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venerdì 4 dicembre 2009

Alice, Nicolino e il delirio radicale


antenna_crop_300XA me piace sentire le radio di tutti i tipi, anche quelle di noia programmatica. Tipo che quando sono solo in macchina poi metto su Radio Maria e mi lascio rincoglionire dai rosari salmodiati, oppure anche da Radio Padania e i suoi esperti di qualsiasi cosa ma padana. Ho sempre avuto un certo gusto per l’ossessivo, in effetti, che fossero certe canzoni dei Velvet Underground o un discorso di Pannella del ’75.
Radio Radicale è uno strano ibrido di radio di un movimento politico e radio di servizio pubblico, nel senso che c’è una parte della programmazione convenzionata con lo stato, che rende disponibili, in maniera molto più neutra e moderna rispetto all’omologo carrozzato RAI (GR Parlamento), un sacco di dibattiti dentro e fuori dai palazzi delle istituzioni; poi, con la stessa neutralità martellante, seguono le attività del Partito Radicale, o come diavolo si fanno chiamare in quella settimana lì.

Perché trovare altri che facciano più casino dei radicali nella comunicazione di quello che sono e fanno è impossibile. E visto che loro si ispirano agli americani — la parola CHANGE vi dice niente? — è il caso di non focalizzarsi sempre sugli obiettivi, nella vita, ma anche ogni tanto di pensare a quello che si fa ogni giorno, qui e ora. Credo che Fatuzzo dei Pensionati risulti più chiaro nel suo ruolo rispetto ai radicali. Fatuzzo, poi, a differenza dei Radicali, non mi ha mai rinscemito fino a estorcermi un voto per la Rosa nel Culo, né ha così legato un po’ dei miei diritti civili alle parole Daniele Capezzone per l’eternità. Quindi, anche se sono d’accordo con molte loro posizioni, i radicali si sono giocati la mia stima per sempre, e spesso io a causa loro mi gioco il sonno notturno (terribili incubi nonviolenti, col portavoce di Berlusconi nel ruolo di protagonista berciante).
A Radio Radicale l’altra settimana trasmettevano i lavori di un loro congresso, in diretta da qualche località termale. E io ero in macchina che tornavo a casa da Cuneo, con la morosa. Ascoltavamo, rapiti, questo buffo spaccato di umanità.
I radicali sono la versione partito di un’assemblea di condominio, nel senso che amano la discussione a qualunque costo, al punto di permettere sempre e comunque a chiunque di dire qualsiasi cosa per un tempo stabilito dal regolamento. Puoi parlare, anche se quello che questo dice è da ricovero, anche se non interessa a nessuno, anche se ci siamo rotti i maroni da un’ora e tu ancora parli. Sono fatti così: d’altronde sono il partito di Marco “Subordinata Selvaggia” Pannella.
Da qualche minuto i relatori facevano riferimento, nei loro interventi, a una bambina, tale Alice, evidentemente figlia di qualche radicale, che, essendo sana di mente, non stava dietro alle navi spaziali esposte al microfono dai grandi, ma ballava felice e spensierata tra le sedie della platea. Mentre la morosa minacciava di buttarsi dall’auto in corsa — difficile condividere il mio feticismo per la noia compressa — è arrivato il turno di tale Nicolino Tosoni. Non avevo mai sentito parlare di lui: un nome e un cognome, senza nessun dato attaccato. Si accende il microfono — noi in macchina, coll’autunno fuori dai finestrini, in un’autostrada vuotissima — e inizia questa opera d’arte totale.
nicolinotosoni

Più avanti, nel corso del viaggio e del congresso, Tosoni sarebbe intervenuto ancora, sostenendo, tra le altre cose, di essere in prima linea per la difesa della RU486, anche se direttamente non avrebbe potuto approfittare di questa libertà, “non essendo ancora disponibile il trapianto di utero nel frocio”. Un genio puro, insomma.
Prima di sottolineare alcuni punti di assoluta grandezza del discorso di Nicolino Tosoni, ci tengo a dire che è il presidente del Fuori (F.U.O.R.I. – Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), storica organizzazione italiana di militanza politica omosessuale, oggi costola del partito radicale.
Se andate su Radio Radicale e cercate Nicolino Tosoni, è pieno di suoi interventi, spesso intorcinati e geniali come questo.
Lo stile di Nicolino è insieme conservatore, rivoluzionario, integerrimo, incasinato, mussoliniano e libertario, urlato e sottovoce, pacifico e bombatomica.
Sentite come diventa Carmelo Bene, per tre secondi, proprio qui.
tosoninota
Oppure il modo in cui, in una specie di omaggio ad Aldo Palazzeschi, rivendica la natura delirante del proprio vitalismo.
tosonipazzo
E questo momento Paolo Poli, dove lo vogliamo mettere?
nicolinoahime
Insomma, io e un paio di amici abbiamo un nuovo piccolo culto. Non sappiamo quanto durerà, ma al momento per noi Nicolino Tosoni davanti al microfono è il numero uno.


S-E-C-O-D-A-R-I-A-M-E-N-T-E

Solo nei radicali si trovano questi elementi di rara incompresa splendida sembianza.

ma è stupendo!

MI sto pisciando nelle mutande dal ridere! Ho un nuovo scopo nella vita. Voglio vedere quest’uomo (http://www.radicalifvg.it/foto_suppletive/thumbnails/tosoni.jpg) arringare la folla .

fantastico, un vero intrattenitore. peccato non si sia presentato alle primarie del PD: lui si che avrebbe movimentato la discussione!

Fenomeno.

scusa, ma un gruppo su FB sarebbe troppo?

No, il gruppo su Facebook no! Questo non è un gonzo qualunque, di quelli che “impazzano” su youtube, perchè si scaccolano col cacciavite ballando su una canzone di Madonna: questo è un folle, ma è geniale davvero.

genio

Questo è adorabilmente F.U.O.R.I. di testa!!

Meraviglioso!

E’ sublime.

Fantastico!!! In realtà non l’ho visto, perché l’aggeggio non scarica i flash, ma mi sono fatta trascinare dal vostro entusiasmo

All’assemblea di Chianciano lo scorso giugno ho cenato con lui (e altri due militanti). Al di là del folclore dice un sacco di cose condivisibili, anche se alla fine sono sempre le stesse.

Ma la morosa si è poi buttata dall’auto in corsa? Se non l’ha fatto sposala subito, perché è una santa e ti ama sicuramente alla follia.

“Come vorrei che fossimo all’epoca del Regno di Svezia!…”. E’ già un classico. Grazie Matteo.

Natalino forever!!!

ehm.. scusate… Nicolino…

ascoltando il primo frammento al contrario si sente distintamente la dichiarazione di guerra ad un paese straniero ! ! !

Quando ha citato gli inchini alla piccola Cristina di Svezia ho pensato: vai, questo si è visto Greta Garbo in “La regina Cristina”, con tutto quello che ne consegue. E poi viene fuori che è il presidente del Fuori.
A volte il mio gaydar mi fa paura.

Notevole, in effetti. Io mi ero fatto tutto un viaggio istituzionale. Invece il riferimento camp a questo punto è innegabile.

NI-CO-LINO
NI-CO-LINO
NI-CO-LINO

Il feticismo della noia compressa, pensavo di esser solo io. Mi inquieti Matteo: troppe somiglianze, meglio non conoscersi mai…

1) Di Bordin ce n’è uno.
2) La tua morosa è una santa.

Stre. Pi. To. So!

Mai più senza.
Grazie.