|
|
|


sabato 28 novembre 2009

La lingua perduta delle gru


digital-measuring-cup-red-colorSiccome sono sei mesi che ci sono i lavori, e hanno alzato la casa di un piano, rifatto i balconi, intonacato eccetera, ecco, uno dovrebbe essere felice del fatto che oggi smontino la gru in cortile. E infatti sì. Solo che il portinaio Giorgio alle 8 e 20 del sabato mattina mi sveglia dalla finestra e mi ricorda che devo spostare l’auto, pena il multozzo. Sono un po’ meno felice.

Lo odio e lo ringrazio; mi vesto e scendo. Sposto la macchina e vado a bere un succo di frutta al bar, per non svegliarmi troppo. Compro Corriere e Repubblica, dopo diversi minuti di indecisione verso altre fonti di notizie, che però non riesco a decifrare per via della cispa negliòcchi. Salgo coi due quotidiani e li leggo un po’, che tanto il sonno vero ce lo siamo giocato.

Letizia Moratti, il sindaco e assessore al non-sta-bene della città in cui vivo, telefona all’assessore alla sanità e gli dice di non distribuire i preservativi ai milanesi a San Siro come aveva annunciato, anche se c’è un picco di HIV in città. Sostiene Moratti, e pare lo vada ripetendo da una settimana, che non si possa dipingere Milano come una città immorale, con la droga e gli eccessi. L’assessore desiste. Moratti è soddisfatta.

Sandro Bondi sale su un treno per andare a fare un programma TV. Si parla di cani in puntata (boh, così c’è scritto, ma non ci credo mica) e quindi lui si porta dietro la “meticcia” Grisbì. Sullo stesso Frecciarossa c’è una senatrice del PD. I due si incontrano. Poi lei torna a Madama Palace e presenta un’interrogazione parlamentare sul fatto che sul Frecciarossa i cani non ci vadano, ma quello di Bondi sì. A parte che si fa una foto col cellulare e la si manda a Repubblica, visto che 1) Palazzo Madama ha altro da fare, e 2) è l’aspetto mediatico quello che conta in un episodio del genere, mica quello istituzionale. A parte questo, dicevo, ma poi perché l’articolo che racconta questo si occupa del rapporto potere-cani, della relazione di Bondi con la findanzata, del momento in cui lei mangiava biscotti Grisbì e la cagna randagia le si è palesata davanti, del fatto che Sandro Bondi la voglia sposare, della battaglia del Bondi stesso per la trasportabilità dei cani su tutti i treni — avrei potuto lasciare la macchina dov’era, e contestare la multa dicendo che sono un rivoluzionario — in nome di una intimità che Grisbì ha saputo conquistarsi perché è vezzosa (anche le cagne, escort: maschilismo a spettro ampissimo). Il perché di tutto questo sta forse nel fatto che la senatrice del PD è poco furba, o che tale Paolo Conti del Corriere aveva tanto spazio in pagina.

In un liceo di Milano, un ragazzo un giorno arriva in classe vestito da donna. Ora il preside lo vuole sospendere per cinque giorni e minaccia voti in condotta pazzeschissimi. A parte che vogliamo sapere come era vestito, per capire se è una minchiata o qualcosa di ben fatto, studiato. Ma comunque una persona normale ci ride sopra, se vuole gli chiede di cambiarsi, e fine. Qui siamo all’inflessibilità rispetto a un gesto che è definito, dallo stesso preside, “assolutamente fuori luogo”. Ecco.

Abbiamo perso, se mai l’abbiamo avuta, questa categoria: quella del fuori luogo. A volte un gesto non è irrilevante né illegale, ma è fuori luogo. Si tratta di una classica via di mezzo. Lecito, fuori luogo, vietato sono tre diversi modi che ha la società di giudicare un comportamento. Quello centrale, il fuori luogo, è quello che ha a che fare con intelligenza, rispetto del prossimo, senso del limite. Siccome il nostro sistema morale non prevede gli altri, e questa categoria ha a che fare esattamente con loro e con il nostro senso della misura, il fuori luogo viene alternativamente tirato verso il vietato o il lecito (ripensare ai tre episodi in questa chiave). In ogni caso, si evitano gli altri, che sono il cuore del problema, con un bypass fulmineo, e il sistema crolla. Se gli unici comportamenti da reprimere sono quelli vietati, perché solo alcune norme scritte resistono allo strapotere dell’essere sé stessi, poi non è facile vivere insieme. Manca un pezzo. Manca la gru in cortile per tirare su la roba che è tutta caduta per terra.


Svegliarsi presto fa bene. Al blog.

Secondo me la gru nel tuo cortile alle 8.20 di sabato è il primo e perfetto esempio di “fuori luogo”. Sono molto sensibile a questi argomenti.

Bondi stava andando ad una puntata di Porta a porta in cui gli ospiti erano invitati con i propri cani: perché non credergli?

Bello il libro di Powers, no?

Non so chi sia Powers. Ma una volta a una festa mi sono vestito da lui. E dicevo “Grooovy baby!”

bravo diobono

Mi fa specie che alla Marotti sembri fuori luogo la distribuzione dei preservativi, ché darebbe di Milano un’immagine immorale e con eccessi, quando poi è tutta l’astate che la stessa Moratti la mena (statistiche dubbie alla mano) con la storia degli adolescenti alcolizzati in città, e relative norme di contenimento del fenomeno: forse sembrare alcolizzati è meno fuori luogo che sembrare sieropositivi….

… si va beh: “Moratti”, volevo scrivere… ;)

I politici ritengono di non aver più bisogno del preservativo perchè si sono dati ai trans. Bisogna ricordare loro delle malattie sessualmente trasmissibili.

di questo non ho capito solo cosa c’entri il misurino digitale, per misurare quanto si è fuori luogo magari, boh— il resto invece mi torna, ,, e mi fa pensare a quanto sono belle le gru,, molto + degli animali gru, che a loro volta collego alla storiella del decameron((( chiudo (le parentesi)) e non le apro più))))) così, perché preso alla lettera, essere “fuori dal luogo” è molto bello, un sogno, tipo kim ki duk in ferro 3— quando io e m siamo andati a cassis, vicino a marsiglia, avevamo visto un posto incredibile che non riesco più a ricordare, un perfetto non luogo che si vedeva da lontano, tipo una zona industriale dismessa, piena di gru diroccate e sbilenche, ferri storti e ruggine a picco sul mare, ,, un posto inutile che sopravvive col solo scopo di invecchiare— fascinosissimo, devo ritrovarlo,

di chi è questo? è mio, è mio, è mio, è mio…quanto tempo è passato? un sacco…

Non vivo in città, ma in uno di quei paesini che i turisti vanno a visitare. Che c’entra? Ci arrivo, la “benedetta” gru ce l’hanno piazzata cinque anni fa per riparare la chiesetta, dico CINQUE anni fa e la gru sta ancora li, nonostante la riparazione della chiesetta è finita da almeno tre anni. Ma eccola li in bella in mostra per i turisti ed ovviamente per tutti noi … insomma, c’entra poco, ma almeno a te Matteo la gru te l’hanno tolta dai piedi, forget the early morning.

Magari quel ragazzo si era vestito male, allora sì che era fuori luogo.

Abbiamo praticamente perso il concetto del fuori-legge, vuoi che manteniamo quello del fuori-luogo?
(pignolo: il superlativo assoluto di “ampio” è “ampLissimo”)

ecco, adesso aspetto un bel commento di eNZO sul fatto che “sei talmente SNOBs milanese da AVERCI un portinaio”