa staccare i giornalisti italiani dalla cornetta cui stanno attaccati cinque ore al giorno in redazione, parlando con mammà, ed è molto difficile.<br />
Detto questo la Wintour non vince sicuramente un premio simpatia e cordialità per l&#8217;anno domini 2009, ma non mi sentirei neanche di metterla al rogo, ripeto, come il novanta per cento dei direttori donna nell&#8217;editoria ha preso la brutta abitudine di abusare del potere in mille modi, come mille altri, ma del suo atteggiamento privato  e del suo carattere &#8220;freddo&#8221; direi che ce ne possiamo fregare, oppure vogliamo far vedere a tutti i dirigenti del pianeta terra le macchie di Rorschach, scoprendo -oddio!- che al posto del cuore hanno un ghiacciolo come Scrooge..non stiamo parlando di una ragazzetta viziata che a 20anni pretende di dirigere il più famoso magazine di moda del mondo manco fosse un reality di mtv, anche le persone umanamente più disgustose lavorano, spesso anche instancabilmente, e se creano un prodotto come quello vuol dire che di acqua sotto i ponti ne è passata, che altri proto Testino sono stati rimandati a scattare un servizio che non va, che qualcuno ha passato molte notti in redazione a monitorare le cose: gli americani saranno pure privi di humour, ma sono precisi e veloci, e lavorano disgustosamente bene..ma forse è proprio per questo che ci conviene buttarla sul personale, almeno li ci giochiamo la carta simpatia, finchè un giorno non dovremo mangiarcela.</p>
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		<title>Di: Matteo Bordone</title>
		<link>http://www.freddynietzsche.com/2009/11/22/the-september-issue/comment-page-1/#comment-20739</link>
		<dc:creator>Matteo Bordone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:24:19 +0000</pubDate>
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		<description>Essere prolissi ha degli svantaggi: che arrivano i concisi e mettono a posto tutto in sei righe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Essere prolissi ha degli svantaggi: che arrivano i concisi e mettono a posto tutto in sei righe.</p>
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